Marco Calamari

Cassandra Crossing/ Gli elettori sognano politici elettrici?

di M. Calamari - Uno sboccato orso blu manipolato da remoto, che rivoluziona la politica smontando i concorrenti armato di Google. Un incubo distopico o un sogno da accarezzare?

Roma - Cassandra, già debilitata dagli anni, pare ormai più influenzata dai serial fantascientifici che dalla vita "reale".

Il terzo episodio della seconda stagione di Black Mirror, la qui già citata miniserie che ha già messo alla prova i 24 inconvertibili lettori, narra una storia che si innesta in maniera curiosamente naturale nell'attuale situazione delle cosiddette "democrazie occidentali".

La storia dell'episodio Waldo moment - l'occasione di Waldo dovrà essere in questa occasione completamente disvelata: il lettore che prosegue è quindi consapevole e consenziente. In un verosimile futuro di una verosimile elezione suppletiva di un paese anglofono, un partito che nel collegio dove si voterà sa di essere perdente in partenza mette un annuncio per la ricerca di aspiranti candidati perdenti, che facciano la campagna elettorale col tiepido supporto del segretario nazionale, giusto per "esserci".
La nostra Lei si presenta, viene squadrata da una commissione e riceve poi via SMS l'annuncio di essere la prescelta. Nel frattempo il nostro Lui, timidissimo ed imbranato comico, ha creato Waldo, un personaggio animato che riscuote un certo successo, e che come l'ormai antico Max Headroom, partecipa a show televisivi, animato in tempo reale grazie all'animatronic dal nostro Lui, che ne è contemporaneamente autore e burattinaio. Waldo è un caricaturale orso blu, con un dente d'oro, un'anatomia "completa" e un linguaggio che scandalizzerebbe anche uno scaricatore di porto che si è appena tirato una cassa di incudini su un piede.

Capita che un politico del partito opposto finisca in un piccolo scandalo sessuale, e che durante una trasmissione venga aggredito e preso per i fondelli dal nostro Lui, ovviamente incarnato in Waldo.
Successo immediato: il proprietario della rete televisiva subito inserisce Waldo nei dibattiti politici, e Waldo fa polpette di candidati sempre più importanti, prima sorpresi ed impreparati, poi anche se preparati, ragionevoli ed argomentanti.

Viene costruito un pullmino con un megaschermo sulla fiancata, con dentro Lui, la sua apparecchiatura per animare il personaggio ed una collaboratrice che gli fa ricerche istantanee con Google via wireless. Waldo scende così nelle strade, segue i grandi politici e li ridicolizza ad ogni comizio. Lo slogan "Vota Waldo" è la logica conseguenza.

Lui ha una relazione con Lei, ma poi come Waldo la ridicolizza in un dibattito. Fine della love story.

Il proprietario della rete televisiva ha il controllo della situazione: è il proprietario dei "diritti" sul personaggio Waldo.
Dapprima chiede a Lui di presentare Waldo come candidato alle elezioni: il successo cresce ancora, ma una sera il direttore lo invita ad un colloquio "riservato" con un personaggio di un'Agenzia.
Avvolto nella penombra, il misterioso (ma non troppo) individuo prevede la vittoria di Waldo alle elezioni, ma gli chiede anche di presentarsi candidato in altri Paesi meno ricchi per creare una nuova politica "sintetica" e direttamente controllabile.

Lui va in crisi, decide di far gridare a Waldo di non votarlo, che è tutto finto. Alla prima occasione lo fa ma viene gettato giù dal furgone.

Waldo, ora animato da altri, esorta la folla a picchiare Lui, ed ovviamente c'è chi aderisce con entusiasmo.
Alla fine si vota e Waldo, ormai controllato da "altri", arriva solo secondo, ma per un soffio e comunque davanti a Lei.
Finale distopico, piovoso e notturno, degno di "Blade Runner".

