Mauro Vecchio

Oblio digitale, aggiornamento per la privacy

Il Garante Privacy stabilisce per l'editore l'obbligo all'aggiornamento del suo archivio digitale per tutelare l'identità dei cittadini coinvolti in casi giudiziari. Gli articoli potranno restare lì dove sono

Roma - Gli archivi digitali dei quotidiani italiani dovranno contenere dati personali sempre esatti e aggiornati, per garantire il rispetto delle identità personali in base alla loro evoluzione nel tempo, consentendo inoltre al lettore di avere un'informazione attendibile e completa. Nella decisione del Garante per la protezione dei dati personali, il cosiddetto diritto all'oblio ha trovato un sentiero diverso da quello finora battuto da alcuni tribunali del Belpaese.

Accogliendo due ricorsi di cittadini le cui vicende sono state raccontate da La Repubblica, il Garante ha ordinato al gruppo editoriale L'Espresso di aggiornare alcuni articoli presenti nell'archivio storico online del quotidiano di sua proprietà. I ricorrenti si erano rivolti all'Autorità perché insoddisfatti del riscontro ottenuto dall'editore, chiedendo la rimozione di alcuni articoli relativi a serie vicende giudiziarie in cui erano rimasti coinvolti.

"Nel riconoscere la liceità della conservazione degli articoli di cronaca nell'archivio storico online del quotidiano, l'Autorità, come in molti altri casi esaminati in passato, ha detto no alla rimozione degli articoli (operazione che avrebbe alterato l'integrità dell'archivio), ma ha ritenuto che i ricorrenti avessero diritto ad ottenere l'aggiornamento o l'integrazione dei dati personali", si legge nel comunicato diramato dal Garante tricolore.
In sostanza, l'editore dovrà individuare specifiche modalità con cui segnalare ai lettori l'esistenza di rilevanti sviluppi delle vicende che riguardano i due interessati, ad esempio con un link, un banner o una nota all'articolo stesso. Una pratica che farà certamente discutere tra le redazioni, dal momento che la gestione degli aggiornamenti all'interno di enormi archivi digitali potrebbe risultare un compito assai problematico.

Per l'esperto avvocato Daniele Minotti, quello stabilito dal Garante italiano è "una sorta di obbligo di rettifica per fatti sopravvenuti che non pare seriamente potersi negare all'interessato, specie relativamente alla cronaca giudiziaria penale". Il diritto all'oblio non calpesta così quello di cronaca, come invece avvenuto nel caso Primadanoi, quando il suo direttore responsabile veniva condannato per aver mantenuto online, troppo a lungo, un articolo "corretto, veritiero e non diffamatorio".

Mauro Vecchio
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  • "...l'Autorità, come in molti altri casi esaminati in passato, ha detto no alla rimozione degli articoli (operazione che avrebbe alterato l'integrità dell'archivio), ma ha ritenuto che i ricorrenti avessero diritto ad ottenere l'aggiornamento o l'integrazione dei dati personali", si legge nel comunicato diramato dal Garante tricolore.
    In sostanza, l'editore dovrà individuare specifiche modalità con cui segnalare ai lettori l'esistenza di rilevanti sviluppi delle vicende che riguardano i due interessati, ad esempio con un link, un banner o una nota all'articolo stesso
    ."


    Visto il lavoraccio immane che si dovrebbero sobbarcare gli archivi di giornali come La stampa, L'unità, la Repubblica, il Corriere della sera e La Provincia, la decisione equivale a dire: "Cancellate quegli articoli, fate prima".
    Senza contare che non sempre alla notizia di indagini o di arresti con nomi e cognomi di cittadini coinvolti segue anche la notizia dell'assoluzione, o comunque degli sviluppi seguenti. Alle redazioni dei giornali spetterebbe il compito di scrivere apposta una notizia (invecchiata) sul "com'è andata a finire", e salvaguardare così il diritto all'oblio.
    Improponibile.
  • - Scritto da: Leguleio

    >
    > Visto il lavoraccio immane che si dovrebbero
    > sobbarcare gli archivi di giornali come La
    > stampa, L'unità, la Repubblica, il Corriere della
    > sera
    e La Provincia , la decisione
    > equivale a dire: "Cancellate quegli articoli,
    > fate
    > prima".

