Alfonso Maruccia

Italia, soffre l'economia digitale

Assinform parla di un settore ICT costantemente in crisi, trascinato verso il basso soprattutto dall'IT "tradizionale". Sarà calo anche in futuro, se un nuovo governo non invertirà la marcia

Italia, soffre l'economia digitaleRoma - Assinform, l'"associazione italiana per l'Information Technology" appartenente a Confindustria, ha presentato i nuovi dati sullo stato del mercato dell'ICT nel Belpaese: ora come un anno fa, il trend è negativo e il futuro promette ancora un segno meno. La soluzione? Una nuova rotta, segnata da un nuovo governo.

Secondo i dati Assinform, nel 2012 l'ICT nel suo complesso è scesa dell'1,8 per cento: pur continuando a pesare per il 4,9 per cento del Prodotto Interno Lordo, il settore tecnologico continua a registrare perdite a ritmi sostenuti soprattutto nei servizi e prodotti IT "tradizionali" (-4,7 per cento), mentre i contenuti e la pubblicità in digitale crescono (+7,2 per cento) e altrettanto fa il comparto software e soluzioni ICT (+2,4 per cento).

In crescita sono i segmenti web e mobile con incrementi marcati di vendite per tablet (+69 per cento), smartphone (+38,9 per cento), "Internet delle cose" (+18 per cento), e-reader (+16,5 per cento). Poco, comunque, per controbilanciare in maniera significativa il mercato discendente nel suo complesso e in relazione alle cifre (positive, anche se di poco) mediamente registrate nel contesto europeo.
"In assenza di interventi specifici tesi a cambiare questi trend - ha dichiarato il presidente di Assinform Paolo Angelucci - le stime per il 2013 non possono non essere segnate da un profondo pessimismo" con una discesa del mercato globale del -3,6 per cento e un settore IT tradizionale a -5,8 per cento.

Come fare per uscire dalla crisi? Angelucci si appella al nuovo Parlamento uscito dalle recenti elezioni e a un nuovo governo tutto ancora da fare affinché dimostrino "piena consapevolezza" di come muoversi per facilitare l'innovazione con interventi organici, "innovare prodotti e servizi, dotarsi di nuove competenze, creare nuova occupazione".

Similmente ai dati di Assinform, anche il rapporto trimestrale sulle telecomunicazioni dell'Agcom fotografa una situazione di crisi per l'IT tradizionale e di novità in altri settori: il numero di linee di connessione su rete fisse crolla (Fastweb a parte), dice l'Agenzia, mentre gli accessi da mobile (SIM+chiavette) crescono in maniera quasi speculare e portano con sé un +30,7 per cento di traffico dati, pari a 251.202 Terabyte totali (nel 2012).

Alfonso Maruccia
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  • BusinessAssinform, così continua la crisi dell'ITNel 2011 sono ancora dolori per il settore dell'ICT, con un calo complessivo del 3,6 per cento. Ma cresce la domanda di tecnologie legate al web e ai contenuti, dal boom degli e-reader a quello dei tablet. Spiraglio di luce per il 2012?
66 Commenti alla Notizia Italia, soffre l'economia digitale
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  • Certo che c'è la crisi! Oltre alle aziende che chiudono bisogna anche registrare i sempre minori guadagni provocati dalla grande distribuzione che ruba fette di mercato importanti creando una confusione nel consumatore incredibile..... Il classico esempio è il privato che acquista il Modem/Router ADSL e arriva a casa senza sapere cosa fare, poi l'amico "programmatore" lo configura e il professionista rimane a bocca asciutta.... Basta!!! Un po' di serietà in più e di dignità, aiuterebbe notevolmente sia il cliente che il fornitore.
    Per poi non parlare dei software gestionali che, per anni, hanno dissanguato le aziende con prodotti obsoleti, tenendoli per le parti basse con la scusa degli aggiornamenti e dei database.
    Ora le aziende non ci credono più!!!!
    non+autenticato
  • - Scritto da: tri
    > Certo che c'è la crisi! Oltre alle aziende che
    > chiudono bisogna anche registrare i sempre minori
    > guadagni provocati dalla grande distribuzione che
    > ruba fette di mercato importanti creando una
    > confusione nel consumatore incredibile..... Il
    > classico esempio è il privato che acquista il
    > Modem/Router ADSL e arriva a casa senza sapere
    > cosa fare, poi l'amico "programmatore" lo
    > configura e il professionista rimane a bocca
    > asciutta.... Basta!!!

