L'informatica arretra in Italia

Stanca lancia l'allarme ma già si sapeva

Roma - Presentato al Senato dal ministro dell'Innovazione Lucio Stanca, il rapporto "Innovazione e tecnologie digitali in Italia" fotografa la carente situazione italiana sulla materia informatica.

Due italiani su tre sarebbero pressoché completamente digiuni di informatica, un dato che non solo pone l'Italia come fanalino di coda in Europa in quanto ad alfabetizzazione informatica ma che rende anche difficile pensare ad uno sviluppo economico pari a quello degli altri paesi industrializzati.

Il dato più sconcertante arriva dal mercato: nel 2002 si è registrata una contrazione dello 0,5 per cento, contro la crescita del 2000 e del 2001, rispettivamente del 12,8 e dell'8,3 per cento.
In particolare nel 2002 sono crollate le vendite di hardware che hanno segnato un saldo negativo del 13,5 per cento rispetto all'anno precedente, sono cresciute invece anche se di poco le vendite di software e di servizi del 3,3 per cento.

In termini di spesa, gli italiani hanno speso il 2,2 per cento in meno nel 2002 di quanto non avessero fatto nel 2001.
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9 Commenti alla Notizia L'informatica arretra in Italia
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  • Mi aspettavo dal Rapporto un lavoro di ricerca che fotografasse la situazione del Paese rispetto ai temi dell'innovazione.
    Invece ho trovato un testo che si preoccupa soprattutto di celebrare il Governo ed i suoi orientamenti ideologici, ignorando oltre tutto le piu' serie ricerche di settore.

    Un esempio tra i tanti: come si fa a dire che la svolta normativa per la riforma della PA e' rappresentata dal DL 29/93, che "ha introdotto 2 elementi fondamentali: da un lato la privatizzazione del publbico impiego, dall'altro lo stimolo per una nuova cultura manageriale"?
    E' le leggi 142 e 241 del '90? Le Bassanini?

    Altro esempio: non e' mai citato il Rapporto sulle citta' digitali in Italia di RUR e Censis, l'unico lavoro di ricerca sistematico su questi temi.

    Se questi sono gli strumenti analitici su cui si baseranno le politiche per l'innovazione, allora non c'e' da ben sperare.

    Paolo Subioli
    Roma
    non+autenticato
  • Tre o quattro persone intervenute.
    Sette messaggi in 3 giorni.
    Si vede come l'argomento stia a cuore a molta gente.
    Provo a dare un consiglio a PI, tra una settimana o due, rimettete lo stesso articolo, ma in prima pagina con foto di professoressa con tette di fuori.
    Scommettiamo che la discussione si farà più vivace?

    CM
    non+autenticato
  • Già si sapeva... son forse le parole migliori dell'articolo!
    1)Scuola inadeguata, sia come strutture che come insegnanti.
    2)Aziende che mirano all'informatizzazione solo per il minimo vitale e spesso anche meno, persino e soprattutto chi potrebbe permettersi il meglio.
    3)Liberi professionisti ed azienducole che non riescono minimamente a comprendere il valore della strumentazione informatica.
    4)Popolazione, in generale, veramente ignorante di nuove tecnologie e quel che è peggio (argomento che l'articolo si è dimenticato), molti, troppi, senza nessuna intenzione di imparare.
    5)Classe politica che al massimo sarebbe in grado di sviluppare leggi sulla ristorazione, date le loro conoscenze.

    Eravamo un popolo di santi, poeti, navigatori e geni ..... ma insomma .... cosa vogliamo diventare? Triste
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > Già si sapeva... son forse le parole
    > migliori dell'articolo!
    > 1)Scuola inadeguata, sia come strutture che
    > come insegnanti.
    > 2)Aziende che mirano all'informatizzazione
    > solo per il minimo vitale e spesso anche
    > meno, persino e soprattutto chi potrebbe
    > permettersi il meglio.
    > 3)Liberi professionisti ed azienducole che
    > non riescono minimamente a comprendere il
    > valore della strumentazione informatica.
    > 4)Popolazione, in generale, veramente
    > ignorante di nuove tecnologie e quel che è
    > peggio (argomento che l'articolo si è
    > dimenticato), molti, troppi, senza nessuna
    > intenzione di imparare.
    > 5)Classe politica che al massimo sarebbe in
    > grado di sviluppare leggi sulla
    > ristorazione, date le loro conoscenze.

