Claudio Tamburrino

Creative Commons 4.0, una per tutti

Tutti per una: via alle consultazioni per la licenza che dovrebbe eliminare le singole versioni nazionali, aprire a una maggiore flessibilità, abolire il divieto di DRM e l'esclusione delle banche dati

Creative Commons 4.0, una per tuttiRoma - La terza bozza della nuova versione della licenza Creative Commons è stata aperta alle consultazioni pubbliche: continua così il processo di redazione della versione 4.0 avviato nel corso del 2011 Global Summit con la pubblicazione della prima bozza del ventaglio delle licenze (BY, BY-SA, BY-NC-SA, BY-NC, BY-ND, BY-NC-ND), processo che deve portare (almeno nelle intenzioni, nel secondo quadrimestre del 2013) a sostituire la licenza 3.0 disponibile dal 2007.

Oltre a collegare i diritti alla privacy e personali a quelli morali (per cui è prescritta una parziale rinuncia da parte del licenziante al fine di evitare che vengano invocati per impedire l'esercizio dei diritti precedentemente licenziati), e, con l'art. 6.b, a permettere di aggiungere alla licenza C.C. ulteriori termini e condizioni che ne estendano i termini, senza restringerli (art. 2.b), la terza bozza della nuova licenza C.C. affronta in maniera importante l'argomento dei database, dei DRM e della diversificazione della licenza a livello nazionale.

Sì a database e DRM
La licenza 4.0 appare diversa dalla precedenti già a partire dalle materie che possono essere oggetto di licenza: non si fa più riferimento ad un concetto di "opera" ma genericamente di "lavori".
In questa nuova bozza, inoltre, tra questi vengono inclusi i diritti sui generis connessi ai database: a tutelare i dati non sul fondamento di una presunta originalità, ma in base allo sforzo profuso nella loro raccolta è stato inizialmente il diritto europeo con la Direttiva 96/9/EC, ma anche in altri paesi, come Messico e Corea, negli anni sono sorti diritti simili.
All'interno di Creative Commons l'apertura alla protezione dei database rappresenta una svolta rispetto al passato: nella versione 2.0 tale argomento non era affatto compreso nel dibattito, mentre nella versione 2.5 era affidato ai diversi approcci nazionali (in particolare su pressione del movimento Science Common), e allo stesso modo non veniva menzionato nella versione internazionale 3.0, ma in quelle nazionali europee esplicitamente si chiedeva a chi offriva i propri contenuti con licenza C.C. di rinunciare (wave) a tali tipi di diritti, in pratica condannando l'estensione della proprietà intellettuale a questo tipo di dati.

Oltre ad abbandonare questa disapprovazione che aleggiava sui dati protetti con i diritti sui generis dei database, con la licenza 4.0 cade anche la condanna che pendeva sulle misure tecnologiche di protezione: una proibizione che bloccava la diffusione di contenuti C.C. attraverso piattaforme di distribuzione proprietarie che fanno utilizzo di DRM (in primis iTunes). In ogni caso, all'articolo 2.a.3 viene espressamente permesso il loro aggiramento.

Internazionale e unico (ma tradotto)

Un'altra delle principali novità annunciate con la prossima versione è una maggiore internazionalità: C.C. si presenterà nella sola versione internazionale detta unported, valida per tutto il mondo senza più declinazioni ported ritagliate per le singole esigenze legislative nazionali. Ciò non significa che non vi saranno traduzioni ufficiali (sempre affidate alle sezioni di Creative Commons nazionali), necessarie soprattutto a favorire l'adozione della licenza da parte di associazioni ed enti pubblici, tuttavia in caso di conflitto con la versione in inglese è questa a dover essere ritenuta valida.

Per evitare conflittualità, tuttavia, l'ente non profit statunitense fondato nel 2001 da quest'anno ha cambiato metodo di lavoro e nelle nuove bozze si nota un certo interesse ai dettagli: non c'è mai stato così tanto dialogo con le singole sezioni e i referenti nazionali, interpellati per cercare di capire approfonditamente le differenze nelle normative locali, in modo tale da eliminare a priori le differenze prima evidenziate dalle diverse versioni

Per quanto massimizzare l'interoperabilità e la standardizzazione rispetto ad altre licenze ispirate al modello copyleft rimanga uno degli obiettivi principali annunciati come fondamentali della nuova versione, invece, pochi passi sono stati fatti in questo senso: all'interno di C.C. la discussione è in stallo e non si trova un'efficace soluzione al problema. Da un lato si vorrebbe facilitare l'utilizzo da parte degli utenti, dall'altro ragionevolmente impedire il moltiplicarsi di licenze che perseguono i medesimi obiettivi, difendendo incidentalmente in questo modo anche la propria posizione al momento egemonica: in quanto più diffusa licenza di questo tipo copre per esempio foto su Flickr e recentemente su Instagram, e più di 4 milioni di filmati su YouTube.

