Mauro Vecchio

Italia, diritto di cronaca nell'oblio

I gestori di un ristorante ottengono la rimozione di un articolo relativo a una vicenda giudiziaria. Multata la redazione di Primadanoi.it per aver tenuto online un pezzo vero e non diffamatorio

Roma - Riconoscendo il diritto all'oblio, il giudice unico del Tribunale di Ortona Rita Di Donato ha condannato il direttore responsabile del quotidiano digitale Primadanoi.it al pagamento di una sanzione pecuniaria pari a 17mila euro - tra risarcimento danni e spese legali - per aver mantenuto online, troppo a lungo, un articolo "corretto, veritiero e non diffamatorio".

Nel marzo 2008 la redazione del quotidiano abruzzese pubblicava un articolo relativo ad un fatto di cronaca giudiziaria che aveva coinvolto - a carattere penale - i proprietari di un ristorante della zona. Due anni dopo, gli stessi gestori del ristorante chiedevano al direttore responsabile di Primadanoi.it la rimozione dell'articolo, appunto invocando il cosiddetto diritto all'oblio.

Secco il rifiuto da parte del direttore responsabile del quotidiano, dal momento che l'articolo non era stato ritenuto diffamatorio o non veritiero dai proprietari del locale. La pubblicazione sarebbe rimasta a disposizione degli utenti, giustificata dal diritto di cronaca. Gli stessi gestori si erano così rivolti al Tribunale di Ortona (Chieti) chiedendo un risarcimento per violazione della privacy.
"Il persistere del trattamento dei dati personali dei titolari del ristorante e il nome dell'esercizio ha determinato una lesione al diritto alla riservatezza e della reputazione in relazione alla peculiarità dell'operazione di trattamento - ha stabilito il giudice abruzzese - caratterizzata da sistematicità e capillarità della divulgazione dei dati e alla natura degli stessi dati trattati, particolarmente sensibili attenendo a vicenda".

Secondo il giudice Di Donato, "la facile accessibilità e consultabilità dell'articolo giornalistico consente di ritenere che dalla data di pubblicazione fino a quella della diffida stragiudiziale sia trascorso sufficiente tempo perché le notizie divulgate con lo stesso potessero soddisfare gli interessi pubblici sottesi al diritto di cronaca giornalistica". La redazione del quotidiano è stata così costretta a rimuovere l'articolo dal suo archivio, dopo averlo già fatto sui motori di ricerca già nel 2011.

"Oggi c'è stata l'ennesima conferma che la privacy vale più del diritto di cronaca, che in questo Paese si può scrivere ma si deve dimenticare in fretta - si legge in un comunicato diramato dalla redazione di Primadanoi.it - La Redazione da questo momento proclama uno sciopero a tempo indeterminato e nelle prossime ore si deciderà se riprendere gli aggiornamenti o concludere per sempre questa esperienza editoriale nella convinzione che il prezzo da pagare (non quello economico) e le umiliazioni subite per chi lavora con onestà e rispetto delle leggi sia realmente troppo elevato".

Mauro Vecchio
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95 Commenti alla Notizia Italia, diritto di cronaca nell'oblio
Ordina
  • E' uno schifo.
    Io sono spudoratamente contro la privacy spinta.
    1o caso
    E' giusto tutelare la privacy di una persona quando si tratta di cose private, finché rimangono tali: per esempio il voto è una cosa privatissima e deve rimanere tale, ma se io un giorno dico in televisione chi ho votato essa diventa pubblica e non posso pretendere che dopo 5 anni quel video sia rimosso ovunque.
    Se un fatto privato diventa pubblico non può tornare privato, altrimenti non è più privacy ma censura.

    2o caso
    Una persona sconosciuta, diventa pubblica, per pubblica intendo che è conosciuta ai più. Questo può accadere per vari motivi, principalmente per fatti di cronaca. Ovviamente se questa persona che è diventata pubblica, vuole esercitare il suo diritto all'oblio, lo fa perché i fatti che l'hanno resa pubblica li ritiene negativi per se stesso e/o per le persone che ha intorno, o che le portano ad essere danneggiate, altrimenti non eserciterebbe tale diritto. Ma, ritengo, sia giusto essere a conoscenza di informazioni che ritraggono negativamente una certa persona. Per esempio, se conosco una donna, che mi piace e con la quale voglio uscire, per evitare sorprese comincio a vedere tutto quello che c'è di lei su internet, e se scopro che ha precedenti penali, un passato in un movimento o gruppo che inneggia al razzismo o al fascismo o cose di questo tipo, neanche ci provo, sarebbe una perdita di tempo. Se questa Donna avesse esercitato il suo diritto all'oblio e queste informazione fossero irraggiungibili, ci uscirei, ma dopo qualche settimana o mese scoprirei comunque chi è e avrei solo perso tempo, sarebbe stata una presa per i fondelli. Ma c'è di peggio...