    Aggiungo:
    6) Scarsa capacita' imprenditoriale, almeno nei settori piu' innovativi (a prescindere dall' informatica) ma secondo me proprio in generale.
    Il tutto condito da una
    recessione economica.

    Le aziende si ridimensionano, hanno poca voglia di spendere se non il minimo per tirare avanti nel loro "core business", quindi risparmiano sugli accessori come gli strumenti informatici, mossa miope ma de resto i motivi li hai ben esposti sopra.
    Purtroppo sempre di piu' chiudono e quindi nel complesso ci sono meno committenti per cui meno lavoro nell' indotto e nei servizi.

    > Eravamo un popolo di santi, poeti,
    > navigatori e geni ..... ma insomma .... cosa
    > vogliamo diventare? Triste

    Ognuno diventa cio' che e': persino Einstein e' diventato Einstein...
    (non e' mia ma mi piace un sacco)
  • ......
    > Ognuno diventa cio' che e': persino Einstein
    > e' diventato Einstein...
    > (non e' mia ma mi piace un sacco)

    Vero anche quello che dici tu ma potrei aggiungere:
    persino un prato fiorito è diventato letame! (questa è miaOcchiolino )

    CM
    non+autenticato
  • Forse che ci si poteva meravigliare più di tanto... nonostante ogni diversa impressione restiamo la nazione che siamo, piena di "classe dirigente" che dice poter fare benissimo a meno di Internet!
    "Certo" mi è capitato di rispondere "anche dei libri possiamo fare a meno benissimo. Servono mica a campare!".
    Giusto? E allora dove vogliamo andare con onorevoli tromboni che ancora in TV si offendono e si accapigliano a vicenda, parlando di "politica".
    Quanto tempo perso in questi lunghi anni di sciocche coebellerie...sob!
    Aiser
    non+autenticato
  • Fa piacere che tali dichiarazioni provengano dal Governo. In effetti con un'inflazione percepita dai consumatori in prossimità del 6 per cento, con salari e stipendi che invece segnano da anni il passo e con una recessione ormai svelata cos'altro ci si poteva attendere?.
    E il bello dell'IT deve ancora arrivare perchè sono circa 20mila i laureati in scienze dell'informazione e informatica che potrebbero lasciare il belpaese per raggiungere mete in cui c'è maggiore rispetto per la professionalità. Infatti con il DPR328/2001, la circolare MIUR 2126 del 2002 e la resistenza del MIUR ad equiparare le vecchie lauree informatiche con quella del nuovo ordinamento (classe 23/S) ci si ritrova letteralmente declassificati.
    Premesso che l'equiparazione dei titoli accademici informatici vecchi e nuovi è sostenuta dai docenti di informatica, continua ad essere negata dallo stesso ministero che potrebbe com'è avvenuto altre volte in passato accogliere un giudizio espresso sulla base di una reale e profonda conoscenza dei percorsi didattici vecchi e nuovi. L'equiparazione invece non viene presa nemmeno in considerazione: "La Riforma Universitaria non equipara ai fini accademici i titoli del
    vecchio e del nuovo ordinamento ma permette il riconoscimento dei CFU?crediti formativi universitari... per i laureati del vecchio ordinamento che hanno superato l?esame di stato per ingegnere col previdente ordinamento va evidenziato che quest?esame abilitava, secondo le norme in vigore anteriormente al 328/2001 all?esercizio della professione di ingegnere senza distinzione di settori. Trattasi pertanto di diritti acquisiti a seguito di un Esame di Stato". L'impalcatura REGGE all'evidenza? E' difficile infatti capire da dove debba spuntare un tale diritto acquisito poiché l'albo dedicato all'informazione è nuovo di zecca. Prima del DPR328/2001 nessuna abilitazione informatica era prevista perché per i progetti informatici nessuna firma era richiesta e nessuna firma era prevista, indipendentemente dal tipo e dalla complessità!
    Se si vuole parlare di diritti acquisiti, si potrebbe partire dal percorso mirato, dalla laurea specifica e dalla mediamente decennale esperienza lavorativa nel campo dei laureati in scienze dell'informazione. Ma qui i decisori sono fermi e preferiscono non eccedere in diritto acquisito: "L?attività di consulenza è libera e non esiste riserva di sorta sulla consulenza in quanto tale. Essa non rappresenta però un?esperienza valutabile per l?esame di Stato per ingegnere."
    non+autenticato
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