Legge editoria e Albo da cancellare

di Giancarlo Livraghi. Dalla mailing list MList.it pubblichiamo la lettera di uno storico oppositore della censura online, che attacca anche l'Ordine e l'Albo dei giornalisti

Milano - Devo confessare che non ho seguito con molta attenzione gli infiniti dibattiti (non solo in questa lista) sulla nuova legge che impone un obbligo di registrazione per chi pubblica un "periodico" online. Ero in viaggio all'estero, con poco tempo per approfondire... e la faccenda mi sembrava molto confusa. Infatti lo è.

Un "chiarimento" diffuso ieri dal governo sembra togliere molte delle preoccupazioni. Che comunque mi sembravano esagerate.

Che la legge sia cretina e repressiva mi sembra fuori di dubbio. Che nei "centri del potere" ci siano inconfessate intenzioni di censura è purtroppo chiaro - e non è una novità. Ma (per quello che ho potuto capire) questa legge è così mal pensata e imprecisa che è impossibile applicarla e non si capisce che cosa voglia dire.
Quindi non mi sembra che sia il caso di spaventarci, chiudere i nostri siti, sospendere l'attività. Ma d'altro canto non è accettabile che si continuino a fare interventi normativi sballati che (nonostante le dichiarate intenzioni in contrario) puzzano di censura.

Quanto all'ordine del giornalisti... naturalmente è sbagliato "demonizzare" un'intera categoria (ci sono giornalisti bravi e seri e ce n'è perfino qualcuno che capisce qualcosa dell'internet - anche se questa è ancora una specie rara). Ma mi sembra fuori di dubbio che l'Albo sia un'istituzione assurda, fatiscente, di origine fascista (non è un caso che l'abbia inventata Mussolini) e che l'unica soluzione seria sia eliminarla - o comunque eliminare il barbaro concetto che il diritto di scrivere e pubblicare spetti solo a chi è iscritto alla corporazione.
Questo in generale... Prima ancora che a qualcuno venisse in mente di applicarla in particolare all'internet.

Che dietro la stupida legge ci fosse la mano di alcuni burocrati dell'Albo mi sembra fuori di dubbio. Per questo sono imperdonabili, come sono imperdonabili i politici (di ogni tendenza e colore) che appoggiano quelle tesi e "legiferano" in conseguenza.

Ma da parte nostra... scusatemi la franchezza: dovremmo essere più forti, più chiari, più coerenti. Meno spaventati e meno "estemporanei".

Se le improvvisate "raccolte di firme" e le varie bagarre hanno prodotto un po ' di "marcia indietro"... è una buona cosa. Ma non basta. Secondo me dobbiamo imparare a essere più attenti, a combattere con costanza tutti i tentativi di repressione; e quando c'è un caso "clamoroso" come questo, cercare di approfondire un po ' invece di agitarci in modo confuso.

Spero che questo tentativo di repressione abortisca e si riduca a una delle tante pastoie burocratiche con cui abbiamo (purtroppo) imparato a convivere.

Ma se sarà così e se scopriremo che non rischiamo di andare in prigione, o di vederci bloccata l'attività, solo perché pubblichiamo qualcosa online... passata la paura ritornerà la solita inerzia e disattenzione?

Sarebbe un peccato, perché (come qualcuno di noi sta dicendo da sei o sette anni) le voglie di censura ci sono e probabilmente continueranno a rispuntare con i più svariati travestimenti.

Teniamo gli occhi aperti...

Giancarlo Livraghi
Webmaster di Gandalf
Fondatore di ALCEI
TAG: censura
22 Commenti alla Notizia Legge editoria e Albo da cancellare
Ordina
  • Per il signor Alessio Nisticò e tutti coloro che difendono questa legge.
    Io non sono giornalista, ma mio padre lo è stato per molti anni. Ha scritto per diverso tempo all'estero per varie testate. Nessuno gli ha mai chiesto di frequentare una scuola di giornalismo. Nessuno gli ha mai chiesto di superare alcun esame per dimostrare che poteva fare il giornalista. Nessuno gli ha mai chiesto di iscriversi ad alcun Ordine.
    Domanda: siamo più bravi ed intelligenti noi in Italia o sono un po' più liberi gli altri?
    Altra domanda: ha senso, nell'era di Internet, in cui tutti sono, contemporaneamente, diffusori e fruitori di informazioni, configurare il reato di stampa clandestina?
    Non sarebbe ora di liberarci di leggi e leggine che non tutelano nulla e nessuno?
    Avete idea delle idiozie che si trovano scritte sulla stampa off-line?
    O pensate che tutto quello che si trova scritto sui giornali regolarmente registrati sia oro colato?
    I nostri politici, prima di scrivere leggi assurde, dovrebbero girare un po' il mondo, per vedere cosa succede nelle altre (evidentemente incivilissime) nazioni.
    Un'ultima cosa, a scanso di eqiovoci. Io la legge me la sono spulciata per bene. E sono anche andato a leggermi le altre norme sulla stampa. E l'idea me la sono fatta da solo. Occorre urgentemente abolire il reato di "stampa clandestina". Se davvero si vuole colpire coloro che commettono reati a mezzo stampa, i mezzi giuridici ci sono già.