    3o caso:
    Una persona con cariche pubbliche o dirigente in aziende in cui il pubblico è azionista. In questo caso la privacy, per come la penso io, non deve esistere, ed intendo tutta, perché la vita privata di un politico è pubblica. Il caso più semplice e apparentemente banale è che un politico mette le corna alla moglie, un fatto privatissimo, che molti direbbero, che ce frega? o, se l'amante è bona ha fatto bene!! Tuttavia, l'amante potrebbe ricattare il politico chiedendo dei soldi, per esempio, ma peggio, potrebbe chiedere una spinta del figlio ad un concorso o all'esame di ammissione di una università, o velocizzare le pratiche burocratiche per aprire un ristorante, o far sorvolare l'abusività della sua villetta al mare.
    Più in generale ogni scheletro nell'armadio di un politico può renderlo ricattabile, quindi è bene che questi scheletri siano di pubblico dominio, così da on poter essere ricattati.
    Ma questo 3o caso è collegato con i primi due, perché, chiunque un giorno può diventare un politico, quindi quella persona privata, diventata pubblica per aver commesso un furto, condannata, che, eseguita la condanna, ha fatto eliminare tutte le notizie riguardo il furto, un giorno decide diventare consigliere comunale, poi arriva il suo vicino di casa che si ricorda del furto di 20'anni prima e lo ricatta minacciando di tirar fuori quel furto durante la campagna elettorale o la consigliatura, a meno che non fa qualcosa per lui. Se l'oblio non ci fosse stato, e lui fosse stato eletto con i voti di cittadini già consapevoli del suo passato, il rischio di ricatto sarebbe stato 0.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Claudio

    > Per
    > esempio, se conosco una donna, che mi piace e con
    > la quale voglio uscire, per evitare sorprese
    > comincio a vedere tutto quello che c'è di lei su
    > internet, e se scopro che ha precedenti penali,
    > un passato in un movimento o gruppo che inneggia
    > al razzismo o al fascismo o cose di questo tipo,
    > neanche ci provo, sarebbe una perdita di tempo.
    > Se questa Donna avesse esercitato il suo diritto
    > all'oblio e queste informazione fossero
    > irraggiungibili, ci uscirei, ma dopo qualche
    > settimana o mese scoprirei comunque chi è e avrei
    > solo perso tempo, sarebbe stata una presa per i
    > fondelli. Ma c'è di
    > peggio...

    Meno male che c'è internet allora, se fossimo ancora nel 1990 solo seghe?
    non+autenticato
  • Questo fatto dice che CARTA BATTE WEB , senza alcun dubbio.

    Perché sarà anche possibile - ma chi lo fa? - stampare o salvare tutto quello che leggi su web, farti un PDF, mettere via con la data corretta e la fonte... ma il punto è che l'originale è VOLATILE e lo sappiamo da tanto tempo.

    Perché 1000 siti web non sono altro che un banale hard disk. 100000 lettori leggono lo stesso grumo di byte.

    Tolto quello, scomparse le "100000 copie lette".

    Invece se vengono vendute e LETTE 10000 copie, quelle copie possono anche essere tagliuzzate e messe via, archiviate. E dove sta il diritto di farmi bruciare la vecchia copia? O verrà chiamato "diritto all'oblio" il divieto di farmi citare pubblicamente l'articolo che ho in mano?

    Forse si.

    Che si possa aver diritto all'oblio è comprensibile: altrimenti nessuno avrà mai la possibilità di salvarsi e cambiare vita e strada, in certi casi. Ma se il tuo problema è un ristorante... se hai risolto, basterà recarsi presso il ristorante e verificare, no?

    Ammetti che quella volta hai sbagliato, si, lo sanno tutti (appendi tu stesso fuori l'articolo) e dimostri COME ogni giorno tu stia facendo ammenda.

    Nel solito stracitato romanzo distopico di George Orwell "1984" (scritto nel 1948) il mestiere del protagonista consisteva proprio in questo che oggi vediamo : cancellare dalla stampa le prove della verità.

