Luca Annunziata

AppGratis rovina la classifica di App Store?

Un documento inchioderebbe la startup francese: sarebbe chiaro il tentativo di manipolare le classifiche di vendita su App Store. Il CEO nega tutto, il Governo francese lo spalleggia

Roma - Vuoi entrare nella classifica delle 5 applicazioni più vendute su iPhone o iPad? Basta pagare. Si può anche decidere in quale nazione o quante nazioni conquistare il primato: con N dollari per download è fatta. Questo era quanto prometteva AppGratis ai suoi clienti e che avrebbe causato la sua cacciata dal marketplace Apple: sviluppatori in cerca di visibilità tra le centinaia di migliaia di applicazioni del marketplace, per ottenere una posizione in grado di garantire una redditività a lungo termine del proprio software, compravano questo servizio con tutto ciò che comportava. L'azienda francese nega qualsiasi pratica distorsiva: ma Business Insider pubblica una tabella che lascia pochi dubbi sulla sua interpretazione.

Per scalare la classifica in Italia occorrono circa 30mila dollari se si desidera finire nella top 5 iPhone, mentre ne bastano 15mila per iPad. Il picco massimo si tocca per gli Stati Uniti: lì per risalire fino al podio occorrono 300mila dollari. Il documento ottenuto da Business Insider mostra nel dettaglio il listino prezzi, se così si può definirlo, che AppGratis proponeva agli sviluppatori per convincerli a comprare i suoi servizi: una pratica che avrebbe l'effetto di alterare la meritocrazia dell'App Store, di fatto modificando le classifiche di vendita grazie alla "potenza di fuoco" degli utenti che hanno installata AppGratis e che decidono di scaricare i software proposti giornalmente.

Una pratica che non può essere ben vista da Apple, che ha tutto l'interesse nel sostenere come il proprio marketplace incarni il sogno americano in cui chiunque, per quanto piccolo e sconosciuto, sia in grado di conquistarsi la propria fetta di fortuna e celebrità con una buona idea e una buona app. Ma Simon Dawlat, CEO di AppGratis, neppure 24 ore prima aveva escluso questa prospettiva: "(...) Poiché l'algoritmo di App Store è basato da molto tempo soltanto sulla velocità di download, gli inserzionisti sanno perfettamente quanto stanno facendo. Raggiungere la cima di qualsiasi App Store è una semplice e logica equazione. Ma noi non stiamo facendo affari su questo. La nostra attività consiste nell'aiutare gli utenti finali a scoprire nuove app, e per farlo abbiamo obiettivi a lungo termine. Stiamo creando una community. Non ci è mai interessato manipolare le classifiche o cose simili".
Esistono diverse chiavi di lettura per le attività e gli scopi di AppGratis. Acquistare spazi pubblicitari (in Rete? in App, magari tramite iAd?) al lancio di un'applicazione è una pratica del tutto legittima e del tutto ragionevole: è marketing, e se il budget dello sviluppatore lo prevede non c'è motivo di biasimarlo se decide di farlo. La questione, più probabilmente, per quanto concerne Apple e l'esclusione dei francesi dal marketplace riguarda l'effetto più o meno desiderato di alterare le classifiche di vendita: una "sofisticazione" che complica il marketing di Cupertino, con l'azienda fondata da Jobs e Wozniak che non riesce a tenere sotto controllo le attività in casa propria.

La questione, per altro, ha varcato il confine naturale di beghe tra sviluppatori e rischia di diventare una questione politica: il Governo francese, nella persona del ministro Fleur Pellerin (che per l'esecutivo di Hollande ha il compito di salvaguardare gli interessi dei piccoli e medi imprenditori digitali transalpini) è intervenuto nella faccenda, e minaccia di portare Apple a rispondere delle proprie azioni in sede europea. "Estremamente brutale e unilaterale" la decisione di Cupertino di cacciare AppGratis dall'App Store, "un comportamento non consono per un'azienda di questa dimensione": Pellerin accusa le dotCOM di "abusi reiterati", e ipotizza di chiedere alla Commissione Europea di meglio chiarire le regole da seguire in territori minati come search e social media.

Luca Annunziata
26 Commenti alla Notizia AppGratis rovina la classifica di App Store?
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  • a sbatterli fuori, spero anche che i franzosi riescano a mettere un pò apple sotto torchio perchè fa troppo quello che vuole, sarebbe ora iniziassero ad interessarsene
    non+autenticato
  • http://punto-informatico.it/b.aspx?i=3762584&m=376...