    Se può risparmiare è giusto che lo faccia, del resto non c'è bisogno di un professionista per fare quello che dici tu. Parlo da professionista.
    non+autenticato
  • - Scritto da: tri
    > Il
    > classico esempio è il privato che acquista il
    > Modem/Router ADSL e arriva a casa senza sapere
    > cosa fare, poi l'amico "programmatore" lo
    > configura e il professionista rimane a bocca
    > asciutta.... Basta!!!

    Basta?
    Cioe' scusa?
    Vorresti tu andare a casa di un UTONTO PRIVATO per configurare un router, che poi ti ritrovi pure a sverminare il computer e un casino di altre rogne?

    Ma per carita'! Che ci vada l'amico...
  • L'"amico", e' stupido ad andarci (ed e' illuso chi sfrutta cosi' le amicizie, tanto ben presto l'"amico" si rompe le balle e fa il minimo indispensabile e nemmeno quello), e il "professionista", se pagato e' ben felice di "sverminare". Semplice. Avanti cosi'.

    - Scritto da: panda rossa
    > - Scritto da: tri
    > > Il
    > > classico esempio è il privato che acquista il
    > > Modem/Router ADSL e arriva a casa senza
    > sapere
    > > cosa fare, poi l'amico "programmatore" lo
    > > configura e il professionista rimane a bocca
    > > asciutta.... Basta!!!
    >
    > Basta?
    > Cioe' scusa?
    > Vorresti tu andare a casa di un UTONTO PRIVATO
    > per configurare un router, che poi ti ritrovi
    > pure a sverminare il computer e un casino di
    > altre
    > rogne?
    >
    > Ma per carita'! Che ci vada l'amico...
  • Ho guardato la cronologia e il tono degli interventi.
    Grande passione, il solito campanilismo un po' sbruffone in orario di lavoro (ok, non tutti hanno gli stessi orari quindi togliamo un 25%).
    Forse è questo il problema?
  • - Scritto da: elg22

    > Ho guardato la cronologia e il tono degli
    > interventi.

    Quindi, pare di capire, senza leggerli... Sorride


    > Grande passione, il solito campanilismo un po'
    > sbruffone in orario di lavoro (ok, non tutti
    > hanno gli stessi orari quindi togliamo un
    > 25%).
    > Forse è questo il problema?

    Il problema di che cosa?
    Non è necessariamente proibito scrivere commenti in orarario di lavoro. Dipende dal lavoro.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Leguleio
    > - Scritto da: elg22
    >
    > > Ho guardato la cronologia e il tono degli
    > > interventi.
    >
    > Quindi, pare di capire, senza leggerli... Sorride
    >
    >
    > > Grande passione, il solito campanilismo un
    > po'
    > > sbruffone in orario di lavoro (ok, non tutti
    > > hanno gli stessi orari quindi togliamo un
    > > 25%).
    > > Forse è questo il problema?
    >
    > Il problema di che cosa?
    > Non è necessariamente proibito scrivere commenti
    > in orarario di lavoro. Dipende dal
    > lavoro.

    Chi scrive in orario di lavoro vuol dire che lavora col computer quindi e' la persona piu' indicata per dare un parere.
    I commenti scritti in orario di lavoro sono i piu' attendibili.
  • - Scritto da: panda rossa
    > - Scritto da: Leguleio
    > > - Scritto da: elg22
    > >
    > > > Ho guardato la cronologia e il tono
    > degli
    > > > interventi.
    > >
    > > Quindi, pare di capire, senza leggerli... Sorride
    > >
    > >
    > > > Grande passione, il solito campanilismo
    > un
    > > po'
    > > > sbruffone in orario di lavoro (ok, non
    > tutti
    > > > hanno gli stessi orari quindi togliamo
    > un
    > > > 25%).
    > > > Forse è questo il problema?
    > >
    > > Il problema di che cosa?
    > > Non è necessariamente proibito scrivere
    > commenti
    > > in orarario di lavoro. Dipende dal
    > > lavoro.
    >
    > Chi scrive in orario di lavoro vuol dire che
    > lavora col computer quindi e' la persona piu'
    > indicata per dare un
    > parere.
    > I commenti scritti in orario di lavoro sono i
    > piu' attendibili.

    Ma se adesso a parte zappare la terra si fa tutto col computer. Non é che sia un granché come garanzia.
    non+autenticato
  • - Scritto da: qualcuno

    >
    > Ma se adesso a parte zappare la terra si fa tutto
    > col computer. Non é che sia un granché come
    > garanzia.