    Era aberrante... lo rimane.

    Bisognerebbe indignarsi... ma bisognerebbe indignarsi anche con certi "enti" che governano i loro aderenti (obbligatoriamente) invece di tutelarli, difenderli, affiancarli.

    E guardate come mi tocca esprimermi... spero abbiate capito da soli.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Winston Smith
    [...]
    > Bisognerebbe indignarsi... ma bisognerebbe
    > indignarsi anche con certi "enti" che governano i
    > loro aderenti (obbligatoriamente) invece di
    > tutelarli, difenderli,
    > affiancarli.


    aggiungo che se qualcuno ha dato la colpa al "precedente governo" (= governo Berlusconi) si ricordi che l'opposizione non si è sufficientemente opposta e che ora, se salgono di nuovo al potere, possono ripristinare la libertà di stampa in modo così travolgente da non poter essere ribaltato che con enorme fatica.

    Quello sarebbe un ottimo punto per un paese che sì, precipita nel baratro dell'economia schifosa, ma almeno ripristina le condizioni della convivenza civile e della democrazia seria.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Winston Smith

    > Questo fatto dice che CARTA BATTE WEB , senza
    > alcun
    > dubbio.
    >
    > Perché sarà anche possibile - ma chi lo fa? -
    > stampare o salvare tutto quello che leggi su web,
    > farti un PDF, mettere via con la data corretta e
    > la fonte... ma il punto è che l'originale è
    > VOLATILE e lo sappiamo da tanto
    > tempo.
    >
    > Perché 1000 siti web non sono altro che un banale
    > hard disk. 100000 lettori leggono lo stesso grumo
    > di
    > byte.
    >
    > Tolto quello, scomparse le "100000 copie lette".
    >
    > Invece se vengono vendute e LETTE 10000 copie,
    > quelle copie possono anche essere tagliuzzate e
    > messe via, archiviate. E dove sta il diritto di
    > farmi bruciare la vecchia copia? O verrà chiamato
    > "diritto all'oblio" il divieto di farmi citare
    > pubblicamente l'articolo che ho in
    > mano?

    Be', sì. Inteso come citare in pubblico. Solo nel caso davvero leda il diritto di una persona e nel caso la pena relativa sia già stata inflitta. Cosa che per la sentenza del ristorante non sussiste.




    > Nel solito stracitato romanzo distopico di George
    > Orwell "1984" (scritto nel 1948) il mestiere del
    > protagonista consisteva proprio in questo che
    > oggi vediamo : cancellare dalla stampa le prove
    > della verità.

    Talmente citato, che tu come pseudonimo hai scelto il nome del protagonista.
    In ogni caso, il diritto all'oblio è inteso a tutelare il passato di una persona da consultazioni semplici ed accessibili a tutti. Non a caso la richiesta iniziale si accontentava anche di un'anonimizzazione dell'articolo, che avrebbe salvato capra e cavoli: "In un ristorante sul lungomare di Pescara è avvenuto un accoltellamento fra due fratelli, XX e XY, in seguiti portati all'ospedale; ora dovranno rispondere di rissa e lesioni personali".
    Nessuno con l'oblio vuol cancellare la storia, ma solo togliere riferimenti personali che facilitano l'identificazione del soggetto.
    non+autenticato
  • C'è una cosa che questo "professionisti" dimenticano: memoria storica (che permette di non essere completamente idioti ricadendo nello stesso errore o , se possibile, dare la possibilità a chi non lo sa di incappare in cose spiacevoli o negative) e che quando qualcosa coinvolge anche il pubblico o comunque persone estranee, esterne, non ci dovrebbe essere privacy.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Gino Tavera

    > C'è una cosa che questo "professionisti"
    > dimenticano: memoria storica (che permette di non
    > essere completamente idioti ricadendo nello
    > stesso errore o , se possibile, dare la
    > possibilità a chi non lo sa di incappare in cose
    > spiacevoli o negative)

    Forse inconsapevolmente stai facendo un ritratto dell'Italia e della sua classe di elettori. Perché la loro memoria storica non è affatto aumentata con l'avvento di internet, come ci si potrebbe aspettare: gli italiani leggevano poco prima, e leggono poco ora. Banalmente.



    > e che quando qualcosa
    > coinvolge anche il pubblico o comunque persone
    > estranee, esterne, non ci dovrebbe essere
    > privacy.

