Marco Calamari

Spiccioli di Cassandra/ Oggetti soggetti

di M. Calamari - Gli oggetti d'uso quotidiano non sono più strumenti al servizio dei loro proprietari, non sono più artefatti passivi. Sono elementi del nostro ecosistema, soggetti a tutti gli effetti

Roma - Cassandra sapeva perfettamente che la maledizione di Apollo la condannava a non essere mai creduta: mi piace pensare che fosse una ragazza coraggiosa al limite della cocciutaggine, e quindi che dopo aver diffidato a far entrare quel cavallo di legno, abbia continuato per tutta la sera e la notte a ripetere il suo avvertimento.
Brava ragazza, almeno ci ha provato fino in fondo.

Qui Cassandra ha spesso tuonato riguardo ai progressi della robotica e degli algoritmi software applicati a settori particolari, in particolare quello degli degli armamenti, del tecnocontrollo sociale e delle applicazioni "commerciali", in particolare quelle legate all'elettronica di consumo.

Il personaggio cinematografico di ED-205 ("Robocop" - Paul Verhoeven) e la sua ascesa e caduta nella sceneggiatura non devono trarre in inganno: le armi intelligenti ed autonome, che non è altro che un modo politically correct di chiamare i "robot assassini", sono qui tra noi per restare. Anche le applicazioni di tecnologie informatiche al controllo sociale sono da tempo tra noi; senza scomodare le nuove tecnologie la potenza già alta dell'analisi dei file di log e dei dati di cella è stata surclassata dall'analisi comportamentale e di relazioni messa a disposizione dalle comunità sociali.
Ma oggi per cambiare niente tuoni, solo alcune considerazioni pensando a voce alta.

Ha ancora un senso guardare agli oggetti che ci circondano come facevano i nostri padri? Perché è quello che noi facciamo abitualmente.
Anche venti anni fa chi si guardava attorno vedeva, come noi oggi, la televisione, il telefono, il computer, la pistola, l'automobile, il forno, il videoregistratore, il soprammobile. Oggetti funzionali ma passivi, senza alcun dubbio. Incapaci di qualunque azione, schiavi della volontà dei loro proprietari-padroni. Nostri succubi in tutto e per tutto.

Oggi nessuno di questi oggetti tuttora presenti tra noi, migliorati ma equivalenti ai loro antenati, è ancora "passivo" e schiavo della nostra volontà.
La televisione può guardarci e potrà presto controllarci, il telefono riferisce tutto di noi, il computer non ne parliamo nemmeno, la pistola presto valuterà se abbiamo il diritto di usarla e nel caso deciderà lei quando sparare, proprio come il Lawgiver del Giudice Dredd, l'automobile si fermerà per riposarsi ed aggiornare il proprio software, il nipote del videoregistratore già ci fa arrivare gli addebiti in banca, il forno riferirà le nostre abitudini alimentari ed il soprammobile Karotz, oltre a muovere le orecchie, ci fotograferà, mandando le nostre foto in giro ed apostrofandoci per buona misura ad alta voce.

Non si tratta più di evitare l'acquisto dell'oggetto X, di craccare l'oggetto Y o di caricare il software libero sull'oggetto Z: il nostro atteggiamento "di default" verso gli oggetti quotidiani deve urgentemente mutare, anzi a ben vedere avrebbe dovuto iniziare a cambiare 10 anni fa.

Queste entità che ci circondano non sono più "oggetti" ma "soggetti". Oltretutto non sono schiavi in attesa di emancipazione, ma esseri indipendenti diversi da noi con i quali condividiamo un ecosistema. E magari aiutanti di altri padroni...

Gli "oggetti" sono ormai amici, indifferenti o nemici proprio come le persone o gli animali. Soggetti, non oggetti, e sarà bene trarne le debite conseguenze.

Marco Calamari
Lo Slog (Static Blog) di Marco Calamari

Tutte le release di Cassandra Crossing sono disponibili a questo indirizzo
Notizie collegate
19 Commenti alla Notizia Spiccioli di Cassandra/ Oggetti soggetti
Ordina
  • Io la vedo così ... prima li avviso poi loro tirano le conclusioni. Se non mi credono è giusto che si estinguano.

