Mauro Vecchio

Mediaset, sequestro per lo streaming pallonaro

Chiusi gli accessi italiani a dieci piattaforme specializzate nella raccolta di link alle partite di calcio. Erano finite nel mirino di Mediaset. Per il GIP, le immagini sarebbero diffuse in maniera affine alla trasmissione TV

Roma - Da freedocast.com a mips.tv, un provvedimento di sequestro preventivo ha ordinato ai fornitori di connettività di bloccare gli accessi dall'Italia a dieci piattaforme di indexing specializzate nella raccolta di link allo streaming dei principali eventi sportivi. Su richiesta del sostituto procuratore della Repubblica di Milano Tiziana Siciliano, il GIP meneghino Andrea Ghinetti ha mobilitato la polizia postale per il sequestro dei dieci domini ritenuti in violazione del diritto d'autore.

"Malgrado le partite di calcio non siano da considerarsi opera intellettuale, le videoriprese di tali eventi, allorquando si caratterizzano per uno specifico apporto di tipo tecnico e creativo, possono rientrare tra le opere tutelate". Come sottolineato dal GIP milanese, le immagini relative agli incontri calcistici in tempo reale risulterebbero diffuse "in maniera pressoché affine alla tradizionale trasmissione televisiva in diretta".

Nel mirino legale del colosso RTI-Mediaset, i dieci siti di indexing - ci sono anche limev.com e dinozap.tv - sono stati accusati di riproduzione non autorizzata dei più svariati incontri della Serie A 2011/2012 e delle competizioni internazionali Europa League e Champions League. Eventi trasmessi dalle emittenti nazionali (quelle di Mediaset) o sulla stessa piattaforma pay-tv Mediaset Premium.
Secondo il parere espresso dal GIP di Milano, i programmi e gli eventi calcistici verrebbero "abusivamente diffusi e pubblicati su Internet, dunque forniti gratuitamente agli utenti". Nella fattispecie, i siti specializzati in attività di indexing agli eventi in streaming "sono spesso collocati all'estero, modificando frequentemente indirizzi e denominazioni".

L'avvocato Fulvio Sarzana ha sottolineato come il Magistrato abbia deciso di applicare - per la prima volta nel Belpaese - il sequestro preventivo "a portali e forum del tutto gratuiti, facendo applicazione di una norma mai contestata prima in Italia, l'art 171, comma 1, lettera a-bis, della legge 633/1942, che era stato introdotto dallo stesso Governo Berlusconi nel 2005".
La norma, spiega Sarzana, penalizza il semplice caricamento di un file sul web, anche senza scopo di lucro. "Sino ad oggi, le indagini avevano riguardato sempre portali che sembravano ritrarre un beneficio economico dalla messa a disposizione di opere, quantomeno sotto il profilo dei banner pubblicitari", ha continuato Sarzana.

Sarzana ha commentato la misura che "appare essere del tutto sproporzionata, mai applicata in precedenza, e contrastante fra l'altro con la giurisprudenza pacifica della Corte di Giustizia Europea, che il 4 ottobre del 2011 ha ritenuto non tutelabili le trasmissioni calcistiche sotto il profilo del diritto d'autore".

Mauro Vecchio
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