    La parte relativa alle persone estranee non l'ho capita. In ogni caso, già oggi la legge sulla privacy non copre, se non in circostanze molto limitate, personaggi pubblici. Per definizione, un personaggio pubblico ha rinunciato a una vita privata al riparo da riflettori e paparazzi.
    Ecco un esempio recentissimo: un ex partecipante al Grande Fratello non può lamentarsi se qualcuno sostiene, in maniera allusiva, che sia gay:

    http://bergamo.corriere.it/bergamo/notizie/cronaca...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Leguleio
    ...
    > La parte relativa alle persone estranee non l'ho
    > capita. In ogni caso, già oggi la legge sulla
    > privacy non copre, se non in circostanze molto
    > limitate, personaggi pubblici. Per definizione,
    > un personaggio pubblico ha
    > rinunciato a una vita privata
    >
    al riparo da riflettori e
    > paparazzi.
    > Ecco un esempio recentissimo: un ex partecipante
    > al Grande Fratello non può lamentarsi se qualcuno
    > sostiene, in maniera allusiva, che sia
    > gay:
    >
    > http://bergamo.corriere.it/bergamo/notizie/cronaca

    Persone estranee come te, ad esempio, un avventore, nei confronti di un ristorante.
    Penso non ci sia niente di male a non essere uno sprovveduto o, nel caso estremo,
    un idiota, conoscendo la fama di quel ristorante.
    In altra parte di questo thread parlo di recidività.
    Se il ristorante è onesto, mettendo la testa a posto, si industria a riparare l'errore.
    Non mi fa buona impressione mettendo a tacere una negativa ma veritiera ex-notizia.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Gino Tavera

    > > La parte relativa alle persone estranee non
    > l'ho
    > > capita. In ogni caso, già oggi la legge sulla
    > > privacy non copre, se non in circostanze
    > molto
    > > limitate, personaggi pubblici. Per
    > definizione,
    > > un personaggio pubblico
    >

    > ha
    > > rinunciato a una vita privata
    > >
    al riparo da riflettori e
    > > paparazzi.
    > > Ecco un esempio recentissimo: un ex
    > partecipante
    > > al Grande Fratello non può lamentarsi se
    > qualcuno
    > > sostiene, in maniera allusiva, che sia
    > > gay:
    > >
    > >
    > http://bergamo.corriere.it/bergamo/notizie/cronaca
    >
    > Persone estranee come te, ad esempio, un
    > avventore, nei confronti di un
    > ristorante.

    Ora ho capito. Comunque ti devo deludere, non esiste ancora una norma che faccia differenza fra fatti di cronaca nera che coinvolgono terze persone, e fatti di cronaca in cui protagonisti, vittime e indagati coincidono.


    > Penso non ci sia niente di male a non essere uno
    > sprovveduto o, nel caso
    > estremo,
    > un idiota, conoscendo la fama di quel ristorante.

    E chissà di quale "fama", o "nomea", si parlava. Articoli che riferiscono un fatto di cronaca, citando nomi e cognomi, ne esistono ancora:

    http://www.pagineabruzzo.it/notizie/news/Pescara/5...

    Persino sulla testata condannata Primadanoi (i nomi sono citati con le iniziali, ma si fa riferimento ai fratelli Pecoraro):

    http://www.primadanoi.it/news/cronaca/-14547/Lite-...
    http://www.primadanoi.it/news/cronaca/-15854/Abusi...

    Forse i fatti che erano oggetto della protezione della privacy erano altri, vai a capire....




    > In altra parte di questo thread parlo di
    > recidività.
    > Se il ristorante è onesto, mettendo la testa a
    > posto, si industria a riparare
    > l'errore.
    > Non mi fa buona impressione mettendo a tacere una
    > negativa ma veritiera
    > ex-notizia.

    Eh sì, decisamente. Signori, benvenuti nell'effetto Streisand. A bocca aperta
    non+autenticato
  • - Scritto da: Leguleio
    ...
    > > In altra parte di questo thread parlo di
    > > recidività.
    > > Se il ristorante è onesto, mettendo la testa
    > a
    > > posto, si industria a riparare
    > > l'errore.
    > > Non mi fa buona impressione mettendo a
    > tacere
    > una
    > > negativa ma veritiera
    > > ex-notizia.
    >
    > Eh sì, decisamente. Signori, benvenuti
    > nell'effetto Streisand.
    > A bocca aperta