    Se si facesse tutto col computer non si capisce questa sofferenza dell'economia digitale allora.
  • Proprio perchè gli ho letti (non tutti, lo confesso) ho avuto l'impressione di un sacco di minuti/uomo spesi così.
    moltiplichiamo per il numero di post, per il numero di siti esistenti, etc. e viene fuori un bel po' di tempo utilizzato senza fare di qualcosa di più produttivo.
    Non critico gli interventi su questo specifico post, ma forse è un'abitudine da contenere: prova andare a vedere la gran parte dei commenti agli articoli dei giornali on line: gran parte cessano dopo le 18...

    Non condanno lo scambio di opinioni o la libertà di espressione, per carità, ma se le cose in Italia vanno un po' a rilento è anche per questo modo di "investire" il proprio tempo.

    Non sono un santo ed è proprio per questo che so quanto tempo si perde facendo così.
  • - Scritto da: elg22
    > Proprio perchè gli ho letti (non tutti, lo
    > confesso) ho avuto l'impressione di un sacco di
    > minuti/uomo spesi
    > così.
    > moltiplichiamo per il numero di post, per il
    > numero di siti esistenti, etc. e viene fuori un
    > bel po' di tempo utilizzato senza fare di
    > qualcosa di più
    > produttivo.

    Ma stai scherzando o parli sul serio?

    No, sai, perche' qui stiamo parlando di computer!
    Una volta, quando i computer non c'erano, si doveva fare tutto a mano.
    Tutti impiegati alla fantozzi che gestivano a mano scartoffie.

    Oggi c'e' il computer ed e' lui a fare il lavoro sporco.
    Noi possiamo guardare il computer che lavora al nostro posto e bisognera' pur riempire la giornata in qualche modo.

    > Non critico gli interventi su questo specifico
    > post, ma forse è un'abitudine da contenere: prova
    > andare a vedere la gran parte dei commenti agli
    > articoli dei giornali on line: gran parte cessano
    > dopo le 18...

    Dopo le 18 la gente ha di meglio da fare che commentare gli articoli in rete.

    > Non condanno lo scambio di opinioni o la libertà
    > di espressione, per carità, ma se le cose in
    > Italia vanno un po' a rilento è anche per questo
    > modo di "investire" il proprio tempo.

    Boh...

    > Non sono un santo ed è proprio per questo che so
    > quanto tempo si perde facendo
    > così.

    Non si perde tempo. Si riempie tempo.
    Io il tempo lo sto perdendo adesso, a quest'ora, che potrei invece fare qualcosa di meglio che stare a rispondere a te, cosa che potrei fare piu' comodamente domani mattina.

    Hai uno strano concetto di tempo tu.
  • Non sto dicendo che non si deve usare il computer, sto dicendo che non è un'attività lavorativa andare su forum, social, blog, etc.
    Se lo faccio mentre lavoro = non lavoro, fossero anche 3 minuti (forse sacrosanti) sono sempre molti minuti sui grandi numeri.
    Io col "computer" ci campo da molti anni, ma spesso se il computer è impegnato in attività dove mi tocca aspettare faccio un'altra cosa, rispondo ad una mail di lavoro, faccio una telefonata.
    E onestamente che dopo le 18 ci sia meglio da fare non ho dubbi, ma per lo stesso principio il tempo in cui sono pagato per lavorare ho meglio da fare che caZ-eggiare.
    Non voglio fare polemica, solo ragionare su comportamenti che sui grandi numeri hanno il loro peso sui risultati.
    Ora ho finito la pausa pranzo e torno in ufficioOcchiolino
  • - Scritto da: elg22
    > Non sto dicendo che non si deve usare il
    > computer, sto dicendo che non è un'attività
    > lavorativa andare su forum, social, blog,
    > etc.

    Dipende dal tipo di lavoro.
    Se lavori col computer, fa parte dell'attivita.
    Se non lavori col computer, no.

    > Se lo faccio mentre lavoro = non lavoro, fossero
    > anche 3 minuti (forse sacrosanti) sono sempre
    > molti minuti sui grandi numeri.

    Se fai quello che devi fare, non sono mica quei 3 minuti a fare la differenza.
    Tra l'altro per chi lavora coi videoterminali e' prevista una pausa per legge.

    > Io col "computer" ci campo da molti anni, ma
    > spesso se il computer è impegnato in attività
    > dove mi tocca aspettare faccio un'altra cosa,
    > rispondo ad una mail di lavoro, faccio una
    > telefonata.

    Io pure.
    E oltre a rispondere alle mail o al telefono, consulto pure il forum.

    > E onestamente che dopo le 18 ci sia meglio da
    > fare non ho dubbi, ma per lo stesso principio il
    > tempo in cui sono pagato per lavorare ho meglio
    > da fare che caZ-eggiare.

    Avevo capito che lavoravi col computer.