    Lavoraccio immane?
    Perche' invece di esprimere opinioni su argomenti che non sai non ti limiti a lasciare che siano gli addetti ai lavori a quantificare l'entita' del lavoraccio?

    Dato un archivio di articoli dal 1901 ad oggi, estrarre tutti gli articoli che citano il sig. Pinco Pallo e' una cosa banale.
    Il lavoro lo fa tutto la macchina e il tempo di elaborazione dipende dalla potenza della macchina e dalla quantita' di dati memorizzati.

    Si tratta banalmente di integrare nel sito dell'archivio un motore di ricerca.

    > Senza contare che non sempre alla notizia di
    > indagini o di arresti con nomi e cognomi di
    > cittadini coinvolti segue anche la notizia
    > dell'assoluzione, o comunque degli sviluppi
    > seguenti.

    Questo e' un problema diverso che la legge gia' ricopre.
    E' dovere dell'organo di informazione riportare la notizia dell'assoluzione con la stessa modalita' con cui e' stata data quella dell'arresto.
    Se non viene fatto, non deve essere un problema del motore di ricerca.

    > Alle redazioni dei giornali spetterebbe
    > il compito di scrivere apposta una notizia
    > (invecchiata) sul "com'è andata a finire", e
    > salvaguardare così il diritto all'oblio.

    Riassumendo il concetto in una parola: lavorare !

    Se questa cosa serve a disinfestare la stampa da tutti quei parassiti che ivi si annidano per campare di immeritata rendita, ben venga.
    Mi aspetto che una redazione svolga anche lavoro di archivio oltre che quello di scrivere cose per compiacere a chi li finanzia.

    > Improponibile.

    Parla per te!
  • - Scritto da: panda rossa


    > > Visto il lavoraccio immane che si dovrebbero
    > > sobbarcare gli archivi di giornali come
    >
    > La
    > > stampa, L'unità, la Repubblica, il Corriere
    > della
    > > sera
    e La Provincia
    >
    , la
    > decisione
    > > equivale a dire: "Cancellate quegli articoli,
    > > fate
    > > prima".
    >
    > Lavoraccio immane?
    > Perche' invece di esprimere opinioni su argomenti
    > che non sai non ti limiti a lasciare che siano
    > gli addetti ai lavori a quantificare l'entita'
    > del
    > lavoraccio?
    >
    > Dato un archivio di articoli dal 1901 ad oggi,
    > estrarre tutti gli articoli che citano il sig.
    > Pinco Pallo e' una cosa
    > banale.
    > Il lavoro lo fa tutto la macchina e il tempo di
    > elaborazione dipende dalla potenza della macchina
    > e dalla quantita' di dati
    > memorizzati.

    Ai giudici non basta.
    Ad ogni notizia sensibile riguardante arresti o procedimenti giudiziari deve essere linkato l'articolo "giusto": quello che parla degli sviluppi di quel caso, e solo quello. Cosa vuoi che importino 20 link che citano quella persona per parlare del suo matrimonio, del suo divorzio, della volta che è andato in tv a cantare oppure di quando hanno lo hanno citato in un'intervista?
    Nessun software può fare questa scrematura.


    > > Senza contare che non sempre alla notizia di
    > > indagini o di arresti con nomi e cognomi di
    > > cittadini coinvolti segue anche la notizia
    > > dell'assoluzione, o comunque degli sviluppi
    > > seguenti.
    >
    > Questo e' un problema diverso che la legge gia'
    > ricopre.
    > E' dovere dell'organo di informazione riportare
    > la notizia dell'assoluzione con la stessa
    > modalita' con cui e' stata data quella
    > dell'arresto.
    > Se non viene fatto, non deve essere un problema
    > del motore di
    > ricerca.