Questioni ancora da discutere

Oltre alla convivenza con le altre licenze con condivisione Share-Alike, un'altra questione rimasta sul tavolo è quella legata alla definizione di uso commerciale, un problema da anni sul tavolo di Creative Commons. Nelle discussioni relative alla licenza 4.0 si era pensato di cambiare la definizione da "Non commercial" a "Commercial Right Reserved", poiché non era chiaro agli utenti che offrendo tale tipo di licenza si riservava semplicemente il diritto di sfruttamento, non lo si escludeva totalmente. Tuttavia la questione della definizione non ha partorito una maggiore chiarezza ma all'art. 1.j si è semplicemente eliminato il termine "privato" che accompagnava la definizione di compenso monetario.

il dibattito prosegue in wiki.

Claudio Tamburrino
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34 Commenti alla Notizia Creative Commons 4.0, una per tutti
Ordina
  • Beh non dico che le idee di base siano malaccio,credo anzi che possano favorire una maggior distribuzione dei contenuti CC che credo che in fondo sia alla base della filosofia che ispira questa licenza, ma è proprio la distribuzione dei contenuti che mi preoccupa mi spiego: licenze come questa nascono per reazione ad una legislazione sul copyright che toglie qualsiasi diritto sull'opera regolarmente in possesso all'utente finale; e che tutela in modo quasi blindato (e a suon di palanche) l'autore, dunque sono fatte per dare molti più diritti a tutti a discapito dell'autore si è spostato il centro di libertà ma in definitiva la licenza rimane sbilanciata lo stesso
    non+autenticato
  • Il copyright non tutela l'autore. Ma i titolari dei diritti.
    Per quanto riguarda la parte economica quasi mai l'autore è il titolare dei diritti economici.
    L'altro problema è che il copyright è un blocco monolitico, l'autore può decidere se aderire o meno, non il livello di tutela.
  • "in pratica condannando l'estensione della proprietà intellettuale a questo tipo di dati."

    Si fa fatica a raccogliere dati. Come si fa fatica a risolvere una equazione o dimostrare un teorema. Ma se si fa fatica a fare qualcosa, questo non vuol dire che quella fatica debba necessariamente portare ad una limitazione altrui. Non è quello il principio alla base dei "monopoli temporanei comunitariamente garantiti" noti come Copyright, Brevetti & Co.

    Le CC sono una variante del "Diritto D'Autore": se diventa un mostro a 10 teste che tutto vuole contenere, smette di essere una proposta di come dovrebbe realmente essere un Diritto D'Autore veramente bilanciato tra interessi del singolo ed interessi pubblici.

    Il fatto stesso che l'ossimoro "Proprietà Intellettuale" includa anche i Nomi Commerciali (Trademark), che non hanno un "Autore" in senso stretto ("Armani" non l'ha inventato Giorgio Armani...) fa capire come sia importante fare il processo inverso del WIPO: tenere ben separati ambiti, scopi e strumenti per perseguirli.

    E' proprio il cercare la formula che "vada bene per tutto", "One fits All" che partorisce ossimori mostruosi come la "Proprietà Intellettuale".

    Se parliamo di Brevetti, limitiamoci ai Brevetti. Se parliamo di Libri, limitiamoci ai Libri. Se parliamo di quadri, limitiamoci ai quadri. Se parliamo di Programmi per elaboratore, limitiamoci a quelli. Se parliamo di identificativi commerciali, limitiamoci ai nomi commerciali. Categorie omogenee, obiettivi e limiti ben chiari ed identificati.

    Cosi eviteremo inutili (e quindi dannose) legislazioni sulla "Proprietà Spirituale", sulla "Realtà Immaginaria" o sulla "Duplicazione non autorizzata dei Desideri"...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Skywalker

    concordo pienamente con l'approccio che hai richiamato


    inoltre, a proposito di ossimori...

    fa sorridere piangere che, in una licenza che si dice "open" e che si dice intesa a fovorire la libera e aperta circolazione della conoscenza, si vogliano "ammettere" i DRM ...

    fa sorridere piangere che anche solo si parli di diritti "sui generis" in relazione ai dati contenuti in un database: campo in cui manca totalmente il presupposto "opera d'ingegno" (che, molto al limite, potrebbe avere fondamento rispetto all'architettura logica di un database...)

