Marco Calamari

Cassandra Crossing/ Tutti i libri del mondo

di M. Calamari - Riscoprire antiche passioni attraverso nuovi strumenti. Un invito a mettere da parte retrograde diffidenze e apprezzare il potere del digitale. I vostri occhi vi ringrazieranno

Roma - Il tempo diversamente strutturato e più libero delle vacanze permette esperienze impreviste, e da tutte le esperienze si impara. Imparando qualcosa di nuovo si viene talvolta assaliti dall'idea di raccontarlo a qualcuno, e quindi eccoci qui. Credo che il fatto di dover scegliere un regalo per una persona importante, supponiamo solo come esempio la propria signora, sia un problema stressante non solo per Cassandra ma per molti.

Quest'anno però la fortuna, unita al saper stare ad ascoltare facendo finta di niente, ha completamente risolto il problema. Al termine di una piacevole cena a casa di amici, svoltasi nel lontano settembre, la padrona di casa ha esibito con orgoglio il regalo ricevuto per il compleanno, regalo a suo dire raro e difficile da trovare, cioè un lettore di ebook ad inchiostro elettronico.

Un lettore bianconero "vecchio stile", non i pubblicizzatissimi pseudo-pad a colori, che non possiedono più la caratteristica principale della facilità di lettura in qualsiasi condizione di luce.
Non avendo mai utilizzato un tale oggetto se non per pochi secondi, in un negozio ed un modello ormai "antico", ho con nonchalance aguzzato la vista e gli orecchi, e sono stato premiato da giudizi estasiati da parte della persona da cui meno me lo sarei aspettato, cioè dall'avente diritto al mio regalo di Natale di cui sopra. "Ahhh, fantastico - ha pensato allora Cassandra - problema risolto, meno male che ho fatto finta di niente".

Si è resa quindi necessaria una veloce analisi di mercato in uno dei tanti settori dell'informatica di consumo che non ho mai esplorato, sia per mancanza di tempo che per l'essere notoriamente "territorio del nemico", giardino recintato presidiato dall'armata dei famuli della cosiddetta "Proprietà Intellettuale" e dei DRM. Altresì necessaria è stata la scelta del wallet garden con i muri più bassi, avendo la piacevole sorpresa di scoprire che alcuni avevano i muri assai più bassi di altri, ed apprendendo l'esistenza di tools liberi come Calibre per la gestione e conversione di ebook in formati liberi.

Detto fatto, turandosi un po', anzi parecchio, il naso, Cassandra ha effettuato un veloce ordine telematico con consegna del pacco natalizio direttamente all'ufficio della destinataria; vittoria, titoli di coda e problema risolto.

Fine della storia? No, solamente il prologo.

Infatti la conseguenza di tutto questo, cioè la presenza in giro per casa di un lettore di ebook, ha prodotto interessanti e non piccoli effetti collaterali su Cassandra stessa. Senza dirlo esplicitamente alla proprietaria, sul lettore erano stati caricati, oltre a tutti i libri omaggio ed un paio di costosi bestseller che lei stava leggendo o aveva in animo di leggere, alcune tonnellate di testi scaricati dal Progetto Gutenberg e dall'omologo italiano Progetto Manunzio, liberi o posti sotto licenze libere, come pure copie personali di libri cartacei acquistati in un passato anche lontano.

Č stato quindi spontaneo il mettere mano assai più spesso della legittima proprietaria al tecnologico aggeggio lasciato in giro, e fare l'unica cosa con esso possibile, cioè mettersi a leggere. Essendo Cassandra nella fascia d'età in cui la vista, già imperfetta da bambino, si affievolisce ulteriormente, la facilità di lettura in qualsiasi condizione di luce o buio, toccata con mano anzi pupilla, si è rivelata realmente sorprendente. L'appeal di un oggetto tascabile e dalla batteria praticamente eterna, che nella sua memoria "limitata" (per gli standard irragionevoli di oggi) contiene migliaia di volumi, può certo essere spiegata e compresa sul piano intellettuale ed informativo, ma viene percepita ed apprezzata totalmente solo con l'esperienza diretta.

Ma una grossa fetta, forse la più grande, dell'appeal che il lettore di ebook ha avuto per Cassandra è dovuta alla stessa ragione che poche settimane fa è stata lo spunto alla base di "Tutta la musica del mondo"; come in quel caso nel palmo della mano non c'erano realmente "Tutti i libri del mondo", ma c'erano buona parte dei libri letti in una vita, qualche migliaio dei quali giacciono anche da decenni in una variegata collezione di scatole di cartone, spesso polverose e malmesse, anche loro probabilmente polverosi, ingialliti od addirittura chiazzati di muffa (argh...).

Credo che solo chi ha amato ed ama i libri fin dalla scuola possa comprendere e condividere il disagio e la tristezza di chi ha tentato di non rinunciare ai libri letti, a costo di farsi seguire da pile crescenti di scatole da un trasloco all'altro, in case i cui scaffali sembravano essere sempre meno di quelli della casa precedente.

Dal palmo della mano, nella forma datata ma insostituibile ed indimenticabile del simulacro elettronico della pagina stampata, ritornano parole lette 30 anni fa ed ancora vivide nella memoria. Si può saltellare da un libro all'altro, e passare a rileggere quasi istantaneamente un altro libro come se fosse magicamente saltato fuori dalla triste scatola chiusa nella cantina di un'altra città, e si fosse precipitato nella mano alla velocità del pensiero.

Completamente diverso da una lettura ipertestuale, perfettamente aderente ad un'esperienza libresca, un integratore di ricordi e di piacevoli esperienze di lettura e rilettura.

