massimo mantellini

Contrappunti/ L'edipica fine di Google Reader

di M. Mantellini - Con la chiusura del servizio RSS a Mountain View stanno chiudendo anche un'era aziendale. Il futuro, il futuro di BigG, sarà più mainstream e meno di nicchia

Roma - Urla e grida di dolore da tutto il mondo connesso. Queste, in poche parole, le conseguenze dell'annuncio da parte di Google della chiusura di Google Reader il prossimo 1 luglio. Al di là delle questioni squisitamente tecnologiche, la chiusura dell'aggregatore RSS più utilizzato del mondo ha molti differenti livelli di lettura.

Possiamo intanto considerare la scelta di Google come una scelta di realtà. Certo BigG vanta numerosi piccoli conflitti di interesse nei confronti di una simile valutazione; altrettanto certamente il giocattolo è suo e nessuno potrà eccepire granché al riguardo. Scelta di realtà significa prendere atto di un fallimento dei feed RSS basato sull'analisi della loro parabola di utilizzo in Rete. In altre parole gli RSS, nonostante siano in giro da anni, non hanno sfondato, benché nel tempo siano stati ampiamente proposti dai siti editoriali professionali e dalle piattaforme di self publishing come strumento principe di filtro editoriale.

Seconda motivazione possibile: in un momento di grande crisi del sistema informativo, i feed RSS e gli aggregatori di news sono identificati come un presidio tecnologico che ostacola la monetizzazione dei contenuti. Se ci fosse un dietrologo bravo oggi potrebbe sostenere che lo spegnimento di GReader è un piccolo favore che Google offre all'industria delle notizie. Personalmente non arrivo a tanto, è però un dato che i flussi RSS sono assai complessi da monetizzare (i tentativi in tal senso in passato sono andati in malora) e sono sostanzialmente in contrapposizione con l'idea sitocentrica che i grandi editori sostengono per la loro presenza online. In fondo Google News, che tante tensioni in Europa sta creando agli affari di Mountain View, è di fatto un aggregatore.
Poi c'è la faccenda social network. Detto con molta semplicità: se gli editori temono i processi di editoria personale in Rete, l'ossessione attuale di Google riguarda invece il controllo dei dati degli utenti sulle reti sociali. Pensare che gli utilizzatori di Google Reader migrino in massa verso G+ è una follia bella e buona ma molte delle scelte più importanti che Google ha intrapreso negli ultimi tempi (compresi alcuni azzardati rimaneggiamenti nel search) sono scelte del medesimo segno ed indicano una chiara intenzione di spostare a qualsiasi costo i propri utenti sul social network casalingo nel tentativo di far concorrenza a Facebook. A tale proposito andrebbe detto chiaramente che l'immersione prolungata delle notizie nella melma bollente dei social network è un bel vantaggio per le piattaforme di rete sociali e una discreta iattura per gli editori ma questo è un altro discorso.

C'è un inevitabile passatismo nel tentare l'apologia dei feed RSS e di Google Reader in particolare, ed è quello che sulle prime questo Contrappunti si era proposto di non fare. Volevo tentare una analisi fredda e distaccata della questione, senza cadere in sciocche nostalgie o residue speranze di rivincita da parte di un accrocchio tecnologico tanto affascinante quanto oscuro. Esiste del resto una sorta di crudeltà dei numeri con i quali occorre misurarsi. E i numeri dicono, non da oggi, che i feed RSS non saranno mai un presidio tecnologico per le grandi masse. Non tanto e non solo, io credo, per ragioni di alfabeto tecnologico quanto per tutto il lavoro intellettuale che la loro gestione impone.

Molti di noi trovano ogni mattina apparecchiata sul desktop, sul tablet o sullo schermo del telefono la propria dieta mediatica compressa dentro un aggregatore di feed. Si tratta di una dieta calibrata fino alla singola caloria, aggiornata nel tempo, curata come si farebbe con un cucciolo. Sappiamo da tempo - perfino Google lo sapeva - che un simile approccio all'informazione non potrà mai essere ampiamente utilizzato.

Il pubblico delle news fai-da-te resterà comunque luminosa minoranza rispetto ai tanti che continueranno a preferire che la propria dieta sia confezionata con maggior praticità e in grande serie da altri cuochi. Alcuni di questi cuochi, i più innovativi sono al momento chini sui fornelli senza tesserino (pensate a Zite, o Flipboard, o Pulse) ed occupano uno spazio di creatività che certamente l'industria editoriale vorrà prossimamente rinegoziare. Altri cucinano da tempo per le grandi masse e la loro convivenza con le mille piccole nicchie di Internet è già da tempo sufficientemente complicata.

In mezzo a tutta questa confusione Google ha inteso creare una grande discontinuità fra sé stessa e una certa idea di Rete. Quella stessa idea di Rete basata sulla venerazione della diversità e delle nicchie di interesse che - guarda caso - contribuì a suo tempo a rendere Google grande e ammirata. Non saremo forse di fronte ad Edipo che uccide il padre, ma certo un bel calcio nello stomaco, di quelli sciagurati e stupidi, Google al proprio genitore in questo caso glielo ha allungato sul serio.

