Cristina Sciannamblo

Francia, autarchia linguistica digitale

Parigi decide di sostituire le parole straniere con omologhi nazionali. "Hashtag" sarà soppiantato dalla parola "mot-dièse". Un intervento che potrebbe accrescere la confusione tra i parlanti

Roma - Un piano per preservare la lingua nazionale, che punta a sostituire le parole straniere con i termini corrispondenti forniti dal vocabolario francese. Nella revisione operata dalla Commissione generale di terminologia e neologismi rientrano i termini utilizzati dalle comunità online, a partire dal diffusissimo "hashtag".

Il termine preceduto dal simbolo "#", per contrassegnare le parole chiave su Twitter, sarà sostituito dall'omologo francese "mot-dièse", che indica "un argomento di interesse inserito all'interno di un messaggio per facilitarne il reperimento". Una decisione che ha sollevato critiche e ironia da parte di osservatori e utenti di Internet, che hanno sottolineato la natura di ecosistema globale di Twitter, provvisto di proprie regole e di un proprio linguaggio.

La decisione dell'amministrazione francese deriva dalla volontà di arricchire il vocabolario nazionale, ricercando alternative efficaci per sostituire gli anglicismi. Gli utenti non saranno costretti ad adottare la nuova parola che, invece, sarà presente nei documenti ufficiali. L'uso sui social media è comunque incoraggiato.
E il linguaggio della tecnologia è stato anche oggetto di una ricerca condotta nel Regno Unito, dalla quale è emerso che l'uso di termini specifici appartenenti all'universo tecnologico provochi stress e confusione nei parlanti. Secondo i risultati ottenuti, parole come "ISP" o "megabyte" causerebbero maggiori difficoltà nell'uso rispetto a locuzioni proprie di lingue come il greco o il russo. Un problema che vale per l'inglese, avvertito, inoltre, molto di più dagli uomini che dalle donne. (C.S.)
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79 Commenti alla Notizia Francia, autarchia linguistica digitale
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  • abbiamo, come retaggio del fascismo, le parole "pallacanestro" e "tramezzino".
  • - Scritto da: TPB Free
    > abbiamo, come retaggio del fascismo, le parole
    > "pallacanestro" e
    > "tramezzino".

    Sono molte di più. Ma non esiste un elenco ufficiale, che io sappia: nel senso che alcune proposte erano state avanzate, e forse, accolte, già prima del 1923.

    Ad esempio: contro l'inglese bar venne imposto il termine mescita. E qua e là ancora sopravvive, ma probabilmente perché il padrone dell'esercizio è un toscano DOC, e là il termine mescita si usava prima, e si usa ancora:

    http://media-cdn.tripadvisor.com/media/photo-s/02/...
    non+autenticato
  • Con bar c'era anche "quisibeve" (ovviamente ridicolo).
    Però tramezzino non mi dispiace al posto di sandwich sinceramente, basket forse è meglio di pallacanestro, ma pallavvolo è meglio di volleyball...
    Se certi termini sono rimasti da quasi cento anni comunque, segno è che non fossero così campati in aria, la stupidità sta nel prendere o tutto italiano o tutto estero.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Ventennio

    > Con bar c'era anche "quisibeve" (ovviamente
    > ridicolo).

    Quella pare che fosse una provocazione dei futuristi, e basta. Nel senso che nessun locale ha mia esposto la scritta quisibeve. Mescita, almeno in Toscana, si capiva.
    non+autenticato
  • Trovo assurdo dover fare leggi in merito, però in generale sono d'accordo con l'utilizzare termini della propria lingua. Semplicemente funziona meglio. L'italiano si sta riempiendo di termini inglesi che vengono poi naturalmente italianizzati per comodità nell'uso comune, e ne esce un macelloCon la lingua fuori Lo so perché lavorando in ambito informatico è un continuo uso di "fetchare", "schedulare" ecc ecc.

    La creazione di neologismi credo debba venire dal basso e poi essere ufficializzata, come accaduto per "stampante", "telefonino", "videogioco", "sparatutto", ma anche termini non tecnologici come ad es. "badante", entrata nell'uso comune da pochi anni.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Non dovrebbe occuparsen e la politica
    > Trovo assurdo dover fare leggi in merito, però in
    > generale sono d'accordo con l'utilizzare termini
    > della propria lingua. Semplicemente funziona
    > meglio. L'italiano si sta riempiendo di termini
    > inglesi che vengono poi naturalmente
    > italianizzati per comodità nell'uso comune, e ne
    > esce un macelloCon la lingua fuori Lo so perché lavorando in
    > ambito informatico è un continuo uso di
    > "fetchare", "schedulare" ecc
    > ecc.

    In ambito informatico il problema non sussiste.
    Se l'obiettivo del linguaggio e' quello di comunucare con chiarezza, quando parlo con un informatico e dico "fetchare" quello mi capisce.

    Se quello non mi capisce, non e' un informatico e non deve stare li'.
  • - Scritto da: Non dovrebbe occuparsen e la politica
    > Trovo assurdo dover fare leggi in merito,

    Non mi sembra che si parli di politica, ma di un ente francese addetto al compito, che dovrebbe essere l'equivalente della nostra Crusca (anche se non credo abbia un compito ufficiale).
    Che poi una lingua debba avere una versione "ufficiale" sembra obbligatorio visto che dallo scritto dipende la validità di molte cose (contratti, leggi, ecc). Il guaio dei linguisti italiani è che sono stramaledettamente conservatori, ma non nel senso che sono chiusi al nuovo, ma che vogliono conservare tutto quello che già c'era e le vecchie regole (tipo il demenziale "qual è") ma non hanno alcun problema ad aggiungere parole nuove anche straniere (immagino si sentano più utili più casino c'è).
    non+autenticato
  • - Scritto da: Surak 2.0

    > > Trovo assurdo dover fare leggi in merito,
    >
    > Non mi sembra che si parli di politica, ma di un
    > ente francese addetto al compito, che dovrebbe
    > essere l'equivalente della nostra Crusca (anche
    > se non credo abbia un compito
    > ufficiale).