L'unica cosa che manca è il profumo della carta, e qui Cassandra si permette un suggerimento ai fabbricanti di lettori: mettete al lavoro i vostri chimici e fornite la prossima generazione di lettori di un diffusore incorporato di profumo di carta sintetico, magari che supporti cartucce con gli odori di diversi tipi di libro, già che ci siamo linkati ai metadati dell'ebook. Fresco di stampa, libro rilegato, libro vecchio, libro di scuola, libro antico, libro ammuffito, libro di pergamena...

Un piccolo business per voi, perché un'intera generazione di non retrogradi amanti della carta e dei vinili lo apprezzerà senz'altro.

Marco Calamari
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Tutte le release di Cassandra Crossing sono disponibili a questo indirizzo
98 Commenti alla Notizia Cassandra Crossing/ Tutti i libri del mondo
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  • Una considerazione (ovvero qualche domanda retorica): perchè non sono disponibili monitor per Personal computer in tecnologia E-Ink?
    Allo stesso modo, perchè non è possibile disporre di netbook a doppio schermo, dal lato interno a colori e dal lato esterno in e-ink?
    L'Industria è davvero convinta che centellinare la tecnologia, o limitarne la diffusione (un esempio per tutti, il Digital Audio Tape) le permetta di aumentare i profitti ad libitum?
    non+autenticato
  • io ho recentemente acquistato un e-reader per un unico motivo, molto semplice: gli e-book sono gratis (grazie avaxhome e compagnia).

    l'unico altro vantaggio è lo spazio fisico risparmiato, ma tutto sommato un buco dove piazzare i libri cartacei in qualche modo lo si trova sempre, quindi lo reputo un elemento secondario.

    mi spiace solo che le riviste siano sostanzialmente impossibili da consultare su un e-reader, ma penso che in breve tempo si risolverà anche questo inconveniente.

    detto questo, se esistesse la possibilità di scaricare gratuitamente e magicamente i libri di carta dal pc, sceglierei sempre questi ultimi, per i motivi elencati qui sotto già da altri. che volete che vi dica, sono una tradizionalistaSorride

    tutto ruota intorno ai schei!! e grazie al digitale posso leggere cose che senz'altro non avrei mai letto a causa del prezzo. abbiamo così un'opportunità di scelta pressoché immensa, e se un libro alla fine non ci piace, non dovremo rosicare per aver gettato nel gabinetto 10 o più euro...

    l'unica cosa che mi dà fastidio è che non sempre con calibre riesco a convertire bene un pdf in un epub, e purtroppo il pdf è il formato in cui al 99% trovo l'ebook in rete. ho anche settato calibre in base allo standard kobo, però a volte, per tutto il libro, mi va a capo senza motivo.. vabbè, sarò impedita io, imparerò ad usarloSorride
    non+autenticato
  • Hai trascurato solo una cosa: le royalty alla Adobe si pagano!
    Poi per uso personale puoi anche scaricare il Reader gratuito, ma l'Editore se vuole commerciare la sua rivista in PDF paga la Adobe per i diritti d'uso.
    Il gratuito NON ESISTE
  • - Scritto da: ninjaverde
    > Hai trascurato solo una cosa: le royalty alla
    > Adobe si
    > pagano!
    > Poi per uso personale puoi anche scaricare il
    > Reader gratuito, ma l'Editore se vuole
    > commerciare la sua rivista in PDF paga la Adobe
    > per i diritti
    > d'uso.

    Non mi risulta. Paga la adobe solo se usa una sua suite per creare i pdf. Ma i pdf si possono tranquillamente creare anche con programmi gratuiti (libreoffice, ad esempio), oppure, su linux e su mac, puoi usare l'opzione "stampa su file" per creare pdf dalla tua applicazione preferita.
    non+autenticato
  • - Scritto da: uno qualsiasi
    > - Scritto da: ninjaverde
    > > Hai trascurato solo una cosa: le royalty alla
    > > Adobe si
    > > pagano!
    > > Poi per uso personale puoi anche scaricare il
    > > Reader gratuito, ma l'Editore se vuole
    > > commerciare la sua rivista in PDF paga la
    > Adobe
    > > per i diritti
    > > d'uso.
    >
    > Non mi risulta. Paga la adobe solo se usa una sua
    > suite per creare i pdf. Ma i pdf si possono
    > tranquillamente creare anche con programmi
    > gratuiti (libreoffice, ad esempio), oppure, su
    > linux e su mac, puoi usare l'opzione "stampa su
    > file" per creare pdf dalla tua applicazione
    > preferita.

    Mi risulta che gli editori preferiscano i pdf e non altri formati.
    E come al solito i formati a licenza libera rappresentano solo una nicchia
    tra gli utilizzatori.
    Poi è ovvio che chi non produce materiale pubblico può avvalersi della gratuità, tanto se scarica un pdf pagherà la sua quota compresa nel prezzo, come chi acquista un Pc con un windows preinstallato.
    Ma se pubblichi un pdf anche se ottenuto con mezzi alternativi poi ti trovi la Finanza o (se va bene) una lettera della Adobe che ti "consiglia" di acquistare la licenza.
  • > Mi risulta che gli editori preferiscano i pdf e
    > non altri
    > formati.
    > E come al solito i formati a licenza libera
    > rappresentano solo una
    > nicchia
    > tra gli utilizzatori.

    Guarda che il pdf è a licenza libera.

