Luca Annunziata

Apple: videogame non sono roba seria

L'azienda distingue tra musica, libri e videogiochi. I primi due vanno bene per affrontare temi impegnativi, gli ultimi è meglio che si occupino solo di fare da passatempo

Roma - "Valutiamo le app in modo diverso da libri e canzoni". Le linee guida di Apple, a quanto pare immutate da almeno un paio d'anni, parlano chiaro: chi fosse interessato a scuotere le coscienze, a denunciare un malcostume o semplicemente parlare di temi forti (sesso, politica, religione) è meglio che si dedichi alla scrittura o alla composizione musicale. I videogiochi non sono il terreno giusto per certi temi.

La questione è stata sollevata da Jeffrey Grubb su VentureBeat: Apple ha posto dei paletti sin dal principio al tipo di contenuti che sarebbero entrati dentro App Store, addirittura lo stesso Steve Jobs si spese per chiarire quello che sarebbe stato consentito e quello che non lo sarebbe stato sugli schermi di iPhone e iPad. Certo, questa politica di filtraggio preventivo ha mietuto alcune vittime innocenti sulla sua strada, e ha richiesto l'intervento delle alte sfere per rimettere la faccenda in carreggiata, ma restano valide le regole sancite al principio: niente contenuti forti nel giardino di Cupertino, almeno non tra i videogiochi. Questione di come il pubblico, secondo Apple, percepisce i diversi media: un libro e una canzone sono oggetto di riflessione e approfondimento, un videogioco apparentemente lo è molto meno.

Anche in questo caso, si torna a parlare della questione per via di una app che non ha avuto vita facile nel marketplace di Apple (si tratta di "Endgame: Syria", un titolo che pone l'accento sull'analisi della rivoluzione in corso nel paese mediorentiale che miete moltissime vittime tra i civili) e a cui è stato negato l'accesso tra gli scaffali virtuali. Gli autori non si dichiarano troppo stupiti o amareggiati per il trattamento ricevuto, ma resta la questione: i videogiochi sono uno strumento di puro intrattenimento o possono anche svolgere un ruolo attivo nella cultura o nell'informazione? In teoria, dovrebbe essere il contenuto e non il mezzo a fare la differenza: la realtà è che oggi, almeno dentro l'App Store, se si intende fare informazione o divulgazione occorre usare altri mezzi. (L.A.)
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