    No, l'equivalente francese dell'Accademia della Crusca è l'Académie française. È dieci volte più famosa della corrispettiva italiana, almeno nei Paesi francofoni, è riconosciuta come ente basilare dallo Stato, ma non ha più poteri effettivi nell'evoluzione della lingua (l'Accademia della Crusca non i ha mai avuti). La sua funzione è soprattutto consultiva, d'indirizzo, e di buon esempio.



    > Che poi una lingua debba avere una versione
    > "ufficiale" sembra obbligatorio visto che dallo
    > scritto dipende la validità di molte cose
    > (contratti, leggi, ecc). Il guaio dei linguisti
    > italiani è che sono stramaledettamente
    > conservatori,

    Gli ultimi linguisti italiani degni di questo nome sono tutti morti. Sorride
    In ogni caso, rispondendo ad altri, ricordavo che senza un istituto o una commissione stabilita a norma di legge non si va davvero da nessuna parte. Ogni linguista dice la sua, ma nessuno può verosimilmente prevalere sugli altri. E alla fine è l'anarchia, come constatiamo ogni giorno.
    non+autenticato
  • - Scritto da: TPB Free
    > abbiamo, come retaggio del fascismo, le parole
    > "pallacanestro" e
    > "tramezzino".

    E che c'è di male?
    Se sono sopravvissute è perchè sono state scelte parole migliori di quelle straniere e non c'era ancora l'anglofilia demenziale che c'è oggi (e si vede pure la mediocrità dell'attuale classe dirigente e le due cose sono collegate).
    E' un po' come il caso di note canzoni censurate al tempo, che poi sono rimaste conosciute e cantante così, nonostante l'autore abbia poi provato a proporre la versione originale.
    Da sempre alcune parole straniere sono entrate nel vocabolario di altre lingue ma il guaio sono le forzature in entrambi i sensi.
    Perchè tirare fuori il termine "Welfare" quando già c'era "Stato Sociale"? Suona pure meglio oltre a chiarire subito di cosa si parla.
    Gli esempi sono numerosi e sono pure in rapido aumento, perchè chi fa tendenza è sempre più scarso
    non+autenticato
  • Casa mia, parole mie, regole mie.

    Meno male che qualcuno in europa fa muro contro la "mecdonaldizzazione" del pianeta...

    dans le cul aux aAméricains
    non+autenticato
  • Benissimo: butta SUBITO qualunque oggetto di provenienza americana. Via dal computer e da internet. Comprati un terminale Minitel.

    Nulla mi fa sghignazzare quanto gli antiamericani con l'iPod.
    non+autenticato
  • - Scritto da: MegaJock
    > Benissimo: butta SUBITO qualunque oggetto di
    > provenienza americana. Via dal computer e da
    > internet. Comprati un terminale
    > Minitel.
    >
    > Nulla mi fa sghignazzare quanto gli antiamericani
    > con
    > l'iPod.

    iPod? Si dice Périphèrique de Pomme da tasquin avec l'auriculaire
  • È sempre stato così. In Francia il personal computer è "l'ordinateur individuel" ("ordi" pour les amis). Il byte è "octet", l'OS è il "système d'exploitation" e la RAM non è la RAM ma la "mémoire vive" (MEV - bella confusione con il MegaElettronVolt che è un'unità di misura usata in fisica nucleare tra l'altro).

    E il quarter pounder with cheese è "royale with cheese".

    We ought to have shotguns for this kind of deal.
    non+autenticato
  • - Scritto da: MegaJock
    > È sempre stato così.
    e' una malattia che avevamo anche in Italia (uso l'imperfetto perche' direi che nell'ultimo decennio e' decisamente calata).
    Autocito un pezzo di post di 6 mesi fa
    (..)
    agli albori dell'informatica "personale" nostrana (e con maggiori e piu' lunghi riverberi nell'insegnamento) ANCHE NOI traducevamo di tutto in italiano... con risultati che apparivano evidentemente imbarazzanti (talvolta addirittura criptici) a quelli "sgamati" che usavano la Vera documentazione... basta che vai a consultare i manuali IBM/M$ attorno al msdos1-3 [ma anche dopo] o libri delle superiori.. per sentire il sapore di muffa imbarazzata...
    C'erano termini come direttorio (directory) sottodirettorio (subdirectory) minidisco (floppy disk!!), talvolta addirittura stampatrice. Poi il sempreverde ultraverboso "elaboratore elettronico"... MOLTO meglio tenere i termini originali inglesi che inventarsi delle stramberie per voler ostinatamente usare l'italiano.
    non+autenticato
  • - Scritto da: bubba


    > > È sempre stato così.
    > e' una malattia che avevamo anche in Italia (uso
    > l'imperfetto perche' direi che nell'ultimo
    > decennio e' decisamente
    > calata).
    > Autocito un pezzo di post di 6 mesi fa
    > (..)
    > agli albori dell'informatica "personale" nostrana
    > (e con maggiori e piu' lunghi riverberi
    > nell'insegnamento) ANCHE NOI traducevamo di tutto
    > in italiano... con risultati che apparivano
    > evidentemente imbarazzanti (talvolta addirittura
    > criptici) a quelli "sgamati" che usavano la Vera
    > documentazione... basta che vai a consultare i
    > manuali IBM/M$ attorno al msdos1-3 [ma anche
    > dopo] o libri delle superiori.. per sentire il
    > sapore di muffa
    > imbarazzata...
    > C'erano termini come direttorio (directory)
    > sottodirettorio (subdirectory) minidisco (floppy
    > disk!!), talvolta addirittura stampatrice. Poi il
    > sempreverde ultraverboso "elaboratore
    > elettronico"... MOLTO meglio tenere i termini
    > originali inglesi che inventarsi delle stramberie
    > per voler ostinatamente usare
    > l'italiano.