    non+autenticato


  • - Scritto da: Marco
    > Per il signor Alessio Nisticò e tutti coloro
    > che difendono questa legge.
    > Io non sono giornalista, ma mio padre lo è
    > stato per molti anni. Ha scritto per diverso
    > tempo all'estero per varie testate. Nessuno
    > gli ha mai chiesto di frequentare una scuola
    > di giornalismo. Nessuno gli ha mai chiesto
    > di superare alcun esame per dimostrare che
    > poteva fare il giornalista. Nessuno gli ha
    > mai chiesto di iscriversi ad alcun Ordine.
    > Domanda: siamo più bravi ed intelligenti noi
    > in Italia o sono un po' più liberi gli
    > altri?
    > Altra domanda: ha senso, nell'era di
    > Internet, in cui tutti sono,
    > contemporaneamente, diffusori e fruitori di
    > informazioni, configurare il reato di stampa
    > clandestina?
    > Non sarebbe ora di liberarci di leggi e
    > leggine che non tutelano nulla e nessuno?
    > Avete idea delle idiozie che si trovano
    > scritte sulla stampa off-line?
    > O pensate che tutto quello che si trova
    > scritto sui giornali regolarmente registrati
    > sia oro colato?
    > I nostri politici, prima di scrivere leggi
    > assurde, dovrebbero girare un po' il mondo,
    > per vedere cosa succede nelle altre
    > (evidentemente incivilissime) nazioni.
    > Un'ultima cosa, a scanso di eqiovoci. Io la
    > legge me la sono spulciata per bene. E sono
    > anche andato a leggermi le altre norme sulla
    > stampa. E l'idea me la sono fatta da solo.
    > Occorre urgentemente abolire il reato di
    > "stampa clandestina". Se davvero si vuole
    > colpire coloro che commettono reati a mezzo
    > stampa, i mezzi giuridici ci sono già.
    >
    Non entro nel merito delle sue opinioni.
    Vorrei sottolineare, però, come - ancora una volta - si parli a sproposito (senza offesa) dell'albo dei giornalisti...
    La legge riguarda gli editori.
    non+autenticato


  • > Non entro nel merito delle sue opinioni.
    > Vorrei sottolineare, però, come - ancora una
    > volta - si parli a sproposito (senza offesa)
    > dell'albo dei giornalisti...
    > La legge riguarda gli editori.

    La legge riguarda gli editori non dimentichiamo però che si fà riferimento ad un direttore responsabile che può essere tale solo se iscrittto all'ORDINE ( strana parola non trovate?
    evoca qualcosa chissà!)
    E'importante mettere in evidenza questa stortura assurda ed illiberale. Quindi ben venga
    l'argomento sull'ordine dei giornalisti anche se
    tirato fuori da una legge che riguarda gli editori ma non solo.
    non+autenticato
  • Per chi non l'avesse capito, chiunque non sia assolutamente allineato con la visione: "Internet=libertà; libertà=anarchia; anarchia=valore altamente etico e morale" viene censurato.
    Tollerate gli insulti e non ammettete repliche.
    I veri bolscevichi siete voi.
    Ma non bisogna dare perle ai porci --- e questa volta vediamo se censurate anche Cristo ---.
    Continuate ad agitarvi come rei fantasmi erranti, fomentatevi l'un l'altro.
    Le vostre voci rimarranno echi come il vento nel deserto.
    La legge è dura ma è la legge.
    Invece di fare chiacchiere da bar, è più opportuno far sentire il dissenso promuovendo l'ennesimo referendum.
    La vera democrazia si attua votando, non criticando e minacciando astensioni dal voto del 13 aprile.

    "Poi di tanto adoprar,
    d'ogni moto d'ogni Celeste,
    ogni terrena cosa,
    girando senza posa per tornare
    sempre là,
    donde son mosse.
    [...]
    Uso alcuno, alcun frutto
    indovinar non so [...]"
    G.Leopardi
    non+autenticato
  • L'abolizione dell'albo dei giornalisti e' stato oggetto di un referendum popolare di qualche anno fa. Ovviamente NON era stato raggiunto il quorum necessario per la validita' del referendum, e l'albo e' rimasto al suo posto. Oggi mi sembra che si stia piangendo sul latte versato.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Antonio
    > L'abolizione dell'albo dei giornalisti e'
    > stato oggetto di un referendum popolare di
    > qualche anno fa. Ovviamente NON era stato
    > raggiunto il quorum necessario per la
    > validita' del referendum, e l'albo e'
    > rimasto al suo posto. Oggi mi sembra che si
    > stia piangendo sul latte versato.
    purtroppo é successo perché la gente non conosce la materia! altrimenti se la popolazione sapesse cosa guadagnano e come si vendono bene i giornalisti (forunatamente non tutti) le cose sarebbero andate ben diversamente.... lo dice un o che purtroppo ci deve lavorare nell'ambito!!
    non+autenticato
  • - Scritto da: luca
    > purtroppo é successo perché la gente non
    > conosce la materia!

