Un termostato che sa quel che fa

La risposta europea alle soluzioni statunitensi di riscaldamento intelligente

Ricordate Nest? Il termostato intelligente ideato dal papà dell'iPod, l'ingegnere Tony Fadell, ha conquistato il mercato americano e, nonostante alcuni problemi brevettuali con Honeywell, il dispositivo ha raggiunto la seconda release qualche mese fa. Nonostante il successo, il prodotto non è mai giunto in Europa per un problema più tecnico che di altra natura, legato al sistema di cablaggio per le comunicazioni con le caldaie.
Per proporre anche al Vecchio Continente una soluzione simile, una startup tedesca ha messo insieme i finanziamenti milionari provenienti dai gruppi Target Partners e Shortcut Ventures, al fine di presente Tado°.

Tado


Di cosa si tratta è già stato detto, ma solo in parte. Infatti Tado° sposa una filosofia nettamente differente rispetto a Nest. Prima di tutto, Tado° funziona in tutta Europa e supporta un numero davvero elevato di caldaie. Inoltre il progetto tedesco si distingue dal prodotto americano in quanto Nest ha esso stesso una base tecnologica simile a quella degli smartphone (con tanto di schermo touchscreen), mentre Tado° è una semplice centralina, senza pulsanti e senza schermo.
Come funziona allora? Semplice. Tado° si collega al router di casa e alla caldaia e con entrambi scambia informazioni: dal router riceve dati via Web per configurare la temperatura e invia le informazioni in merito allo stato termico dell'appartamento; con la caldaia scambia i comandi necessari per inizializzare o bloccare la produzione di riscaldamento.

In definitiva, Tado° fa da ponte di collegamento fra la tecnica consolidata dei sistemi a termostato e le tecnologie più recenti della domotica e del controllo remoto. A differenza di Nest, la parte intelligente risiede fuori dal dispositivo ed esattamente negli smartphone Android e iOS degli occupanti dell'appartamento dove Tado° è installato.

Attraverso il cellulare, Tado° è capace di individuare tutta una serie di informazioni utili al miglioramento dei consumi energetici. Affidandosi alle apposite app sugli smartphone, Tado° è capace di individuare i movimenti di ogni abitante al fine di regolare al meglio il riscaldamento domestico. Così il sistema è in grado di capire quando si sta seguendo il percorso di ritorno verso casa, ma anche quando si sta andando via, e sa quali sono le stanze in cui si soggiorna di più. A tutto ciò aggiunge informazioni dal Web sulle condizioni meteo e la temperatura esterna della località in cui si trova installato e, di concerto con il controllo della caldaia, impara a capire come l'appartamento reagisce alle radiazioni solari, quanto tempo ci mette a riscaldarsi e quanta energia utilizza.

Tutto questo con lo specifico intento di offrire un ambiente termicamente sempre gradevole, con un risparmio energetico e di costi che l'azienda quantifica intorno al 27 per cento di consumi in meno in un anno.

I vantaggi rispetto alla soluzione adottata da Nest sono notevoli. Ad esempio, mentre Nest sa che i proprietari hanno lasciato l'appartamento per via dell'assenza di movimento e aspetta due ore prima di abbassare i riscaldamenti, Tado° lo sa perché ogni occupante ha l'app sul proprio smartphone che ne segnala la posizione, spegnendo e riaccendendo i riscaldamenti quando davvero necessario. L'utilizzo è poi reso ancora più intuitivo proprio dalla presenza di una semplice app sullo smartphone di ogni utente.

Se ciò non bastasse, l'installazione è pensata per il fai-da-te, i dati che viaggiano sulla Rete sono crittografati e il dispositivo è già pronto per l'uso del protocollo 6loWPAN.

Infine, un altro vantaggio è il costo. L'utente che decide di adottare Tado° può acquistare l'hardware a 149 euro oppure usare una formula abbonamento a 99 euro l'anno, comprensiva di servizi sul Web. Con questa seconda forma, a differenza dei 249 dollari di spesa iniziale di Nest, l'azienda produttrice vorrebbe rendere il prodotto ancora più appetibile e alla portata di tutti. Il costo, a lungo andare, potrebbe anche risultare più elevato di Nest, ma la startup tedesca è convinta che i servizi di Tado°, compresi i comodi report mensili sui risparmi ottenuti, incoraggino poi di volta in volta i clienti a continuare ad utilizzare il dispositivo.