    Il problema non era l'italiano. Il problema era la mancanza di un istituto incaricato dello standard. Quello che nel tuo libro era chiamato direttorio, nella versione 3.20 dell'Ms-Dos era indirizzario. Un suicidio.

    Anche l'automobile è stata inventata e, nei primi decenni, sviluppata fuori dall'Italia (Germania e Francia soprattutto). Eppure non diciamo (quasi) più châssis, ma telaio, e abbiamo termini come "albero a camme" o calandra o spinterogeno, che rimandano a evidenti adattamenti, un tempo questi termini non esistevano o significavano altro.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Leguleio
    > - Scritto da: bubba
    >
    >
    > > > È sempre stato così.
    > > e' una malattia che avevamo anche in Italia
    > (uso
    > > l'imperfetto perche' direi che nell'ultimo
    > > decennio e' decisamente
    > > calata).
    > > Autocito un pezzo di post di 6 mesi fa
    > > (..)
    > > agli albori dell'informatica "personale"
    > nostrana
    > > (e con maggiori e piu' lunghi riverberi
    > > nell'insegnamento) ANCHE NOI traducevamo di
    > tutto
    > > in italiano... con risultati che apparivano
    > > evidentemente imbarazzanti (talvolta
    > addirittura
    > > criptici) a quelli "sgamati" che usavano la
    > Vera
    > > documentazione... basta che vai a consultare
    > i
    > > manuali IBM/M$ attorno al msdos1-3 [ma anche
    > > dopo] o libri delle superiori.. per sentire
    > il
    > > sapore di muffa
    > > imbarazzata...
    > > C'erano termini come direttorio (directory)
    > > sottodirettorio (subdirectory) minidisco
    > (floppy
    > > disk!!), talvolta addirittura stampatrice.
    > Poi
    > il
    > > sempreverde ultraverboso "elaboratore
    > > elettronico"... MOLTO meglio tenere i termini
    > > originali inglesi che inventarsi delle
    > stramberie
    > > per voler ostinatamente usare
    > > l'italiano.
    >
    > Il problema non era l'italiano. Il problema era
    > la mancanza di un istituto incaricato dello
    > standard.
    chissa' ,magari sarebbe stata forse anche una buona idea, MA non so perche', ma mi fa terribilmente pensare a Winston Smith e al SocingCon la lingua fuori
    O piu realisticamente, al fascismo. Ci sono cose interessanti su fascismo e fumetti, per esSorride

    FORSE sarebbe meglio se a far traduzioni ci fosse chi abitualmente usa gli strumenti descritti nei libri che traduce.Con la lingua fuori
    Anche perche' spesso, secondo me, si parte da un presupposto sbagliato. ES: floppy disk e' il nome tecnico di un prodotto... "incidentalmente" in inglese disk e' disco, ma NON e' realmente importante.. fuori dal mondo angolfono che ne capisce il significato grammatical-linguistico, rimane un nome e basta. Ovvero se lo avessero chiamato zoltoc (!), andava bene uguale. Si usava quello. La "mania" nasce quando, per supposta facilitazione linguistico-fonetica, ti INVENTI dei termini completamente diversi (tipo minidisco). Creando cosi' in realta' un doppio problema.

    Questo funziona bene in ambito tecnico-tecnologico e con un alfabeto compatibile. E' chiaro che col norvegese, cirillico o cinese, una translitterazione (e/o l'uso del termine anglofono equivalente) e' una questione rilevante.

    Comunque, "per venirti incontro", anch'io penso che in certi ambiti ci sia un delirio anglofono al contrario... nel campo delle 'buzzwords' (nelle quali i giornalai si abboffano): e in particolare nel campo delle "professioni & mestieri". E' quasi imbarazzante.

    > Anche l'automobile è stata inventata e, nei primi
    > decenni, sviluppata fuori dall'Italia (Germania e
    > Francia soprattutto). Eppure non diciamo (quasi)
    > più châssis, ma telaio, e abbiamo termini
    > come "albero a camme" o calandra o spinterogeno,
    > che rimandano a evidenti adattamenti, un tempo
    > questi termini non esistevano o significavano
    > altro.
    mhh.. a parte che sul lungo periodo siamo tutti morti (e qui andiamo indietro PARECCHIOSorride, sul punto non saprei rispondere... lo spinterogeno non so quando e' stato inventatoSorride
    non+autenticato
  • - Scritto da: bubba


    > ANCHE NOI
    > traducevamo
    > di
    > > tutto
    > > > in italiano... con risultati che
    > apparivano
    > > > evidentemente imbarazzanti (talvolta
    > > addirittura
    > > > criptici) a quelli "sgamati" che
    > usavano
    > la
    > > Vera
    > > > documentazione... basta che vai a
    > consultare
    > > i
    > > > manuali IBM/M$ attorno al msdos1-3 [ma
    > anche
    > > > dopo] o libri delle superiori.. per
    > sentire
    > > il
    > > > sapore di muffa
    > > > imbarazzata...
    > > > C'erano termini come direttorio
    > (directory)
    > > > sottodirettorio (subdirectory) minidisco
    > > (floppy
    > > > disk!!), talvolta addirittura
    > stampatrice.
    > > Poi
    > > il
    > > > sempreverde ultraverboso "elaboratore
    > > > elettronico"... MOLTO meglio tenere i
    > termini
    > > > originali inglesi che inventarsi delle
    > > stramberie
    > > > per voler ostinatamente usare
    > > > l'italiano.
    > >
    > > Il problema non era l'italiano. Il problema
    > era
    > > la mancanza di un istituto incaricato dello
    > > standard.
    > chissa' ,magari sarebbe stata forse anche una
    > buona idea, MA non so perche', ma mi fa
    > terribilmente pensare a Winston Smith e al Socing
    >Con la lingua fuori


    Nel romanzo 1984 , la lingua che aveva soppiantato l'inglese era la neolingua; e uno dei termini era socing (socialismo inglese), ma era uno dei tanti.