    E cosa ci si aspettava proponendo venti referendum alla volta?

    Io, studente universitario, ho avuto modo di informarmi e di capire di cosa parlassero al di la degli slogan.

    Mio padre, operaio con licenza elementare, non aveva ne' la disponibilita' di tempo, ne' le necessarie conoscenze di base (certi quesiti affrontavano questioni decisamente "tecniche") per affrontare molti di quei quesiti.

    Io ritengo che non tutti gli argomenti siano adatti ad essere affrontati tramite referendum (e tramite referendum abrogativo soprattutto).

    Ritengo che l'inflazione di referendum degli ultimi anni (e di questo ritengo responsabili soprattutto i radicali) abbia causato un distacco della gente da questo strumento che, se correttamente utilizzato, e' molto importante.
    non+autenticato
  • Che Gandalf non pubblicasse mai pensieri originali si sapeva; che addirittura arrivasse ad esporre la propria immagine in questo modo non me l'aspettavo... o forse sì?
    Forse non tutti hanno le competenze giuridiche per comprendere la portata (limitata), nè la ratio, tantomeno l'utilità di questo disegno di legge.
    Gandalf si è schierato in modo aprioristico ed acritico, ma la folla lo omaggia "non condividendo alcuni passaggi" di una esternazione che di condivisibile non ha neanche il titolo.
    In Italia molte cose possono essere non condivisibili, certo.
    Tra queste l'iter alquanto arduo che conduce al conseguimento dell'iscrizione nell'albo dei pubblicisti o dei giornalisti.
    Ma questo non riguarda la legge 47/48 (emanata non già da Mussolini, bensì dal governo di larghe intese catto-comunista dell'epoca) che detta DISPOSIZIONI SULLA STAMPA.
    Possiamo essere d'accordo o meno sulla necessità dell'esistenza dell'ALBO DEI GIORNALISTI, così come di quello dei notai, dei farmacisti, dei medici, degli avvocati, dei commercialisti...
    Gli albi servono a legittimare un professionista ad esercitare una professione; ed ALL'UTENTE a poter riconoscere il professionista dal dilettante.
    La deregolamentazione può avere o meno senso, e probabilmente questo senso varia da caso a caso... ma non è di questo che stiamo parlando.
    Gandalf ha fatto QUALUNQUISMO A BUON MERCATO ed è bene che questo si dica.
    Anche in Internet CHI HA LA PRETESA di ritenersi EDITORE è bene che sappia che essere editore (NON OPINIONISTA) significa essere registrato come tale.
    A costoro, e SOLO A COSTORO è - allo stato attuale - indirizzato il provvedimento.
    Ma ciò anche al fine di poter usufruire dei contributi per l'editoria (62/01).
    Chi voglia continuare a pubblicare libere opinioni sul web potrà continuare a farlo.
    E questo è stato evidenziato in molti post del newsgroup che - a onor del vero - Gandalf ha ammesso di non aver letto.
    Gandalf, evidentemente, da buon dilettante di alto profilo, non ha in coscienza l'intenzione di essere riconosciuto come professionista.
    Ma questo è un problema che deve risolvere con sè stesso.
    Agitare ancora le polemiche in modo POPULISTA è troppo comodo e troppo facile.
    La vera demagogia (come si evince dall'etimologia) consiste nel guidare l'opinione popolare, non nel seguirla cavalcando la tigre delle polemiche.
    E' troppo comodo, dal pulpito che (con indubbio merito) ci si è creato, pontificare in modo banale ed inesatto, criminalizzando un provvedimento che non ha assolutamente palese carattere censorio (se poi si vul fare dietrologia...).
    Gandalf, in buona sostanza, sta tutelando un proprio interesse particolare: quello di perseverare a produrre un servizio editoriale senza essere registrato.
    Come un terapista che pretenda di esercitare la professione medica in barba a quelli che - ingenui - si sono iscritti all'albo.
    non+autenticato
  • Sai qual è il problema Alessio? E' il tono che usi, la sicurezza che esterni, l'assoluta mancanza di dubbi nelle tue "documentazioni". Questo rende quello che scrivi davvero poco attendibile.

    Andando su quanto hai scritto:

    > Forse non tutti hanno le competenze
    > giuridiche per comprendere la portata
    > (limitata), nè la ratio, tantomeno l'utilità
    > di questo disegno di legge.

    e tu? ce le hai? e perche' le interpretazioni degli esperti divergono?


    > Ma questo non riguarda la legge 47/48
    > (emanata non già da Mussolini, bensì dal
    > governo di larghe intese catto-comunista
    > dell'epoca) che detta DISPOSIZIONI SULLA
    > STAMPA.

    e a te pare normale, immagino, che la stampa sia normata.


    > Gli albi servono a legittimare un
    > professionista ad esercitare una
    > professione; ed ALL'UTENTE a poter
    > riconoscere il professionista dal
    > dilettante.

    per quanto riguarda la stampa, l'utente ci mette dieci secondi per capire se quello che legge gli interessa o meno. e su internet ce ne mette ancora meno per capire se quel che legge e' vero o no.
    dunque aboliamo l'ordine dei giornalisti, del tutto inutile, come vedi.