    È un formato aperto, nel senso che chiunque può creare applicazioni che leggono e scrivono file PDF senza pagare i diritti (Royalty) alla Adobe Systems. Adobe ha un numero elevato di brevetti relativamente al formato PDF ma le licenze associate non includono il pagamento di diritti per la creazione di programmi associati.

    http://it.wikipedia.org/wiki/Portable_Document_For...

    > Poi è ovvio che chi non produce materiale
    > pubblico può avvalersi della gratuità, tanto se
    > scarica un pdf pagherà la sua quota compresa nel
    > prezzo, come chi acquista un Pc con un windows
    > preinstallato.
    > Ma se pubblichi un pdf anche se ottenuto con
    > mezzi alternativi poi ti trovi la Finanza o (se
    > va bene) una lettera della Adobe che ti
    > "consiglia" di acquistare la
    > licenza.

    Se generi il pdf con openoffice o libreoffice, hai una licenza perfettamente regolare gratuita (la LGPL), e la finanza non può dirti nulla.

    Ti ripeto: tu parli di creare pdf con la suite di adobe, che è a pagamento. Ma puoi usare alternative gratuite, ce ne sono parecchie. Ed il pdf ottenuto è identico a quelli ottenuti con i programmi di adobe.
    non+autenticato
  • Personalmente, dopo aver finito da un pezzo lo spazio sugli scaffali l'anno scorso ho deciso: basta libri cartacei (basta anche con i giochi per PC confezionati in scatole di plastica anziché acquistati su Steam, ma questo è un altro discorso). I libri ormai li leggo sul mio Nexus 7 e mi trovo benissimo anche se so che molti preferiscono l'eInk (avevo già un eBook nel 2009, ma non aveva funzionalità Kindle-compatibili). Trovo impagabile poter disporre di decine di volumi in uno spazietto minuscolo dei pur scarsi 32GB di flash del Nexus: non devo mai preoccuparmi di dove li metterò, non devo decidere quali mettere nella valigia se vado fuori, non devo fare penose scelte tra il portarmi un solo volume da 1000 pagine o 5 libercoli da 200. Sono sempre con me... perfino quando sono in giro senza nessun tablet con me: il palmare accede ai medesimi libri e l'ultima pagina letta, le note e le parti sottolineate sono memorizzate sul cloud. Poi oltretutto non devo più fare la fila in libreria: sfioro col dito "ordina con un click" ed in circa 10 secondi posso iniziare a leggere. Non tornerei indietro nemmeno se mi pagassero... Anzi, alcuni libri che avevo li ho comprati in formato Kindle e dopo li ho regalati: mi fa molto più comodo averli con me che fargli fare da raccogli-polvere e occupa-spazio in casa. E prima che qualcuno obietti: "così li paghi due volte", sì, ne sono consapevole, e certamente preferirei che esistesse un servizio che in cambio della restituzione del volume cartaceo ti permettesse di scaricare l'ebook. Dopotutto sarebbe più che dovuto.
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    Modificato dall' autore il 14 gennaio 2013 00.04
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  • - Scritto da: Luke1
    > occupa-spazio in casa. E prima che qualcuno
    > obietti: "così li paghi due volte", sì, ne sono
    > consapevole, e certamente preferirei che
    > esistesse un servizio che in cambio della
    > restituzione del volume cartaceo ti permettesse
    > di scaricare l'ebook. Dopotutto sarebbe più che
    > dovuto.

    Puoi benissimo scaricarti l'ebook e poi, nel caso remotissimo che qualcuno ti chieda qualcosa, dire che te lo sei scansito e passato all'OCR tu, dopotutto paghi l'equo compenso per cotale diritto... magari cambia i metadatiSorride
    Funz
    12944
  • Sicuramente la digitalizzazione dei libri è una innovazione considerevole.
    Ma ha alcuni difetti e questi giustificano ancora i libri cartacei.
    Intanto non è ancora stato inventato un sistema per i libri antichi...pardon... è stato inventato ma non è considerato utile da nessuno.
    Dico questo poichè i testi antichi non sono traducibili con un OCR dati i caratteri non uniformi, per la stampa, e figuriamoci nei casi di manoscritti.
    I libri con carta pregiata (ricavata da stracci non sintetici) durano almeno 500 anni. I Tablet e-book e compagnia bella durano mediamente 5 anni o forse il doppio per gli amatori di cose vecchie. Cambiano anche gli standard dei codici dei files con una rapidità estrema se si tratta di standard proprietari.
    Certo una casa piena di libri è un problema sia finanziario che come gestione: è il prezzo per avere documenti con una vita molto lunga.
    Ma è uno scrigno per la memoria collettiva, uno scrigno che quando viene aperto mette in discussione la cultura e i rimaneggiamenti nelle epoche moderne e delle false interpretazioni, nella cultura corrente moderna...
    E forse per questo è meglio tener nascosti i testi antichi...Altrimenti i professori fanno la figura degli asini, anche se non per colpa loro. Perplesso
  • - Scritto da: ninjaverde
    > I libri con carta pregiata (ricavata da stracci
    > non sintetici) durano almeno 500 anni. I Tablet
    > e-book e compagnia bella durano mediamente 5 anni

    Sono Marco Calvo, e ho creato circa 18 anni fa il progetto Manuzio (a proposito, Manuzio, non Manunzio).

    Ho trovato molti commenti interessanti all'articolo di Marco Calamari, vorrei solo fare qualche osservazione a proposito della superiore durata della carta rispetto alla vita media dei lettori e-book. È un dato reale, ma temo si stia confondendo il supporto (carta o lettore che sia) con il contenuto.

