Marco Calamari

Cassandra Crossing/ La propaganda come pericolo per la Rete

di M. Calamari - Anche Napolitano lo rileva: la Rete Ŕ uno strumento della politica. Interesse, attenzione e timori del Palazzo si tradurranno in repressione?

Cassandra Crossing/ La propaganda come pericolo per la ReteRoma - Alcuni degli instancabili 24 lettori di Cassandra avranno certo notato che al di fuori del Belpaese sono come d'abitudine in atto gli usuali tentativi di intervento legislativo illibertario sulla Rete e sulle sue infrastrutture.

Si saranno ad esempio accorti della proposta CISPA che imporrebbe obblighi di sorveglianza agli ISP, che negli Stati Uniti sono per ora riusciti a mantenere vivo il principio di neutralità della infrastrutture della Rete e dei provider. Questa legge, che trasformerebbe anche i provider americani in "Sceriffi della Rete", è stata approvata alla Camera dei Rappresentanti e deve essere confermata dal Senato: l'amministrazione Obama aveva minacciato il veto del Presidente, ma ai più pare lo abbia fatto senza troppa convinzione. Si vocifera che il vicepresidente Biden sia invece favorevole alla legge, e da ultimo ci sono da temere anche strumentali contraccolpi dell'orrendo attentato di Boston, quindi...
Ma è per il Belpaese, per l'Italia che Cassandra, dovendo viverci, ha nuovi timori.

Anche da noi non mancano elementi di "ordinaria preoccupazione": il governo uscente ha ad esempio approvato un decreto legge che consente, in situazioni di emergenza, poteri quasi illimitati di accesso alle informazioni ed alle infrastrutture di Rete.
Una tale normativa generale è una caratteristica ahimè tipica (e forse necessaria) delle democrazie occidentali, ed è pure richiesta a livello comunitario: sarebbero semmai i suoi dettagli attuativi, che nessuno ha per ora pubblicato o messo in discussione, ad essere meritevoli di attenta discussione. ╚ quindi troppo presto per poterne parlare.
Suscita invece oscuri timori una storia della Rete che è accaduta sotto gli occhi di tutti. Un partito politico, o movimento che dir si voglia, ha utilizzato alcune tecniche proprie della Rete per auto-organizzarsi, partecipare alle elezioni ed ottenere un vistosissimo successo.
Fin qui nessuna novità, solo comunissima e banale cronaca.

Ma gli accadimenti successivi alle elezioni politiche, con incarichi, votazioni e nomine di cariche dello Stato, del Presidente della Repubblica e del Presidente del Consiglio, potrebbero essere stati fortemente influenzati, se non addirittura condizionati non dalla Rete in quanto tale, ma piuttosto da sue elementari dinamiche "pilotabili", unite ad una sostanziale dose di ingenuità. Tali dinamiche non sfuggono a nessun navigante con un minimo di esperienza, e nessuno se ne scandalizza più di tanto quando vengono utilizzate a fini commerciali o di piccol affare.

D'altra parte la compravendita di voti "veri" ha riempito da decenni la cronaca sia "politica" che "nera", quindi perché sorprendersi se pacchetti di finte mail, di commenti nei blog e di "mi piace" fossero stati utilizzati a fini di lotta politica? E perché preoccuparsi se addirittura avessero influenzato i "potenti" più "ingenui"?
Perché sorprendersi se anche rappresentanti di poteri "forti" si fossero alla fine trovati frastornati, confusi e magari manipolati? Colpa loro o al massimo dei loro staff.

La sensazione è che anche dopo le elezioni di due mesi fa, sia la politica che i media, giornali in primis, abbiano dovuto fare i conti con l'essere non infastiditi, non minacciati ma scavalcati o addirittura battuti su uno dei loro terreni più importanti, cioè la propaganda. Nessuno se lo aspettava davvero.

Se persino il neoconfermato Presidente della Repubblica ha sentito il bisogno di esprimersi in merito alle questioncelle tra Politica e Rete, l'agitazione causata deve essere davvero elevata. Indubbiamente il Presidente ha, come per qualsiasi altra cosa riguardante la Repubblica, l'autorità legittima e morale nonché il dovere di esprimere il suo giudizio: non possiede tuttavia, come nessun altro cittadino della Repubblica, il dono dell'infallibilità.

Quindi, se dopo essersi preoccupati delle sorti economiche e pratiche di questo paese e dei suoi cittadini a qualcuno avanzassero ancora energie, secondo Cassandra queste dovrebbero essere utilizzate per mantenere alta l'attenzione sui futuri provvedimenti legislativi che in una maniera o nell'altra mirassero a "regolamentare", direttamente o indirettamente, la Rete in Italia.

Il pericolo di sorprese, avallate da eminenti pareri ed ammantate di ottime intenzioni e rassicurazioni, o magari semplicemente nascoste in una piega della regolamentazione della pesca a strascico, in Italia è oggi e sarà domani alto come non mai.
Perciò aguzzate la vista e, se lo vedeste, non fate portare dentro quel cavallo di legno.