Massimo Mantellini
Manteblog

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46 Commenti alla Notizia Contrappunti/ L'edipica fine di Google Reader
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  • Non capisco il motivo di questa mossa.. google le ha sempre azzeccate tutte, ma questa proprio no.. non si poteva inglobare in Gmail?

    Anche come logica è corretta (inglobare i feed in un lettore di posta), e poi sono molti (tutti?) i programmi per la posta elettronica che includono un feed reader..

    Di solito google è attenta al marketing, ma questa proprio non la capisco... sarà la crisi?
    non+autenticato
  • Io voglio rimanere nel Cloud, insomma voglio un reader online.

    Sto cercando qualcosa da gestirmi da solo, ho trovato per esempio TinyTinyRSS: http://tt-rss.org/redmine/projects/tt-rss/wiki

    Qualcuno ha altri progetti da segnalarmi?
    2678
  • - Scritto da: gerry
    > Io voglio rimanere nel Cloud, insomma voglio un
    > reader
    > online.
    >
    > Sto cercando qualcosa da gestirmi da solo, ho
    > trovato per esempio TinyTinyRSS:
    > http://tt-rss.org/redmine/projects/tt-rss/wiki
    >
    > Qualcuno ha altri progetti da segnalarmi?

    C'è Netvibes, ma è anche un dashboard.

    Ma TinyTinyRSS su quale hosting lo installi?
  • - Scritto da: thebecker

    >
    > Ma TinyTinyRSS su quale hosting lo installi?

    Il mio, su Aruba.

    La cui continuità di servizio dipende solo dal fatto che io pago la rata annuale.
    2678
  • Peccato che il calcio Google l'abbia dato agli utenti di Reader.

    Il che ci porta al concetto fondamentale e cioè che in quanto utenti dobbiamo essere meno dipendenti possibile da queste corporation.
    non+autenticato
  • Io proprio non capisco come si possa NON usarli, i feed.

    Voglio dire, ognuno ha i suoi quattro-cinque-venti siti preferiti che segue costantemente. Come fa la gente, se li apre uno per uno (passando da Google) quando si ricorda, magari perdendosi tutti i post più vecchi di due giorni perché non c'ha più tempo di tornare indietro?

    Andiamo! Ma come si fa?

    Eppure una cosa così semplice e banale come cliccare sull'onnipresente iconcina arancione quasi nessuno è capace di farla, in genere manco si sa dell'esistenza di questa funzionalità... popolo bue!
    Funz
    12943
  • - Scritto da: Funz

    > Io proprio non capisco come si possa NON usarli,
    > i
    > feed.

    Io non li uso e vivo benissimo.


    > Voglio dire, ognuno ha i suoi
    > quattro-cinque-venti siti preferiti che segue
    > costantemente. Come fa la gente, se li apre uno
    > per uno (passando da Google) quando si ricorda,
    > magari perdendosi tutti i post più vecchi di due
    > giorni perché non c'ha più tempo di tornare
    > indietro?

    Esistono i segnalibri.
    E se non ho tempo di leggere gli articoli più vecchi di due giorni, non creo giornate di 25 ore con i feed RSS. Sorride
    non+autenticato
  • - Scritto da: Leguleio

    > Esistono i segnalibri.
    > E se non ho tempo di leggere gli articoli più
    > vecchi di due giorni, non creo giornate di 25 ore
    > con i feed RSS.
    > Sorride

    Questionabile, io mi tengo le letture per il WE. E' comodo sapere a che punto sei arrivato e che cosa ti manca da leggere.

    Ci sono anche siti che vengono aggiornati di rado, ma non per questo sono meno interessanti. Con i feed non sono costretto ad aprirli, mi notificano loro.
    2678
  • - Scritto da: Leguleio
    > - Scritto da: Funz
    >
    > > Io proprio non capisco come si possa NON
    > usarli,
    > > i
    > > feed.
    >
    > Io non li uso e vivo benissimo.

    Non sai cosa ti perdi!

    > > Voglio dire, ognuno ha i suoi
    > > quattro-cinque-venti siti preferiti che segue
    > > costantemente. Come fa la gente, se li apre
    > uno
    > > per uno (passando da Google) quando si
    > ricorda,
    > > magari perdendosi tutti i post più vecchi di
    > due
    > > giorni perché non c'ha più tempo di tornare
    > > indietro?
    >
    > Esistono i segnalibri.

