Cristina Sciannamblo

Mars500, una simulazione sedentaria

Pubblicato uno studio sulla simulazione terricola del viaggio di 520 giorni su Marte. A un aumento costante delle ore di sonno č corrisposta maggiore assenza di movimento. E si moltiplicano i progetti per colonizzare il Pianeta Rosso

Roma - Era il 2010 quando un equipaggio internazionale si preparava per la partenza della prima simulazione di viaggio verso Marte. Un'esperienza, quella di Mars500, durata 500 giorni, di cui ora è possibile conoscere il bilancio definitivo.



Risultati poco incoraggianti e allo stesso tempo interessanti, quelli pubblicati in uno studio che ha analizzato le condizioni della crew composta da sei persone, rinchiusa per 520 giorni in un centro biomedico moscovita. La situazione più critica sarebbe stata registrata per i muscoli e le ossa degli astronauti, colpiti da atrofia causata dalle limitazioni di movimento dettate dalla simulazione.
I membri dell'equipaggio hanno trascorso il viaggio simulato costantemente monitorati attraverso apparecchi collegati ai polsi, capaci di misurare il movimento e la luce alla quale erano esposti. Le difficoltà maggiori hanno riguardato l'equilibrio tra le ore di sonno e quelle di attività. Durante i periodi di pausa, infatti, gli uomini sono stati liberi di regolare il proprio sonno, con esiti alquanto negativi.

Secondo i dati riportati dall'autore dello studio, David Dinges, il tempo dedicato al sonno è aumentato in media dell'8 per cento, corrispondente a 35 minuti ogni giorno per ciascun membro dell'equipaggio. Di contro, il tempo dedicato al movimento è diminuito progressivamente del 7 per cento, equivalente a circa 70 minuti in meno di attività motoria per ciascun membro dell'equipaggio registrata a fine missione. Si tratta, come spiegato da Dinges, di conseguenze significative poiché la microgravità può aggredire severamente il tessuto osseo e cardiovascolare se l'astronauta non mantiene condizioni di movimento adeguate all'ambiente del Pianeta Rosso.

Proprio in vista di Marte, si moltiplicano le iniziative di coloro che intendono fondare colonie umane. L'ultima in ordine di tempo è l'organizzazione no profit Mars One, che ha lanciato un vero e proprio processo di selezione utile a scovare i futuri pionieri del pianeta.

Cristina Sciannamblo
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