Cristina Sciannamblo

Un killer virtuale per il figlio videogiocatore

Il padre di un giovane cinese avrebbe assoldato oscuri personaggi in grado di sconfiggere al gioco il figlio. Uno stratagemma per convincerlo a cercarsi un lavoro

Roma - Stanco e stufo di vedere il proprio figlio disobbedire ai richiami per dedicarsi al videogames, un padre cinese ha deciso di ricorrere a una misura a dir poco originale: assumere un killer professionista virtuale in grado di mettere in riga il giovane indisciplinato.

Secondo il signor Feng, il motivo dei cattivi voti scolastici di suo figlio Xiao Feng rispondeva alle cattive abitudini prodotte dalla dipendenza dal gioco online, ragione alla base anche della difficoltà di trovare un lavoro da parte del 23enne. Feng ha così deciso di passare a una soluzione definitiva assoldando alcuni personaggi, all'interno del gioco preferito da Xiao, che fossero in grado di sconfiggere le abilità di gioco del giovane.

Secondo i piani di mister Feng, i personaggi videoludici avrebbero dovuto superare in bravura Xiao, il quale, contrariato dalla improvvise difficoltà di gioco, si sarebbe deciso a mollare joystick e tastiera per cercare un lavoro.
La punizione videoludica escogitata dal padre non avrebbe tuttavia sortito gli effetti sperati: invece di convincere Xiao Feng a congedarsi dalla sua piattaforma di gioco preferita, il giovane avrebbe cercato un confronto con il genitore per convincerlo della sua volontà di trovarsi un'occupazione, non una qualsiasi, bensì un lavoro che potesse soddisfare a pieno le sue ambizioni. E del fatto che ci sia bisogno di tempo, altro tempo, per farlo. Mistero sui progressi compiuti per affrancarlo da questa presunta eccessiva passione videoludica: pare comunque che il padre abbia richiamato la sua schiera di killer virtuali. (C.S.)
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