    > O piu realisticamente, al fascismo. Ci sono cose
    > interessanti su fascismo e fumetti, per es
    >Sorride


    Le so già. Hai fatto bene a non ricordarle. Sorride Ogni tanto qualcuno qui pensa di dire cose profonde citandomi il sussidiario di quinta elementare.



    > FORSE sarebbe meglio se a far traduzioni ci fosse
    > chi abitualmente usa gli strumenti descritti nei
    > libri che traduce.
    >Con la lingua fuori


    Eh sì. In Italia, anche in questo ambito, c'è molta approssimazione. All'estero non darebbero mai una traduzione dall'inglese di un manuale tecnico a uno, che so, che in vita sua ha tradotto solo poesie e romanzi. Per quanto bravo, è evidente che non è la persona più adatta.



    > Questo funziona bene in ambito
    > tecnico-tecnologico e con un alfabeto
    > compatibile. E' chiaro che col norvegese,
    > cirillico o cinese, una translitterazione (e/o
    > l'uso del termine anglofono equivalente) e' una
    > questione
    > rilevante.

    Veramente il norvegese ha solo la æ, la ø e la å estranee al nostro alfabeto. Tutto il resto è alfabeto latino.



    > > Anche l'automobile è stata inventata e, nei
    > primi
    > > decenni, sviluppata fuori dall'Italia
    > (Germania
    > e
    > > Francia soprattutto). Eppure non diciamo
    > (quasi)
    > > più châssis, ma telaio, e abbiamo
    > termini
    > > come "albero a camme" o calandra o
    > spinterogeno,
    > > che rimandano a evidenti adattamenti, un
    > tempo
    > > questi termini non esistevano o significavano
    > > altro.

    > mhh.. a parte che sul lungo periodo siamo tutti
    > morti (e qui andiamo indietro PARECCHIOSorride, sul
    > punto non saprei rispondere... lo spinterogeno
    > non so quando e' stato inventato
    >Sorride

    Secondo questo sito:

    http://www.motorera.com/history/hist05.htm

    Nel 1910. Il termine italiano l'ho trovato usato per la prima volta sul quotidiano La stampa il 9 settembre 1926, in un annuncio.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Leguleio
    > - Scritto da: bubba

    > > buona idea, MA non so perche', ma mi fa
    > > terribilmente pensare a Winston Smith e al
    > Socing
    > >Con la lingua fuori
    >
    >
    > Nel romanzo 1984 , la
    > lingua che aveva soppiantato l'inglese era la
    > neolingua; e uno dei termini era socing
    > (socialismo inglese), ma era uno dei
    > tanti.
    anche se non capisco perche devi replicare con puntualizzazioni (talvolta oziose) ad ogni fraseSorride , non e' proprio esatto. il Socing e' il partito (o meglio l'ideologia sulla quale si fonda il partito), e la neolingua ne e' lo strumento manipolatorio principale. Cmq il senso della mia frase era chiaro, penso...

    >
    > > O piu realisticamente, al fascismo. Ci sono
    > cose
    > > interessanti su fascismo e fumetti, per es
    > >Sorride
    >
    >
    > Le so già. Hai fatto bene a non ricordarle. Sorride
    > Ogni tanto qualcuno qui pensa di dire cose
    > profonde citandomi il sussidiario di quinta
    > elementare.
    allora devi saper ben poche cose, se quella e' la tua fonteA bocca aperta


    > > FORSE sarebbe meglio se a far traduzioni ci
    > fosse
    > > chi abitualmente usa gli strumenti descritti
    > nei
    > > libri che traduce.
    > >Con la lingua fuori
    >
    >
    > Eh sì. In Italia, anche in questo ambito, c'è
    > molta approssimazione. All'estero non darebbero
    > mai una traduzione dall'inglese di un manuale
    > tecnico a uno, che so, che in vita sua ha
    > tradotto solo poesie e romanzi. Per quanto bravo,
    > è evidente che non è la persona più
    > adatta.
    qui concordiamoSorride e' pur vero che non e' un difetto tipicamente italiano. Traduzioni orrorifiche son sicuro le facciano anche negli altri Paesi..

    >
    >

    > > compatibile. E' chiaro che col norvegese,
    > > cirillico o cinese, una translitterazione
    > (e/o
    > > l'uso del termine anglofono equivalente) e'
    > una
    > > questione
    > > rilevante.
    >
    > Veramente il norvegese ha solo la æ, la
    > ø e la å estranee al nostro alfabeto.
    > Tutto il resto è alfabeto latino.
    e mica e' pocoCon la lingua fuori

    >
    >
    >
    > > > Anche l'automobile è stata inventata e,
    > nei
    > > primi
    > > > decenni, sviluppata fuori dall'Italia
    > > (Germania
    > > e
    > > > Francia soprattutto). Eppure non diciamo
    > > (quasi)
    > > > più châssis, ma telaio, e abbiamo
    > > termini
    > > > come "albero a camme" o calandra o
    > > spinterogeno,
    > > > che rimandano a evidenti adattamenti, un
    > > tempo
    > > > questi termini non esistevano o
    > significavano
    > > > altro.
    >
    > > mhh.. a parte che sul lungo periodo siamo
    > tutti
    > > morti (e qui andiamo indietro PARECCHIOSorride,
    > sul
    > > punto non saprei rispondere... lo
    > spinterogeno
    > > non so quando e' stato inventato
    > >Sorride
    >
    > Secondo questo sito:
    >
    > http://www.motorera.com/history/hist05.htm
    >
    > Nel 1910.
    ci fidiamo, anche se non e' la treccaniSorride