    "Il documento ottenuto da Business Insider mostra nel dettaglio il listino prezzi, se così si può definirlo, che AppGratis proponeva agli sviluppatori per convincerli a comprare i suoi servizi: una pratica che avrebbe l'effetto di alterare la meritocrazia dell'App Store"


    questo è il motivo per cui AppGratis rappresenta a lungo termine un male sia per gli utenti che per gli sviluppatori


    tristezza infinita per quelli che mi venivano a dire "sì ma io c'avevo un'app gratis al ggiorno" (barbacoso in primis http://punto-informatico.it/b.aspx?i=3762584&m=376... )
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  • - Scritto da: unaDuraLezione
    >
    > non ne ho una, ne ho decine al giorno gratis:
    > http://appshopper.com/

    anch'io approfitto spesso delle offerte che alcuni blog pubblicano.
    nulla di male in questo.

    il problema di AppGratis è che non si limitava a questo, come dimostrato dal documento pubblicato da Business Insider, minando così il principio di equità che Apple vorrebbe per il suo store.

    È vero che tale principio è già minato da aziende che sparano download ad hoc a manetta dietro pagamento per pomparti nelle classifiche, ma questo è già più difficile da combattere, nonostante Apple ci provi


    > Mai più app a pagamento e tanti saluti al
    > business delle app di Apple
    >Sorride

    contento tu, a me se un'app serve spendo quei pochi centesimi che costa.. se la trovo gratis tanto meglio, ma se mi tocca aspettare ci sto rimettendo io

    ps. il "business delle app" di Apple.. LOL come se a Apple interessasse guadagnare dalla vendita delle App.. ciò che fa guadagnare Apple è la vendita dei dispositivi, e questi vendono perchè App Store è il miglior negozio di App sulla piazza
  • contenuto non disponibile
  • - Scritto da: unaDuraLezione
    >
    > Appunto.
    > Da sempre ci sono servizi analoghi per motori di
    > ricerca e simili.
    > E' appunto un servizio e come tale si paga.

    appunto.
    e questi servizi, che ci sono da sempre, remano contro al principio di equità che apple vorrebbe.

    quindi, se vuoi fare un servizio del genere, per lo meno te ne stai fuori da app store, inutile cercare poi di nascondersi dietro un dito

    > perché mai?
    > Io scarico solo giochini, con quel sito ne ho
    > ogni più di quanti ne possa giocare, quindi non
    > vedo perché dovrei comprarne anche uno
    > solo.
    >
    > ROTFL

    io giochi ne scarico pochissimi, pensavo parlassimo di app di utilità.. ad esempio ho avuto gratis cyctastic pro..

    per i giochini, fai benissimo a usare quell'approccio

    > Allora, genio del marketing, vai a consigliare ad
    > Apple di annullare le percentuali che prendono
    > sulle app.

    perchè mai?
    dal day one, apple ha dichiarato che App Store punta al pareggio di bilancio o poco più. Se vuoi posso linkarti la dichiarazione, ma la troverai facilmente (break-even point)

    > Ma SOPRATTUTTO sul 'In-App Purchases', visto che
    > tassare quest'ultimo limita l'esperienza utente
    > (nel caso l'azienda decida di non utilizzarlo per
    > via della gabella) oppure sovrapprezza l'acquisto
    > (nel caso in cui l'azienda ceda alla gabella, ma
    > ovviamente si debba rifare sul
    > cliente).

    eh? in-app limita l'utente?
    in-app è un servizio (e in quanto tale si paga), chi pubblica l'app valuterà in base al modello di business che ha scelto, se usare o meno quel servizio

    prova con degli esempi concreti perchè non ti seguo
  • contenuto non disponibile
  • - Scritto da: unaDuraLezione
    >
    > E quindi?
    > Non sono illegali.
    > Apple può rimuovere un'app, ma il servizio
    > rimarrà.
    > Così come rimane il sito che ti ho indicato.
    > Che cosa avrebbe risolto?

    esiste forse una soluzione?
    io non la vedo, ma se vuoi aggirare le regole di Apple, almeno stattene fuori da App Store

