Mauro Vecchio

Editoria, obiezioni sulla scuola digitale

L'Associazione Editori Italiani spiega le problematiche dell'adozione dei libri di testo in formato digitale. La situazione attuale della scuola 2.0 è ancora nebulosa. I librai incalzano

Roma - Il fuoco delle polemiche a pochi giorni dalla definitiva ratifica del decreto ministeriale in materia di adozioni dei libri di testo in formato digitale dall'anno scolastico 2014/2015. In un sintetico comunicato, l'Associazione Italiana Editori (AIE) sottolinea come il ministro dell'Istruzione Francesco Profumo non avrebbe affatto convinto gli editori della bontà di quanto previsto per la nuova scuola digitale.

"Il testo liberato dal Ministero dimostra come Profumo non abbia in alcun modo tenuto conto delle concrete obiezioni, perplessità e osservazioni avanzate dagli editori", si legge nel comunicato pubblicato da AIE. Nello specifico, gli editori tricolore hanno fatto notare al ministro "l'insufficienza infrastrutturale delle scuole", dalle problematiche riscontrate nello sviluppo della banda larga alle più generiche dotazioni tecnologiche.

"Con dati e confronti molto eloquenti", gli editori del Belpaese hanno richiamato un recente studio commissionato dallo stesso ministro Profumo all'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE). Al di là dell'installazione di 4.200 nuove Lavagne Interattive Multimediali (LIM) per l'anno scolastico 2013-2014, in Italia sono attualmente presenti solo 416 delle cosiddette Cl@assi 2.0 e solo 14 Scuole 2.0.
Mentre il decreto firmato da Profumo ha annunciato una sforbiciata del 30 per cento sull'intera dotazione libraria - almeno in caso di totale adozione dei libri di testo in formato elettronico - AIE ha richiamato l'attenzione sulle "pesanti ripercussioni sui bilanci delle famiglie, sulle quali si vogliono far ricadere i costi di acquisto delle attrezzature tecnologiche (PC, portatili, tablet), così come quelli della loro manutenzione e connessione, che nelle altre esperienze europee e degli altri paesi a ovest e a est dell'Europa sono solitamente affrontate con consistenti finanziamenti pubblici".

Nel parere espresso invece dall'Associazione Librai Italiani (ALI), il decreto ministeriale per l'adozione dei libri di testo elettronici non terrebbe conto della reale situazione della scuola italiana, "al momento non adeguatamente attrezzata per utilizzare le nuove tecnologie al posto dei libri nella didattica".

"Il provvedimento, inoltre, avrà una ricaduta negativa sul lavoro delle librerie indipendenti, snodi fondamentali sul territorio per la distribuzione dei libri e per l'assistenza alle famiglie durante tutto l'anno scolastico e riferimenti importanti per la promozione e la diffusione del libro e della cultura in maniera capillare, in un Paese come il nostro i cui indici di lettura sono purtroppo molto bassi". I vertici di ALI sono inoltre preoccupati per il possibile aumento nel mercato illegale delle fotocopie.