Qualche tempo dopo vediamo Lui dormire con altri barboni in un sottopassaggio umido. Poliziotti in divisa antisommossa li cacciano con bastoni elettrici.
Lui si trova di fronte ad un maxischermo dove Waldo parla, Waldo è sulle bandiere, sulle ali degli aerei da caccia, fa lezione ai bambini, è un lider maximo che invita alla speranza e al... cambiamento.
Accenna ad un gesto di ribellione verso il pupazzo e viene picchiato di nuovo, metodicamente.

The end.

"Niente più che un Grande Fratello - direte voi - una interessante modernizzazione che usa non i datati mezzi di Orwell, semplici telecamere e microfoni, ma i sofisticati mezzi di una società connessa e sovraccarica di informazioni".
Vero, giusto e corretto.
Però... il finale è tragico, ma siamo poi certi che l'idea sia davvero da scartare?

La vita politica, che ha sovraccaricato i pochi neuroni ancora vitali di Cassandra, poveri e magri ma che ancora cercano di funzionare seguendo la logica, costruisce persone quasi artificiali che dicono cose pianificate e decise a tavolino.
Candidati di plastica, protesizzati, amplificati, che al massimo vediamo in lontananza, ingranditi da un megaschermo.
Professionisti somministrati a tutti da una televisione che mai come oggi deforma la mente delle persone.
C'è poi così tanta differenza con Waldo?

Ma l'idea potrebbe funzionare, anche in senso opposto!

Basta candidati veri. Vietateli! Dateci solo candidati finti. Simulacri programmati, che si affaccino nel nostro PC chiedendo il permesso di parlarci, che possano essere registrati, ricordati, ricercati, confrontati come con Google.
Dateci una copia personale di sintetici segretari di partito, rigorosamente costruiti a tavolino senza la necessità di siliconi, amplificatori, pasticche per la raucedine e tacchi rialzati.
Magari, se possibile, contenenti una reale e discussa volontà politica del loro partito.

Va bene che siano tutti ventenni, denti perfetti, uno e novanta, capelloni e quinta misura, purché cerchino di convincerci "on demand", solo quando abbiamo voglia e tempo di ascoltarli.
Dotatissimi, ma dotati anche di "Salva e chiudi", "Cancella" e "Disinstalla". Anzi, pure formattabili a basso livello.
E non potranno mancare versioni degli aspiranti premier scaricabili come app sullo smartphone, purché sempre cancellabili a piacere.

Scomparirebbe così la necessità, sempre onnipresente e pericolosa in politica, di dover decidere "chi" far parlare, raccogliendosi dietro una persona che deve essere solo un simulacro della sua parte.

Potremmo avere politici finti molto, molto ma molto più "veri" di quelli veri. Sapendolo, senza sotterfugi.
Anche Manitù, Hitler o Conan il Barbaro

E magari i partiti e le organizzazioni avrebbero una diversa e più adatta via per distribuire idee e ragionamenti. Almeno alla gente "strana" come molta di quella che bazzica la Rete.

Marco Calamari
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24 Commenti alla Notizia Cassandra Crossing/ Gli elettori sognano politici elettrici?
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  • Video interessante.
    Sgabbio
    26178
  • Troppo lungo, ci vorrebbe una sintesi.

    - Scritto da: iRoby
    >
    non+autenticato
  • Eh ... la democrazia purtroppo non è mica una invenzione di P.K.Dick.

    La Democrazia è complicata, ce l'avevano detto quelli che la inventarono e che disquisivano sui facili inganni al popolo e sull'importanza della correttezza dell'informazione ... ma a noi le cose complicate non piacciono proprio.

    Se ci guardiamo intorno i personaggi vincenti al giorno d'oggi più che artificiali sono artificiosi , cioè già esseri costruiti, magari dementi completi, ben lontani dalla spontaneità di un personaggio come quello interpretato da Williams in "Man of the year".

