Mauro Vecchio

Stormfront, gestori condannati ai domiciliari

Condannati i quattro imputati. Le accuse di associazione di stampo neonazista reggono la prova del rito abbreviato. Soddisfazione espressa dalla Parte Civile

Stormfront, gestori condannati ai domiciliariRoma - Associazione a delinquere di stampo neonazista, per le attività di promozione e direzione di un gruppo votato alla discriminazione razziale oltre che alla violenza etnico-religiosa. I quattro gestori della sezione italiana del forum Stormfront dovranno scontare un totale di oltre 10 anni agli arresti domiciliari, condannati con rito abbreviato dal gup di Roma Carmine Castaldo.

Identificato dagli inquirenti come l'ideologo del gruppo, il 24enne Daniele Scarpino è stato condannato a 3 anni. A 2 anni e 6 mesi Diego Masi (30 anni) e Luca Ciampaglia (23 anni), entrambi moderatori del forum di discussione online che ha espresso posizioni caratterizzate da antisemitismo, neonazismo, nazionalismo e supremazia bianca. Ultimo imputato, il 42enne Mirko Viola, che dovrà scontare 2 anni e 8 mesi.

"La sentenza odierna rappresenta un importante precedente - ha esordito l'avvocato di parte civile Daniele Stoppello - è la prima che riconosce il reato associativo per delle persone che comunicavano, tra di loro, usando la rete di Internet, e che manda un segnale chiaro ed inequivocabile agli estremisti del web, che pensano di poter scrivere i loro proclami senza essere mai individuati".
Lo stesso Stoppello ha ricordato che i server del forum Stormfront si trovano negli Stati Uniti, dalla nascita nei primi anni Novanta come BBS per poi divenire sito vero e proprio nel 1995 grazie all'opera dell'ex leader del Ku Klux Klan, Don Black. Nel novembre 2012 il sito ufficiale di Stormfront veniva bloccato a livello ISP dopo l'ennesima pubblicazione di una lista di presunti nomi noti di origine ebraica.

Nella ricostruzione offerta dagli inquirenti, tra il 2011 e il 2012 i quattro gestori del forum, attraverso l'uso di pseudonimi come NonConforme e BioMirko, avrebbero diffuso "messaggi, volantini, immagini, video e registrazioni audio, inerenti a tematiche identitarie, al negazionismo dell'Olocausto e alle adozioni internazionali, caratterizzati dalla superiorità della razza bianca, dal rancore nei confronti di chi aiuta gli immigrati, dei giornalisti che criticano coloro che plaudono alle SS, degli ebrei, dei rom, degli appartenenti alle forze dell'ordine e alla magistratura".

"Il web non è una terra di nessuno, come forse credevano i quattro imputati, e la polizia postale ha dimostrato che è possibile applicare la legge Mancino anche in casi complessi come questo", ha concluso l'avvocato Stoppello.

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