    > La deregolamentazione può avere o meno
    > senso, e probabilmente questo senso varia da
    > caso a caso... ma non è di questo che stiamo
    > parlando.

    ah no? ah gia', stiamo parlando di abrogazione della legge.


    > Gandalf ha fatto QUALUNQUISMO A BUON MERCATO
    > ed è bene che questo si dica.

    questo lo dici tu <g>


    > Anche in Internet CHI HA LA PRETESA di
    > ritenersi EDITORE è bene che sappia che
    > essere editore (NON OPINIONISTA) significa
    > essere registrato come tale.

    vedo che sei d'accordo con la legge.
    mi sembra che di internet invece tu te ne intenda pochino.


    > A costoro, e SOLO A COSTORO è - allo stato
    > attuale - indirizzato il provvedimento.

    solo a costoro verranno dati i soldi dei contribuenti. bello eh?


    > Ma ciò anche al fine di poter usufruire dei
    > contributi per l'editoria (62/01).

    no no. *solo* al fine di...


    > Chi voglia continuare a pubblicare libere
    > opinioni sul web potrà continuare a farlo.

    grazie per avercelo detto. spiegalo anche a tutti i magistrati che per un link sequestrano server e siti e fanno perquisizioni in piena notte.


    > E' troppo comodo, dal pulpito che (con
    > indubbio merito) ci si è creato, pontificare
    > in modo banale ed inesatto, criminalizzando
    > un provvedimento che non ha assolutamente
    > palese carattere censorio (se poi si vul
    > fare dietrologia...).

    ma quale dietrologia? figliolo, basta leggere quel testo per capire tre cose:
    1. e' fatto male
    2. e' ispirato dalla censura che da sempre colpisce la stampa italiana
    3. serve a dare soldi nostri ai vecchi editori che non sanno cosa sia Internet


    > Gandalf, in buona sostanza, sta tutelando un
    > proprio interesse particolare: quello di
    > perseverare a produrre un servizio
    > editoriale senza essere registrato.

    perdonerai la dietrologia, questa volta, ma qui mi sembra che ci sia qualcun altro che cerca di tutelare i propri interessi, ovvero agguantare quei quattrini.


    > Come un terapista che pretenda di esercitare
    > la professione medica in barba a quelli che
    > - ingenui - si sono iscritti all'albo.

    tra medico e giornalista, figliolo, la differenza e' vistosa, cosi' come gli effetti delle loro azioni.

    a buon rendere,


    non+autenticato
  • - Scritto da: Manlio Minotti
    > Sai qual è il problema Alessio? E' il tono
    > che usi, la sicurezza che esterni,
    > l'assoluta mancanza di dubbi nelle tue
    > "documentazioni". Questo rende quello che
    > scrivi davvero poco attendibile.
    >
    > Andando su quanto hai scritto:
    >
    > > Forse non tutti hanno le competenze
    > > giuridiche per comprendere la portata
    > > (limitata), nè la ratio, tantomeno
    > l'utilità
    > > di questo disegno di legge.
    >
    > e tu? ce le hai? e perche' le
    > interpretazioni degli esperti divergono?
    >

    CERTO CHE CE LE HO. HO CONSEGUITO UNA REGOLARE LAUREA... OOPS! LE LAUREE SONO STATE ISTITUITE PER CENSURARE QUALCUNO E TUTELARE L'ORDINE DEI LAUREATI... AH AH AH
    >
    > > Ma questo non riguarda la legge 47/48
    > > (emanata non già da Mussolini, bensì dal
    > > governo di larghe intese catto-comunista
    > > dell'epoca) che detta DISPOSIZIONI SULLA
    > > STAMPA.
    >
    > e a te pare normale, immagino, che la stampa
    > sia normata.

    LO E' DA 53 ANNI E CE NE ACCORGIAMO ADESSO?
    >
    > > > Gli albi servono a legittimare un
    > > professionista ad esercitare una
    > > professione; ed ALL'UTENTE a poter
    > > riconoscere il professionista dal
    > > dilettante.
    >
    > per quanto riguarda la stampa, l'utente ci
    > mette dieci secondi per capire se quello che
    > legge gli interessa o meno. e su internet ce
    > ne mette ancora meno per capire se quel che
    > legge e' vero o no.
    > dunque aboliamo l'ordine dei giornalisti,
    > del tutto inutile, come vedi.
    >

    DIMOSTRAZIONE INCOMPLETA. AL TUO SILLOGISMO MANCA UN PASSAGGIO E METTI UN ASSIOMA COME COROLLARIO. COME VEDI.
    >
    > > La deregolamentazione può avere o meno
    > > senso, e probabilmente questo senso varia
    > da
    > > caso a caso... ma non è di questo che
    > stiamo
    > > parlando.
    >
    > ah no? ah gia', stiamo parlando di
    > abrogazione della legge.
    >
    >
    PER SVINCOLARE L'EDITORIA A MEZZO INTERNET RISPETTO A QUELLA FATTA SU ALTRI MEDIA, NON SI STA PARLANDO DI ABOLIRE LA 47/48...