    Per quanto mi riguarda, lavorare col computer significa ordinare al computer di fare qualcosa, e poi controllare che l'abbia fatta.

    > Non voglio fare polemica, solo ragionare su
    > comportamenti che sui grandi numeri hanno il loro
    > peso sui risultati.

    Il downtime dei server che gestisco e' abbondantemente al di sotto dei limiti di qualita' del servizio.
    I miei risultati sono facilmente verificabili.

    > Ora ho finito la pausa pranzo e torno in ufficio
    >Occhiolino

    Anche io ho finito la pausa pranzo e sono tornato in ufficio.
  • a me sembra che nel tuo caso possa avere un senso quanto sostieni, ma non sarei così sicuro che valga per tutti quelli che per lavoro hanno un monitor.
    comunque sono passate le 18 da un pezzo, vado a fare di meglioSorride

    PS. la pausa di legge per i lavoratori che usano un "videoterminale" è, come saprai, pensata per stare lontani dal computer perchè è affaticante per vista e postura... poi uno può farci quello che vuole: io ad esempio che sono un salutista e ci tengo, mi alzo e via con caffè e sigaretta.Con la lingua fuori
  • Il compito dell'ICT è trattare l'informazione, una azienda sana non investe ogni anno in cose nuove (software o hardware che sia), anzi, se ha investito bene per qualche tempo deve solo occuparsi del mantenimento spendendo meno. Poiché non aprono nuove aziende ma, al contrario, chiudono, dove si dovrebbe vedere un aumento di investimenti nel settore ICT? Infatti aumentano solo i segmenti dell'elettronica di consumo dove molti non hanno ancora tablet e smartphone.

    Il fatto è che quando leggo queste statistiche mi diverte l'idea che secondo qualche luminare bisognerebbe spendere sempre di più, io vorrei vedere se a casa sua lui punta a spendere sempre di più o sempre di meno. Ogni due/tre anni ci danno in pasto una ca..ta nuova, tipo web 2.0 ed adesso ci svagano le pa..e con il cloud, come se fossimo tutti collegati a 100mb simmetrici con prezzi di licensing di prodotti assurdi. Il bello è che il cloud farebbe lavorare meno le aziende locali tra l'altro.

    Insomma, diamoci una calmata. Il mercato è saturo, fatevene una ragione.
    non+autenticato
  • > Insomma, diamoci una calmata. Il mercato è
    > saturo, fatevene una
    > ragione.

    opportunità c'è ne sono. Ad esempio il cloud aziendale potrebbe interessare le aziende che hanno diverse sedi nel territorio oppure devono mandare personale in giro. Più che saturo direi maturo, e per entrare o sfondare in un mercato maturo servono spalle grosse e robuste.
  • - Scritto da: shevathas
    > > Insomma, diamoci una calmata. Il mercato è
    > > saturo, fatevene una
    > > ragione.
    >
    > opportunità c'è ne sono. Ad esempio il cloud
    > aziendale potrebbe interessare le aziende che
    > hanno diverse sedi nel territorio oppure devono
    > mandare personale in giro. Più che saturo direi
    > maturo, e per entrare o sfondare in un mercato
    > maturo servono spalle grosse e
    > robuste.


    Non volevo dire che cloud o altro non servono, come dici tu però il mercato ha una sua maturità e se vuoi vendere nuovi prodotti o servizi deve esserci un ritorno reale. Questo non è più il periodo del commerciale che spara quattro parole nuove e tutti comprano per adeguarsi, adesso gli imprenditori controllano molto bene se e come avranno un ritorno dell'investimento.
    non+autenticato
  • Dici ?

    Ti faccio un esempio che la dice lunga della situazione.
    Sono un coder e verso la fine dell'anno scorso, mi sono iscritto ad un corso ufficiale M$ (a spese mie, ma fa niente. Con il corso precedente ho trovato lavoro per 3 anni) per lo sviluppo in ambiente cloud piuttosto interessante (.NET).
    Per ben due volte mi sono visto annullare il corso per mancanza di iscritti.
    C'ero solo io !

    Ragazzi siamo messi male... molto male.
    non+autenticato
  • - Scritto da: . . .
    > Dici ?
    >
    > Ti faccio un esempio che la dice lunga della
    > situazione.
    > Sono un coder e verso la fine dell'anno scorso,
    > mi sono iscritto ad un corso ufficiale M$ (a
    > spese mie, ma fa niente. Con il corso precedente
    > ho trovato lavoro per 3 anni) per lo sviluppo in
    > ambiente cloud piuttosto interessante
    > (.NET).
    > Per ben due volte mi sono visto annullare il
    > corso per mancanza di
    > iscritti.
    > C'ero solo io !
    >
    > Ragazzi siamo messi male... molto male.