Mauro Vecchio
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24 Commenti alla Notizia Editoria, obiezioni sulla scuola digitale
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  • Lavoro nella scuola, sono un tecnico informatico.
    L'idea potrebbe essere buona sulla carta, ma gestire 900 accessi per un istituto superiore non è un incubo.... è semplicemente impossibile.(ad oggi)
    Ogni anno nelle scuole introducono l'informatica per fare 1000 cose ma non ci sono mai fondi per l'hardware ne per l'assistenza.
    La rete non regge 900 accessi, il server non regge 900 utenti, chi gestisce 900 utenti che ogni anno cambiano classe? chi crea le 900 email per comunicare con gli studenti? come gestire le politiche di accesso alla wifi? come impedire l'accesso ai 450 smartphone (inserendo i 900 macaddress dei tablet???) chi gestisce guasti garanzie e malfunzionamenti dei devices? ... insomma è un tentativo, la direzione potrebbe essere quella giusta, ma c'è molto molta strada da fare, e diciamocelo molti molti soldi da spendere per adeguare le scuole a questo impatto.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Bruno Pancaldi
    > Lavoro nella scuola, sono un tecnico informatico.
    > L'idea potrebbe essere buona sulla carta, ma
    > gestire 900 accessi per un istituto superiore non
    > è un incubo.... è semplicemente impossibile.(ad
    > oggi)
    > Ogni anno nelle scuole introducono l'informatica
    > per fare 1000 cose ma non ci sono mai fondi per
    > l'hardware ne per l'assistenza.
    > La rete non regge 900 accessi, il server non
    > regge 900 utenti, chi gestisce 900 utenti che
    > ogni anno cambiano classe? chi crea le 900 email
    > per comunicare con gli studenti? come gestire le
    > politiche di accesso alla wifi? come impedire
    > l'accesso ai 450 smartphone (inserendo i 900
    > macaddress dei tablet???) chi gestisce guasti
    > garanzie e malfunzionamenti dei devices? ...
    > insomma è un tentativo, la direzione potrebbe
    > essere quella giusta, ma c'è molto molta strada
    > da fare, e diciamocelo molti molti soldi da
    > spendere per adeguare le scuole a questo
    > impatto.


    Quello che hai descritto accade normalente in un'azienda medio piccola, com'e' che chi lavora in azienda ce la fa e voi no ?
    non+autenticato
  • Perchè in un'azienda c'è uno staff adeguato mentre in una scuola è già tanto se c'è un solo tecnico informatico.
    Perchè in un'azienda se c'è bisogni di materiale lo si compra. in una scuola non si hanno mai i soldi per prender qualcosa di decente. e se si hanno bisogna passare per la burocrazia (certe volte anche giustificata) che rallenta il processo.
    Perchè in un'azienda medio grande non ci sono 900 accessi al giorno ma ce ne sono la metà visto che difficilmente ci sono sedi così grandi e se ci sono i sistemi informatitivi hanno infrastrutture che un scuola non si potrebbe permettere anche in 1000 anni.
    Perchè in un'azienda medio grande puoi implmentare filtri e tenere sotto controllo i dipendenti con sistemi automatici. In una scuola farlo vuol dire fondamentalmente sstare costantemente dietro a tali filtri perchè la varietà dei siti richiesti nell'attività scolastica manda in crisi qualunque filtro automatico se non il più lasco.
    Perchè in un'azienda non hai 800-900 persone che provano costantemente a superare qualunque blocco imposto. In una scuola si
    Perchè in un'azienda il personale lo puoi selezionare in base alle sue conoscenze tecniche. In unascuola il corpo deocente viene selezionato per la sua capacità di insegnare una certa materia e il corpo studentesco è li per imparare..

    ci sarebbero altre argomentazioni, banali a chiunque ci pensi un'attimo, ma credo di avere reso l'idea.
    non+autenticato
  • Non mi lascierei prendere dal panico in questa maniera. LA realtà è che quello degli editori è solo funmo neglio occhi. Partiamo con un e-ink con caricati i libri di testo, senza collegamento wi-fi o altro. Economico e che fa il suo lavoro. Per la mancanza di figure a colori si può rimediare visto che servono in un numero esiguo di casi. Ad esempio si possono fare delle dispense cartacee oppure si possono usare dei tablet (quelli cinesi da 70 euro vanno benissimo).
    Poi si arriverà anche a tutto il resto. intanto facciamo un primo passo che è il più importante. dare connettività agli studenti mentre seguono una lezione è una mania non si sa quanto utile..
    non+autenticato
  • Ma scusate, es.: alcuni studenti acquistano il libro dividendo la spesa, poi lo scannerizzano e o lo fotocopiano e...oplà. L'abbaiare degli editori è proprio per questo, ed è per questo che gli insegnanti pubblicano il libro, il medesimo dell'anno prima, te lo passano per indispensabile e ci hanno cambiato solo qualche virgola! Che si fa pe'campà...Il digitale? Ma se ci sono dei professori che non sanno neppure cos è! Gli rovineresti la vita!
  • - Scritto da: artima