    Non è un dovere in senso stretto, ahimè.
    Certo, al termine delle traversie giudiziarie il cittadino può rivolgersi al giornale e chiedere che venga pubblicata la notizia dell'esito a lui favorevole. Ma lo fanno in pochi, anche perché in genere sono passati anni, e il miglior oblio era il tempo, finché non esistevano gli archivi elettronici online.
    Forse, ora che il diritto all'oblio è più sentito, saranno sempre più numerosi quelli che lo chiederanno. Ma parliamo del passato.


    > > Alle redazioni dei giornali spetterebbe
    > > il compito di scrivere apposta una notizia
    > > (invecchiata) sul "com'è andata a finire", e
    > > salvaguardare così il diritto all'oblio.
    >
    > Riassumendo il concetto in una parola:
    > lavorare

    > !

    Lavorare stanca.
  • - Scritto da: Leguleio
    > - Scritto da: panda rossa
    >
    >
    > > > Visto il lavoraccio immane che si
    > dovrebbero
    > > > sobbarcare gli archivi di giornali come
    > >
    > > La
    > > > stampa, L'unità, la Repubblica, il
    > Corriere
    > > della
    > > > sera
    e La
    > Provincia
    > >
    , la
    > > decisione
    > > > equivale a dire: "Cancellate quegli
    > articoli,
    > > > fate
    > > > prima".
    > >
    > > Lavoraccio immane?
    > > Perche' invece di esprimere opinioni su
    > argomenti
    > > che non sai non ti limiti a lasciare che
    > siano
    > > gli addetti ai lavori a quantificare
    > l'entita'
    > > del
    > > lavoraccio?
    > >
    > > Dato un archivio di articoli dal 1901 ad
    > oggi,
    > > estrarre tutti gli articoli che citano il
    > sig.
    > > Pinco Pallo e' una cosa
    > > banale.
    > > Il lavoro lo fa tutto la macchina e il tempo
    > di
    > > elaborazione dipende dalla potenza della
    > macchina
    > > e dalla quantita' di dati
    > > memorizzati.
    >
    > Ai giudici non basta.
    > Ad ogni notizia sensibile riguardante arresti o
    > procedimenti giudiziari deve essere linkato
    > l'articolo "giusto": quello che parla degli
    > sviluppi di quel caso, e solo quello. Cosa vuoi
    > che importino 20 link che citano quella persona
    > per parlare del suo matrimonio, del suo divorzio,
    > della volta che è andato in tv a cantare oppure
    > di quando hanno lo hanno citato in
    > un'intervista?
    > Nessun software può fare questa scrematura.
    >
    > >
    > > Riassumendo il concetto in una parola:
    >
    > > lavorare

    > > !
    >
    > Lavorare stanca.

    Hanno scelto loro di fare quel mestiere.
    Io faccio il sistemista/programmatore, e questo problema della stanchezza non mi tocca.
  • - Scritto da: panda rossa


    > > > Riassumendo il concetto in una parola:
    > >
    > > > lavorare

    > > > !
    > >
    > > Lavorare stanca.
    >
    > Hanno scelto loro di fare quel mestiere.
    > Io faccio il sistemista/programmatore, e questo
    > problema della stanchezza non mi
    > tocca.

    È un lavoro in più per cui non sono stipendiati. È imposto da un giudice. Si fa prima a cancellare, ripeto.

    Un conto è digitalizzare tutto l'archivio usando software OCR, un conto andare a cercare link interni ogni volta che notizie sensibili hanno avuto sviluppi ulteriori. Certo, ci sarà la volta che il signor Eleuterio Polmonari compare nell'archivio solo due volte, la prima in qualità di indagato in un procedimento, la seconda perché assolto. Ma il metodo non è assolutamente generalizzabile, i casi in cui gli articoli su di una persona sono decine, oppure nei quali ci sono omonimie, sono la regola, non l'eccezione.
  • contenuto non disponibile
  • - Scritto da: Leguleio
    > - Scritto da: panda rossa
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    > > > > Riassumendo il concetto in una
    > parola:
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    > > >
    > > > > lavorare

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    > > > Lavorare stanca.
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    > > Hanno scelto loro di fare quel mestiere.
    > > Io faccio il sistemista/programmatore, e
    > questo
    > > problema della stanchezza non mi
    > > tocca.
    >
    > È un lavoro in più per cui non sono
    > stipendiati. È imposto da un giudice. Si fa
    > prima a cancellare, ripeto.