    Li uso anche io, sincronizzati tra tutti i miei dispositivi più qualcuno non mioA bocca aperta
    Però in quanto a comodità non c'è proprio paragone!
    Dover passare ogni volta dalla homepage di ciascun sito invece che avere il link a ciascuna notizia o addirittura l'intera notizia dentro al reader).
    E' un risparmio di tempo non indifferente

    > E se non ho tempo di leggere gli articoli più
    > vecchi di due giorni, non creo giornate di 25 ore
    > con i feed RSS.
    > Sorride

    problema ovviabile mettendo meno feedA bocca aperta
    Poi non è scritto da nessuna parte che devi leggere ogni singolo post, e fare "segna tutti come già letti" non è peccatoOcchiolino

    Comunque si, il problema esiste visto che è forte la tentazione di infilare di tutto e di più in quell'imbuto piantato direttamente nel cervello che è Google readerA bocca aperta
    Le rare volte che il contatore dei non letti scende a zero, subentra un certo smarrimento... e ora che leggo? Mi tocca sgattare tra i diecimila bookmarks che hoA bocca aperta
    Funz
    12943
  • E cosa vuol dire "edipica fine..."?

    Mica l'ho capito eh?
  • - Scritto da: ivanterzo
    > E cosa vuol dire "edipica fine..."?
    >
    > Mica l'ho capito eh?

    Prova a rileggere il testo di Sofocle.
  • la mia era una domanda retorica
  • - Scritto da: ivanterzo
    > la mia era una domanda retorica

    Ma infatti non ha nessun senso.. semmai qua Edipo (Google) ha ucciso suo figlio (Reader) e non suo padre ( la Rete).. come la Tragedia
    Ma forse era retorica anche questa Sorride
  • detta così andrebbe già meglio. Ma così non è. Tanto per stare in tema, direi che se questa era l'intenzione dell'autore, è cascato nel più classico dei sinèddoche.
  • - Scritto da: anverone99
    > - Scritto da: ivanterzo
    > > la mia era una domanda retorica
    >
    > Ma infatti non ha nessun senso.. semmai qua Edipo
    > (Google) ha ucciso suo figlio (Reader) e non suo
    > padre ( la Rete).. come la
    > Tragedia
    > Ma forse era retorica anche questa Sorride

    Se leggi nelle ultime righe è l'idea di Rete(il padre) uccisa da Google(il figlio)
    L'altro è un fan di Razzi quindi devo spiegarglielo a gesti.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Dottor Stranamore


    > Se leggi nelle ultime righe è l'idea di Rete(il
    > padre) uccisa da Google(il
    > figlio)

    Purtroppo anche così non funziona. È davvero tirato per i capelli.
    Fare un titolo solo su una considerazione finale piuttosto discutibile è giornalisticamente sbagliato.

    La Rete preesisteva a Google, e siamo d'accordo; ma non significa che Google sia figlio, non più di quanto lo sia Yahoo, Facebook o il sito della libreria che sta sotto casa mia.

    Le grandi aziende dell'IT creano e sopprimono continuamente servizi, per i più svariati motivi; se ogni volta che lo fanno dovessimo scomodare la mitologia ed Edipo...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Leguleio
    > La Rete preesisteva a Google, e siamo d'accordo;
    > ma non significa che Google sia figlio, non più
    > di quanto lo sia Yahoo, Facebook o il sito della
    > libreria che sta sotto casa mia.
    >

    Ancora ancora Yahoo. Ma Facebook è nata e cresciuta con una filosofia ben diversa. Google per anni si è detta no evil, ha finanziato progetti open source, ha messo su un servizio simile a source forge, ha creato tanti progetti di nicchia educativi, si è detta a favore degli standard, della rete, ha preso con se Vincent Cerf ecc...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Dottor Stranamore


    > > La Rete preesisteva a Google, e siamo
    > d'accordo;
    > > ma non significa che Google sia figlio, non
    > più
    > > di quanto lo sia Yahoo, Facebook o il sito
    > della
    > > libreria che sta sotto casa mia.
    > >
    >
    > Ancora ancora Yahoo. Ma Facebook è nata e
    > cresciuta con una filosofia ben diversa. Google
    > per anni si è detta no evil, ha finanziato
    > progetti open source, ha messo su un servizio
    > simile a source forge, ha creato tanti progetti
    > di nicchia educativi, si è detta a favore degli
    > standard, della rete, ha preso con se Vincent
    > Cerf
    > ecc...

    Non confondiamo la parte economica di Google con gli slogan da conferenza stampa. Altrimenti dovremmo credere anche al "Think different" e al "Galbani vuol dire fiducia". Se Google ha investito in quei progetti, è perché pensava di avere un ritorno (di immagine, ma non solo).

    Non riconosco alcun rapporti di filiazione fra la Rete, il world wide web e Google, non più di quanto lo veda fra un campo e l'asparagio che vi cresce. Un rapporto che invece c'è fra Google inc. e Google reader. Ogni azienda ha proprie strategie di marketing e interessi, la soppressione di un settore che pure aveva un discreto successo non è un'invenzione di Google.
    non+autenticato
  • - Scritto da: ivanterzo
    > E cosa vuol dire "edipica fine..."?
    >
    > Mica l'ho capito eh?

    Buonasera Onorevole. Di quale partito è?
    non+autenticato
  • Mi dispiace per lei "onorevole razzi", ma edipica è ben altro che una fine
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