    E se invece di .NET importasse a poche persone? e Se invece la gente usasse sistemi alternativi? Microsoft e .NET non sono l'unico modo per fare le cose, lo sai?
    non+autenticato
  • - Scritto da: ...
    > - Scritto da: . . .
    > > Dici ?
    > >
    > > Ti faccio un esempio che la dice lunga della
    > > situazione.
    > > Sono un coder e verso la fine dell'anno scorso,
    > > mi sono iscritto ad un corso ufficiale M$ (a
    > > spese mie, ma fa niente. Con il corso precedente
    > > ho trovato lavoro per 3 anni) per lo sviluppo in
    > > ambiente cloud piuttosto interessante
    > > (.NET).
    > > Per ben due volte mi sono visto annullare il
    > > corso per mancanza di
    > > iscritti.
    > > C'ero solo io !
    > >
    > > Ragazzi siamo messi male... molto male.
    >
    >
    > E se invece di .NET importasse a poche persone? e
    > Se invece la gente usasse sistemi alternativi?
    > Microsoft e .NET non sono l'unico modo per fare
    > le cose, lo
    > sai?


    Io ho fatto corsi su prodotti gratuiti e/o open fino al 2011, adesso non ci sono più iscritti. Non è un problema di .NET, è che proprio le aziende hanno tagliato sulla formazione, piuttosto ti prendono un libro e ti dicono arrangiati.
    non+autenticato
  • - Scritto da: orpello

    > Non è un problema di .NET, è che proprio le
    > aziende hanno tagliato sulla formazione,
    > piuttosto ti prendono un libro e ti dicono
    > arrangiati.

    Come non quotarti??
    non+autenticato
  • - Scritto da: ...
    > - Scritto da: . . .
    > > Dici ?
    > >
    > > Ti faccio un esempio che la dice lunga della
    > > situazione.
    > > Sono un coder e verso la fine dell'anno scorso,
    > > mi sono iscritto ad un corso ufficiale M$ (a
    > > spese mie, ma fa niente. Con il corso precedente
    > > ho trovato lavoro per 3 anni) per lo sviluppo in
    > > ambiente cloud piuttosto interessante
    > > (.NET).
    > > Per ben due volte mi sono visto annullare il
    > > corso per mancanza di
    > > iscritti.
    > > C'ero solo io !
    > >
    > > Ragazzi siamo messi male... molto male.
    >
    >
    > E se invece di .NET importasse a poche persone? e
    > Se invece la gente usasse sistemi alternativi?
    > Microsoft e .NET non sono l'unico modo per fare
    > le cose, lo
    > sai?

    Guarda che con me sfondi un portone aperto.

    Ho scelto .NET perché richiesto e ci sto lavorando a tempo pieno da 3 anni.
    A me conta portare a casa la pagnotta bello.
    Sono 25 anni che scrivo codice e ci mantengo la famiglia.
    A casa (e solo li purtroppo perché fuori dai confini nazionali la storia cambia), mi diletto a studiare RoR.

    Conosci ?

    Stiamo parlando di ambito web e MVC ovviamente.
    Anche per MVC c'è poca richiesta in giro. Figuriamoci.
    Solo manutenzione e basta.
    E tieni presente che sono a Milano, non in mezzo alle montagne.
    non+autenticato
  • Ah dimenticavo... RoR lo studio in ambiente Unix tra l'altro perché è da li che arrivo.
    non+autenticato
  • - Scritto da: shevathas
    > > Insomma, diamoci una calmata. Il mercato è
    > > saturo, fatevene una
    > > ragione.
    >
    > opportunità c'è ne sono. Ad esempio il cloud
    > aziendale potrebbe interessare le aziende che
    > hanno diverse sedi nel territorio oppure devono
    > mandare personale in giro. Più che saturo direi
    > maturo, e per entrare o sfondare in un mercato
    > maturo servono spalle grosse e
    > robuste.
    Il cloud (aziendale o meno) in Italia sconta la palla al piede di una infrastruttura di accesso penosa basata su rame malmesso nel 90% dei casi.
    Pensare di vendere automobili in un paese in cui le strade sono delle carraie di campagna è velleitario!
    non+autenticato
  • - Scritto da: tucumcari
    > - Scritto da: shevathas
    > > > Insomma, diamoci una calmata. Il mercato è
    > > > saturo, fatevene una
    > > > ragione.
    > >
    > > opportunità c'è ne sono. Ad esempio il cloud
    > > aziendale potrebbe interessare le aziende che
    > > hanno diverse sedi nel territorio oppure devono
    > > mandare personale in giro. Più che saturo direi
    > > maturo, e per entrare o sfondare in un mercato
    > > maturo servono spalle grosse e
    > > robuste.
    > Il cloud (aziendale o meno) in Italia sconta la
    > palla al piede di una infrastruttura di accesso
    > penosa basata su rame malmesso nel 90% dei
    > casi.
    > Pensare di vendere automobili in un paese in cui
    > le strade sono delle carraie di campagna è
    > velleitario!