    Ho già fatto troppo non è che devo poi farmi pure venire i sensi di colpa.

    Poi ... per inciso, si parla di Oggetti>Soggetti, di chi li controlla di chi li subisce ma in qualsiasi rapporto contro natura c'è sempre colui che agisce e colui che subisce, può cambiare il mezzo ma il risultato è sempre quello.
    non+autenticato
  • Non siamo daccordo!
    Il motivo?
    Semplice semplice semplice....
    Attribuire soggettività agli oggetti tecnologici serve solo a nascondere le soggettività (quelle si REALI) degli umani (più che umani) che guidano il gioco...
    E che sono la cosa reale a cui prestare attenzione e SERIAMENTE perchè quelli sono i soggetti veri...
    Del resto anche la cassandra omerica aveva preso un granchio colossale!
    Perchè?
    Ma (anche qui semplice semplice) perchè il problema non era il cavallo ma i greci dentro il cavallo!
    non+autenticato
  • "Cassandra sapeva perfettamente che la maledizione di Apollo la condannava a non essere mai creduta: mi piace pensare che fosse una ragazza coraggiosa al limite della cocciutaggine, e quindi che dopo aver diffidato a far entrare quel cavallo di legno, abbia continuato per tutta la sera e la notte a ripetere il suo avvertimento.
    Brava ragazza, almeno ci ha provato fino in fondo."

    Ahimé, caro Marco, noi Cassandre, non solo siamo destinate a non essere credute, ma anche ad essere malviste!
    Mia moglie, quando affermo di essere Cassandra, mi manda gentilmente a ca..are!
    non+autenticato
  • - Scritto da: mimmus
    > "Cassandra sapeva perfettamente che la
    > maledizione di Apollo la condannava a non essere
    > mai creduta: mi piace pensare che fosse una
    > ragazza coraggiosa al limite della cocciutaggine,
    > e quindi che dopo aver diffidato a far entrare
    > quel cavallo di legno, abbia continuato per tutta
    > la sera e la notte a ripetere il suo
    > avvertimento.
    > Brava ragazza, almeno ci ha provato fino in
    > fondo."
    >
    > Ahimé, caro Marco, noi Cassandre, non solo siamo
    > destinate a non essere credute, ma anche ad
    > essere
    > malviste!
    > Mia moglie, quando affermo di essere Cassandra,
    > mi manda gentilmente a
    > ca..are!
    Vedi caro amico il problema è che le cassandre non sono credute perchè normalmente sparano "razzate"....
    A cominciare dalla cassandra "originale" (quella omerica) dove sta la "razzata"?
    Facile...
    Doveva prendersela coi greci dentro il cavallo non col cavallo!
    Infatti è del tutto sbagliato dire che il cavallo porta sventura!
    Il cavallo per i troiani (secondo Omero grandi allevatori di cavalli) il cavallo porta prosperità e se i troiani fossero stati allevatori di asini Ulisse avrebbe fatto costruire un asino (o un bue fossero stati allevatori di buoi) prendersela col pezzo di legno è un pochino inutile!
    Per questo cassandra non viene (giustamente) creduta... prendersela coi greci (dentro il cavallo o dentro l'asino) è invece la cosa giusta da fare!
    Se cassandra vuole essere utile e essere presa sul serio deve dire che i greci dentro il cavallo portano sventura!
    Non il cavallo....
    Anche perchè è facile convincere ad aprire il cavallo e guardarci dentro... piuttosto invece impossibile convincere che il cavallo darà fuoco a troia anche perchè non è vero... sono i greci che danno fuoco a Troia!
    Altro che il cavallo!
    Mi perdonerai spero se sono solidale con tua moglie (e non con te e il cala) in questo caso vero?
    Occhiolino
    non+autenticato
  • perfino bart simpson in un episodio canzonò i seguaci apple felici di spendere 600 dollari per un telefono solo perché c'è diseganto un frutto (rosicchiato per di più).
    avete presente il marchio abercrombie? ce n'è uno simile arrivato qui in italia dagli u-ass-a, non ricordo il nome, ma la situazione è analoga: individui entusiasti di fare 3 ore di coda per entrare in un negozio e poter spendere cento euro per una t-shirt... e poi condividerlo su faccialibro, ovviamente!
    non+autenticato
  • Purtroppo, carissima Cassandra, le cose sono già andate ben oltre quello di cui riferisci nell'articolo.