    fa sorridere piangere che, in una licenza che si dice "open" e che si dice intesa a fovorire la libera e aperta circolazione della conoscenza, si voglia "garantire" in tutti i modi la possibilità di sfruttamento economico delle "opera d'ingegno" (fino addirittura a ipotizzare l'eliminazione delle versioni Non-Commericial), cosa che di per sé esclude la stragrande maggioranza delle persone dalla possibilità di accedere alla conoscenza...

    al solito, e ora sempre più anche con le CC, la parolina magica "open" finisce per essere strumento di marketing a favore del profitto e della rendita di pochi, approfittando della naturale inclunazione delle persone verso la collaborazione ela condivisione...
    non+autenticato
  • - Scritto da: open freak
    > fa sorridere piangere che,
    > in una licenza che si dice "open" e che si dice
    > intesa a fovorire la libera e aperta circolazione
    > della conoscenza, si vogliano "ammettere" i DRM
    > ...

    Se masterizzi un CD con del materiale open, questo materiale è modificabile? No, anche se hai i diritti per poterlo fare.

    La questione del DRM riguarda la DISTRIBUZIONE. Se il file distribuito con una piattaforma X non è modificabile, questo non è un problema, in quanto si tratta solo di un mezzo di distribuzione come lo è il CD.
    Quindi i sorgenti di un software open saranno disponibili e aperti a chiunque, mentre il codice compilato potrà essere distribuito con il mezzo più efficiente, non importa se con DRM, non importa se non modificabile.
    ruppolo
    33147
  • - Scritto da: ruppolo
    > - Scritto da: open freak
    > > fa sorridere piangere
    > che,
    > > in una licenza che si dice "open" e che si dice
    > > intesa a fovorire la libera e aperta
    > circolazione
    > > della conoscenza, si vogliano "ammettere" i DRM
    > > ...
    >
    > Se masterizzi un CD con del materiale open,
    > questo materiale è modificabile? No, anche se hai
    > i diritti per poterlo
    > fare.

    Come no!
    Copio dal CD al mio disco.
    Modifico.

    Guarda che "essere possibile" e' diverso da "ruppolo e' capace".


    > La questione del DRM riguarda la DISTRIBUZIONE.
    > Se il file distribuito con una piattaforma X non
    > è modificabile, questo non è un problema, in
    > quanto si tratta solo di un mezzo di
    > distribuzione come lo è il CD.

    E allora che bisogno c'e' di proteggere il CD?

    > Quindi i sorgenti di un software open saranno
    > disponibili e aperti a chiunque, mentre il codice
    > compilato potrà essere distribuito con il mezzo
    > più efficiente, non importa se con DRM, non
    > importa se non
    > modificabile.

    Che c'entra?
  • - Scritto da: panda rossa
    > - Scritto da: ruppolo
    > > - Scritto da: open freak
    > > > fa sorridere
    > piangere
    > > che,
    > > > in una licenza che si dice "open" e che
    > si
    > dice
    > > > intesa a fovorire la libera e aperta
    > > circolazione
    > > > della conoscenza, si vogliano
    > "ammettere" i
    > DRM
    > > > ...
    > >
    > > Se masterizzi un CD con del materiale open,
    > > questo materiale è modificabile? No, anche
    > se
    > hai
    > > i diritti per poterlo
    > > fare.
    >
    > Come no!
    > Copio dal CD al mio disco.
    > Modifico.
    >
    > Guarda che "essere possibile" e' diverso da
    > "ruppolo e'
    > capace".

    Fammi vedere come modifichi un programma compilato, forza.

    >
    >
    > > La questione del DRM riguarda la
    > DISTRIBUZIONE.
    > > Se il file distribuito con una piattaforma X
    > non
    > > è modificabile, questo non è un problema, in
    > > quanto si tratta solo di un mezzo di
    > > distribuzione come lo è il CD.
    >
    > E allora che bisogno c'e' di proteggere il CD?

    Nessuno, la protezione è insita al mezzo.

    >
    > > Quindi i sorgenti di un software open saranno
    > > disponibili e aperti a chiunque, mentre il
    > codice
    > > compilato potrà essere distribuito con il
    > mezzo
    > > più efficiente, non importa se con DRM, non
    > > importa se non
    > > modificabile.
    >
    > Che c'entra?