    Quoto in pieno.
    Purtroppo la situazione attuale e questa e all'orizzonte non si vede granché.
    non+autenticato
  • sono due cose che non sono mai andate molto bene, non solo ora..
    non+autenticato
  • - Scritto da: uno qualunque

    > sono due cose che non sono mai andate molto bene,
    > non solo
    > ora..


    Infatti. Tempo fa ho avuto qui una discussione sul fatto che nessun italiano ha mai creato un linguaggio di programmazione (e, per dire, il C++ è opera di un danese, da un Paese che ha 5 milioni e mezzo di abitanti), non ha mai creato un sistema operativo (Linux l'ha creato un finlandese, Paese che ha poco meno di 6 milioni di abitanti e prima del 1918 nemmeno esisteva), aveva, ma non ha più da tempo aziende che producono computer (i cugini francesi hanno ancora la Bull, che sarà pure di nicchia, ma un mercato ce l'ha). E via dicendo.

    Quindi credo che il rapporto di Assinform sia stato diffuso alla stampa solo per far parlare di sé, i dati negativi che presentano non significano nulla, in un contesto di recessione.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Leguleio
    > - Scritto da: uno qualunque
    >
    > > sono due cose che non sono mai andate molto
    > bene,
    > > non solo
    > > ora..
    >
    >
    > Infatti. Tempo fa ho avuto qui una discussione
    > sul fatto che nessun italiano ha mai creato un
    > linguaggio di programmazione (e, per dire, il C++
    > è opera di un danese, da un Paese che ha 5
    > milioni e mezzo di abitanti),

    il C++ venne sviluppato da Stroustrup quando stava facendo il dottorato a Cambrige in UK

    > non ha mai creato
    > un sistema operativo (Linux l'ha creato un
    > finlandese, Paese che ha poco meno di 6 milioni
    > di abitanti e prima del 1918 nemmeno esisteva),

    Ni, torvalds ha dato il primo impulso, poi il kernel di linux è stato sviluppato da molti, per la maggior parte anglosassoni.

    > aveva, ma non ha più da tempo aziende che
    > producono computer (i cugini francesi hanno
    > ancora la Bull, che sarà pure di nicchia, ma un
    > mercato ce l'ha). E via
    > dicendo.
    >

    Olivetti e De Benedetti...Triste

    > Quindi credo che il rapporto di Assinform sia
    > stato diffuso alla stampa solo per far parlare di
    > sé, i dati negativi che presentano non
    > significano nulla, in un contesto di
    > recessione.

    le solite frignate per avere qualche commessa pubblica.
  • - Scritto da: shevathas


    > > Infatti. Tempo fa ho avuto qui una
    > discussione
    > > sul fatto che nessun italiano ha mai creato
    > un
    > > linguaggio di programmazione (e, per dire,
    > il
    > C++
    > > è opera di un danese, da un Paese che ha 5
    > > milioni e mezzo di abitanti),
    >
    > il C++ venne sviluppato da Stroustrup quando
    > stava facendo il dottorato a Cambrige in
    > UK

    E però, persone italiane che da sole abbiano inventato un linguaggio di programmazione di successo, anche stando all'estero, non mi vengono in mente. A bocca storta


    > > non ha mai creato
    > > un sistema operativo (Linux l'ha creato un
    > > finlandese, Paese che ha poco meno di 6
    > milioni
    > > di abitanti e prima del 1918 nemmeno
    > esisteva),
    >
    > Ni, torvalds ha dato il primo impulso, poi il
    > kernel di linux è stato sviluppato da molti, per
    > la maggior parte
    > anglosassoni.


