Marco Calamari

Cassandra Crossing/ Cara Presidente

di M. Calamari - Una lettera aperta al presidente della Camera Boldrini. Che invoca il controllo della Rete in un paese che già la controlla. E avrebbe già gli strumenti legali per agire senza operare censure

Roma - La cronaca ci ha raccontato, penso in maniera completa e forse anche troppo dettagliata, quello che le è accaduto attraverso la Rete.
Mi permetta di esprimerLe, per quello che vale ma in maniera sincera, e non formale o di convenienza, tutta la mia solidarietà.

Dovendo limitarmi ad esporre le mie opinioni (altri devono indagare e decidere nel merito) ritengo che nei Suoi confronti siano state violate tutte le regole di comportamento che in Rete, per disciplina condivisa ed accettata, sono dovute a chiunque, e che siano stati compiuti nei suoi confronti numerosi ed odiosi reati.
Per tutto questo le rinnovo la mia solidarietà, ed anche quella di tanti altri cittadini della Rete, sia di nazionalità italiana che non.

Ritengo però altrettanto giusto e doveroso farLe presenti alcune affermazioni lette nelle cronache nell'ambito di questa vicenda, sia Sue che di altri esponenti politici, sui cui sono altrettanto obbligato ad esprimere il mio totale disaccordo.
Dico questo perché, malgrado una comune generazione ci unisca, la mia strada mi ha portato a seguire le questioni della Rete legate ai diritti civili fin dall'inizio, e da qualche anno anche quelle legate al mondo del giornalismo.
Anzi, le nostre strade si sono probabilmente avvicinate recentemente all'IJF di Perugia, dove anche io ho avuto il piacere di essere stato più di una volta relatore.

Non so se Lei conosce qualche dettaglio della situazione della Rete in Italia, perché quando si parla di "Internet censurata" tutti pensano e scrivono "Cina".
Mai "Italia".

Senza entrare in particolari, peraltro facilmente reperibili, Le ricordo che l'Italia, proprio come la Cina ed al contrario di quasi tutti i paesi dell'Unione Europea, già finanzia ed attua una censura preventiva generalizzata della Rete.

La prego, per verificare la realtà di queste affermazioni, di controllare la posizione infima (ed indegna di una democrazia parlamentare) dell'Italia nelle classifiche compilate da organizzazioni internazionali, anche di giornalisti, come Reporter Sans Frontières o l'Electronic Frontier Foundation. Sono simili, ma peggiori, a quelle equivalenti sulla libertà di stampa e sul rispetto dei diritti della persona. In tutte l'Italia è a malpartito.

Visto che chi le scrive è da decenni impegnato a denunciare ed ove possibile contrastare con tutti i mezzi legali questa deriva autoritaria (non è una opinione personale ed isolata, lo sostengono in tanti, anche all'estero), mi permetto di esprimerle la mia gravissima preoccupazione nel sentir invocare nuove e più rigide norme per "controllare il web". Non sorrido nemmeno davanti all'ingenuità ed all'approssimazione di questa espressione, perché so benissimo che in Italia, ed anche nella Camera che Lei ha l'onore di presiedere, ci sono numerose persone ben più influenti di me che hanno fatto di tutto perché la Rete italiana si trasformasse in quanto di più simile a quella cinese fosse possibile.

Sono convinto che una parte di loro, sostanzialmente indifferente alla materia, sia stata mal consigliata e mal guidata dal proprio staff, come sono sicuro che invece molti avessero ed abbiano perfetta cognizione delle conseguenze delle leggi che hanno contribuito a scrivere, votare ed approvare.

Mi permetta perciò un invito, sia come esperto che come cittadino da Lei rappresentato.
Una volta che l'onda emotiva di quanto purtroppo Le è capitato sarà passata, non ceda e soprattutto non promuova iniziative ammantate di ottime intenzioni, riempite di pessime norme e foriere di limitazioni di diritti civili, in violazione di quella Costituzione formale e sostanziale, che Lei ha giurato, anche recentemente, di difendere.

Le leggi che consentono di perseguire e punire i reati di cui Lei è stata vittima già esistono in abbondanza.
Investigatori e Magistrati già possiedono i mezzi per perseguirli con efficacia tanto in Rete come al di fuori di essa.