    A proposito di anticaglie, diedi uno sguardo alla famosa vicenda del memo IBM sulle "palle di ricambio per topi" (u know?)... e' molto meno leggenda metropolitana di quel che sembra.
    Nel senso che l'originale e' nella rubrica "Memo of the Month” (dove pubblicavano continuamente idiozie burocratiche) dal Washington Monthly, January/February 1991, pagina 24. Ho guardato realmente quella pagina ed e' la pubblicazione di una mail, di luglio 1990, di un tizio che dice "cio che segue e' a true IBM ordering information quote, from one of their catalog". Ovviamente recuperare il catalog e' estremamente difficile, per mettere una vera parola fine alla vicenda... pero' siamo nel 1990... la gente non spamma merda a caso. E considerando il livello IBM, direi che le probabilita' sulla veridicita' sono altine.
    non+autenticato
  • - Scritto da: bubba


    > > Nel romanzo 1984 , la
    > > lingua che aveva soppiantato l'inglese era la
    > > neolingua; e uno dei termini era socing
    > > (socialismo inglese), ma era uno dei
    > > tanti.

    > anche se non capisco perche devi replicare con
    > puntualizzazioni (talvolta oziose) ad ogni frase
    >Sorride

    Mi tengo in allenamento.
    E poi se non scrivi imprecisioni nessuno puntualizza. Mi pare chiaro.



    >, non e' proprio esatto. il Socing e' il
    > partito (o meglio l'ideologia sulla quale si
    > fonda il partito), e la neolingua ne e' lo
    > strumento manipolatorio principale. Cmq il senso
    > della mia frase era chiaro,
    > penso...


    O piuttosto, per essere ancora più precisi, il socing è la teoria filosofica sovrastante (stesa da chi non si sa, visto che muta continuamente), mentre la struttura sociale descritta in 1984 è composta dai prolet, dal Partito Esterno, dal Partito Interno: ovviamente al vertice c'è il Grande Fratello. Da quello che mi ricordo del romanzo, non si attribuisce la nascita della neolingua al socing, anche se indirettamente Orwell fa capire che è un suo prodotto.



    > > > mhh.. a parte che sul lungo periodo siamo
    > > tutti
    > > > morti (e qui andiamo indietro PARECCHIOSorride,
    > > sul
    > > > punto non saprei rispondere... lo
    > > spinterogeno
    > > > non so quando e' stato inventato
    > > >Sorride
    > >
    > > Secondo questo sito:
    > >
    > > http://www.motorera.com/history/hist05.htm
    > >
    > > Nel 1910.
    > ci fidiamo, anche se non e' la treccaniSorride


    O in alternativa si cercano altre fonti. Mica deve essere quella per forza, la fonte definitiva.


    > A proposito di anticaglie, diedi uno sguardo alla
    > famosa vicenda del memo IBM sulle "palle di
    > ricambio per topi" (u know?)...

    Sì, è uno scherzo.


    > e' molto meno
    > leggenda metropolitana di quel che
    > sembra.
    > Nel senso che l'originale e' nella rubrica "Memo
    > of the Month” (dove pubblicavano continuamente
    > idiozie burocratiche) dal Washington Monthly,
    > January/February 1991, pagina 24. Ho guardato
    > realmente quella pagina ed e' la pubblicazione di
    > una mail, di luglio 1990, di un tizio che dice
    > "cio che segue e' a true IBM ordering
    > information quote, from one of their catalog".

    Ma sai, non è impossibile: anche alla IBM c'erano i burloni. È ovvio che una burla indirizzata a colleghi e addetti ai lavori è una cosa, normalmente ci si arriva da soli a capirla, ma in casi estremi arrivano le spiegazioni del diretto interessato; e la cosa finisce lì. Presa fuori contesto, come probabilmente è accaduto in questo caso, persone ignare la scambiano come seria.

    Una famosa burla che si è tramutata in catena di Sant'Antonio e circola ancora oggi è questa:

    http://attivissimo.blogspot.dk/2007/12/antibufala-...

    e nota che conosciamo la sua genesi: anno, autore, modalità, tutto insomma. E con ciò, la gente che ci casca ancora esiste. Sorride

    In una bustina di Minerva, Umberto Eco aveva spiegato quali indizi facevano propendere decisamente per lo scherzo: il doppio senso di palla/ ball esiste sia in inglese che in italiano, e quindi l'estensore di quelle note tecniche, se davvero di madrelingua inglese, avrebbe dovuto adottare qualche accorgimento per evitare questo doppio senso: ad esempio usando il termine un po' più ricercato sphere , che questo inconveniente non lo presenta. E, soprattutto, nelle istruzioni si diceva che l'operazione di ripulitura della palla va fatta eseguire da un personale specializzato, mentre chiunque sa che anche un bambino di 8 anni lo può fare. Sorride
    non+autenticato
  • - Scritto da: Leguleio
    > - Scritto da: bubba
    >

    > > anche se non capisco perche devi replicare
    > con
    > > puntualizzazioni (talvolta oziose) ad ogni
    > frase
    > >Sorride
    >
    > Mi tengo in allenamento.
    > E poi se non scrivi imprecisioni nessuno
    > puntualizza. Mi pare
    > chiaro.
    ma quando maiA bocca aperta saresti disposto anche a puntualizzare sulla roba che scrivi tu stesso, pur di proseguireSorride ma niente di male eh...