    Che c'entra quello che dici tu.
    ruppolo
    33147
  • - Scritto da: ruppolo
    > - Scritto da: panda rossa
    > > - Scritto da: ruppolo
    > > > - Scritto da: open freak
    > > > > fa sorridere piangere che,
    > > > > in una licenza che si dice "open" e che si dice
    > > > > intesa a fovorire la libera e aperta circolazione
    > > > > della conoscenza, si vogliano "ammettere" i DRM...
    > > >
    > > > Se masterizzi un CD con del materiale open,
    > > > questo materiale è modificabile? No, anche hai
    > > > i diritti per poterlo fare.

    a parte che invece sì, è modificabile, diritti o non diritti, questo NON ha nulla a che fare con il discorso sulla licenza CC

    > >
    > > Come no!
    > > Copio dal CD al mio disco.
    > > Modifico.
    >
    > Fammi vedere come modifichi un programma
    > compilato, forza.

    a) se un programma è compilato e non sono disponibili i sorgenti, si tratta quantomeno di un programma non-opensource, per cui il discorso sulle licenze CC (è di questo che si sta parlando, eh) non è minimamente pertinente
    b) giusto per la cronaca, un programma compilato è un file che -come qualsiasi file- può essere aperto con un editor e comunque modificato

    in sintesi: a) + b) = ma che stai a dire?

    > > > La questione del DRM riguarda la DISTRIBUZIONE.
    > > > Se il file distribuito con una piattaforma X non
    > > > è modificabile, questo non è un problema, in
    > > > quanto si tratta solo di un mezzo di
    > > > distribuzione come lo è il CD.

    ehm... capisco la confusione che evidentemente hai in testa (anche se allora sarebbe più educato da parte tua evitare di parlare di cose che non conosci o non capisci)... ma i DRM -sia a livello software che hardware- riguardano esclusivamente il mezzo e la modalità di distribuzione... anche e proprio perché servono a "implementare" fisicamente il regime di diritti connesso all'opera "protetta"...


    > > E allora che bisogno c'e' di proteggere il CD?
    > Nessuno, la protezione è insita al mezzo.

    insita nel messo? insita nel CD?
    ahahahhhhahahh... ma stai scherzando vero?

    > > > Quindi i sorgenti di un software open saranno
    > > > disponibili e aperti a chiunque, mentre il
    > > > codice compilato potrà essere distribuito con il mezzo
    > > > più efficiente, non importa se con DRM, non
    > > > importa se non
    > > > modificabile.

    ehhh???
    da un lato distribuisco i sorgenti di di un software open aperti a chiunque, e dall'altro distribuisco i binari di quello stesso software su supporti hardware (tipo i CD) "protetti" da DRM (pur non avendo nulla da "proteggere" dato che la licenza dei sorgenti è open)???

    ma ti rendi conto che le cose che dici proprio non hanno senso?
    non+autenticato
  • - Scritto da: open freak

    >
    > ma ti rendi conto che le cose che dici proprio
    > non hanno
    > senso?

    Open Freak ti presento ruppolo.
    Il miglior commentatore del forum di PI.

    Open Freak, questo e' ruppolo.
    Ruppolo, questo e' open freak.

    Spero diventiate buoni amici.
  • - Scritto da: open freak
    > - Scritto da: ruppolo
    > > - Scritto da: panda rossa
    > > > - Scritto da: ruppolo
    > > > > - Scritto da: open freak
    > > > > > fa sorridere
    >
    piangere
    > che,
    > > > > > in una licenza che si dice
    > "open" e che si
    > dice
    > > > > > intesa a fovorire la libera e
    > aperta
    > circolazione
    > > > > > della conoscenza, si vogliano
    > "ammettere" i
    > DRM...
    > > > >
    > > > > Se masterizzi un CD con del
    > materiale
    > open,
    > > > > questo materiale è modificabile?
    > No, anche
    > hai
    > > > > i diritti per poterlo fare.
    >
    > a parte che invece sì, è modificabile, diritti o
    > non diritti,

    Oh si certo, puoi usare un martello o dargli fuoco, così lo modifichi.

    > questo NON ha nulla a che fare con
    > il discorso sulla licenza
    > CC

    INFATTI. Era solo un esempio su come l'immodificabilità del supporto o del file non toglie e non aggiunge nulla ai diritti.

    >
    > > >
    > > > Come no!
    > > > Copio dal CD al mio disco.
    > > > Modifico.
    > >
    > > Fammi vedere come modifichi un programma
    > > compilato, forza.
    >
    > a) se un programma è compilato e non sono
    > disponibili i sorgenti, si tratta quantomeno di
    > un programma non-opensource, per cui il discorso
    > sulle licenze CC (è di questo che si sta
    > parlando, eh) non è minimamente
    > pertinente

    Certo che è pertinente: serve ai cervelli di gallina per capire che la modificabilità o meno del codice compilato non è importante.


