Mauro Vecchio

Google: nessun danno per il tracciamento di Safari

La Grande G chiede al giudice del Delaware di far cadere la class action intentata dagli utenti iOS dopo lo sfruttamento silente dei cookie passivi sul browser della Mela. L'azienda californiana non avrebbe sfruttato alcun dato personale

Roma - Dopo la maxi-multa da 22,5 milioni di dollari per le attività di tracciamento silente all'interno del browser di Apple Safari, Google ha depositato il testo di una mozione ufficiale contro la class action avviata agli inizi del 2012 da un gruppo di utenti iOS in terra statunitense. I legali dell'azienda di Mountain View hanno chiesto alla corte distrettuale del Delaware di far cadere tutte le accuse di violazione della privacy.

Nei documenti presentati al giudice, Google ha sottolineato come gli utenti di Apple non siano riusciti a dimostrare l'effettivo collegamento tra l'invio di messaggi pubblicitari personalizzati - sulla base delle singole ricerche web effettuate attraverso Safari su iPhone, iPod Touch e iPad - e una qualche forma di danno quantificabile così come richiesto nella class action. Dallo sfruttamento dei cookie passivi, BigG non avrebbe mai rastrellato alcun dato personale in violazione delle leggi sulla privacy.

Stando alle accuse lanciate dagli utenti iOS, i danni subiti dallo sfruttamento delle informazioni personali sarebbero direttamente legati ai guadagni ottenuti dalla Grande G nel settore pubblicitario. Nel testo della sua mozione, il gigante californiano ha puntato i fari sulla "natura stessa dei cookie", che non prevede il trasporto di dati personali a parte quelli legati alle attività di login. In quest'ultimo caso, gli stessi utenti iOS avrebbero comunque autorizzato l'invio delle informazioni ai vari siti web.
La sfida legale con gli utenti della Mela potrebbe ora estendersi al di qua dell'Atlantico: nel Regno Unito, almeno una decina di possessori di iPhone ha già avviato le pratiche legali per richiedere di muovere una class action contro Mountain View. Con almeno dieci milioni di utenti iOS in terra britannica, Google rischierebbe - almeno secondo gli attivisti locali della privacy - una sanzione nell'ordine dei 100 milioni di sterline (quasi 120 milioni di euro).

Mauro Vecchio
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