    Pure io, come sistemista, devo effettuare del lavoro in piu' per adeguarmi a delle disposizioni di legge.
    E anche se faccio prima a cancellare, io mi adeguo alla legge, guarda un po'.

    > Un conto è digitalizzare tutto l'archivio usando
    > software OCR,

    Guarda che e' da piu' di 20 anni che gli articoli vengono scritti col computer.
    Non c'e' alcun bisogno di digitalizzare ne' di usare OCR.

    > un conto andare a cercare link
    > interni ogni volta che notizie sensibili hanno
    > avuto sviluppi ulteriori.

    Chissa' come fara' google? Mah.

    > Certo, ci sarà la volta
    > che il signor Eleuterio Polmonari compare
    > nell'archivio solo due
    > volte, la prima in qualità di indagato in un
    > procedimento, la seconda perché assolto. Ma il
    > metodo non è assolutamente generalizzabile, i
    > casi in cui gli articoli su di una persona sono
    > decine, oppure nei quali ci sono omonimie, sono
    > la regola, non l'eccezione.

    La questione e' molto semplice: la notizia dell'assoluzione c'e'?
    E se c'e' e' scritta con lo stesso font di quella dell'arresto?
    Ok, a posto cosi'.
  • - Scritto da: panda rossa


    > > È un lavoro in più per cui non sono
    > > stipendiati. È imposto da un giudice.
    > Si
    > fa
    > > prima a cancellare, ripeto.
    >
    > Pure io, come sistemista, devo effettuare del
    > lavoro in piu' per adeguarmi a delle disposizioni
    > di
    > legge.
    > E anche se faccio prima a cancellare, io mi
    > adeguo alla legge, guarda un
    > po'.

    Vedremo gli sviluppi. Sono soluzioni nuove per questioni nuove. Finché in Italia non esistevano veri e propri archivi di notizie online, i quotidiani magari li avevano in sede ma per uso esclusivamente interno, il problema non si poneva. Oggi si pone.

    Io, a naso, dico che al gestore dell'archivio costa meno cancellare il tutto anziché tenere aggiornati gli articoli riguardanti chissà quanti italiani invischiati in fatti di cronaca.



    > > Un conto è digitalizzare tutto l'archivio
    > usando
    > > software OCR,
    >
    > Guarda che e' da piu' di 20 anni che gli articoli
    > vengono scritti col
    > computer.
    > Non c'e' alcun bisogno di digitalizzare ne' di
    > usare
    > OCR.

    Oh, e tu credi che tutti i file originali li abbiano tenuti? In formati che si usavano un tempo ma oggi totalmente desueti? Sopravvaluti le capacità informatiche dei quotidiani. Sorride

    In ogni caso, io parlo degli archivi già digitalizzati e già disponibili online. E tutti quelli che ho elencato ( La Stampa, L'Unità, la Provincia , il Corriere della Sera e la Repubblica ) hanno archivi di notizie che vanno ben oltre i vent'anni. Il diritto all'oblio vale anche per gli anni precedenti il 1993.


    > > un conto andare a cercare link
    > > interni ogni volta che notizie sensibili
    > hanno
    > > avuto sviluppi ulteriori.
    >
    > Chissa' come fara' google? Mah.

    Il garante della privacy ancora non ha rotto le scatole a Google sul diritto all'oblio. Su altre questioni sì, ma non su di questo.
    È un argomento molto circoscritto, come vedi: qui non si tratta di quanti risultati escono relativi al signor Teomondo Scrofalo. Si tratta di prevedere un link visibile agli ultimi sviluppi ogniqualvolta la notizia di cronaca nera riguardante il signor Scrofalo viene visualizzata. E solo quella.