    Il fatto in particolare non lo conoscevo (abuso edilizio), ma parlando di ristorante
    mi è venuto in mente una notizia di qualche giorno fa (alimenti avariati, o qualcosa di simile).
    Comunque sia per il cibo che per l'indole dei proprietari, anche tu vorresti stare un luogo
    che non di desti preoccupazioni.
    Quindi al diavolo la privacy. Facciano quello che vogliono, ma senza ambienti per "terzi" di mezzo.
    non+autenticato
  • Ha fatto molto bene il giudice a condannare il giornale. Una cosa è il diritto di cronaca, tutt'altra cosa la persecuzione.
    Citando il nome del ristorante, il giornale ha procurato un danno economico ai proprietari, per i quali il ristorante è il loro lavoro e
    sostentamento.
    A questo punto facciamo fallire il locale. Così il giornale sarà contento.
    Non basta che uno sia condannato e abbia pagato la sua pena (giusta o non
    giusta); dovrà continuare a pagare per tutta la vita.
    Se poi non c'è stata ancora una sentenza definitiva, questa è una ragione in più per non giudicare o ergersi a giudice.
    Purtroppo abbiamo in Italia una giustizia troppo lenta e sorpassata e dei giornalisti che scambiano l'informazione imparziale con una crociata per inculcare le loro idee o i loro interessi, quelli dei loro partiti e interessi di potere ai loro lettori.
    Hanno un potere in mano e spesso lo usano male.
    Saluti
  • - Scritto da: Strale02

    > Ha fatto molto bene il giudice a condannare il
    > giornale. Una cosa è il diritto di cronaca,
    > tutt'altra cosa la
    > persecuzione.
    > Citando il nome del ristorante, il giornale ha
    > procurato un danno economico ai proprietari, per
    > i quali il ristorante è il loro lavoro
    > e
    > sostentamento.
    > A questo punto facciamo fallire il locale. Così
    > il giornale sarà
    > contento.
    > Non basta che uno sia condannato e abbia pagato
    > la sua pena (giusta o
    > non
    > giusta); dovrà continuare a pagare per tutta la
    > vita.
    > Se poi non c'è stata ancora una sentenza
    > definitiva, questa è una ragione in più per non
    > giudicare o ergersi a giudice.

    Temo tu non abbia letto l'articolo, e nemmeno la sentenza, che pure sono poche paginette.
    Il quotidiano online primadanoi ha riferito un fatto di cronaca di carattere penale avvenuto nel 2008. Per questo fatto, ancora non sono state stabilite responsabilità e pene. Prima aberrazione, la lentezza della giustizia italiana.
    La richiesta formale di rimuovere l'articolo è arrivata appena due anni dopo, nel 2010. Va bene il diritto all'oblio, ma che questo diritto debba essere più rapido della giustizia italiana... ma che dico italiana: in ben pochi Paesi al mondo si arriverebbe al terzo grado di giudizio in meno di due anni!
    non+autenticato
  • > Temo tu non abbia letto l'articolo, e nemmeno la
    > sentenza, che pure sono poche
    > paginette.
    > Il quotidiano online primadanoi ha riferito un
    > fatto di cronaca di carattere penale avvenuto nel
    > 2008. Per questo fatto, ancora non sono state
    > stabilite responsabilità e pene. Prima
    > aberrazione, la lentezza della giustizia
    > italiana.

    Forse quelle persone, come dicevo sopra, non è che non vogliono essere citate, ma semplicemente vogliono scorporare il reato dal luogo (il ristorante). Per far questo hanno chiesto la rimozione di tutto l'articolo. E' l'unica lettura sensata che riesco a dare alla notizia.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Strale02
    > Ha fatto molto bene il giudice a condannare il
    > giornale. Una cosa è il diritto di cronaca,
    > tutt'altra cosa la
    > persecuzione.
    > Citando il nome del ristorante, il giornale ha
    > procurato un danno economico ai proprietari, per
    > i quali il ristorante è il loro lavoro
    > e
    > sostentamento.
    > A questo punto facciamo fallire il locale. Così
    > il giornale sarà
    > contento.
    > Non basta che uno sia condannato e abbia pagato
    > la sua pena (giusta o
    > non
    > giusta); dovrà continuare a pagare per tutta la
    > vita.
    > Se poi non c'è stata ancora una sentenza
    > definitiva, questa è una ragione in più per non
    > giudicare o ergersi a giudice.
    >
    > Purtroppo abbiamo in Italia una giustizia troppo
    > lenta e sorpassata e dei giornalisti che
    > scambiano l'informazione imparziale con una
    > crociata per inculcare le loro idee o i loro
    > interessi, quelli dei loro partiti e interessi di
    > potere ai loro
    > lettori.
    > Hanno un potere in mano e spesso lo usano male.
    > Saluti