    Diciamo che quando uno è l'iniziatore e il coordinatore di un progetto, tutta la gloria va a lui. Sorride
    Tempo fa lessi di un premio Nobel per la medicina assegnato a un ricercatore per un'importante scoperta. Ebbene, tutti sapevano che quando questa scoperta venne fatta lui era in vacanza al mare! È il suo team che arrivò al risultato sperato. Ma a dirigerlo era lui.Deluso

    Ciò vale anche in negativo: quando il ministro Mariastella Gelmini si congratulò per l'esperimento riuscito grazie a un tunnell sotterraneo che andava da Ginevra al Gran Sasso, l'ignominia fu tutta per lei; si seppe poi che quando il comunicato fu diramato lei era a una riunione interministeriale. Era evidentemente la mossa di uno dei suoi portaborse.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Leguleio
    > - Scritto da: shevathas
    >
    >
    > > > Infatti. Tempo fa ho avuto qui una
    > > discussione
    > > > sul fatto che nessun italiano ha mai
    > creato
    > > un
    > > > linguaggio di programmazione (e, per
    > dire,
    > > il
    > > C++
    > > > è opera di un danese, da un Paese che
    > ha
    > 5
    > > > milioni e mezzo di abitanti),
    > >
    > > il C++ venne sviluppato da Stroustrup quando
    > > stava facendo il dottorato a Cambrige in
    > > UK
    >
    > E però, persone italiane che da sole abbiano
    > inventato un linguaggio di programmazione di
    > successo, anche stando all'estero, non mi vengono
    > in mente.
    >A bocca storta
    Già gli italiani si sono limitati a inventare i microprocessori....
    Chiedi chi è Federico Faggin (chiedi chi erano i beatles)
    ......
    Il problema non sono "gli italiani" nel senso generico del termine ma la classe dirigente italiana e le sue scelte!
    non+autenticato
  • Il premio Turing ti basta per farti un po' riconsiderare le tue idee?
    http://daily.wired.it/news/scienza/2013/03/14/prem...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Mario Rossi

    > Il premio Turing ti basta per farti un po'
    > riconsiderare le tue
    > idee?
    > http://daily.wired.it/news/scienza/2013/03/14/prem

    No. Al contrario. Come ha fatto notare un utente qui:

    http://punto-informatico.it/b.aspx?i=3744207&m=374...

    di italiano c'è solo l'origine di Micali. Il suo lavoro è stato svolto al MIT, e credo che Silvio Micali non abbia nessunissima intenzione di tornare in Italia e lavorare in un call center .

    È lo stesso pseudosuccesso sbandierato sul conto di Federico Faggin: 1971: invenzione del microprocessore presso la Intel, azienda Usa. 1978: ottiene la cittadinanza statunitense. Fai tu.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Leguleio
    > No. Al contrario. Come ha fatto notare un utente
    > qui:
    >
    > http://punto-informatico.it/b.aspx?i=3744207&m=374
    >
    > di italiano c'è solo l'origine di Micali. Il suo
    > lavoro è stato svolto al MIT, e credo che Silvio
    > Micali non abbia nessunissima intenzione di
    > tornare in Italia e lavorare in un
    > call center

    > .
    >
    > È lo stesso pseudosuccesso sbandierato sul
    > conto di Federico Faggin: 1971: invenzione del
    > microprocessore presso la Intel, azienda Usa.
    > 1978: ottiene la cittadinanza statunitense. Fai
    > tu.
    Poco sopra hai chiesto di qualche italiano che avesse fatto qualcosa all'estero e lo hai avuto. Come qualcuno ti ha già corretto, né Torvalds né Stroustrup hanno inventato in patria. Quindi Micali( e Faggin) vale tanto quanto gli esempi che hai portato tu
    non+autenticato
  • - Scritto da: Mario Rossi

    > > No. Al contrario. Come ha fatto notare un
    > utente
    > > qui:
    > >
    > >
    > http://punto-informatico.it/b.aspx?i=3744207&m=374
    > >
    > > di italiano c'è solo l'origine di Micali. Il
    > suo
    > > lavoro è stato svolto al MIT, e credo che
    > Silvio
    > > Micali non abbia nessunissima intenzione di
    > > tornare in Italia e lavorare in un
    > > call center

    > > .
    > >
    > > È lo stesso pseudosuccesso sbandierato
    > sul
    > > conto di Federico Faggin: 1971: invenzione
    > del
    > > microprocessore presso la Intel, azienda Usa.
    > > 1978: ottiene la cittadinanza statunitense.
    > Fai
    > > tu.

    > Poco sopra hai chiesto di qualche italiano che
    > avesse fatto qualcosa all'estero e lo hai avuto.

    Fra uno Stoustrup che da solo inventa un linguaggio di programmazione usato ancora oggi, e un italiano che vince un premio assieme a un'israeliana (e magari fosse il Nobel dell'informatica! Sono 250 000 $, a fronte di 8 milioni di corone svedesi, cioè 956 273 €, del Nobel), non vedo francamente questa grande corrispondenza.
    Sì, una volta anche la medaglia Field per la matematica l'ha vinta un italiano. Se è apparso un trafiletto sui giornali, è stato oro che cola.