    > b) giusto per la cronaca, un programma compilato
    > è un file che -come qualsiasi file- può essere
    > aperto con un editor e comunque
    > modificato

    Certamente, come un cervello può essere facilmente operato, è sufficiente un bisturi o anche un comune coltello da cucina.

    > in sintesi: a) + b) = ma che stai a dire?

    Sto a dire a cervelli di gallina che il fatto che il codice compilato di un prodotto open sia protetto da DRM non ha alcuna rilevanza.

    > > > > La questione del DRM riguarda la
    > DISTRIBUZIONE.
    > > > > Se il file distribuito con una
    > piattaforma X
    > non
    > > > > è modificabile, questo non è un
    > problema,
    > in
    > > > > quanto si tratta solo di un mezzo
    > di
    > > > > distribuzione come lo è il CD.
    >
    > ehm... capisco la confusione che evidentemente
    > hai in testa (anche se allora sarebbe più educato
    > da parte tua evitare di parlare di cose che non
    > conosci o non capisci)...

    Devo includere anche te nel gruppo cervelli di gallina?

    > ma i DRM -sia a livello
    > software che hardware- riguardano esclusivamente
    > il mezzo e la modalità di distribuzione... anche
    > e proprio perché servono a "implementare"
    > fisicamente il regime di diritti connesso
    > all'opera
    > "protetta"...

    Che differenza c'è tra:

    1) fornire liberamente il codice sorgente e il codice compilato;
    2) fornire liberamente il codice sorgente e (anche) con DRM il codice compilato?

    > > > E allora che bisogno c'e' di proteggere
    > il
    > CD?
    > > Nessuno, la protezione è insita al mezzo.
    >
    > insita nel messo? insita nel CD?
    > ahahahhhhahahh... ma stai scherzando vero?

    Per nulla: prova a cambiare un bit in un CD. Non uno a caso (per cui basterebbe un chiodo), ma un certo bit.

    Ricordi, ad esempio, la finestrella nell'angolo dei floppy? Non serviva forse a PROTEGGERE i dati?

    > > > > Quindi i sorgenti di un software
    > open
    > saranno
    > > > > disponibili e aperti a chiunque,
    > mentre
    > il
    > > > > codice compilato potrà essere
    > distribuito con il
    > mezzo
    > > > > più efficiente, non importa se con
    > DRM,
    > non
    > > > > importa se non
    > > > > modificabile.
    >
    > ehhh???
    > da un lato distribuisco i sorgenti di di un
    > software open aperti a chiunque, e dall'altro
    > distribuisco i binari di quello stesso software
    > su supporti hardware (tipo i CD) "protetti" da
    > DRM (pur non avendo nulla da "proteggere" dato
    > che la licenza dei sorgenti è
    > open)???

    Esattamente.

    > ma ti rendi conto che le cose che dici proprio
    > non hanno
    > senso?

    Eccome se hanno senso: le app distribuite da AppStore sono tutte protette da DRM, e non esiste una scelta se mettere o non mettere il DRM, il sistema è generalizzato. Quindi con la nuova licenza CC 4.0 sarà possibile diffondere meglio le applicazioni open source, semplificando sia l'installazione che i successivi aggiornamenti.
    ruppolo
    33147
  • - Scritto da: ruppolo

    > Ricordi, ad esempio, la finestrella nell'angolo
    > dei floppy? Non serviva forse a PROTEGGERE i
    > dati?

    Pietà... non ci posso credere!
    Rotola dal ridereRotola dal ridere
    Questa me la segno la finestrella=DRM
    Rotola dal ridereRotola dal ridere
    non+autenticato
  • - Scritto da: tucumcari
    > Questa me la segno la finestrella=DRM

    Visto che te la sei inventata hai tutti i diritti per segnartela.
    ruppolo
    33147
  • > Che differenza c'è tra:
    >
    > 1) fornire liberamente il codice sorgente e il
    > codice
    > compilato;
    > 2) fornire liberamente il codice sorgente e
    > (anche) con DRM il codice
    > compilato?

    Semplice: che chiunque volesse attuare il punto due sarebbe un idiota, perchè sarebbe come blindare accuratamente una finestra e lasciare la porta aperta.
    non+autenticato
  • Per me andrebbe tolta perché crea troppi dubbi interpretativi.
    Non c'è solo la vendita, uno può mettere qualcosa su un hosting che ha la pubblicità, oppure indirettamente può avere dei fini commerciali. Insomma dovrebbe essere come la GPL, se uno vuole può usare a fini commerciali l'opera, l'opera modificata basta che la lasci con la medesima licenza.
    non+autenticato