    Si dimentica la casistica della recidività.
    non+autenticato
  • Tutto giusto, se fossi un idiota, se permetti ci terrei a sapere cosa a fatto quel ristorante, dopo di che sarò io a giudicare se metterci piede oppure no. Magari ha anche cambiato gestione, quel che conta è specificare esclusivamentei fatti, senza ricamarci sopra, aggiornando l'articolo nel caso di assoluzioni dell'indagato o situazioni similari.
  • - Scritto da: joshua72

    > Magari ha anche cambiato gestione,
    > quel che conta è specificare esclusivamentei
    > fatti, senza ricamarci sopra, aggiornando
    > l'articolo nel caso di assoluzioni dell'indagato
    > o situazioni
    > similari.

    Be', la sentenza dice esattamente che ciò non è avvenuto. Una richiesta formale di togliere l'articolo, o di renderlo anonimo omettendo i nomi, i cognomi e il ristorante, è stata respinta.
    Il quotidiano primadanoi.it aveva in seguito tolto l'articolo (o forse ne aveva impedito la ricerca per parole chiave, non si capisce bene): ma era troppo tardi, a parere del giudice, e il danno era già stato fatto.
    non+autenticato
  • scusa, ma senza voler far polemica, quale danno ? Sono stati riportati correttamente i fatti? Ci sono aggiornamenti sulle indagini? Poi sta a me farmi un'idea sull'accaduto altrimenti quel giudice ci tratta da idioti. Un danno non è riportare i fatti, ma inserire indicazioni fuorvianti.
    non+autenticato
  • - Scritto da: joshua 72
    > scusa, ma senza voler far polemica, quale danno ?
    > Sono stati riportati correttamente i fatti? Ci
    > sono aggiornamenti sulle indagini? Poi sta a me
    > farmi un'idea sull'accaduto altrimenti quel
    > giudice ci tratta da idioti. Un danno non è
    > riportare i fatti, ma inserire indicazioni
    > fuorvianti.

    Il danno derivante dal non aver rimosso l'articolo quando è stato richiesto, ma solo molto tempo dopo. La permanenza di dati sensibili sul web oltre il tempo consentito.
    L'ho scritto, è una sentenza aberrante.
    non+autenticato
  • Quindi...se un mio familiare (genitore, figlio/a ) vengono ammazzati e dopo 10 anni incontro per strada l'assassino rilasciato dal carcere...non posso dire che è un assassino? sennò finisco nelle grane io? O.O
    non+autenticato
  • - Scritto da: Ebm

    > Quindi...se un mio familiare (genitore, figlio/a)
    > vengono ammazzati e dopo 10 anni incontro per
    > strada l'assassino rilasciato dal carcere...non
    > posso dire che è un assassino?

    Al massimo puoi dire che era un assassino, visto che ha scontato la sua pena ed è stato conseguentemente rilasciato.

    > sennò finisco nelle grane io?
    > O.O

    Ovvio, no?

    Ma anche oggi non puoi dare del 'ladro' a un ladro, visto che è un'offesa personale e così facendo non fai altro che dare la possibilità al "ladro" stesso di contro-denunciarti per ingiuria e/o diffamazione. (a seconda dei casi)
    non+autenticato
  • - Scritto da: anon
    > - Scritto da: Ebm
    >
    > > Quindi...se un mio familiare (genitore,
    > figlio/a)
    > > vengono ammazzati e dopo 10 anni incontro per
    > > strada l'assassino rilasciato dal
    > carcere...non
    > > posso dire che è un assassino?
    >
    > Al massimo puoi dire che era
    >
    un assassino, visto che ha scontato
    > la sua pena ed è stato conseguentemente
    > rilasciato.
    >
    > > sennò finisco nelle grane io?
    > > O.O
    >
    > Ovvio, no?
    >
    > Ma anche oggi non puoi dare del 'ladro' a un
    > ladro, visto che è un'offesa personale e così
    > facendo non fai altro che dare la possibilità al
    > "ladro" stesso di contro-denunciarti per ingiuria
    > e/o diffamazione. (a seconda dei
    > casi)

    Certo, se quel "dare del ladro" è falso.
    Se non c'è lesione all'onore, perché "l'onore" è quello di essere ladro, allora sai dove può attaccarsela la denuncia?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Gino Tavera

    > Certo, se quel "dare del ladro" è falso.
    > Se non c'è lesione all'onore, perché "l'onore" è
    > quello di essere ladro, allora sai dove può
    > attaccarsela la
    > denuncia?