    Ciò che a noi deve interessare conservare nei secoli è il libro, intendendo con questo il suo contenuto, la storia che racconta. Se tale contenuto è stampato su carta, o memorizzato in un chip, poco importa. La Divina Commedia non è un capolavoro «di carta», è un capolavoro e basta.

    Non deve perciò sembrare strano che il progetto Manuzio, nato anche allo scopo di preservare nel tempo i grandi classici, abbia scelto il digitale. È infatti il modo migliore per evitare che i libri - più o meno conosciuti - vadano persi.

    Molti ricordano i primi decenni dell'informatica, quando i supporti informatici avevano vita breve e creavano grandi problemi di retro-compatibilità, facendo sembrare la via informatica complicata e probabilmente costosa.

    In realtà con l'avvento di XML e derivati (tra i quali il formato ePub) questi problemi sono stati risolti. Si tratta infatti di formati standard, aperti, interoperabili e progettati per durare secoli.

    Il formato digitale offre numerosi altri vantaggi: un archivio digitale, anche di milioni di titoli, si duplica nel giro di breve tempo, il che consente economiche e veloci copie di sicurezza.

    Occupa poco spazio, il che è tutt'altro che secondario se si considera che uno dei problemi delle biblioteche nazionali centrali sono proprio gli enormi, costosi, vulnerabili magazzini. Vulnerabili al fuoco, all'acqua, al topi, agli agenti chimici e così via.

    Un archivio digitale, come il sito di Liber Liber spero dimostri efficacemente, si può consultare in remoto. E se un utente ha scaricato una copia del Decameron, non è un problema; milioni di altri utenti possono scaricare lo stesso file senza doverlo togliere dalle mani del primo.

    Infine c'è il vantaggio economico. Nel ricco Occidente può sembrare un dato secondario, ma ciò che rese rivoluzionaria l'invenzione di Gutenberg fu che ridusse molto il costo dei libri. Consentendo a molte più persone di poterli leggere (ed è grazie a questo fatto che il progresso scientifico, sociale e culturale dell'umanità è accelerato). La rivoluzione digitale ha ulteriormente abbassato il costo della cultura. Sia per quanto riguarda il costo del contenuto (si pensi ai milioni di siti Internet gratuiti) sia per quanto riguarda la distribuzione: niente camion, magazzini, macero e così via.

    Certo, non ci sono solo gli aspetti positivi. Il successo commerciale di Amazon, che ha adottato un formato poco valido da un punto di vista tecnico, ma soprattutto un formato proprietario con dei meccanismi DRM che creano problemi di compatibilità, è una minaccia al futuro dei libri. Anche i DRM della Adobe applicati agli e-book in formato ePub creano problemi. E prima i consumatori si renderanno conto di quanto siano dannosi questi DRM (peraltro perfettamente inefficaci nel contrastare la pirateria) meglio sarà.

    In ogni caso credo ci siano motivi per essere ottimisti. I supporti digitali migliorano di anno in anno, diventando più leggibili, più economici, più leggeri e più facili da usare. E confido che quando saranno realmente un fenomeno di massa anche i dannosi DRM spariranno, così come è già successo nel campo della musica.

    Ciao.
  • Le tue osservazioni sono condivisibili, ma il problema del supporto rimane.
    Intanto il digitale è una notevole innovazione in quando proprio il digitale permette di abbattere i costi (a parte i limiti del coprygth degli Editori) i costi potrebbero essere bassissimi.
    Questo vantaggio io e un mio amico esperto di programmazione lo abbiamo "visto" sopratutto utile per i libri antichi che hanno un prezzo spesso inavvicinabile per l'utente comune e gli studiosi.
    Ma come sappiamo è impossibile usare la tecnologia corrente di digitalizzazione per riprodurre i testi antichi o i manoscritti.
    Per questo abbiamo elaborato un nuovo sistema a base fotografica. Non usando però i brevetti industriali che impongono un pagamenti di royalty.
    Ma pur avendo fatto un pò di pubblicità (da notare che non siamo una ditta in cui potremmo scaricare le spese pubblicitarie dal reddito) i nostri contatti sono stati infruttuosi, a parte qualche professore che sperava in un progetto già avviato.
    Quindi il libro antico rimane quello che è nonostante qualche maldestro tentativo di digitalizzazione.
    Sull'argomento c'è un sito: http://librivirtuali.com/
    http://www.youtube.com/watch?v=eTJCEIggj98
    Il programma, creato anni fa potrebbe essere facilmente implementato per gli ebook o tablet anche con accessori tipo il volta-pagina, ma non lo abbiamo fatto per il semplice fatto che il progetto è rimasto fermo.
  • -Dico questo poichè i testi antichi non sono traducibili con un OCR dati i caratteri non uniformi, per la stampa-

    Giusta riflessione

    -Certo una casa piena di libri è un problema sia finanziario che come gestione-

    Problema risolvibile recandosi nelle biblioteche, dove il prestito dei testi è ancora gratuito (incredibile eh, nell'italia di monti..) Oppure scambiandosi libri con amici e conoscenti (cosa utilie e saggia, e che spesso ci permettere di conoscere autori che prima ignoravamo)

    -meglio tener nascosti i testi antichi...Altrimenti i professori fanno la figura degli asini-

    :D
    non+autenticato
  • - Scritto da: z0na abit4bil3
    > -Dico questo poichè i testi antichi non sono
    > traducibili con un OCR dati i caratteri non
    > uniformi, per la
    > stampa-
    >
    > Giusta riflessione
    >
    > -Certo una casa piena di libri è un problema sia
    > finanziario che come
    > gestione-
    >
    > Problema risolvibile recandosi nelle biblioteche,
    > dove il prestito dei testi è ancora gratuito
    > (incredibile eh, nell'italia di monti..) Oppure
    > scambiandosi libri con amici e conoscenti (cosa
    > utilie e saggia, e che spesso ci permettere di
    > conoscere autori che prima
    > ignoravamo)

