Gabriele Niola

WebTheatre/ Webserialità da imitare

di G. Niola - Un ragazzo incontra una ragazza: il più classico dei meccanismi sentimentali messo in scena una volta per puntata. In una webserie esemplare

Roma - Ci si chiede spesso quale dovrebbe essere un buon modello di riferimento, considerando budget ridotti, di webserialità. Cosa cioè possa essere preso a punto di riferimento per qualcuno che voglia iniziare una webserie e non abbia eccessiva esperienza o accesso a grandi fondi. è la risposta, una webserie di modeste ambizioni ma grandissima riuscita, che non si allontana dai territori noti (una serie di storielle romantiche, molto umorismo, ironia sul posto di lavoro) ma che è in grado di generare immediato affetto e dipendenza.

compulsive love


Tutto si basa su un presupposto molto semplice ed immediato: ogni puntata racconta la storia tra Aaron e una ragazza diversa. Il personaggio protagonista ci è presentato come un maniaco sentimentale, un amante impulsivo (o compulsivo come vorrebbe il titolo) con una scena da manuale nell'apertura del primo episodio: Aaron sta sfondando un bidone per insoddisfazioni d'amore, un'amica gli parla ma quando passa una ragazza in bici lui molla tutto d'improvviso per correrle dietro anche se non la conosce. C'è già tutto.
Su questo schema fisso (addirittura ogni episodio ha come titolo il nome della ragazza della puntata) si gioca tutta la serie da 8 episodi (al momento ne sono stati caricati quattro sul canale ufficiale). Otto puntate per otto ragazze da "affrontare", "conquistare" o da cui farsi mollare, un meccanismo facile da comprendere che lascia spazio in ogni episodio a diverse trame orizzontali che vanno avanti lungo la serie (la più divertente e interessante delle quali è quella del tatuatore).
Oltre a questo, molto del merito del buon esito di Compulsive Love sta nel fatto che il team creativo ha rigidamente diviso i ruoli, espediente che non riduce certo il budget ma che aumenta la qualità. A scrivere c'è uno che di lavoro scrive (Adam Szymkovicz), a dirigere uno che di lavoro dirige (Kevan Tucker) e a recitare, attori semiprofessionisti (principalmente Alex Anfanger e Laura Ramadei). La puntate, che oscillano tutte tra i 4 e i 7 minuti, scorrono con scioltezza e grande rapidità, sono colme di idee di scrittura e di messa in scena e recitate in maniera convincente. Già questo basterebbe ad elevarlo sopra la media, ma c'è di più.
Nel fare un racconto molto semplice e poco originale (in fondo ogni puntata rimette in scena la dinamica più classica che esista: un ragazzo incontra una ragazza), Compulsive Love lascia sullo sfondo una società e un'idea di contemporaneità molto interessanti. Le parti al lavoro sono la variazione sull'abusato tema della precarietà giovanile più pregnanti e divertenti che si siano viste ultimamente (sia per l'atteggiamento dei superiori che per la noncuranza dei protagonisti).

In aggiunta a tutto questo Compulsive Love è confezionato con un montaggio che pur non osando troppo sa tagliare i tempi morti e procedere con un passo molto veloce senza per questo compromettere la comprensibilità. È insomma quasi invisibile il modo in cui in ogni puntata il ritmo sia dato da stacchi rapidissimi, che aiutano a mantenere viva l'attenzione. L'esempio perfetto è l'inizio dell'episodio 3.

L'unica cosa che manca alla webserie, purtroppo, è un impianto produttivo dotato di un'idea di business seria. Non c'è una produzione alle spalle a fornire, magari tramite sponsorizzazione, il budget. Non c'è un piazzamento pubblicitario importante. Non c'è uno sfruttamento commerciale attraverso la distribuzione (magari in esclusiva) o altro. Compulsive Love sembra voler contare solo sul mondo del passaparola per farsi notare, e poi chissà.
La qualità c'è tutta, un po' più di scaltrezza e di sapienza imprenditoriale potrebbero prolungarne la vita.

COMPULSIVE LOVE - EP. 1 MARIA


COMPULSIVE LOVE - EP. 2 LILY


Gabriele Niola
Il blog di G.N.

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6 Commenti alla Notizia WebTheatre/ Webserialità da imitare
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  • Attori semiprofessionisti? È nella frase: "e a recitare, attori semiprofessionisti (principalmente Alex Anfanger e Laura Ramadei)". Boh.

    Trasferisco la definizione all'ambito di Punto Informatico: vi fideresti di un articolo scritto da un giornalista semiprofessionista? Comprereste un programma scritto da un programmatore semiprofessionista?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Leguleio
    > Attori semiprofessionisti? È nella frase: "e a
    > recitare, attori semiprofessionisti
    > (principalmente Alex Anfanger e Laura Ramadei)".
    > Boh.
    >
    > Trasferisco la definizione all'ambito di Punto
    > Informatico: vi fideresti di un articolo scritto
    > da un giornalista semiprofessionista? Comprereste
    > un programma scritto da un programmatore
    > semiprofessionista?

    Leggereste commenti scritti da un sedicente avvocato semiprofessionista?
  • - Scritto da: panda rossa
    > vi fideresti di un articolo
    > scritto
    > > da un giornalista semiprofessionista?
    > Comprereste
    > > un programma scritto da un programmatore
    > > semiprofessionista?
    >
    > Leggereste commenti scritti da un sedicente
    > avvocato
    > semiprofessionista?

    Panda Rossa, hai la lingua lunga.
    Comunque non ho mai detto di essere avvocato. Il mio è uno pseudonimo come un altro.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Leguleio
    > - Scritto da: panda rossa
    > > vi fideresti di un articolo
    > > scritto
    > > > da un giornalista semiprofessionista?
    > > Comprereste
    > > > un programma scritto da un programmatore
    > > > semiprofessionista?
    > >
    > > Leggereste commenti scritti da un sedicente
    > > avvocato
    > > semiprofessionista?
    >
    > Panda Rossa, hai la lingua lunga.

    Nel caso in questione ho le dita lunghe.
    La lingua non la uso mica per postare su PI.

    > Comunque non ho mai detto di essere avvocato. Il
    > mio è uno pseudonimo come un
    > altro.

    Come mai hai pensato che mi riferissi a te?
  • - Scritto da: Leguleio
    > Attori semiprofessionisti? È nella frase: "e a
    > recitare, attori semiprofessionisti
    > (principalmente Alex Anfanger e Laura Ramadei)".
    > Boh.
    >
    > Trasferisco la definizione all'ambito di Punto
    > Informatico: vi fideresti di un articolo scritto
    > da un giornalista semiprofessionista? Comprereste
    > un programma scritto da un programmatore
    > semiprofessionista?

    Sarebbe come dire che uno che si vanta di avere una "Laurea presso Liceo Scientifico Enrico Fermi" scrivesse un articolo in cui si confonde gravita' ed admosfera... Deluso
    krane
    22544
  • E' molto semplice: gli attori semiprofessionisti sono quelli che hanno la credenziali, lo studio, le capacità e l'esperienza per essere professionisti ma non riescono ad esercitare la professione con la costanza necessaria ad essere tali.
    Non possono essere definiti professinoisti a tutti gli effetti ma anche l'aggettivo opposto sarebbe sbagliato.

    Non essendo l'attore un lavoro per il quale esiste una patente, un esame da superare o un certificato da esibire, il curriculum è l'unica cosa che faccia testo in questo senso.