    Dici che Queste entità che ci circondano non sono più "oggetti" ma "soggetti" e che sono ormai amici, indifferenti o nemici proprio come le persone o gli animali. Soggetti, non oggetti mettendo su uno stesso "piano" noi (o meglio, la stragrande maggioranza delle persone, il 99% direbbe qualcuno), i soggetti-soggetti, e loro, gli oggetti-soggetti.

    Ma, a ben guardare, siamo già oltre: è vero -come rileva Cassandra- che noi (soggetti-soggetti) e loro (oggetti-soggetti) stiamo sempre di più su uno stesso "piano", ma questo "piano" non è quello dei soggetti, ma è piuttosto quello degli oggetti!

    In altre parole, non sono gli oggetti che vanno trasformandosi in soggetti, ma semmai siamo noi (sempre quel 99%) che ci avviamo a completare la trasformazione di noi stessi in oggetti (reificazione, direbbe qualche vecchio saggio). Trasformazione, che è iniziata tanto tempo fa (quanto meno qualche secolo) e che negli ultimi decenni sta progredendo con una accelerazione spaventosa, di intensità che probabilmente non ha precedenti.

    E' il nostro corpo a essere sempre più oggetto, sempre più merce da cui trarre profitto sui "mercati" globalizzati: brevetti DNA, brevetti sugli alimenti, impianti robotici, impianti rfid, commerci d'organi, commerci di mano d'opera disumanizzata (migranti "irregolari"), medicalizzazione "spinta" (malattie/epidemie false o create ad arte per riempirci di false cure/farmaci ecc.) e via dicendo...

    E sono anche la nostra mente, la nostra psiche, le nostre relazioni sociali a essere sempre più oggetti, merci da cui trarre profitti.
    Intelletto e creatività prima vengono assediati e conolizzati mediaticamente per omologarci all'idologia capitalista/consumista dominante del "pensiero di mercato" (sviluppo, competizione, progresso, tecnologia ecc.), poi ci vengono "risucchiati" per diventare vere e proprie macchine umane, schavi da trattare come semplici mezzi di produzione, pezzi intercambiabili della megamacchina della produzione "intellettuale e creativa", pezzi di ricambio nel precariato dello sfruttamento...
    Anche i nostri dati personali, profili personali, reti relazionali, gusti, pensieri, idee, tutta la nostra individualità (o soggettività, per dirla in termini coerenti) insomma, sono diventati merci, oggetti da espropriare (in particolar modo attraverso l'inganno degli strumenti "social" e di "condivisione")... qualcuno dice giustamente che sul web 2.0 "il prodotto sei TU"!

    La megamacchina tecno-economico del capitalismo globale e finanziario e i pochi che la conducono (l'1% direbbe qualcuno), non si accontentano più di consumare e distruggere ogni tipo di risorsa ambientale per produrre sempre più profitti a prezzo dello sfruttamento, della sofferenza e e dell'oppressione dei molti (noi, il 99%)... oggi, nella sua folle corsa verso la "crescita" costante (dei profitti quanto delle sofferenze), vuole alimentarsi anche dei nostri corpi e delle nostre menti, vuole trasformare TUTTA la nostra vita -non più il solo tempo del lavoro salariato, ma ogni momento e ogni pensiero- in merce... noi: l'Oggetto tra gli oggetti.
    non+autenticato
  • Concordo pienamente.
    In più, quando gli oggetti/soggetti saranno perfettamente in grado di riprodursi, saremo noi, soggetti/soggetti ad essere parte involontaria ed ininfluente del loro ecosistema.
    Nulla di catastrofico, intendiamoci, tutto ha un inizio ed una fine e la pretesa di essere i soli ed i superiori è appunto tale.
    Ma subire questo processo senza chiedersi niente, senza fermarsi volontariamente un attimo, consumando ed auto consumandoci mi pare eccessiva.
CONTINUA A LEGGERE I COMMENTI
Successiva
(pagina 1/2 - 7 discussioni)