    > > Gandalf ha fatto QUALUNQUISMO A BUON
    > MERCATO
    > > ed è bene che questo si dica.
    >
    > questo lo dici tu <g>
    >
    >
    CERTO, L'OPINIONE E' LIBERA... IO PERO' NON SONO UN EDITORE.

    > > Anche in Internet CHI HA LA PRETESA di
    > > ritenersi EDITORE è bene che sappia che
    > > essere editore (NON OPINIONISTA) significa
    > > essere registrato come tale.
    >
    > vedo che sei d'accordo con la legge.
    > mi sembra che di internet invece tu te ne
    > intenda pochino.
    >

    ANCHE TU SEI BANALMENTE QUALUNQUISTA. IL VOLO IMMOTIVATO E LA FRANA DELLE .COM E' DOVUTO ANCHE (OLTRE A FATTORI ECONOMICO-FINANZIARI CHE TI RACCONTERO' IN SEPARATA SEDE, QUI SAREBBE OT)ALL'UMORALITA' DI GENTE COME TE CHE SEGUE LE COSE SOLO PERCHE' FA MODA E SENZA ALCUNO SPIRITO CRITICO.
    >
    > > A costoro, e SOLO A COSTORO è - allo stato
    > > attuale - indirizzato il provvedimento.
    >
    > solo a costoro verranno dati i soldi dei
    > contribuenti. bello eh?
    >
    >
    PERCHE', C'E' QUALCOSA DI STRANO? PER ALTRE CATEGORIE DI IMPRESA E' COMUNQUE NECESSARIA LA REGISTRAZIONE, STUDIA UN PO' DI DIRITTO COMMERCIALE...

    > > Ma ciò anche al fine di poter usufruire
    > dei
    > > contributi per l'editoria (62/01).
    >
    > no no. *solo* al fine di...
    >
    >
    > > Chi voglia continuare a pubblicare libere
    > > opinioni sul web potrà continuare a farlo.
    >
    > grazie per avercelo detto. spiegalo anche a
    > tutti i magistrati che per un link
    > sequestrano server e siti e fanno
    > perquisizioni in piena notte.
    >

    FORSE CERCANO PEDOFILI, TRAFFICANTI DI ORGANI O ARMI O DROGA; HANNO PERQUISITO ANCHE CASA TUA?
    >
    > > E' troppo comodo, dal pulpito che (con
    > > indubbio merito) ci si è creato,
    > pontificare
    > > in modo banale ed inesatto,
    > criminalizzando
    > > un provvedimento che non ha assolutamente
    > > palese carattere censorio (se poi si vul
    > > fare dietrologia...).
    >
    > ma quale dietrologia? figliolo, basta
    > leggere quel testo per capire tre cose:
    > 1. e' fatto male
    > 2. e' ispirato dalla censura che da sempre
    > colpisce la stampa italiana
    > 3. serve a dare soldi nostri ai vecchi
    > editori che non sanno cosa sia Internet
    >

    SUL PUNTO 1. POTREI CONCORDARE, MA NESSUNO DI NOI DUE FA PARTE DELLA CASSAZIONE, O SBAGLIO?
    SUL PUNTO 2. VORREI CAPIRE SE LEGGI NEL PENSIERO DEL LEGISLATORE O SE STAI FACENDO DIETROLOGIA ANCHE TU.
    >
    > > Gandalf, in buona sostanza, sta tutelando
    > un
    > > proprio interesse particolare: quello di
    > > perseverare a produrre un servizio
    > > editoriale senza essere registrato.
    >
    > perdonerai la dietrologia, questa volta, ma
    > qui mi sembra che ci sia qualcun altro che
    > cerca di tutelare i propri interessi, ovvero
    > agguantare quei quattrini.
    >
    >
    > > Come un terapista che pretenda di
    > esercitare
    > > la professione medica in barba a quelli
    > che
    > > - ingenui - si sono iscritti all'albo.
    >
    > tra medico e giornalista, figliolo, la
    > differenza e' vistosa, cosi' come gli
    > effetti delle loro azioni.
    >
    SI' PAPA', LO SO BENISSIMO... E TRA MEDICO E COMMERCIALISTA? E AGENTE IMMOBILIARE? SAI QUANTI ALBI ESISTONO?

    > a buon rendere,
    >
    >
    CIO' CHE E' DATO E' RESO... STUDIA, MI RACCOMANDO.
    non+autenticato
  • caro Alessio, il tono della tua controriposta mi fa temere che le tue certezze possano generare addirittura un'arroganza difficilmente sopportabile. se si ripetesse il dibattito tra noi finirebbe immediatamente, com'e' ovvio, perche' diventerebbe improduttivo.