Marco Calamari
Lo Slog (Static Blog) di Marco Calamari

Tutte le release di Cassandra Crossing sono disponibili a questo indirizzo
Notizie collegate
7 Commenti alla Notizia Cassandra Crossing/ La propaganda come pericolo per la Rete
Ordina
  • Perciò aguzzate la vista e, se lo vedeste, non fate portare dentro quel cavallo di legno.

    eh... ma il cavallo di legno è già dentro...
    sbaglio o c'è un certo sig. d'alia (sì, quello che "chiudiamo internet") fra i ministri?
    non+autenticato
  • - Scritto da: no gov
    > Perciò aguzzate la vista e, se lo vedeste, non
    > fate portare dentro quel cavallo di
    > legno.

    >
    > eh... ma il cavallo di legno è già dentro...
    > sbaglio o c'è un certo sig. d'alia (sì, quello
    > che "chiudiamo internet") fra i
    > ministri?
    >
    Certo che si'... " Gianpiero D'Alia, ministro per la Pubblica amministrazione e la Semplificazione ".
    (Famoso in rete lo ricordiamo per essersi indignato per un video satirico del sito napoletano trashpolis scambiato da lui per un video inneggiante alla mafia... che in realta' voleva prendere in giro i cantastorie mafiosi...(quindi l'esatto opposto...) e che era arrivato ad invocare l'oscuramento di youtube e facebook...)...
    non+autenticato
  • No per favore, tutti ma non Calamari.

    Che ci sia un'aria di rinc***ionimento generale posso capirlo, ma che arrivi a toccare le fine menti, che da anni si interessano delle dinamiche della rete e della libertà, è veramente impensabile.

    Saranno i danni da microchip, ma qui pare che nessuno si renda conto che viviamo in Europa.

    Manco la Cina e l'Iran riescono quasi a censurare roba come Twitter, cosa volete che facciano ?

    Ok, potrenno criticare e demonizzare ma se parlo di politica da un profilo twitter che volete che accada ? Che mi deportino ?

    Parliamo dell'altro lato invece, di chi si maschera dietro la rete e organizzare la piazza per confondere le idee, degli Hacker provvidenziali che spuntano sempre quando servono e dei messaggi virali spacciati per democrazia, ma intesi a far pensare alla gente quello che si vuole, inneggiando a rivoluzioni per sostenere nomi scelti a tavolino.

    Queste sono le prese per il c**o non certamente la presunte leggi che qualche fantasma dovrebbe fare qui o là, per impedire non si capisce cosa non si capisce come.

    Siamo di fronte a un popolo di bambinoni che puntualmente ci cascano e puntualmente ne pagano le conseguenze, altro che censura.
    non+autenticato
  • Settate il vostro antivirus per proteggervi da questo pericoloso virus che infetta internet e i vostri computer:

    Trojan.Win32.italian.parliament

    Rotola dal ridere
  • "Una tale normativa generale è una caratteristica ahimè tipica (e forse necessaria) delle democrazie occidentali..."
    La democrazia si dovrebbe riconoscere dal fatto che la gente vive bene ed è ragionevolmente soddisfatta.
    Che non è paralizzata da leggi opprimenti che gli tolgono poco a poco qualunque libertà e che li regredisce all'infanzia, togliendo loro anche la volontà di reagire a ciò che non va.
    Viviamo in una demoniocrazia, nella quale oltre al danno, c'è anche la beffa dell'inganno dei cittadini, vassalli di uno Stato che li dovrebbe servire e che invece li usa per servire una oligarchia politico-economica che lo rappresenta.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Sintesi
    > "Una tale normativa generale è una caratteristica
    > ahimè tipica (e forse necessaria) delle
    > democrazie
    > occidentali..."
    > La democrazia si dovrebbe riconoscere dal fatto
    > che la gente vive bene ed è ragionevolmente
    > soddisfatta.
    > Che non è paralizzata da leggi opprimenti che gli
    > tolgono poco a poco qualunque libertà e che li
    > regredisce all'infanzia, togliendo loro anche la
    > volontà di reagire a ciò che non
    > va.
    > Viviamo in una demoniocrazia, nella quale oltre
    > al danno, c'è anche la beffa dell'inganno dei
    > cittadini, vassalli di uno Stato che li dovrebbe
    > servire e che invece li usa per servire una
    > oligarchia politico-economica che lo
    > rappresenta.

    Quoto. Arrabbiato
    non+autenticato
  • - Scritto da: Sintesi
    > "Una tale normativa generale è una caratteristica
    > ahimè tipica (e forse necessaria) delle
    > democrazie
    > occidentali..."
    > La democrazia si dovrebbe riconoscere dal fatto
    > che la gente vive bene ed è ragionevolmente
    > soddisfatta.

    In Corea del Nord vivono ragionevolmente soddisfatti (dissidenti esclusi), perché non hanno la minima idea di come sta la gente fuori.

    > Che non è paralizzata da leggi opprimenti che gli
    > tolgono poco a poco qualunque libertà e che li
    > regredisce all'infanzia, togliendo loro anche la
    > volontà di reagire a ciò che non
    > va.

    Esattamente quello che succede in Corea del Nord, a livelli estremi.
    Funz
    12973