    > Se ti basta nascondere la polvere sotto il
    > tappeto, beh, allora vai a festeggiare
    >A bocca aperta

    a me interessa che apple faccia il possibile per combattere il fenomeno.. ed è quello che sta facendo


    > E' quello che sta facendo AppleA bocca aperta

    no, sta facendo ciò che le è possibile fare.
    contro ciò che non sta in casa sua, può fare poco

    > Uso Ipad solo per diletto, (lettura libri e
    > fumetti, video, giochi, internet quando non sono
    > davanti al PC), quindi non ho bisogno di alcuna
    > app.
    > Se ne vedo una che mi può lontanamente
    > interessare gratis (sul sito che ho indicato) la
    > installo, ma non vado certo a
    > cercarne.
    > Anzi oggi c'è youtube+ gratuito: è molto carino e
    > permette di salvare in locale i video per vederli
    > anche offline.

    mi risulta a 89cent su iPhone..

    > E cosa cambia esattamente?
    > Spendono X milioni di $, guadagnano X milioni di
    > $.
    > Con la tua idea geniale PERDEREBBERO X milioni di
    > $.
    > Che cosa non è chiaro?

    ma cosa stai dicendo?
    ho solo scritto che apple ricarica ciò che serve per pareggiare i costi di gestione di App Store

    > Esempio:
    > Amazon Kindle.
    > Non ha acquisti 'in app'
    >
    > Quindi da IOS sono costretto a navigare su amazon
    > per comprare un libro, al contrario di quanto
    > avviene su altre piattaforme che non chiedono il
    > pizzo.

    scusi, genio della lampada, non è che per caso ha notato che kindle store è un concorrente diretto di ibook store?

    ma a parte questo, per quale motivo dovrebbe beneficiare di un trattamento di favore rispetto a tutte le altre app?

    >
    > DAVVERO NON VEDI CHE E' UNA LIMITAZIONE PER
    > L'UTENTE?

    certo che c'è una limitazione, ma cosa posso farci se Amazon ha deciso che non guadagna abbastanza?

    > Ti sembra possibile che Amazon possa 'scegliere'
    > di vendere un libro in perdita (nel caso Amazon
    > si sobbarcasse la gabella richesta da Apple che è
    > grande quanto il guadagno di Amazon)?

    se lo vende in perdita, è solo perchè ha preteso di andare a fare concorrenza ad Apple, IN CASA DI APPLE
  • contenuto non disponibile
  • - Scritto da: unaDuraLezione
    >
    > come dicevo: nascondiamo la polvere sotto il
    > tappento e festeggiamo felici!
    >A bocca aperta
    >
    > anche perché è perfettamente legale, Ti piaccia o
    > meno.

    ma che diavolo dici!
    questi servizi modificano le logiche con cui apple vorrebbe che girasse app store.
    quindi apple HA IL DOVERE di fare tutto quello che può per ostacolarli, ed è ciò che sta facendo.
    ciò che è in suo potere, lo fa.

    > scaricato questa mattina su iPad ed era gratuito.

    va bè, me lo son perso, comunque non sembra male, magari me la compro

    > A parte il fatto che ho serissimi dubbi che uno
    > store costi così tanto, non hai colto la serie di
    > ragionamenti.

    weila, unaDuraLezione ha dei dubbi!
    dobbiamo informare il presidente degli stati uniti!

    > Hai chiesto un esempio di app in cui l'utente
    > viene svantaggiato dalle regole dell'acquisto in
    > app.
    > Io ti ho dato l'esempio (e ce ne sono molti altri
    > analoghi: qualunqeu azienda deve pagare il pizzo,
    > mica solo Amazon).
    > ORA NON GIRARE LA FRITTATA.

    no, mi hai fatto l'esempio in cui l'utente viene svantaggiato dalle decisioni dello sviluppatore dell'app

    > Io ho scritto: "visto che Apple non guadanga
    > nulla come dici tu, perché non toglie le gabelle
    > dagli acquisti in app *A FAVORE DELL'ESPERIENZA
    > UTENTE O DEL PREZZO DEGLI ACQUISTI
    > STESSI?*?

    ma sei fuori?
    ho detto che apple intasca X dalle commissioni e spende Y per mantenere il servizio.