    Gino Tavera, ti pregherei di non usare queste espressioni colloquiali parlando di certi argomenti.
    Si può dare legittimamente del ladro a una persona solo se questa è stata condannata per furto. Anzi, a essere prudenti, si potrebbe dire solo quando la condanna è passata in giudicato, in base alla famosa regola che ognuno si presume innocente fino alla sentenza della Cassazione. Nelle fasi precedenti, a scanso di equivoci, è meglio dire: "è stato condannato per furto".

    E non si può dare del ladro a questa persona vita natural durante: una volta scontata la pena, esiste il limite temporale sancito dal diritto all'oblio.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Leguleio
    ...
    > E non si può dare del ladro a questa persona vita
    > natural durante: una volta scontata la pena,
    > esiste il limite temporale sancito dal diritto
    > all'oblio.

    Quindi la fedina penale ritorna pulita dopo aver scontato una pena?
    Nei TG non mi sembra di aver mai sentito la non considerazione dei reati pregressi.
    Allora chi ha commesso l'ennesimo reato dovrebbe fare causa alle forze dell'ordine
    per detenzione dannosa dell'archivio?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Gino Tavera

    > > E non si può dare del ladro a questa persona
    > vita
    > > natural durante: una volta scontata la pena,
    > > esiste il limite temporale sancito dal
    > diritto
    > > all'oblio.
    >
    > Quindi la fedina penale ritorna pulita dopo aver
    > scontato una
    > pena?

    Se si fa richiesta di riabilitazione, sì. Se ne ha diritto dopo 5 anni dall'espiazione della pena (10 per i recidivi e i delinquenti abituali).
    Esistono poi condanne minori, per le quali è prevista la non menzione nel casellario giudiziale.


    > Nei TG non mi sembra di aver mai sentito la non
    > considerazione dei reati
    > pregressi.

    Facci caso, la prossima volta: dicono mai che la tale persona ha riportato una condanna per il tal reato "15 anni fa"?
    In questi casi, mi sembra, la regola è che si accenna a "vecchi precedenti penali", senza entrare in particolari. Oppure si usa l'aggettivo "pregiudicato", che significa tutto e niente.


    > Allora chi ha commesso l'ennesimo reato dovrebbe
    > fare causa alle forze
    > dell'ordine
    > per detenzione dannosa dell'archivio?

    Ma che sciocchezza, gli archivi di polizia e il casellario giudiziale sono istituiti per legge e devono essere mantenuti secondo leggi precise. La legge sulla privacy colpisce la diffusione di dati sensibili, non la loro mera esistenza in archivi, pubblici o privati.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Leguleio
    > - Scritto da: Gino Tavera
    >
    > > > E non si può dare del ladro a questa
    > persona
    > > vita
    > > > natural durante: una volta scontata la
    > pena,
    > > > esiste il limite temporale sancito dal
    > > diritto
    > > > all'oblio.
    > >
    > > Quindi la fedina penale ritorna pulita dopo
    > aver
    > > scontato una
    > > pena?
    >
    > Se si fa richiesta di riabilitazione, sì. Se ne
    > ha diritto dopo 5 anni dall'espiazione della pena
    > (10 per i recidivi e i delinquenti
    > abituali).
    > Esistono poi condanne minori, per le quali è
    > prevista la non menzione nel casellario
    > giudiziale.
    >
    >
    > > Nei TG non mi sembra di aver mai sentito la
    > non
    > > considerazione dei reati
    > > pregressi.
    >
    > Facci caso, la prossima volta: dicono mai che la
    > tale persona ha riportato una condanna per il tal
    > reato "15 anni
    > fa"?
    > In questi casi, mi sembra, la regola è che si
    > accenna a "vecchi precedenti penali", senza
    > entrare in particolari. Oppure si usa l'aggettivo
    > "pregiudicato", che significa tutto e
    > niente.

    Sorride

    Se vuoi una ricerca, la farò: Ci sentiamo tra un mese.
    Comunque, reato o tal reato... la persona ci sguazzerebbe nei reati.
    Qualsiasi essi siano. O semplici scorrettezze.
    A te premunirti.

