Cristina Sciannamblo

Twitter, nuovo tempio della comunicazione politica?

Una ricerca mette in luce la massiccia presenza dei leader politici sulla piattaforma da 140 caratteri. Un nuovo canale di costruzione del consenso e interazione con l'opinione pubblica. Che non sfugge ai fan di Berlusconi

Roma - Il 2012 potrebbe essere ricordato anche come l'anno che ha segnato il definitivo sbarco della comunicazione politica su Twitter, osservazione contenuta nei risultati di una ricerca condotta da The Digital Policy Council (DPC), think tank internazionale e apartitico, che ha studiato l'uso dei social media da parte dei capi di stato di tutto il mondo.

Lo studio informa che il 75 per cento dei capi di governo è presente sulla piattaforma cinguettante. Sono stati presi in considerazione 164 paesi, rilevando che 123 di essi presentano un account, personale o istituzionale, che fa capo al proprio premier: un cambiamento rilevante rispetto al 2011, in cui la presenza su Twitter si attestava su livelli bassi, con soli 69 paesi su 164. Secondo il tasso di crescita annuale composto (CAGR) elaborato da DPC, il 93 per cento dei leader politici possiede un profilo cinguettante, un crescita progressiva che, dal 2010, ha raddoppiato i risultati, segnando un nuovo canale e nuove modalità di comunicazione per la costruzione del consenso e l'interazione con l'opinione pubblica.

Tra i profili in evidenza, spicca, per numero di follower, quello del Presidente statunitense Barack Obama, che, grazie ai suoi 25 milioni di seguaci, si conferma il leader più seguito. A seguire, Hugo Chavez, capo di stato del Venezuela, con quasi 4 milioni di follower. Numeri che attestano anche la crescita dell'influenza espressa da Twitter, sia in termini di utenza sia per la qualità della funzione ricoperta come amplificatore di istanze e rivendicazioni politiche.
Le potenzialità della piattaforma di microblogging non sembrano essere sfuggite neppure all'ex premier Silvio Berlusconi, o perlomeno a un manipolo di suoi fan. Recente, infatti, è la nascita dell'account cinguettante Berlusconi2013, riconducibile a non meglio specificati "volontari digitali" legati al Cavaliere. Il profilo non è sfuggito al controllo di diversi osservatori, i quali hanno sollevato una polemica circa la presunta compravendita di follower che risiederebbe dietro alla crescita vertiginosa della popolarità del profilo. Un fenomeno subito spiegato dai gestori dello spazio: "Abbiamo rilevato 2893 follower riconducibili a un "bot" - dichiara il massaggio firmato staff - saranno prontamente rimossi nelle prossime ore".

Cristina Sciannamblo
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