    X - Y = 0

    capisci bene che se X = 0 (cioè non fa pagare le commissioni), allora anche Y = 0, cioè non deve offrire il servizio

    > In tutta risposta cominci a pontificare contro
    > Amazon.
    > Cheè solo UN esempio: le regole degli acquisti
    > in app valgono per tutti.
    > Quindi l'esperienza utente ne soffre O il prezzo
    > dell'acquisto ne soffre.
    > In entrambi i casi *A SVANTAGGIO DELL'UTENTE*

    fammi capire:
    -> apple mette a disposizione un servizio, che lo sviluppatore può usare o non usare.
    -> tale servizio prevede un costo di gestione.
    -> amazon decide di non usare il servizio, perchè altrimenti non guadagna abbastanza.
    -> la colpa è di apple.

    because f*ck logic

    > Ha deciso?
    > Ripeto: NON PUO' vendere un libro a 10 euro su
    > amazon.com, o su uno store qualunque che non ha
    > gabelle e lo stesso libro a 13 su Kindle per
    > IOS?
    > Non può funzionare.

    dipende da quanti acquisti in più gli porta vendere su App Store..

    sai, tutto integrato, carta di credito già associata.. secondo te quelli di pixelmator guadagnano di più adesso, con l'app venduta alla metà del prezzo che facevano prima, e sottraendo le commissioni di apple, o quando vendevano dal loro negozietto sul web?

    Domanda retorica, eh.

    > Non hai capito NULLA
    > I prezzi dei libri per kindle sono uguali a
    > prescindere dal modo in cui compri. E sono sempre
    > stati bassi già anni prima che fosse prodotto
    > iPad.
    > Con l'acquisto in app questo non è più possibile.

    però c'è un'esplosione del bacino di utenza.
    utenza preziosa, con carta di credito collegata.

    certo, se vuoi approfittarti di questo ben di dio senza dare un centesimo a chi te lo offre, hai ragione, non si può fare

    > Quindi, ripeto per l'ultima volta, la regole
    > dell'acquisto in app sono un serio deterrente per
    > la user experience.
    > Se apple non ci guadagna praticamente nulla come
    > dici tu, e se Apple ama tanto la user experience,
    > per quale ragione di ostina a far pagare il pizzo
    > sull'acquisto in app?

    apple sta offrendo agli sviluppatori un servizio ben fatto, con mezzo miliardo di utenti con carta di credito collegata.

    mantenere questo servizio ha un costo, tu invece pretendi che lo offra gratis.

    in teoria sarebbe sensato che chi offre il servizio voglia poi guadagnarci sopra. Apple, sapendo che la ciccia viene dal ferro che vende e non da questo servizio, chiede solo il necessario per coprire i costi. Ma no, c'è chi lo vorrebbe gratis. E allora tanti saluti, ma non giriamo la frittata facendo intendere che sia colpa di Apple

    >
    > Domanda retorica, eh.

    a quanto pare no
  • contenuto non disponibile
  • - Scritto da: unaDuraLezione
    >
    > mi linki testo di legge che afferma che è
    > illegale?

    quello che fa Apple è illegale?
    NO. cerca solo di far funzionare il suo store con i principi di equità con cui l'aveva immaginato, ed è giusto che lo faccia, io da utente pretendo che lo faccia

    > che derivano MECCANICAMENTE dal fatto che l'app
    > purchase è un'in**lata sia per il produttore che
    > per l'acquirente.

    vuoi dire l'in-app purchase immagino.
    è uno strumento di marketing, la tua app può avere contenuti aggiuntivi a pagamento, SEI TU SVILUPPATORE che decidi quali strategie usare per i tuoi prodotti

    > Purtroppo non ho tempo di rispondere punto per
    > punto (anche se potrei
    > facilmente).

    fai pure, stai difendendo l'indifendibile

    > Chiunque sappia leggere si è già fatto la sua
    > opinione: quanto ho scritto è davvero banale da
    > comprendere e non bosta certo girare le parole
    > per arrivare alla conclusione.

    la conclusione è che, nella fattispecie, Amazon non vuole pagare ad Apple il preziosissimo servizio che le offre (mezzo miliardo di utenti con carta di credito registrata, infrastruttura di marketing e distribuzione dei contenuti)

    prendiamo solo l'infrastruttura di distribuzione: prova a comprare la banda e i server necessari sul cloud di amazon e vedi quanto ti viene a costare


    l'altra conclusione è che, come volevasi dimostrare, AppGratis giocava sporco (prove alla mano) e meritava di essere cacciata