    > Ma scusate, es.: alcuni studenti acquistano il
    > libro dividendo la spesa, poi lo scannerizzano e
    > o lo fotocopiano e...oplà. L'abbaiare degli
    > editori è proprio per questo, ed è per questo che
    > gli insegnanti pubblicano il libro, il medesimo
    > dell'anno prima, te lo passano per indispensabile
    > e ci hanno cambiato solo qualche virgola!

    Più che altro gli autori di libri di testo.
    Non tutti gli insegnanti scrivono libri.

    > Che si
    > fa pe'campà...

    Non solo nel campo dell'editoria scolastica.
    Come mai ogni singolo cantante degli anni Ottanta e Novanta invariabilmente incide una nuova versione dei suoi vecchi successi? Anzi, spesso più di una.
    Come mai anche i modelli di auto di maggior successo dopo alcuni anni vanno fuori produzione?
    Come mai quelli che fino agli anni Novanta si chiamavano condizionatori d'aria si chiamano ora climatizzatori (ma fanno la stessa cosa)?
    Tutti devono vendere senza sosta. Il consumismo è questo. Niente di più.


    > Il digitale? Ma se ci sono dei
    > professori che non sanno neppure cos è! Gli
    > rovineresti la
    > vita!

    Lo imparano. Anche il passaggio da penna d'oca e calamaio a penna stilografica non deve essere stato indolore. Con tutto che, da quel poco che so, tutti gli insegnanti oramai alcune cose le possono fare solo al PC (o da casa, se ce l'hanno, oppure da quello della scuola). Dubito che ci sia ancora qualcuno che non lo abbia mai usato.
    non+autenticato
  • Molti di questi papaveri neppure immaginano le complessità e i problemi nascosti dietro questo apparentemente facile passaggio.
    Ricordo ancora la triste immagine di ragazzi costretti a studiare su Pc con schermo tipo francobollo.
    E se il gioellino si rompe ? Prova ad aspettare il ricambio, io ho da 6 mesi l'eReader della Asus in riparazione, chiamate al call center vanno a finire nel nulla, soldi praticamente buttati dalla finestra. Ora io sono fortunato, ma spiegalo ad un padre di famiglia che fa fatica a far quadrare i conti !
    Si può fare un contratto per lo strumento da usare solo con una casa che garantisca il cambio del reader il giorno dopo il resto delle proposte è letame commerciale.
    In ogni caso non è come il libro, se adottassero pratiche commerciali meno aggressive, si potrebbe continuare benissimo ad usare quello.
    In ogni caso il cervello probabilmente ha una risposta diversa usando i due tipi di tecnologia, noto che alcuni ragazzi hanno difficoltà di concentrazione, altri hanno una MBT (memoria a breve termine) che pare danneggiata, o si impasticcano ma non credo per loro almeno o il full digital ha qualche inevitabile falla.
    La scuola 2.0 è ancora da inventare nei particolare, temo anche che i soldi per le lavagne tecnologiche siano buttati, tanto fumo e poco arrosto !
    Viviamo in un'epoca che manca di concretezza, di sfascio morale ed economico, io dico ai ragazzi RIBELLATEVI ! Perchè i grandi tranne pochi sono marci persino nell'anima, e vogliono vedere solo quello che non gli fa paura.

    E che cosa gli fa tanto paura ?

    Il cambiamento e forse persino di voi meno disposti di noi a credere alle balle che raccontano, meno marci di gente che nel 68 voleva pace amore e fantasia e si sono fatti trovare con i soldi delle tangenti nelle mutande !
    Vero letame umano una generazione che ha fatto vomitare una volta cresciuta.