    >
    >
    >
    > >, non e' proprio esatto. il Socing e' il
    > > partito (o meglio l'ideologia sulla quale si
    > > fonda il partito), e la neolingua ne e' lo
    > > strumento manipolatorio principale. Cmq il
    > senso
    > > della mia frase era chiaro,
    > > penso...
    >
    >
    > O piuttosto, per essere ancora più precisi, il
    > socing è la teoria filosofica sovrastante (stesa
    e l'ho detto
    > quello che mi ricordo del romanzo, non si
    > attribuisce la nascita della neolingua al socing,
    > anche se indirettamente Orwell fa capire che è un
    > suo prodotto.
    e dissi pure questo. Ma cmq non e' importante.....

    >
    > > A proposito di anticaglie, diedi uno sguardo
    > alla
    > > famosa vicenda del memo IBM sulle "palle di
    > > ricambio per topi" (u know?)...
    >
    > Sì, è uno scherzo.
    come dicevo, ho invece dei dubbi fondati.


    > > e' molto meno
    > > leggenda metropolitana di quel che
    > > sembra.
    > > Nel senso che l'originale e' nella rubrica
    > "Memo
    > > of the Month” (dove pubblicavano
    > continuamente
    > > idiozie burocratiche) dal Washington Monthly,
    > > January/February 1991, pagina 24. Ho guardato
    > > realmente quella pagina ed e' la
    > pubblicazione
    > di
    > > una mail, di luglio 1990, di un tizio che
    > dice
    > > "cio che segue e' a true IBM ordering
    > > information quote, from one of their
    > catalog".
    >
    > Ma sai, non è impossibile: anche alla IBM c'erano
    > i burloni. È ovvio che una burla indirizzata
    > a colleghi e addetti ai lavori è una cosa,
    > normalmente ci si arriva da soli a capirla, ma in
    > casi estremi arrivano le spiegazioni del diretto
    > interessato; e la cosa finisce lì. Presa fuori
    > contesto, come probabilmente è accaduto in questo
    > caso, persone ignare la scambiano come
    > seria.
    Mah... come dicevo, non avendo riferimenti per rintracciare il famigerato "catalog IBM" citato, non e' impossibile che la mail fosse una burla.
    E notare che mi riferisco all'originale, non al "riciclaggio" italiano, dove, vedo, la cosa assume contorni un po diversi (si parla anche di manuali)
    Noto solo questi 2-3 elementi
    a) la cosa parte da una rivista cartacea (non da fumose origini in bbs o usenet)
    b) nel 1990 non era certo abitudine fare spamming. Ovviamente non dico che non si facesse in assoluto o non si potesse fare. Ma la quantita' (qualita'?) di gente che usava una mail era di gran lunga diversa dall'attuale
    c) la mail riporta i FRU dei componenti. I FRU effetivamente esistono. Ma non solo... guardando su ibmupgrades.com , per es, vengono chiamati "IBM BALL FOR MOUSE W/ TWIST ON COVER" (palle per topi)

    d)
    > nelle istruzioni si diceva che l'operazione di
    > ripulitura della palla va fatta eseguire da un
    > personale specializzato, mentre chiunque sa che
    > anche un bambino di 8 anni lo può fare.
    non esattamente. dice 'Therefore, if a mouse fails to operate or should it perform erratically, it may need a ball replacement.
    Because of the delicate nature of this procedure, replacement of mouse balls should only be attempted by properly trained personnel.' E conoscendo IBM e il 1990, direi che e' abbastanza in linea con il mood del tempo.


    >
    > Una famosa burla che si è tramutata in catena di
    > Sant'Antonio e circola ancora oggi è
    > questa:
    >
    > http://attivissimo.blogspot.dk/2007/12/antibufala-
    >
    > e nota che conosciamo la sua genesi: anno,
    > autore, modalità, tutto insomma. E con ciò, la
    > gente che ci casca ancora esiste.
    > Sorride
    se la gente e' pazza non ci posso fare nulla.Sorride Li' pero' lo spamming inizia nel 1997... un altra era rispetto al 1990Sorride. Ma davvero davvero all'alba del 2013 gira ancora?
    non+autenticato
  • - Scritto da: bubba



    > > Sì, è uno scherzo.
    > come dicevo, ho invece dei dubbi fondati.


    Sentiamo.



    > > > realmente quella pagina ed e' la
    > > pubblicazione
    > > di
    > > > una mail, di luglio 1990, di un tizio che
    > > dice
    > > > "cio che segue e' a true IBM ordering
    > > > information quote, from one of their
    > > catalog".
    > >
    > > Ma sai, non è impossibile: anche alla IBM
    > c'erano
    > > i burloni. È ovvio che una burla
    > indirizzata
    > > a colleghi e addetti ai lavori è una cosa,
    > > normalmente ci si arriva da soli a capirla, ma
    > in
    > > casi estremi arrivano le spiegazioni del diretto
    > > interessato; e la cosa finisce lì. Presa fuori
    > > contesto, come probabilmente è accaduto in
    > questo
    > > caso, persone ignare la scambiano come
    > > seria.

    > Mah... come dicevo, non avendo riferimenti per
    > rintracciare il famigerato "catalog IBM" citato,
    > non e' impossibile che la mail fosse una burla.

    O magari non era nemmeno una e-mail; era originariamente una circolare cartacea, fatta girare per gli uffici con la falsa intestazione di un mittente gerarchicamente alto. Negli uffici questi scherzi si fanno. Solo in seguito è stata fatta girare come e-mail. E spesso in queste trasformazioni si perdono alcuni indizi che facevano pensare a una burla: una firma nota, assente oppure totalmente diversa; la carta intestata con errori di stampa.
    Analizzando messaggi come questo bisogna fare un po' di filologia.



    > E notare che mi riferisco all'originale, non al
    > "riciclaggio" italiano, dove, vedo, la cosa
    > assume contorni un po diversi (si parla anche di
    > manuali)

    Confesso che conosco solo la versione italiana. Può darsi che il testo non sia una traduzione fedele.


