Cristina Sciannamblo

Anonymous, DDoS come libera espressione

Il collettivo ha inviato una petizione alla Casa Bianca per chiedere che gli attacchi DDoS siano riconosciuti come strumenti della libera espressione. Si chiede il rilascio degli hacktivisti arrestati. 25mila firme necessarie

Roma - Sono diventati famosi per aver messo in ginocchio i server di grandi e piccole organizzazioni di potere. Quella che viene portata avanti come una battaglia a sfondo etico condotta a colpi di attacchi informatici ora chiede di essere riconosciuta ufficialmente: esponenti del mutevole collettivo di hacker Anonymous ha inviato una petizione online al governo statunitense affinché le famigerate rappresaglie a colpi di DDoS siano riconosciute come entità giuridica tutelata dal diritto di libera espressione.

Il gruppo di hacktivisti sostiene che gli attacchi distributed denial of service siano pratiche di protesta simili a quelle messe in atto dal movimento Occupy: gli hacktivisti impediscono l'accesso ai siti Web presi come bersaglio nello stesso modo con cui gli attivisti ostacolano l'ingresso agli edifici.

Di conseguenza, secondo Anonymous tutti i membri del collettivo arrestati dovrebbero essere rilasciati e autorizzati a condurre le loro battaglie nonché prosciolti dalle accuse. "I DDoS - si legge nella petizione - non sono in alcun modo semplici forme di hacking. Sono l'equivalente di premere ripetutamente il pulsante di aggiornamento su una pagina Web. Per questo motivo, non sono diversi da qualunque protesta portata avanti dal movimento Occupy. Invece di un gruppo di persone che stazionano fuori da un edificio per occupare un'area, essi utilizzano il computer per occupare un sito Web allo scopo di rallentare o negare il funzionamento di quel particolare sito per un breve periodo di tempo".
Tramite questo tipo di azioni, negli ultimi mesi il collettivo degli Anonimi ha messo in crisi, tra gli altri, diversi siti istituzionali dello stato di Israele, i server della Polizia di Stato italiana e collaborato con Wikileaks per la diffusione di informazioni riservate.

Sarà molto difficile che Washington accolga le ragioni della petizione sia perché spesso i cyberattacchi di Anonymous hanno bucato diversi server appartenenti a istituzioni a stelle e strisce sia perché non è chiaro quale sia l'entità da riconoscere, dal momento che il collettivo non presenta né una struttura definita né un leader dichiarato. Saranno comunque necessarie 25mila firme per ottenere una risposta da parte del Presidente Obama.

Cristina Sciannamblo
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8 Commenti alla Notizia Anonymous, DDoS come libera espressione
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  • La petizione inviata alla Casa Bianca è un fake inviato da gruppi isolati di script kiddies che nulla hanno a che fare con Anonymous!
    non+autenticato
  • - Scritto da: Fai il login o Registrati

    > La petizione inviata alla Casa Bianca è un fake
    > inviato da gruppi isolati di script kiddies che
    > nulla hanno a che fare con
    > Anonymous!

    Di script kiddies , come li chiami tu, che parlano o agiscono in nome di anonymous, ne salteranno fuori a bizzeffe: semplicemente anonymous non ha una struttura definita, non ha un libro soci né un portavoce. L'anonimato a volte porta questi piccoli inconvenienti...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Leguleio
    > - Scritto da: Fai il login o Registrati
    >
    > > La petizione inviata alla Casa Bianca è un
    > fake
    > > inviato da gruppi isolati di script kiddies
    > che
    > > nulla hanno a che fare con
    > > Anonymous!
    >
    > Di script kiddies , come li
    > chiami tu, che parlano o agiscono in nome di
    > anonymous, ne salteranno fuori a bizzeffe:
    > semplicemente anonymous non ha una struttura
    > definita, non ha un libro soci né un portavoce.
    > L'anonimato a volte porta questi piccoli
    > inconvenienti...

    Se tutti gli script kiddies di questo mondo, indossassero la maschera di anonymous e mandassero una mail, non saremmo qui a discutere: anonymous avrebbe raggiunto lo scopo e vinto la sua guerra.
  • Normalmente se si vuole la modifica di una legge non si fa una petizione al presidente: si fa pressione sul parlamento (sul Congresso, in questo caso), perché il potere legislativo è nelle sue mani. E in particolare, se si chiede la depenalizzazione o la legalizzazione di un atto previsto come reato non si avanza nel contempo la proposta di trasformarlo in arte. L'arte viene percepita come tale dai cittadini, si spera che non ci mettano il naso i parlamenti per stabilire dove tirare il confine. Triste


    In più, mi chiedo se l'iniziativa della Casa bianca con la pagina "We, the people":

    https://petitions.whitehouse.gov/

    Non sia semplicemente fumo negli occhi dei cittadini: le petizioni online sono considerate dei passatempi da attivisti, e nulla più, perché non c'è modo di sapere se le persone hanno "firmato" più volte.
    Comunque leggo che con questo sistema hanno raccolto molte firme per la secessione dagli Stati Uniti:

    http://en.wikipedia.org/wiki/2012_state_petitions_...

    Vediamo se seguirà una legge oppure un referendum.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Leguleio
    > Comunque leggo che con questo sistema hanno
    > raccolto molte firme per la secessione dagli
    > Stati
    > Uniti:
    >
    > http://en.wikipedia.org/wiki/2012_state_petitions_
    >
    > Vediamo se seguirà una legge oppure un referendum.

    O un altra guerra civile? Le armi in giro non mancano.A bocca aperta La secessione è un argomento vecchio, ci hanno già provato una volta e non ci sono riusciti Occhiolino
    Forse non sono proprio degli "Stati Uniti" c'è ancora voglia di indipendenza. per quale motivo hanno fatto questa petizione non l'ho capito, il link che hai messo l'ho visto boh...Sorride
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    Modificato dall' autore il 10 gennaio 2013 17.36
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  • - Scritto da: thebecker



    > Forse non sono proprio degli "Stati Uniti" c'è
    > ancora voglia di indipendenza. per quale motivo
    > hanno fatto questa petizione non l'ho capito, il
    > link che hai messo l'ho visto boh...
    >Sorride


    Se ho capito bene, ognuno dei 50 Stati federati vuole diventare indipendente. Non avremo più gli Stati Uniti d'America, ma 50 entità statali ognuna con un presidente e con il proprio governo e il proprio esercito.
    non+autenticato
  • contenuto non disponibile
  • - Scritto da: unaDuraLezione
    > for (int a = 0; a < 25000; a++)
    > {
    >     printf ("%s \n", "Anonymous");
    > }
    >
    >
    > fatto.


    ahahaha in effetti..
    non+autenticato