    Si forse...
    Tempo fa il mio amico possedeva i microfilm dei Sermoni Subalpini (occitani) fatto da Chomon che era il fotografo autorizzato per fotografare libri e reperti antichi a Torino.
    Si impegnò a farne la traduzione in collaborazione con un professore linguista poichè i testi erano stati tradotti malissimo da un linguista tedesco che però non conosceva l'idioma piemontese. Il vantaggio per noi era che l'occitano condivide molte perole ed assonanze col dialetto ed il francese ancora usato (langue d'oc).
    Un professore venuto a sapere dell'esistenza di quei documenti unici si rivolse alla biblioteca, ma chissà come mai non si trovavano più....
    Ma dopo la bubblicazione dei fotogrammi e della traduzione di alcune pagine sul sito, per miracolo i testi furono ritrovati e la Regione Piemonte prese l'iniziatica di stampare il testo con le foto a colori, la traslazione e la traduzione molto migliorata rispetto a quella precedente.
    Questo per specificare che alcuni libri antichi non sono neanche consultabili dal pubblico e semmai vi sono rare concessioni per alcuni addetti o persone particolarmente "affidabili".
    http://picobeta.com/sermoni/
    http://www.picobeta.com/sermoni/sermon01.htm
    http://taurinorum.com/testi/bibliografia.html
    Questo è un esempio naturalmente, ma ci sono molti testi di importanza storica, nonchè documenti che non sono affatto accessibili agli studiosi, in particolare se non titolati.
    E questo consente ai testi rimaneggiati e a volte mal tradotti di essere e continuare ad essere i testi scolastici ed universitari accreditati come ad esempio questo:
    http://taurinorum.com/testi/inserto2b.html
    In cui sono chiare le incongruenze tra il testo in latino del 1566
    e la traduzione in italiano. Eppure il testo mal tradotto in italiano è il testo diventato ufficiale nell'insegnamento della storia di quel periodo riferito a Tito Livio.
  • Ho letto poca fa la tua risposta a Marco e dato un'occiata al sito LibtiVirtuali (abbiamo postato nello stesso lasso di tempo, quindi non sapevo ancora del vostro progettoOcchiolino
    Progetto meritevole (per non dire utilissimo). Ed infatti rileggendo il post di Marco si comprende la necessità di recuperare in digitale (e nel possibile tradurre al meglio) tutti quegli scritti che nei secoli sono andati perduti o quasi, magari per incuria o più semplicemente per usura.
    Mi sembra di avere capito che vivi a Torino (io vivo a Milano). In ogni caso ti lascio 2 link, che spero possano tornarti utili ai fini del progetto.

    Biblioteche di Milano (in alcune di queste, so per certo che si possono trovare testi molto antichi. Non so però come siano organizzati per la digitalizzazione. Di sicuro molti di questi testi non vengono "prestati" ma sono (nel caso) consultabili solo in sede)

    http://www.comune.milano.it/dseserver/webcity/bibc...

    Fondazione Per Leggere (La necessità di questa Fondazione è nata diversi anni fa per riunire, in un unico circuito, le biblioteche del Sud Milano, anche per facilitare la consultazione tramite una rete tipo LAN, con l'ovvio vantaggio di poter sapere, da qualsiasi biblioteca del circuito, lo stato del prestito, l'ubicazione ecc... Non so dirti se hanno testi secolari (di certo non come a Milano) ma un giro nel sito si può comunque fare.Occhiolino

    http://www.fondazioneperleggere.it/

    Che dire.. buon lavoro!
    non+autenticato
  • Grazie prendo nota, se potessimo entrare in una fondazione allora sarebbero risolti molti problemi. Sorride
  • - Scritto da: ninjaverde



    > Tempo fa il mio amico possedeva i microfilm dei
    > Sermoni Subalpini (occitani) fatto da Chomon che
    > era il fotografo autorizzato per fotografare
    > libri e reperti antichi a
    > Torino.
    > Si impegnò a farne la traduzione in
    > collaborazione con un professore linguista poichè
    > i testi erano stati tradotti malissimo da un
    > linguista tedesco che però non conosceva l'idioma
    > piemontese. Il vantaggio per noi era che
    > l'occitano condivide molte perole ed assonanze
    > col dialetto ed il francese ancora usato (langue
    > d'oc).

    Probabilmente riferisci della materia solo per sentito dire. Occitano e lingua d'oc sono esattamente la stessa cosa. Il francese moderno non è una lingua d'oc, ma una lingua d'oïl, cioè del gruppo di lingue che per dire sì usa oïl... o una moderna derivazione, oui oui.
    La lingua d'oc, nella variante provenzale, è tuttora parlata in diverse valli piemontesi, vedi:

    http://www.treccani.it/enciclopedia/comunita-prove.../


    > Ma dopo la bubblicazione dei fotogrammi e della
    > traduzione di alcune pagine sul sito, per
    > miracolo i testi furono ritrovati e la Regione
    > Piemonte prese l'iniziatica di stampare il testo
    > con le foto a colori, la traslazione e la
    > traduzione molto migliorata rispetto a quella
    > precedente.

    La traslazione? Ma sai che significa in italiano? Probabilmente intendevi trascrizione.