    > CERTO CHE CE LE HO. HO CONSEGUITO UNA
    > REGOLARE LAUREA... OOPS! LE LAUREE SONO
    > STATE ISTITUITE PER CENSURARE QUALCUNO E
    > TUTELARE L'ORDINE DEI LAUREATI... AH AH AH

    chi lo ha detto? complimenti per la laurea. che non dovrebbe invece impedirti di vedere come le stesse persone che hanno voluto la legge ne danno interpretazioni diverse. e cosi' quei pochi esperti di legge che se ne sono occupati.
    rifletti su questo, possibilmente senza urlare.

    >> e a te pare normale, immagino, che la
    >> stampa sia normata.
    > LO E' DA 53 ANNI E CE NE ACCORGIAMO ADESSO?

    53 anni fa internet non c'era. oggi c'e' e pensare di stritolare il suo afflato libertario con leggi cosi' vecchie fa accapponare la pelle (per l'ignoranza, prima di tutto).


    > DIMOSTRAZIONE INCOMPLETA. AL TUO SILLOGISMO
    > MANCA UN PASSAGGIO E METTI UN ASSIOMA COME
    > COROLLARIO. COME VEDI.

    l'abolizione dell'ordine non e' un assioma, e' una necessita' per quanto riguarda me e mi sembra un numero crescente di altri italiani.


    > PER SVINCOLARE L'EDITORIA A MEZZO INTERNET
    > RISPETTO A QUELLA FATTA SU ALTRI MEDIA, NON
    > SI STA PARLANDO DI ABOLIRE LA 47/48...

    la petizione promossa su questo sito chiede l'abrogazione della legge sull'editoria. quella sulla stampa e' semplicemente inapplicabile ad internet (ma questo non lo dico io, lo dicono gli esperti di cose della rete, come livraghi e tanti altri). esperti che non sono naturalmente stati ascoltati da chi quella legge l'ha scritta.


    > CERTO, L'OPINIONE E' LIBERA... IO PERO' NON
    > SONO UN EDITORE.

    ??? questa me la devi spiegare, sono un po' duro di comprendonio.


    > ANCHE TU SEI BANALMENTE QUALUNQUISTA. IL
    > VOLO IMMOTIVATO E LA FRANA DELLE .COM E'
    > DOVUTO ANCHE (OLTRE A FATTORI
    > ECONOMICO-FINANZIARI CHE TI RACCONTERO' IN
    > SEPARATA SEDE, QUI SAREBBE OT)ALL'UMORALITA'
    > DI GENTE COME TE CHE SEGUE LE COSE SOLO
    > PERCHE' FA MODA E SENZA ALCUNO SPIRITO
    > CRITICO.

    grazie per l'attacco personale, foriero di una discussione pacata e serena con chi non conosci ne hai la minima idea di chi sia <g>


    > PERCHE', C'E' QUALCOSA DI STRANO? PER ALTRE
    > CATEGORIE DI IMPRESA E' COMUNQUE NECESSARIA
    > LA REGISTRAZIONE, STUDIA UN PO' DI DIRITTO
    > COMMERCIALE...

    qui stiamo parlando di soldi mica solo di registrazione. dai, non cambiare discorso, arrampicarsi sugli specchi e' un'impresa che di rado riesce.


    > FORSE CERCANO PEDOFILI, TRAFFICANTI DI
    > ORGANI O ARMI O DROGA; HANNO PERQUISITO
    > ANCHE CASA TUA?

    noto segni di degenerazione nel tuo scritto. temo che se non ti riprendi sara' difficile continuare questo dialogo.
    "italian crackdown" ti dice niente?


    > SUL PUNTO 2. VORREI CAPIRE SE LEGGI NEL
    > PENSIERO DEL LEGISLATORE O SE STAI FACENDO
    > DIETROLOGIA ANCHE TU.

    la legge e' fatta per i soldi, lo hai detto anche tu. probabilmente siamo in disaccordo sulla "tutela" dei lettori (?) e sul diritto che questi soldi vengano effettivamente distribuiti.
    sai, con 180 miliardi i containerizzati di Sarno, come scriveva qualcuno qui, sarebbero belli che sistemati.
    invece no, ci finanzieremo il Corsera online. che bello <g>


    > SI' PAPA', LO SO BENISSIMO... E TRA MEDICO E
    > COMMERCIALISTA? E AGENTE IMMOBILIARE? SAI
    > QUANTI ALBI ESISTONO?

    oh si'. per il momento mi occupo solo di quello dei giornalisti, legato ad un ordine che stritola la libera informazione, denunciato innumerevoli volte dal consiglio d'europa.

    > CIO' CHE E' DATO E' RESO... STUDIA, MI
    > RACCOMANDO.

    continuero' senz'altro a farlo. auguri.
    non+autenticato
  • Alessio, con questo tuo ultimo post hai dimostrato di non aver veramente capito nulla della Rete.

    Perchè non esci dignitosamente da questa discussione?

    non+autenticato


  • - Scritto da: Globerry
    > Alessio, con questo tuo ultimo post hai
    > dimostrato di non aver veramente capito
    > nulla della Rete.
    >
    > Perchè non esci dignitosamente da questa
    > discussione?
    >

    Perchè tu, invece, non torni in terza elementare e impari a leggere?
    Perchè prima di adoperare la tastiera non ti accerti di aver acceso il cervello?
    Perchè prima di accenderlo non ti accerti di avere un cervello?