    > Come qualcuno ti ha già corretto, né Torvalds né
    > Stroustrup hanno inventato in patria.

    No, Torvalds fece tutto a Helsinki. Che poi la maggior parte dei suoi corrispondenti e collaboratori stesse all'estero, poco importa. Lui studiava lì.


    > Quindi
    > Micali( e Faggin) vale tanto quanto gli esempi
    > che hai portato
    > tu

    Sai che non è così. E per ora né Stoustrup né Torvalds hanno preso la cittadinanza Usa, malgrado lavorino lì da anni.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Leguleio
    > Fra uno Stoustrup che da solo inventa un
    > linguaggio di programmazione usato ancora oggi, e
    > un italiano che vince un premio assieme a
    > un'israeliana (e magari fosse il Nobel
    > dell'informatica! Sono 250 000 $, a fronte di 8
    > milioni di corone svedesi, cioè 956 273 €,
    > del Nobel), non vedo francamente questa grande
    > corrispondenza.
    Non è solo una questione di soldi, ma capisco che tu non riesca a capire...

    > Sì, una volta anche la medaglia Field per la
    > matematica l'ha vinta un italiano. Se è apparso
    > un trafiletto sui giornali, è stato oro che cola.
    1) Decidono i giornali quello che è importante?
    2) Quanti articoli di giornale hanno dedicato Stroustrup e Torvalds?

    > No, Torvalds fece tutto a Helsinki.
    Scusa.

    > Che poi la
    > maggior parte dei suoi corrispondenti e
    > collaboratori stesse all'estero, poco importa.
    Certo, dettagli irrilevanti...
    > Lui studiava
    > lì.
    Stoustrup no, come Micali...

    > Sai che non è così. E per ora né Stoustrup né
    > Torvalds hanno preso la cittadinanza Usa,
    > malgrado lavorino lì da
    > anni.
    Quindi?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Mario Rossi


    > > Fra uno Stoustrup che da solo inventa un
    > > linguaggio di programmazione usato ancora
    > oggi,
    > e
    > > un italiano che vince un premio assieme a
    > > un'israeliana (e magari fosse il Nobel
    > > dell'informatica! Sono 250 000 $, a fronte
    > di
    > 8
    > > milioni di corone svedesi, cioè 956 273
    > €,
    > > del Nobel), non vedo francamente questa
    > grande
    > > corrispondenza.

    > Non è solo una questione di soldi, ma capisco che
    > tu non riesca a
    > capire...

    Non è solo una questione di soldi, siamo d'accordo, e del resto non possiamo addossare ad Alfred Nobel la colpa di non aver previsto un premio per l'informatica, alla fine dell'Ottocento. E però, se permetti, anche quello ha un peso. Perché credi che i giornali parlino del Nobel? Forse i reali svedesi sono così famosi nel mondo che un servizio bisogna pur farlo?


    > > Sì, una volta anche la medaglia Field per la
    > > matematica l'ha vinta un italiano. Se è
    > apparso
    > > un trafiletto sui giornali, è stato oro che
    > cola.

    > 1) Decidono i giornali quello che è importante?
    > 2) Quanti articoli di giornale hanno dedicato
    > Stroustrup e
    > Torvalds?

    La letteratura su Linux e sul C++ è sterminata.

    http://www.ibs.it/ser/serpge.asp

    http://www.amazon.com/s/ref=nb_sb_noss?url=search-...

    Magari quando vennero creati nessuno ci fece caso. Non è quello il punto. Il successo non dipende dai premi ricevuti, ma dalle applicazioni che se ne possono fare.



    > > Che poi la
    > > maggior parte dei suoi corrispondenti e
    > > collaboratori stesse all'estero, poco
    > importa.

    > Certo, dettagli irrilevanti...

    L'epoca in cui qualcuno inventa qualcosa nel suo laboratorio in olimpionica solitudine è finita da un pezzo.


    > > Lui studiava
    > > lì.

    > Stoustrup no, come Micali...

    Ripeto, non sono situazioni facilmente comparabili.
    Se il sistema di Micali in futuro si rivelerà davvero pervasivo, al punto che nessun sistema di crittografia potrà prescindere dalle sue scoperte, sarò pronto a ricredermi. Per ora, vedo solo un premio sconosciuto ai più, non particolarmente generoso, e diviso con un'altra.


    > > Sai che non è così. E per ora né Stoustrup né
    > > Torvalds hanno preso la cittadinanza Usa,
    > > malgrado lavorino lì da
    > > anni.

    > Quindi?

    La loro scelta di lavorare in Usa potrebbe essere temporanea.
    Quella di Faggin, non lo è stata.
    non+autenticato