    Un presentazione PDF del libro di cui parli è disponibile qui:

    http://tinyurl.com/ap6nxor


    > Questo per specificare che alcuni libri antichi
    > non sono neanche consultabili dal pubblico e
    > semmai vi sono rare concessioni per alcuni
    > addetti o persone particolarmente
    > "affidabili".


    Ne so qualcosa. Triste
    Purtroppo in Italia è così, una simile concezione elitaria all'estero sarebbe impensabile: là le biblioteche sono finalizzate al pubblico, non è il pubblico finalizzato alle biblioteche, al punto da dover dimostrare di essere un ricercatore universitario per accedere a testi letterari.




    > E questo consente ai testi rimaneggiati e a volte
    > mal tradotti di essere e continuare ad essere i
    > testi scolastici ed universitari accreditati come
    > ad esempio
    > questo:
    > http://taurinorum.com/testi/inserto2b.html
    > In cui sono chiare le incongruenze tra il testo
    > in latino del
    > 1566
    > e la traduzione in italiano. Eppure il testo mal
    > tradotto in italiano è il testo diventato
    > ufficiale nell'insegnamento della storia di quel
    > periodo riferito a Tito
    > Livio.

    La pagina che tu citi ricorda giustamente che Iacopo Nardi (1476-1563) si basava su manoscritti in latino poco affidabili. È ovvio che la traduzione era altrettanto approssimativa.
    Mi sembra un po' esagerato sostenere che ciò che sappiamo su Torino da Tito Livio è dovuto a una traduzione in volgare del Cinquecento. Di traduzioni moderne ne esistono diverse, alcune con testo a fronte.
    Più banalmente, molti libri di storia per le scuole dell'obbligo sono scopiazzati qua e là da fonti di seconda mano, e spesso vecchie.
    non+autenticato
  • >
    > Probabilmente riferisci della materia solo per
    > sentito dire. Occitano e lingua d'oc sono
    > esattamente la stessa cosa. Il francese moderno
    > non è una lingua d'oc, ma una lingua d'oïl,
    > cioè del gruppo di lingue che per dire sì usa
    > oïl... o una moderna derivazione, oui oui.

    Da noi si dice: "insegnare ai gatti ad arrampicarsi" A bocca storta
    Ovviamente non sono stato lì a parlare della genesi delle lingue
    e per di più la citazione d'oc (errata, ma citata dai ricercatori ottocenteschi si riferirebbe al Sì, in realtà l'OC è un intercalare simile all'OK inglese e non all'affermazione che rimane in occitano o per meglio dire: zona occitana... il Sì).
    Ma sull'argomento puoi vedere qui i dettagli senza andare necessariamente sulla Treccani.
    http://trombadori.torinoarte.com/tromb6.htm

    >
    > La traslazione? Ma sai che significa in italiano?
    > Probabilmente intendevi trascrizione.

    Traslazione: ossia (da me inteso) traslare gli scritti medioevali tali e quali in caratteri odierni, mantenendo il più possibile l'accentazione originale e le regole tironiane intatte o pressochè intatte. Forse è meglio dire "trascrizione" in digitale. Non so, ma mi pare anche che il termine indichi anche "traslare" i fonemi...
    Trascrizione: intesa come trascrizione in italiano o dall'italiano antico (volgare) all'italiano odierno. Per il latino (in questo caso tradurre). E questa (trascrizione) traduzione, implica inevitabilmente una interpretazione delle frasi delle regole tironiane, anche se il testo è scritto in italiano.
    Forse è meglio dire traduzione? (anche da italiano antico a italiano moderno? Va beh forse è meglio.
    Mi sembra che i significati non siano estremamente precisi in merito.

    > Un presentazione PDF del libro di cui parli è
    > disponibile qui:
    >
    >
    > http://tinyurl.com/ap6nxor

    Esatto questo è la pagina del testo in questione.

    >
    > Ne so qualcosa. Triste
    > Purtroppo in Italia è così, una simile concezione
    > elitaria all'estero sarebbe impensabile: là le
    > biblioteche sono finalizzate al pubblico, non è
    > il pubblico finalizzato alle biblioteche, al
    > punto da dover dimostrare di essere un
    > ricercatore universitario per accedere a testi
    > letterari.

    > La pagina che tu citi ricorda giustamente che
    > Iacopo Nardi (1476-1563) si basava su manoscritti
    > in latino poco affidabili. È ovvio che la
    > traduzione era altrettanto approssimativa.
    >
    > Mi sembra un po' esagerato sostenere che ciò che
    > sappiamo su Torino da Tito Livio è dovuto a una
    > traduzione in volgare del Cinquecento. Di
    > traduzioni moderne ne esistono diverse, alcune
    > con testo a fronte.

    Non abbiamo però rinvenuto nessuna traduzione corretta di Tito Livio
    poichè anche l'edizione dell'epoca cinquecentesca si trova in italiano ma sempre del suddetto Iacopo Nardi, a meno che vi sia un testo di cui non siamo a conoscenza.

    >
    > Più banalmente, molti libri di storia per le
    > scuole dell'obbligo sono scopiazzati qua e là da
    > fonti di seconda mano, e spesso
    > vecchie.