    Prima c'era la "Videocrazia" e lì il messaggio Orwelliano era forte ma un po` monco, perché mancava il feedback (non a caso tutto si muoveva sui primitivi sondaggi).

    Oggi è ancora più semplice, basta pagare qualcuno per analizzare correttamente i flussi cibernetici delle tendenze di twitter, per trovare le risposte che creano più consenso, che devono essere semplici, dirette, senza compromessi, e assolutamente indipendenti dalla complessità intrinseca della realtà.

    Ciò ben presentata da un personaggio di forte impatto emotivo, magari leggermente canaglia, giusto per lavare meglio le coscienze dei votanti, funziona sempre, anche se porta poi o a menzogne abilmente mascherate o a inevitabili ed immani casini, nell'insofferenza generale del volgo che continua a non capire che è esso stesso la causa del suo male.

    Per concludere quindi Calamari, sostituendo gli artificiosi politici attuali con artificiali personaggi formattabili a basso livello, non cambierebbe assolutamente nulla, avremmo tanti finti Genghis Khan, Cesare o Hitler o Stalin che in realtà, con piccole differenze, direbbero le stesse cose, agendo in base alle nostre richieste e alle nostre volontà che restano l'homo omini lupus di sempre, nutrite dal circolo vizioso delle crisi da noi stessi create.

    Senza una seria ridiscussione culturale e magari un po` di umiltà è impossibile costruire personaggi onesti o qualsiasi premessa per una democrazia efficiente, ma purtroppo tutto ciò è estremamente noioso come la prima repubblica e porterebbe gli odierni usufruitori del prodotto politico, a chiudersi a riccio nell'imperterrita attesa del prossimo urlatore.
    non+autenticato
  • Veramente in Italia succede esattamente l'opposto. Non é un volto artificiale che dice cose vere. E' un profilo creato a tavolino da sondaggisti esperti a cui di tanto in tanto si associa un nuovo volto. Big data era giá usato in Italia piú di 20 anni fa.
    non+autenticato
  • Questo articolo cosi come i commenti sono proprio come i libri di Philik K. Dick:
    Affascinanti. Ma alla lunga noiosi. Ed alla fine non ci ho mai capito un c@zzo.
    non+autenticato
  • - Scritto da: INCAZZATO
    > Questo articolo cosi come i commenti sono proprio
    > come i libri di Philik K.
    > Dick:
    > Affascinanti. Ma alla lunga noiosi. Ed alla fine
    > non ci ho mai capito un
    > c@zzo.

    Sull'articolo non so, ma sui libri di Dick sei mio fratello A bocca aperta
    A parte Ubiq e pochi altri, tra cui "Confessioni di un artista di m...a", alla fine mi dicevo sempre: "Del prossimo riuscirò a capire qualcosa!", fallendo poi sempre miseramente.
    Izio01
    3882
  • un bell'articolo, complimenti

    con alcune ottime citazioni e richiami dickiani più o meno espliciti/evidenti che mi pare meritino di essere esplicitate, anche a vantaggio dei lettori più giovani e di quelli meno attenti e meno "preparati"...

    la citazione nel titolo dell'articolo ("Gli elettori sognano politici elettrici?") proviene ovviamente da:
    Philip K. Dick, Do Androids Dream of Electric Sheep?, 1968
    https://it.wikipedia.org/wiki/Il_cacciatore_di_and...

    ma il richiamo meno evidente (e più apprezzabile, a mio parere) è "nascosto" tra le righe: "Basta candidati veri. Vietateli! Dateci solo candidati finti. Simulacri programmati [...] Dateci una copia personale di sintetici segretari di partito, rigorosamente costruiti a tavolino [...]" , e il riferimento è allo splendido:
    Philip K. Dick, The Simulacra, 1964
    https://it.wikipedia.org/wiki/I_simulacri

    ottimo e geniale P. K. Dick!
    e grazie cassandra che lo cita spesso
    non+autenticato
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