    Perchè dopo che hai imparato a leggere non provi ad applicare quanto appena appreso e non ti leggi tutte le normative di cui si sta parlando?
    Perchè dopo non provi a ragionarci sopra?
    Perchè se ti accorgi che il tuo cervello non ci arriva non provi a farti spiegare le cose da qualcuno che le ha capite?

    E poi tu capiresti qualcosa di Rete?
    Come i 3/4 di quelli che credono che l'anarchia sia libertà ed innegiano ad Internet come ad uno strumento in grado di veicolare questo messaggio.
    Mi dispiace di aver perso tempo a cercare di insegnarti qualcosa, ma un tentativo anche uno zoticone come te lo meritava.

    Comunque, che la greggia continui a seguire i pastori che si è scelta.

    Approvate Gandalf in modo aprioristico.
    Secondo me della vicenda ci ha capito poco anche lui o se ha capito bene strumentalizza la vostra sommossa a suo favore.

    Fate vobis.
    non+autenticato


  • - Scritto da: Globerry
    > Alessio, con questo tuo ultimo post hai
    > dimostrato di non aver veramente capito
    > nulla della Rete.
    >
    > Perchè non esci dignitosamente da questa
    > discussione?
    >

    Concordo appieno con il tuo consiglio sia dopo aver letto le precedenti risposte, sia alla conclusione ovvia di tanto sapere.
    non+autenticato
  • prima di tutto, ti consiglio di non scrivere
    in maiuscolo, è molto sgarbato..
    Io non sono assolutamente d'accordo con quello che
    dici. Fin'ora si è sempre solo permesso a *pochi*
    di parlare e influenzare la gente e questi pochi,
    tra l'altro, dimostrano di non avere nessun merito particolare per occupare questa posizione privilegiata, anzi! Internet ha ribaltato questa
    situazione. Chiunque ora è messo in condizione di dire la propria, giusta a sbagliata che sia. Forse a te questo può non piacere, non lo so. Quello che
    è certo è che ai vecchi privilegiati, tutto ciò
    risulta scomodo. Personalmente non ritengo che sia
    giusto che pochi ignoranti gionalisti abbiano il
    diritto di formare l'opinione pubblica e per questo l'internet mi piace. Dunque ben venga una critica non solo all'ultima legge sull'editoria, ma all'ordine stesso dei giornalisti.
    C'è stato un referendum. Guardacaso non è stato raggiunto il quorum. Be', a parlare erano i soliti. Perchè mai avrebbero dovuto favorire l'abolizione del loro ordine?
    Non ha senso applicare le stesse categorie mentali a una situazione così diversa come l'internet. Se non ti piace la rete puoi semplicemente aprire un quotidiano e leggere le solite stro***te sull'elettrosmog, senza possibilità di sentire voci fuori dal coro (stonato ).
    non+autenticato


  • - Scritto da: Alessio Nisticò
    > Possiamo essere d'accordo o meno sulla
    > necessità dell'esistenza dell'ALBO DEI
    > GIORNALISTI, così come di quello dei notai,
    > dei farmacisti, dei medici, degli avvocati,
    > dei commercialisti...
    > Gli albi servono a legittimare un
    > professionista ad esercitare una
    > professione; ed ALL'UTENTE a poter
    > riconoscere il professionista dal
    > dilettante.
    Gentile Nisticò, le sue argomentazioni non mi convincono. Anche un tecnico che gestisce un reattore chimico complesso, prima di diventare tale ha fatto un excursus complesso di apprendimento. Non per questo ha un Ordine, ma se vuole, si organizza in sindacato di categoria. Le sue incapacità professionali possono creare "incidenti rilevanti " con morti e feriti, non ha un ordine professionale, ma nessuno si sogna di definirlo "un dilettante". Il vero problema di questo paese è quello di affermare il ruolo della responsabilità individuale e professionale senza gli ombrelli degli Ordini.
    Il secondo aspetto riguarda il fatto che questo paese è cresciuto oltre le braghette che vorrebbbero fargli indossare i sigg.Abruzzo e compagnia. Esiste un potente flusso di "innovazione dal basso" che non può essere banalizzato e neutralizzato con regole degli anni '40 -50.Internet è stato il mezzo di espressione congeniale ad un movimento reale di comunicazione diffusa e orizzontale che si scontra con la miseria della comunicazione "top down" dei media tradizionali. Questo non poteva non spaventare le lobbie. Non siamo che all'inizio di un conflitto lungo e difficile : non servono gli insulti o le volgarità, serve capire cosa sta succedendo.
    Cordialità
    Gino Rubini responsabile di www.diario-prevenzione.it
    non+autenticato


  • - Scritto da: Gino Rubini


    > Anche un tecnico che gestisce
    > un reattore chimico complesso, prima di
    > diventare tale ha fatto un excursus
    > complesso di apprendimento. Non per questo
    > ha un Ordine, ma se vuole, si organizza in
    > sindacato di categoria. Le sue incapacità
    > professionali possono creare "incidenti
    > rilevanti " con morti e feriti, non ha un
    > ordine professionale, ma nessuno si sogna di
    > definirlo "un dilettante". Il vero problema
    > di questo paese è quello di affermare il
    > ruolo della responsabilità individuale e
    > professionale senza gli ombrelli degli
    > Ordini.