    E beh.... giustamente! Triste
    Sì, ma se invece di copiarli da una edizione più "vecchie" le ritraducessero da quelle antiche allora vi sarebbero meno errori.
    Se si continua a copiare da testi recenti e poi magiari ci si infila su delle interpretazioni personalizzate fra 100 anni o giù di lì la storia sarà completamente stravolta, molto di più di quello che succede oggi, ad esempio con Cristoforo Colombo lanaiolo che a mensa col Re di Spagna poteva tenere il cappello in testa assieme al Re...Ed aveva pure uno stemma di famiglia... ecc ecc...
    Balle che del resto erano state inventate dai denigratori di Colombo già all'epoca con l'inserimento di omonimi che non c'entravano nulla con l'ammiraglio.
    http://picobeta.com/colombo/ultime.htm
  • - Scritto da: ninjaverde

    > > Probabilmente riferisci della materia solo
    > per
    > > sentito dire. Occitano e lingua d'oc sono
    > > esattamente la stessa cosa. Il francese
    > moderno
    > > non è una lingua d'oc, ma una lingua
    > d'oïl,
    > > cioè del gruppo di lingue che per dire sì usa
    > > oïl... o una moderna derivazione, oui
    > oui.
    >
    > Da noi si dice: "insegnare ai gatti ad
    > arrampicarsi"
    >A bocca storta

    A volte mi tocca fare anche questo, qui. Non tanto insegnare la materia, ma a esporla in modo che si capisca qualcosina.


    > Ovviamente non sono stato lì a parlare della
    > genesi delle
    > lingue
    > e per di più la citazione d'oc (errata, ma citata
    > dai ricercatori ottocenteschi si riferirebbe al
    > Sì, in realtà l'OC è un intercalare simile all'OK
    > inglese e non all'affermazione che rimane in
    > occitano o per meglio dire: zona occitana... il
    > Sì).

    Mi spiace deluderti, ma nella maggior parte dei dialetti odierni per il sì viene usato oc, oppure ô.

    http://www.etymologie-occitane.fr/2011/10/oc/

    La pagina di cui mi hai fornito un link credo sia una parodia, oppure il parere personale di qualche autodidatta dotato di molta fantasia. Solo facendo ricorso alla fantasia si potevano partorire termini come poesia trombadorica e occeltico. Sorride



    > >
    > > La traslazione? Ma sai che significa in
    > italiano?
    > > Probabilmente intendevi trascrizione.
    >
    > Traslazione: ossia (da me inteso) traslare gli
    > scritti medioevali tali e quali in caratteri
    > odierni, mantenendo il più possibile
    > l'accentazione originale e le regole tironiane
    > intatte o pressochè intatte.

    Comincio a pensare che l'autore di quelle pagine sia tu. Punto primo, in italiano questo significato non esiste. Punto secondo, le "regole tironiane" sono tutte quelle convenzioni che si imparano se si desidera fare gli amanuensi: una volta messe nero su bianco, si chiamano "note tironiane"; in pratica, con un termine moderno, stenografia.


    > Non abbiamo però rinvenuto nessuna traduzione
    > corretta di Tito
    > Livio
    > poichè anche l'edizione dell'epoca cinquecentesca
    > si trova in italiano ma sempre del suddetto
    > Iacopo Nardi, a meno che vi sia un testo di cui
    > non siamo a
    > conoscenza.

    Davvero credi che le case editrici non sappiano trovare un conoscitore del latino abbastanza erudito da tradurre da sé Tito Livio, senza bisogno di umanisti? Eccoti un elenco bibliotecario delle opere di Tito Livio tradotte in italiano; spaziano dal 1909 al 1996:

    http://tinyurl.com/agq86mr



    > > Più banalmente, molti libri di storia per le
    > > scuole dell'obbligo sono scopiazzati qua e
    > là
    > da
    > > fonti di seconda mano, e spesso
    > > vecchie.
    >
    > E beh.... giustamente! Triste
    > Sì, ma se invece di copiarli da una edizione più
    > "vecchie" le ritraducessero da quelle antiche
    > allora vi sarebbero meno
    > errori.

    Il mercato dei libri di testo è quello che è. Si copiano l'un l'altro. Dalle scuole superiori in su, in particolare nei licei, i documenti storiografici si leggono in lingua originale, o comunque in una traduzione affidabile. Non si va certo a prendere una traduzione cinquecentesca.
    non+autenticato
  • Ma hai dato un'occhiata alle pagine in Latino di Tito Livio e quelle tradotte in Italiano?
    Anche se ovviamente mi sono limitato a quello che riguarda Torino e la seconda guerra punica.
    Non so ma qui pare funzioni come la storia di Colombo.
    Come fai a fare un parallelo tra le note tironiane come tu dici e la stenografia? Il concetto deve essere molto, ma molto ampio!
    E poi sul sito, anche se lo trovi fantasioso, tuttavia è ricavato da documenti inediti. Per il "sì" zona diciamo occitana, adesso i giovani dicono anche UE'! Pare appunto che si sia inventato un nuovo sì speciale. E allora fra un pò si dirà che è la lingua uè. Perplesso
  • Me ne frego.
    Capito?
    Me ne frego.

    Sono giovane, sono nato e cresciuto coi libri; a sei anni ho iniziato a leggere robinson crusoe, e sono passato a tutti i principali testi della letteratura da ragazzi (la freccia nera, moby dick, robin hood, ecc..) grazie agli sforzi economici non indifferenti dei miei, che continuavano a comprarmi libri, spesso nei negozi dell'usato, per nutrire la mia mente.

    Ora sono grande, ma nemmeno tanto. Sto sfondando la soglia degli enta; in ogni caso, non è solo l'odore della carta (peraltro importantissimo) che mi fa urlare al sacrilegio.
    Un libro chiuso è uno scrigno. Quando lo apri, può uscire di tutto, e non hai nemmeno idea di cosa può esserci dentro. E' bello vedere che affronti un tomo di seicento pagine, si può dire lo stesso di un dannato rettangolo alto due centimetri? Può servire per i niubbi, per persone per cui la lettura è quella cosa che si fa a volte sul cesso o a volte in tram, ma mai dedicandole veramente del tempo. Una cosa per evitarlo, il tempo.