Come in tutto, vi è sempre il rovescio della medaglia: cosa accade se si è abituati a lasciare il cellulare in una stanza dove poi non si soggiorna realmente? E se un giorno si dimentica lo smartphone a casa? Certo sono condizioni d'uso rare, di cui però bisogna tenere conto.
Tado° è comunque un prodotto interessante, pronto a conquistare il mercato di tutti i paesi europei, anche se per ora è disponibile per l'acquisto solo in Germania e in Austria.

(via TheNextWeb.com)
TAG: gadget
5 Commenti alla Notizia Un termostato che sa quel che fa
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  • già me l'immagino il virus android che ti fa stare a -20° in inverno e +37° in estate

    -_-
    non+autenticato
  • Non mi convince per niente.
    In prima battuta avevo pensato che avesse all’interno un web server per risparmiare sui costi di un display e relativi controlli e gli servisse collegarsi a un server per interfacciarsi con gli smartphone. Invece è proprio dipendente dal server e se non rinnovi l’abbonamento diventa poco più che un interruttore manuale.
    Per me c’è in giro di meglio e se vogliamo paragonare i due, preferisco ancora il Nest anche se non mi convince il fatto che rilevi il movimento (passerei per invisibile lavorando al computer) ma mi convince ancora meno essere geolocalizzato di continuo dal sig. Tado°.
    Fra l’altro, nel mio caso specifico, avendo una caldaia a condensazione non renderebbe neanche bene farla lavorare a singhiozzo.
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    Modificato dall' autore il 20 marzo 2013 21.31
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    Teo_
    2634
  • "costi che l'azienda quantifica intorno al 27 per cento di consumi in meno in un anno."... intanto questo 27% è un quantitavo assoluto diverso tra la gelida Germania e la calduccia Italia (dove in molti posti basterebbe quasi solo un po' di termico solare semplice per risparmiare del tutto il riscaldamento) quindi i quasi 100 euro l'anno di abbonamento sarebbe più dei soldi risparmiati. Ovvaimente c'è l'opzione acquisto.
    La vedo dura poi risparmiare quando il riscaldamento si accende prima che uno torni a casa invece che venga accesso dalle persone che rientrano (a meno che uno non lo lasci sempre acceso). Poi il riscalmento localizzato va bene per case enormi, ma nelle case normali non è che tieni la camera da letto ghiaccia ed il salotto caldo senza avere effetti di scambio di calore.
    Il quasi 30% di risprmio mi sembra quindi uan sparata a meno che non si parli di uffici pubblici dove si tine il riscaldamento a "palla" anche quando fuori è una bella giornata Primaverile perchè da una parte è complicato gestire il riscaldamento e da una parte gli impiegati preferiscono lavorare in maniche cortee/o tirare giù le veneziane per impedire a luce e calore di entrare.
    non+autenticato
  • Forse ti sfugge che in questo paese di coioni con la G costruiamo case fatte di escrementi essiccati, giusto per far guadagnare i comuni ed i loro amici.

    E siamo così geni che consideriamo il "termosingolo" un must.

    In Germania costruiscono delle case dove te ne stai in mutande a 25/28 gradi con fuori anche -20 spendendo in un anno quello che qui si paga in un mese.

    La "bioedilizia" che stanno spippando negli ultimi anni non sono nient'altro che le metodologie costruttive adottate nei paesi nordici da almeno 40 anni.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Francesco
    > Forse ti sfugge che in questo paese di coioni con
    > la G costruiamo case fatte di escrementi
    > essiccati,

    Una delle tante soluzioni "pensate" degli ecologisti

    > giusto per far guadagnare i comuni ed
    > i loro
    > amici.

    Beh, pure banche, notai, geometri, muratori, immobiliaristi, idraulici, imbianchini...

    > E siamo così geni che consideriamo il
    > "termosingolo" un
    > must.

    No, il must è la villetta

    > In Germania costruiscono delle case dove te ne
    > stai in mutande a 25/28 gradi con fuori anche -20
    > spendendo in un anno quello che qui si paga in un
    > mese.

    Hanno il nucleare.
    Gli aumenti la bolletta del gas? Loro staccano ed usano stufe elettriche.

    > La "bioedilizia" che stanno spippando negli
    > ultimi anni non sono nient'altro che le
    > metodologie costruttive adottate nei paesi
    > nordici da almeno 40
    > anni.

    Ecco, appunto delle pirlate visto che noi siamo in un clima mediterraneo

    Ciao!
    non+autenticato