    > > Allora chi ha commesso l'ennesimo reato
    > dovrebbe
    > > fare causa alle forze
    > > dell'ordine
    > > per detenzione dannosa dell'archivio?
    >
    > Ma che sciocchezza, gli archivi di polizia e il
    > casellario giudiziale sono istituiti per legge e
    > devono essere mantenuti secondo leggi precise. La
    > legge sulla privacy colpisce la diffusione di
    > dati sensibili, non la loro mera esistenza in
    > archivi, pubblici o
    > privati.

    Sorride
    non+autenticato
  • - Scritto da: Gino Tavera



    > > > Nei TG non mi sembra di aver mai
    > sentito
    > la
    > > non
    > > > considerazione dei reati
    > > > pregressi.
    > >
    > > Facci caso, la prossima volta: dicono mai
    > che
    > la
    > > tale persona ha riportato una condanna per
    > il
    > tal
    > > reato "15 anni
    > > fa"?
    > > In questi casi, mi sembra, la regola è che si
    > > accenna a "vecchi precedenti penali", senza
    > > entrare in particolari. Oppure si usa
    > l'aggettivo
    > > "pregiudicato", che significa tutto e
    > > niente.
    >
    > Sorride
    >
    > Se vuoi una ricerca, la farò: Ci sentiamo tra un
    > mese.
    > Comunque, reato o tal reato... la persona ci
    > sguazzerebbe nei
    > reati.
    > Qualsiasi essi siano. O semplici scorrettezze.
    > A te premunirti.

    Sembra di leggere nelle tue parole un effetto preventivo nella pubblicizzazione selvaggia di tutti i precedenti penali di tutte le persone... che io non vedo affatto.
    Ovvio che mi farebbe piacere sapere se un negoziante o un artigiano presso cui mi servo è stato condannato per truffa in passato. Ma sono casi limitati. Al contrario, la notizia data a tutti i condomini che viene a vivere un assassino nello stabile preoccuperebbe enormemente solo loro, ma non proteggerebbe la popolazione più di tanto: un assassino viaggia. Come tutti.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Leguleio
    > - Scritto da: Gino Tavera
    >
    >
    >
    > > > > Nei TG non mi sembra di aver mai
    > > sentito
    > > la
    > > > non
    > > > > considerazione dei reati
    > > > > pregressi.
    > > >
    > > > Facci caso, la prossima volta: dicono
    > mai
    > > che
    > > la
    > > > tale persona ha riportato una condanna
    > per
    > > il
    > > tal
    > > > reato "15 anni
    > > > fa"?
    > > > In questi casi, mi sembra, la regola è
    > che
    > si
    > > > accenna a "vecchi precedenti penali",
    > senza
    > > > entrare in particolari. Oppure si usa
    > > l'aggettivo
    > > > "pregiudicato", che significa tutto e
    > > > niente.
    > >
    > > Sorride
    > >
    > > Se vuoi una ricerca, la farò: Ci sentiamo
    > tra
    > un
    > > mese.
    > > Comunque, reato o tal reato... la persona ci
    > > sguazzerebbe nei
    > > reati.
    > > Qualsiasi essi siano. O semplici
    > scorrettezze.
    > > A te premunirti.
    >
    > Sembra di leggere nelle tue parole un effetto
    > preventivo nella pubblicizzazione selvaggia di
    > tutti i precedenti penali di tutte le persone...
    > che io non vedo
    > affatto.
    > Ovvio che mi farebbe piacere sapere se un
    > negoziante o un artigiano presso cui mi servo è
    > stato condannato per truffa in passato. Ma sono
    > casi limitati. Al contrario, la notizia data a
    > tutti i condomini che viene a vivere un assassino
    > nello stabile preoccuperebbe enormemente solo
    > loro, ma non proteggerebbe la popolazione più di
    > tanto: un assassino viaggia. Come
    > tutti.

    Selvaggia no, ma neanche volatile, sottovalutata.
    non+autenticato
  • vale solo per i reati con una condanna inferiore ai 5 anni, se è superiore la fedina penale rimarrà sporca a vita
    non+autenticato
  • - Scritto da: Claudio
    > vale solo per i reati con una condanna inferiore
    > ai 5 anni, se è superiore la fedina penale
    > rimarrà sporca a
    > vita

    Scusa, dove hai letto questa norma? Non l'ho mai sentita prima.
    non+autenticato
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