    > Noto solo questi 2-3 elementi
    > a) la cosa parte da una rivista cartacea (non da
    > fumose origini in bbs o
    > usenet)

    Attenzione: la fonte che ha diffuso questa storiella al grande pubblico è una rivista, che però, essendo fatta da uomini, potrebbe aver semplicemente abboccato all'amo. La storiella girava probabilmente già da tempo fra gli informatici, ma vai a trovarne le tracce.
    Sapessi quanti giornalisti che dovrebbero avere esperienza abboccano a bufale vere e proprie, con conseguenze ben più gravi.


    > b) nel 1990 non era certo abitudine fare
    > spamming. Ovviamente non dico che non si facesse
    > in assoluto o non si potesse fare. Ma la
    > quantita' (qualita'?) di gente che usava una mail
    > era di gran lunga diversa
    > dall'attuale

    Non lo definirei spamming. Uno scherzo, e nulla più.


    > c) la mail riporta i FRU dei componenti. I FRU
    > effetivamente esistono. Ma non solo... guardando
    > su ibmupgrades.com , per es, vengono chiamati
    > "IBM BALL FOR MOUSE W/ TWIST ON COVER" (palle per
    > topi)

    Cos'è un FRU? Newbie, inesperto


    > d)
    > > nelle istruzioni si diceva che l'operazione di
    > > ripulitura della palla va fatta eseguire da un
    > > personale specializzato, mentre chiunque sa che
    > > anche un bambino di 8 anni lo può fare.

    > non esattamente. dice 'Therefore, if a mouse
    > fails to operate or should it perform
    > erratically, it may need a ball
    > replacement.
    > Because of the delicate nature of this procedure,
    > replacement of mouse balls should only be
    > attempted by properly trained personnel.' E
    > conoscendo IBM e il 1990, direi che e' abbastanza
    > in linea con il mood del
    > tempo.

    Cosa faceva la IBM nel 1990? Ne sono totalmente all'oscuro. Non vorrei però che fossero le classiche barzellette basate sugli stereotipi, come quelle sugli scozzesi avari o sui carabinieri tonti.

    Ripeto, lavorare con una sferetta da mouse, che sia per pulizia o per sostituzione, è di una facilità disarmante. Quella frase in inglese è semplicemente demenziale; se il mouse davvero ha dei problemi si sostituisce per intero, e lì, convengo, può essere utile un addetto ai lavori per la reinstallazione (all'epoca anche un mouse aveva bisogno di un driver da installare con programma apposito). In un'azienda dove per definizione queste cose si sanno, la IBM, la cosa saltava all'occhio; era uno di quegli indizi che indicano la burla. Fuori dalla IBM, qualcuno ha scambiato quelle indicazioni come saggi consigli.A bocca storta
    Fuori contesto, può succedere di tutto.



    > > Una famosa burla che si è tramutata in catena di
    > > Sant'Antonio e circola ancora oggi è
    > > questa:
    > >
    > >
    > http://attivissimo.blogspot.dk/2007/12/antibufala-
    > >
    > > e nota che conosciamo la sua genesi: anno,
    > > autore, modalità, tutto insomma. E con ciò, la
    > > gente che ci casca ancora esiste.
    > > Sorride

    > se la gente e' pazza non ci posso fare nulla.Sorride
    > Li' pero' lo spamming inizia nel 1997...

    Ma anche lì, non era spamming, almeno inizialmente. Gli amici si passavano una e-mail divertente, come ci si passava la fotocopia di una satira d'attualità negli anni Ottanta fra studenti. Cambia il mezzo, non la sostanza.


    > un altra
    > era rispetto al 1990Sorride. Ma davvero davvero
    > all'alba del 2013 gira
    > ancora?

    Pare di sì.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Leguleio

    >
    > Veramente il norvegese ha solo la æ, la
    > ø e la å estranee al nostro alfabeto.
    > Tutto il resto è alfabeto latino.
    >

    æ e' dell'alfabeto latino a quanto mi risulta.
  • - Scritto da: panda rossa
    > - Scritto da: Leguleio
    >
    > >
    > > Veramente il norvegese ha solo la æ, la
    > > ø e la å estranee al nostro
    > alfabeto.
    > > Tutto il resto è alfabeto latino.
    > >
    >
    > æ e' dell'alfabeto latino a quanto mi
    > risulta.

    Non proprio, ma mi offri il destro per una delle dissertazioni che più mi piacciono. A bocca aperta

    L'alfabeto latino era costituito inizialmente da sole 21 lettere in quest'ordine:

    A B C D E F Z H I K L M N O P Q R S T V X

    (in realtà il disegno era un po' diverso, uso quello delle lettere moderne per non scomodare i rari simboli Unicode).

    In seguito, riforma dopo riforma, venne introdotta il G (un C con una gamba aggiunta), venne soppresso e poi reintrodotto il Z, e anche l'Y, entrambi usati per trascrivere le numerose parole di origine greca. Alla fine le lettere erano queste 23:

    A B C D E F G H I K L M N O P Q R S T V X Y Z

    Come vedi, mancano sia l'J sia l'U sia il W, che infatti sono di origine medioevale (J come variante lunga dell'I, U come variante di scrittura di V, e W come legatura di U e V).
    Arrivo al dunque: le legature introdotte durante le scritture medioevali furono molto numerose: la æ è solo una delle tante; per elencare le più note che ancora sopravvivono in alcune lingue, c'è lo ß tedesco (S+Z) l'œ francese (O+E) e l'& (E+T).
    Vero, æ venne usata per il dittongo latino AE (che in latino classico, per inciso, si pronunciava AI), ma nessuna iscrizione dell'epoca classica pervenuta presenta questo legamento. Le iscrizioni che vediamo in palazzi come questi sono delle falsificazioni storiche:

    http://www.fondazionecarifano.it/Progetti/Compless...

