Mauro Vecchio

Eric Schmidt, ricordi digitali

In attesa del nuovo libro The New Digital Age, il chairman di Google ripercorre la sua esperienza alla guida del colosso californiano. Tra privacy, anonimato e le accuse del fisco di mezza Europa

Roma - Dalla privacy sulle nuove reti di comunicazione elettronica alla contestata chiusura di Reader, dall'importanza dell'anonimato sul web alla visita privata in Corea del Nord. In attesa dell'uscita del suo libro The New Digital Age - scritto con il direttore della divisione Ideas, Jared Cohen - il chairman di Google Eric Schmidt ha ripercorso più di dieci anni d'esperienza alla guida del colosso di Mountain View.

Dopo gli incidenti di Street View e Safari, il presidente esecutivo della Grande G si è scusato con milioni di utenti, pur sottolineando come le attività di raccolta e tracciamento dei dati personali facciano inevitabilmente parte della nuova vita digitale. "Esisterà sempre la possibilità che i contenuti personali vengano pubblicati su Internet, sia per errore che a causa di interferenze criminali", si legge in un estratto del nuovo saggio di Schmidt.

Se "l'opzione di cancellare tutti i dati personali è una semplice illusione", l'esplosione delle reti sociali ha indubbiamente legato le nuove esistenze digitali ad una maggiore condivisione delle informazioni in Rete. Lo stesso settore pubblicitario si starebbe muovendo verso le inserzioni in mobilità, decisamente più redditizie perché vicine alle reali abitudini di navigazione degli utenti.
Eppure, l'azienda californiana sarà sempre favorevole alla ricerca anonima, come ammesso dallo stesso Schmidt in una intervista al quotidiano britannico The Guardian. "Se scegliete di navigare loggati, ci permettete di raccogliere più informazioni sulle vostre attività, in modo da fornirvi un servizio migliore. Ma non dovete farlo per forza. L'anonimato è molto importante, specialmente per quelle persone che hanno motivo di credere che il proprio governo possa interferire".

In un'altra intervista britannica - all'emittente radiofonica BBC Radio 4 - il chairman di BigG è tornato sulle accuse europee in merito alle pratiche fiscali adottate dall'azienda statunitense (così come altre net company) in paesi come l'Irlanda. "Il Regno Unito è un mercato molto importante per noi - ha ammesso Schmidt - Rappresentiamo una parte chiave dell'intero commercio elettronico britannico, che sta guidando la crescita economica del paese".

In altre parole, Schmidt non sembra gradire le accuse di evasione fiscale dal momento che la sua azienda "è pienamente rispettosa delle leggi nazionali", ma soprattutto perché Google investe in centinaia di startup per il beneficio economico del paese. Sul sito delle soffiate Wikileaks è infine stata pubblicata la trascrizione di una conversazione finora segreta tra il chairman di Google e il founder Julian Assange. Un incontro di oltre cinque ore mentre Assange era agli arresti domiciliari in una magione nella campagna britannica.

Mauro Vecchio
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