    Bravo, ben detto! e' proprio questo il punto
    e lo hai perfettamente centrato!
    Credo che a un "professionista" veramente all'altezza, preparato, non interessi la "protezione" di un ordine. Esso e' del tutto inutile se ci sono delle effettive capacita' e competenze.
    Cordiali saluti
    non+autenticato
  • Si contraddice quando, prima incita a vigilare e poi con la frase:
    ""SPERO" che questo tentativo di repressione abortisca e si riduca a una delle tante pastoie
    burocratiche con cui abbiamo (purtroppo) imparato a convivere."
    Che è un' incitazione a sottovalutare il problema, e peggio ancora a "Sperare" su una convivenza
    con la legge e quindi a subirla senza reagire.
    Inoltre credo che questa " improvvisata raccolta di firme", sia la rappresentazione dei sentimenti
    della gente che non solo dice no ad una censura, ma và oltre dicendo ci sono anch' io e voglio
    dire la mia. Fatto che nessun altro mezzo può fare e dare....

    Inoltre vorrei far notare che in Italia le leggi hanno questo percorso:
    Si fanno delle leggi inapplicabili? e quando dai fastidio a qualcuno,
    chissà come mai con te l' applicano!

    Ciao ciao   www.
    non+autenticato
  • > Inoltre vorrei far notare che in Italia le
    > leggi hanno questo percorso:Si fanno delle leggi inapplicabili? e quando dai fastidio a qualcuno, chissà come mai con te l' applicano!
    > Ciao ciao   www.

    Infatti questo è il vero motivo di queste di leggi: farle in modo che l'applicazione sia " a discrezione" del potente di turno, chiamiamolo "il gioco italiano". Mi sono chiesto perchè in Italia ogni tanto qualcuno parla di mettere mano alla jungla legislativa, qualcuno risponde: "sì, è vero, è una situazione intollerabile!" ma poi cala un profondo silenzio.
    In questa campagna elettorale se ne parla? Zero, mi pare. E continuiamo a fare leggi! Sommersi dalla Legge, annegati nelle leggi, soffocati dalle leggi. Uazz!
    non+autenticato

  • > Mi sono
    > chiesto perchè in Italia ogni tanto qualcuno
    > parla di mettere mano alla jungla
    > legislativa, qualcuno risponde: "sì, è vero,
    > è una situazione intollerabile!" ma poi cala
    > un profondo silenzio.

    Un giurista mi ha detto che nella storia, le leggi piu' giuste e meno intricate si fanno solo durante i regimi totalitari.
    In democrazia una legge deve sempre accontentare un po' uno e un po' l'altro, e salta fuori il pastrocchio.
    Se i sondaggi non sbagliano, il regime totalitario e' vicino.
    Cosi' vedrai accontentato il tuo sogno di leggi chiare e precise.

    Ciao
    H.
    non+autenticato


  • - Scritto da: Hermex
    >
    >
    > Un giurista mi ha detto che nella storia, le
    > leggi piu' giuste e meno intricate si fanno
    > solo durante i regimi totalitari.
    > In democrazia una legge deve sempre
    > accontentare un po' uno e un po' l'altro, e
    > salta fuori il pastrocchio.
    > Se i sondaggi non sbagliano, il regime
    > totalitario e' vicino.
    > Cosi' vedrai accontentato il tuo sogno di
    > leggi chiare e precise.

    Dice Luigi Ferrajoli, noto giurista e filosofo del diritto (di sinistra), che il diritto *penale* autoritario si caratterizza per la sua vaghezza, che permette ampi margini di discrezionalita'.
    Che cosa significa "attivita' antisovietiche" o "elementi sovversivi"? [prendo esempi a caso, da destra e da sinistra Sorride]
    La vaghezza del termine ha permesso di mettere in galera - o peggio - senza troppe cerimonie chiunque desse noia, per un motivo o per l'altro.

    Un diritto penale garantista, che spieghi chiaramente che cosa e' reato e che cosa non lo e', e' un requisito essenziale per un paese non dico democratico, ma semplicemente civile.

    Un paese democratico non puo' permettersi di avere una legislazione **penale** oscura e pasticciata, perche' questo distrugge la certezza nel rapporto fra cittadini e stato. Puo' permetterselo, di contro, uno stato totalitario - anzi, un diritto penale vago e', in questo caso, uno strumento di potere efficace.

    E se in Italia il diritto penale e' vago, chi vincera' le elezioni avra' in mano uno strumento di potere con notevoli margini di discrezionalita'. Per esempio potra' mettere a tacere chi da' noia con la semplice accusa di stampa clandestina.


    non+autenticato
  • Sono d'accordo, dal fondatore di ALCEI mi sarei aspettato di piu' (anche da ALCEI in effetti)

    non+autenticato