    A essere pignoli, quello di 26 lettere che vediamo sulle macchine da scrivere e sulle tastiere non è propriamente l'alfabeto latino: è il suo sviluppo moderno, con alcune aggiunte.
    non+autenticato
  • "Bravò" e' un termine francese imbastardito dall'italico bravo (preso piede in Francia quando, se volevi fare musica DOVEVI conoscere l'italiano), idem per molti termini musicali (toh, come sopra...)

    Molta terminologia della Psicologia è in tedesco (ed i colleghi d'oltralpe non si pongono il problema)

    La difesa della "grandeur" della lingua di un paese in genere avviene quando quel paese la Grandeur l'ha già persa...e da un pezzo (come hanno giustamente ricordato l'episodio dell'autarchia linguistica italica)

    My two cents...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Marco

    > "Bravò" e' un termine francese imbastardito
    > dall'italico bravo (preso piede in Francia
    > quando, se volevi fare musica DOVEVI conoscere
    > l'italiano), idem per molti termini musicali
    > (toh, come
    > sopra...)
    >
    > Molta terminologia della Psicologia è in tedesco
    > (ed i colleghi d'oltralpe non si pongono il
    > problema)
    >
    > La difesa della "grandeur" della lingua di un
    > paese in genere avviene quando quel paese la
    > Grandeur l'ha già persa...e da un pezzo (come
    > hanno giustamente ricordato l'episodio
    > dell'autarchia linguistica
    > italica)


    Il ragionamento avrebbe senso se in tutto il mondo fossero solo i francesi a porsi la questione. Non è così, ogni nazione moderna ha un suo istituto di coordinamento linguistico. E se ne fregano di quello che pensano di loro all'esterno: loro lavorano per il proprio popolo, non per piacere agli altri.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Leguleio
    > - Scritto da: Marco
    >
    > > "Bravò" e' un termine francese imbastardito
    > > dall'italico bravo (preso piede in Francia
    > > quando, se volevi fare musica DOVEVI
    > conoscere
    > > l'italiano), idem per molti termini musicali
    > > (toh, come
    > > sopra...)
    > >
    > > Molta terminologia della Psicologia è in
    > tedesco
    > > (ed i colleghi d'oltralpe non si pongono il
    > > problema)
    > >
    > > La difesa della "grandeur" della lingua di un
    > > paese in genere avviene quando quel paese la
    > > Grandeur l'ha già persa...e da un pezzo (come
    > > hanno giustamente ricordato l'episodio
    > > dell'autarchia linguistica
    > > italica)
    >
    >
    > Il ragionamento avrebbe senso se in tutto il
    > mondo fossero solo i francesi a porsi la
    > questione. Non è così, ogni nazione moderna ha un
    > suo istituto di coordinamento linguistico.

    Ci ricaschi?Occhiolino
    http://en.wikipedia.org/wiki/Argumentum_ad_populum


    > E se
    > ne fregano di quello che pensano di loro
    > all'esterno: loro lavorano per il proprio popolo,
    > non per piacere agli
    > altri.

    Certo, perché il "popolo" è una massa omogenea che approva unanimamente quello che le istituzioni fanno per "il suo bene". Rotola dal ridere
    Guarda che il ventennio è finito da un pezzo.Occhiolino
    non+autenticato
  • - Scritto da: Garance Le Guillermic


    > > - Scritto da: Marco
    > >
    > > > "Bravò" e' un termine francese
    > imbastardito
    > > > dall'italico bravo (preso piede in
    > Francia
    > > > quando, se volevi fare musica DOVEVI
    > > conoscere
    > > > l'italiano), idem per molti termini
    > musicali
    > > > (toh, come
    > > > sopra...)
    > > >
    > > > Molta terminologia della Psicologia è in
    > > tedesco
    > > > (ed i colleghi d'oltralpe non si
    > pongono
    > il
    > > > problema)
    > > >
    > > > La difesa della "grandeur" della lingua
    > di
    > un
    > > > paese in genere avviene quando quel
    > paese
    > la
    > > > Grandeur l'ha già persa...e da un pezzo
    > (come
    > > > hanno giustamente ricordato l'episodio
    > > > dell'autarchia linguistica
    > > > italica)
    > >
    > >
    > > Il ragionamento avrebbe senso se in tutto il
    > > mondo fossero solo i francesi a porsi la
    > > questione. Non è così, ogni nazione moderna
    > ha
    > un
    > > suo istituto di coordinamento linguistico.
    >
    > Ci ricaschi?Occhiolino
    > http://en.wikipedia.org/wiki/Argumentum_ad_populum

    Forse hai confuso l' argumentum ad populum con l' argumentum ad popula . Non intendevo dire che lo fanno tutti: di fatto, solo una minoranza della nazioni esistenti oggi può permetterselo. Ma, almeno in Europa, lo fanno in molti: forse la Francia è stata la prima a porsi il problema, sicuramente non è l'unica.
    Guarda caso, fa notizia solo quando lo fanno i francesi. Diciamocela in faccia: è pura antipatia storica, il contenuto della notizia in sé non ha alcuna rilevanza.




    > > E se
    > > ne fregano di quello che pensano di loro
    > > all'esterno: loro lavorano per il proprio
    > popolo,
    > > non per piacere agli
    > > altri.
    >
    > Certo, perché il "popolo" è una massa omogenea
    > che approva unanimamente quello che le
    > istituzioni fanno per "il suo bene".
    > Rotola dal ridere

    No. Ma qualcuno lavora anche solo per il 50 % + 1. In democrazia è sufficiente.


    > Guarda che il ventennio è finito da un pezzo.Occhiolino

    Anche carnevale.
    non+autenticato
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