    > > Certo, ci sarà la volta
    > > che il signor Eleuterio Polmonari compare
    > > nell'archivio solo due
    > > volte, la prima in qualità di indagato in un
    > > procedimento, la seconda perché assolto. Ma
    > il
    > > metodo non è assolutamente generalizzabile, i
    > > casi in cui gli articoli su di una persona
    > sono
    > > decine, oppure nei quali ci sono omonimie,
    > sono
    > > la regola, non l'eccezione.
    >
    > La questione e' molto semplice: la notizia
    > dell'assoluzione
    > c'e'?
    > E se c'e' e' scritta con lo stesso font di quella
    > dell'arresto?
    > Ok, a posto cosi'.

    No, non per il garante della privacy. Io, interessato a tutto lo sviluppo della vicenda, cerco e leggo tutti gli articoli riguardanti il signor Polmonari, e quindi inevitabilmente anche quello dell'assoluzione. Un lettore distratto no. Leggendo dell'arresto si farà l'idea che fosse giustificato e che sia seguita una condanna. Con questo stratagemma, gli balenerà davanti agli occhi il link alla notizia dell'assoluzione.
    Macchinoso? Certo, il garante della privacy però ha stabilito così. A bocca storta
  • - Scritto da: Leguleio
    > - Scritto da: panda rossa
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    > > > È un lavoro in più per cui non sono
    > > > stipendiati. È imposto da un
    > giudice.
    > > Si
    > > fa
    > > > prima a cancellare, ripeto.
    > >
    > > Pure io, come sistemista, devo effettuare del
    > > lavoro in piu' per adeguarmi a delle
    > disposizioni
    > > di
    > > legge.
    > > E anche se faccio prima a cancellare, io mi
    > > adeguo alla legge, guarda un
    > > po'.
    >
    > Vedremo gli sviluppi. Sono soluzioni nuove per
    > questioni nuove. Finché in Italia non esistevano
    > veri e propri archivi di notizie online, i
    > quotidiani magari li avevano in sede ma per uso
    > esclusivamente interno, il problema non si
    > poneva. Oggi si
    > pone.
    >
    > Io, a naso, dico che al gestore dell'archivio
    > costa meno cancellare il tutto anziché tenere
    > aggiornati gli articoli riguardanti chissà quanti
    > italiani invischiati in fatti di
    > cronaca.
    >
    >
    >
    > > > Un conto è digitalizzare tutto
    > l'archivio
    > > usando
    > > > software OCR,
    > >
    > > Guarda che e' da piu' di 20 anni che gli
    > articoli
    > > vengono scritti col
    > > computer.
    > > Non c'e' alcun bisogno di digitalizzare ne'
    > di
    > > usare
    > > OCR.
    >
    > Oh, e tu credi che tutti i file originali li
    > abbiano tenuti?

    Si tutti i quotidiani lo fanno prima di tutto perchè serve a loro per fare le ricerche!
    non+autenticato
  • - Scritto da: Leguleio
    > - Scritto da: panda rossa
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    > > > > Riassumendo il concetto in una
    > parola:
    >
    > > >
    > > > > lavorare

    > > > > !
    > > >
    > > > Lavorare stanca.
    > >
    > > Hanno scelto loro di fare quel mestiere.
    > > Io faccio il sistemista/programmatore, e
    > questo
    > > problema della stanchezza non mi
    > > tocca.
    >
    > È un lavoro in più per cui non sono
    > stipendiati. È imposto da un giudice. Si fa
    > prima a cancellare, ripeto.
    >
    >
    > Un conto è digitalizzare tutto l'archivio usando
    > software OCR,
    Rotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridere
    Certo certo perchè gli articoli li scrivono ancora con la macchina da scrivere!
    Rotola dal ridereRotola dal ridere
    Non esistono in forma digitale!
    Rotola dal ridereRotola dal ridere
    Almeno non pontificare dato che non hai idea di che parli!
    non+autenticato
  • Già sai, tucumcari:

    http://punto-informatico.it/b.aspx?i=3677637&m=367...

    In certi articoli la quantità di mosconi, moscerini e zanzare che ronzano è molto maggiore. Mi munirò di autan.