Alfonso Maruccia

Firefox OS, la star di Barcelona

Mozilla presenta ufficialmente il suo sistema operativo per smartphone. E non mancano i partner pronti a salire a bordo. Marketplace aperto per un debutto europeo nel 2013

Roma - Il Mobile World Congress di Barcelona fa da sfondo al primo debutto pubblico di Firefox OS, il sistema operativo mobile sviluppato da Mozilla a partire dall'"esperienza" della nagivazione Internet di Firefox e tutto incentrato sulle tecnologie Web aperte.

Una delle novità di sicuro interesse che arrivano dalla capitale della Catalogna è la lista dei carrier che hanno dato fiducia al progetto Firefox OS, una lista che comprende ben 18 operatori telefonici da ogni parte del mondo. Tra i grandi e piccoli carrier che "sposano" subito l'OS open c'è anche Telecom Italia, che con il CEO Franco Bernabè spende parole di elogio per le possibilità sia tecnologiche che di mercato offerte dal nuovo protagonista.

Ai carrier interessa soprattutto "spezzare" il duopolio attualmente in mano ai terminali iOS e Android, e Bernabè è convinto che ci sia ancora spazio non solo per Windows Phone e BlackBerry (10) ma anche per le new entry Firefox OS, Tizen e altri ancora.
Gli operatori sembrano amare Firefox OS per le possibilità che il sistema open offre in quanto a personalizzazione dell'esperienza e dei servizi, oltre naturalmente al costo economico (zero) necessario alla sua adozione. Ma Firefox OS potrebbe essere un'arma a doppio taglio, visto che le promesse di far passare dalla rete dati tutte le funzionalità dello smartphone - incluse le comunicazioni vocali e le videochiamate tramite WebRTC - trasformerebbero i carrier in stupidi tubi senza più il monopolio sulle chiamate e relativo esborso economico.

Firefox OS è atteso al debutto per l'estate in Europa e nel 2014 negli Stati Uniti, e tra le novità che il sistema dovrebbe introdurre nel mercato mobile c'è la possibilità per gli utenti di accedere a un marketplace allargato: le app si potranno scaricare ovunque in Rete senza un controllo a priori come avviene nel caso di iOS, Android, Windows Phone e compagnia, e persino i risultati di una ricerca online si potranno trasformare in una app "istantanea" da usare a totale piacimento dell'utente.

Alfonso Maruccia
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