    Invece no.
    Leggere è una cosa totalmente diversa. E' quella cosa che quando chiudi gli occhi, la sera, dopo aver spento la luce, ti permette di avere sogni. Di addormentarti dicendo "Cosa avrei fatto io al suo posto, su quel galeone ancorato nella goletta di un'isoletta dei caraibi?" o "Come andrà a finire ?? Potrebbe essere che..", o "Non può assolutamente farcela. E se invece..." e lì ti addormenti. E sogni. Ed al mattino hai racconti in testa, e non un buco nero vuoto che avvolge le ultime sette ore.

    Tutto questo un quadrato spesso due centimetri non te lo trasmette. Perchè sono sensazioni. Anche il toccare la carta, quelle vecchie carte vagamente pelose, un pochino gialle, una macchia che da sola ti fa immaginare scenari su come sia potuta arrivare e cadere lì, e rimanere perfettamente conservata per magari vent'anni tra le pieghe dello scrigno.

    E non bisogna lottare con la batteria. E sapete una cosa? i bookmark esistono già, da almeno cinquecento anni, e si chiamano "segnalibri".

    Un libro è un libro. Se volete solo leggere, potete usare quel che volete.
    Ma se volete Leggere, scritto con la maiuscola e con l'inchiostro che scende abbondante ma mai eccessivo da una stilografica col pennino d'oro, allora avete sbagliato tutto.
    Un pò come la differenza tra sedurre una ragazza o pagare. Nella seconda ipotesi non si va per il sottile e si bada alla sostanza. Una specie di stupro volontario della letteratura, mi si passi l'espressione.

    E poi, vi sfido a chiudere una foglia dentro ad un E-book per vedere come rimane quando secca.
  • contenuto non disponibile
  • - Scritto da: unaDuraLezione
    > - Scritto da: die666go
    >
    > [cuttone totale]
    >
    > Sei semplicemente feticista di un mero involucro

    parli del feticismo di chi possiede diversi ebook-reader, tablet, smartphone e iCosi del ca##o (pagati varie centinaia di euro), tutti pieni zeppi di ebook (il 99% del tipo 50 colpi di...) che mai leggerà?

    > che cerca di giustificarsi agli occhi del mondo
    > o, peggio, di se stesso.

    parli degli gli stessi di prima che si autoassolvono per il loro conformismo, per il servilismo e la loro ignavia?
    non+autenticato
  • contenuto non disponibile
  • Guarda, tu sei in grado di garantirmi che tutta la letteratura digitalizzata, riuscirà a resistere ai secoli, come fu con la carta?
    E che non succederà che l'obsolescenza dei formati DRM e delle tecnologie informatiche renderanno illeggibile quel sapere?

    Tu puoi ancora aprire un'enciclopedia digitalizzata con il solo software di consultazione per Windows95 che non è mai stato aggiornato per vari motivi (fallimento del produttore, passaggio a sistemi diversi, accquisizioni ecc))?
    iRoby
    6882
  • contenuto non disponibile
  • - Scritto da: iRoby
    > Guarda, tu sei in grado di garantirmi che tutta
    > la letteratura digitalizzata, riuscirà a
    > resistere ai secoli, come fu con la carta?
    >

    Guarda, io avevo tanta carta inutile per casa, tipo articoli di vecchie riviste, manualistica e roba simile. Ho preso tutto ciò che avevo ho scritto la prima frase di ogni documento in Google e mi ha trovato la copia digitale di quasi tutto.

    Si chiama "memoria della rete" ed è quello verso cui in un modo o nell'altro si andrà. Se poi uno mi parla di DRM, quello è un'altro discorso ma stai tranquillo che tra 200 anni esisterà ancora il modo per leggere il PDF, l'HTML e l'EPUB e se non ci saranno più ci sarà qualcosa di meglio in cui questi formati saranno convertiti.

    Magari ci saranno anche degli ebook reader flessibili da quattro soldi a prova di grasso per le officine con tanto di caledario Pirelli che si aggiornerà da solo ogni mese.
    non+autenticato
  • - Scritto da: iRoby
    > Guarda, tu sei in grado di garantirmi che tutta
    > la letteratura digitalizzata, riuscirà a
    > resistere ai secoli, come fu con la carta?
    >

    anche la carta si deteriora; per la conservazione dei testi antichi e preziosi si prendono un sacco di precauzioni. Quello che dovrebbe durare in eterno dovrebbe essere l'informazione ivi contenuta non il supporto. Altrimenti sarebbe opportuno abbandonare la carta a favore del granito; ci sono un sacco di obelischi egiziani che si leggono benissimo.
  • - Scritto da: iRoby

    >
    > Tu puoi ancora aprire un'enciclopedia
    > digitalizzata con il solo software di
    > consultazione per Windows95 che non è mai stato
    > aggiornato per vari motivi (fallimento del
    > produttore, passaggio a sistemi diversi,
    > accquisizioni
    > ecc))?

    Io si!
  • - Scritto da: die666go

    > Invece no.
    > Leggere è una cosa totalmente diversa. E' quella
    > cosa che quando chiudi gli occhi, la sera, dopo
    > aver spento la luce, ti permette di avere sogni.
    > Di addormentarti dicendo "Cosa avrei fatto io al
    > suo posto, su quel galeone ancorato nella goletta
    > di un'isoletta dei caraibi?"

    Un galeone ancorato in una goletta? Ne sei sicuro?
    jaro
    321
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