    Guardate che la cosa bella sarebbe coinvolgere proprio voi ragazzi, che sicuramente potreste dare suggerimenti importanti, invece faranno tutto sottobando e vi troverete nella scuola 2.0

    Peccato che non funzionerà !
    non+autenticato
  • - Scritto da: Giuseppe Rossi

    > Ricordo ancora la triste immagine di ragazzi
    > costretti a studiare su Pc con schermo tipo
    > francobollo.

    Non è la grandezza dello schermo a fare da discrimine. Un ragazzo delle medie o delle superiori normalmente non ha bisogno di studiare grafici tridimensionali su tre schemri affiancati:

    Clicca per vedere le dimensioni originali

    È importante che i caratteri si possano ingrandire, e che la lettura non sia stancante.



    > E se il gioellino si rompe ? Prova ad aspettare
    > il ricambio, io ho da 6 mesi l'eReader della Asus
    > in riparazione, chiamate al call center vanno a
    > finire nel nulla, soldi praticamente buttati
    > dalla finestra.

    Questa è un'obiezione che ho mosso anche io. I lettori di libri elettronici sono passibili di guasti esattamente come qualsiasi altro dispositivo elettronico.
    E in caso di smarrimento o furto si perdono tutti i libri contemporaneamente.



    > Si può fare un contratto per lo strumento da
    > usare solo con una casa che garantisca il cambio
    > del reader il giorno dopo il resto delle proposte
    > è letame
    > commerciale.

    Ma quali proposte?
    Il ministro per ora ha parlato in generale.


    > In ogni caso non è come il libro, se adottassero
    > pratiche commerciali meno aggressive, si potrebbe
    > continuare benissimo ad usare
    > quello.

    Se mio nonno avesse le ruote... eccetera.
    Credo tu conosca già il detto.


    > In ogni caso il cervello probabilmente ha una
    > risposta diversa usando i due tipi di tecnologia,

    Leggendo un libro di testo il cervello pensa "questo è un libro di testo".
    Leggendo su uno schermo il cervello pensa "questo è uno schermo".
    Una differenza abissale.


    > noto che alcuni ragazzi hanno difficoltà di
    > concentrazione, altri hanno una MBT (memoria a
    > breve termine) che pare danneggiata,

    Solo i ragazzi?!?
    Facciamo un bel quiz con adulti sugli avvenimenti di un paio di anni fa, e poi ne riparliamo.


    > o si
    > impasticcano ma non credo per loro almeno o il
    > full digital ha qualche inevitabile
    > falla.

    In realtà nulla vieta di stamparsi su carta i libri di testo elettronici, se proprio non piace quel formato. L'insegnante mica lo proibisce.
    Il passaggio inverso è più complesso.


    > La scuola 2.0 è ancora da inventare nei
    > particolare, temo anche che i soldi per le
    > lavagne tecnologiche siano buttati, tanto fumo e
    > poco arrosto
    > !

    È puro marketing. Come tutto ciò che ha il suffisso 2.0 (quindi anche il web).
    Detto questo, da qualche parte bisogna iniziare, per innovare. Si facciano pure errori, sono inevitabili, basta che si possa rimediare.


    > Viviamo in un'epoca che manca di concretezza, di
    > sfascio morale ed economico,

    Dove l'ho già sentita questa frase?
    Ah sì, Gaio Sallustio Crispo, La congiura di Catilina . Anno 41 a.C. Sono più di duemila anni che c'à sfascio morale ed economico.


    > io dico ai ragazzi
    > RIBELLATEVI ! Perchè i grandi tranne pochi sono
    > marci persino nell'anima, e vogliono vedere solo
    > quello che non gli fa
    > paura.

    Ma che grigiore, che stile prosaico!
    Il movimento del '68 sotto questo aspetto aveva più creatività. Non ha ottenuto quasi nulla, ma lo stile ha il suo perché.



    > E che cosa gli fa tanto paura ?

    I tuoi commenti.
    non+autenticato
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