giovedì 19 aprile 2001

Editoria, la nuova interpretazione di Chiti

Il sottosegretario smentisce sé stesso e parla di legge che non chiede alcuna registrazione. Dichiarazioni a cui ancora non segue un documento ufficiale che tolga ogni dubbio. Non mancano le ezine che minimizzano

Queste dichiarazioni sembrano comunque rappresentare un passo avanti notevole, perché è evidente che persino chi ha promosso questa legge, oggi ne ha compreso finalmente le contraddizioni. Ed è solo ovvio che cerchi di "parare" rimandando ad un regolamento attuativo che non è peraltro previsto da questa legge, che invece si rifà alla legge Maccanico.

Con il passare dei giorni, come intelligentemente annotava ieri Vita.it, grazie alla mobilitazione la legge è stata analizzata e giudicata da più soggetti online, anche da chi fino ad oggi se ne era occupato poco o niente. Pur tra molte differenze, su un punto chi fa informazione in Rete è d'accordo: la legge è fatta male e così com'è può rappresentare un rischio.

Oggi la petizione contro questa nuova legge è sostenuta da circa 35mila sottoscrittori e quasi 3mila siti, numeri imponenti che sono alla base delle riflessioni che in questi giorni sono state fatte su una normativa che rischiava di passare sotto silenzio.
Anche per questo è difficile comprendere l'atteggiamento di alcuni editori online di vecchia data che hanno rapidamente liquidato la questione minimizzando o addirittura azzerando i possibili effetti della legge. Un atteggiamento difficilmente comprensibile, non solo se si analizza la legge ma anche se si osserva da dove viene e quanti altri tentativi in questi anni siano stati fatti per "regolamentare Internet". Un atteggiamento che diventa comprensibile solo ad una lettura maliziosa, quella che associa queste minimizzazioni, persino più assolutiste di quelle di alcuni parlamentari protagonisti di questa legge, alla possibilità per gli editori online di ottenere una parte degli sgravi e delle sovvenzioni distribuiti dalla legge.

Da segnalare, infine, dopo le prese di posizione dei radicali, di Rifondazione comunista, dei giovani socialisti e di altri gruppi politici, il comunicato emesso ieri da netWork, "associazione tecnologica" che per i Democratici di Sinistra si occupa di nuove tecnologie. Nella nota, netWork difende la legge ma sostiene la necessità di un documento di interpretazione ufficiale affinché nessun tribunale possa giudicare la legge in modo diverso da quanto fin qui espresso da alcuni dei protagonisti della vicenda.
TAG: censura
39 Commenti alla Notizia Editoria, la nuova interpretazione di Chiti
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  • Ebbene si,in Unione Sovietica non esistevano fabbriche di fotocopiatrici perchè il regime sovietcapitalista(poi esportato in tutto il mondo,anche in quello sedicente liberista)aveva paura che con quelle potesse essere confezionato un giornale clandestino,i famosi samizdat.Molti capi ufficio si lamentavano che per accedere all'unica fotocopiatrice aziendale bisognava essere in due in quanto possessori di una chiave a testa per aprire la macchina.Evviva,e non confondetevi,il sovietismo è dappertutto,lo è sempre stato anche nell'America liberista(a chiacchiere,ma di fatto piena di monopoli e oligopoli ieri e oggi).In Italia si presenta sotto forma di disprezzo della Costituzione(vedi la libertà di stampa fittizia)in molti campi della nostra vita di tutti i giorni.Ipocrisia diffusa,che vede destra e sinistra fratelli siamesi che si spartiscono i privilegi ,mentre gran parte del popolo langue.A un pensionato invalido civile 415.000 lire al mese di pensione,ai signori parlamentari mezzo miliardo l'anno.come Democrazia non c'è proprio male!
    non+autenticato
  • Il fatto che anche chi ha proposto, preparato e varato questa legge ora si contraddice mi fa pensare: sembra che non sappiano piu' che pesci pigliare. Come se si trovassero spiazzati dall'eco dato alla notizia, come se volessero far passare la cosa sottobanco (giornali e tv varie ne hanno parlato all'inizio? No!!). Di solito chi usa questi sotterfugi ha qualcosa da nascondere...
    non+autenticato


  • sanno benissimo che pesci pigliare, ma non sanno come. Chiti vuole i finanziamenti pubblici per se, i suoi amici e gli amici deglòi amici - I loro giornali, l'Unità, Liberazione ecc.., li paghiamo noi con i nostri soldi - ora vogliono che gli paghiamo anche i loro siti web.
    rosso&nero
    ps: stesso discorso per i politici ed i giornali della destra naturalmente.......
    non+autenticato
  • Che bel cambiamento in pochi giorni, e mi riferisco alla maggioranza degli italiani.

    Nei primi 2 giorni di protesta si chiedeva di abbolire la legge, nei giorni successi è cambiata linea con la richiesta di modificare gli articoli incriminati, oggi ci si accontenta di un interpretazione della legge.(Povera italia)

    Domani non si farà neppure l'interpretazione.

    oggi la maggior parte dei siti sono fuori legge e nessuno li tocca perchè ce ancora attenzione sul problema.
    Domani quando il problema non interesserà più a nessuno, e chi ha un sito non registrato verrà (e pesta i piedi a qualche pezzo grosso) chiamato a risponderne d'avanti ad un giudice, e aivoglia a dire ma Chiti a detto il parlamento ha ammesso, per il giudice esiste solo la legge(come e giusto che sia).

    Come al solito ce lo stanno mettendo in quel posto con bene stare nostro.
    I nostri politicanti sono FURBI e ci conoscono.
    e mo dateme pure addosso
    ciauz
    non+autenticato
  • ... che tristezza. dalle mie parti si dice:
    Abbiamo sbagliato, chi paga? Tanto paga Pantalone!

    ma i nostri politici quando votano le leggi si degnano di leggerle prima o vanno a fiducia? tanto anche se il cittadino non capisce tiramo a campare lo stesso .. Mah!
    non+autenticato
  • mentre Chiti e anche il Commissario Straordinario della SIAE ed estensore della legge, Mauro Masi, si affannano a rassicurare che i siti che fanno informazione saltuaria NON si devono registrare, il sito http:\\www.dirittodautore.it (che mi risulta "vicino" alla SIAE) ha CHIUSO il servizio di News, con questo comunicato:
    "Per adempiere a quanto richiesto dalla nuova legge, siamo costretti a sospendere il servizio di news".
    Potete controllare all'URL: http://www.dirittodautore.it/news.asp?IDNews=289
    non+autenticato
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