Ciò che un brillante autore contemporaneo illustra in questa "Guida ad Internet per Tiranni" è quello che ci attende se queste derive non saranno, oggi ed in futuro, costantemente contrastate.
Se la Sua carica gliene lasciasse il tempo, cerchi semmai di rimediare a qualcuna delle... - vorrei usare una diversa parola, ma la sostituisco con "storture" - che i suoi colleghi e predecessori hanno voluto esplicitamente oppure non hanno democraticamente contrastato.

Le rinnovo la mia solidarietà.

Marco Calamari
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55 Commenti alla Notizia Cassandra Crossing/ Cara Presidente
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  • comunque mi sa tanto che la realtà supera la fantasia (e anche cassandra):
    https://yanfry.wordpress.com/2013/04/02/il-governo.../
    non+autenticato
  • cassandra,
    questa lettera aperta meriterebbe di poter essere sottoscritta per adesione da chi desiderasse farlo, e tutte le sottoscrizioni sarebbero da far pervenire al destinatario della medesima...
    suggerirei un sito o una pagina apposita da rendere disponibile in questo senso...
    non+autenticato
  • Sarà un'impressione personale, ma avendo girato molto per l'Europa, ho trovato che in alcuni paesi, la mano dello stato sulla rete è molto più pesante di quanto sia in Italia, la differenza sta nella volontà dello Stato di non censurare, volontà sulle quali le lobby economiche fanno comunque estrema pressione.

    In tanti paesi dove lo stato non applica censura e che nelle classifiche sono considerati "liberi", le connessioni di rete sono filtratissime a livello di servizi e IP, e gli IP pubblici sono molto più scarsi, mentre qui ogni connessione casereccia dispone di un IP pubblico.

    Per esempio in Italia è stata censurata Pirate Bay, hanno mandato la letterina ai provider per bloccare i DNS. Risultato ? Ecco appunto.

    L'impressisone è che se il Governo Inglese VOLESSE bloccare Pirate Bay sarebbe in grado di applicare tenaglie e sanzioni nemmeno paragonabili a quelle italiane, rendendo di fatto inaccessibile Pirate Bay alla maggior parte dei cittadini.

    L'Italia è un paese dove in teoria non esiste nemmeno la libertà di espressione visto che è garantita esclusivamente ad un ordine professionale privilegiato (quello dei giornalisti, vedi art. 21) ma in pratica puoi fare e scrivere ciò che vuoi, minacciare la gente e insultarla senza che accada praticamente nulla.

    Se lo fai in America e parte una denuncia il giorno dopo ti arrestano, punto e basta.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Witw
    > L'Italia è un paese dove in teoria non esiste
    > nemmeno la libertà di espressione visto che è
    > garantita esclusivamente ad un ordine
    > professionale privilegiato (quello dei
    > giornalisti, vedi art. 21)

    Cosa c'entra l'art. 21? Nemmeno cita l'ordine dei giornalisti o i giornalisti.
    La libertà di espressione si può esercitare da soli o in gruppo esattamente come la libertà di andare a zonzo con la propria auto o moto quando lo si desidera. Non significa che non sia richiesto il possesso del veicolo su cui si procede e la patente per guidarlo, però.


    > ma in pratica puoi
    > fare e scrivere ciò che vuoi, minacciare la gente
    > e insultarla senza che accada praticamente nulla.

    No, talvolta qualcosa accade, qualcosa di brutto:

    http://punto-informatico.it/3762433/PI/News/stormf...

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/10/23/caso-sa.../

    Non molte volte, questo sì, ma la giustizia sa essere particolarmente severa anche con questo reati, in talune circostanze.


    > Se lo fai in America e parte una denuncia il
    > giorno dopo ti arrestano, punto e
    > basta.

    Mi citi dei casi di cittadini Usa arrestati per diffamazione il giorno dopo che hanno scritto qualcosa?
  • - Scritto da: Leguleio
    > - Scritto da: Witw
    > > L'Italia è un paese dove in teoria non esiste
    > > nemmeno la libertà di espressione visto che è
    > > garantita esclusivamente ad un ordine
    > > professionale privilegiato (quello dei
    > > giornalisti, vedi art. 21)
    >
    > Cosa c'entra l'art. 21? Nemmeno cita l'ordine dei
    > giornalisti o i
    > giornalisti.

    Sapevo che avresti avuto da replicareOcchiolino

    L'articolo 21 è un articolo furbetto cita in modo molto sommesso la libera stampa, infatti se al primo verso (o comma) dice che tutti hanno diritto di manifestare il proprio pensiero, al secondo precisa che la STAMPA non può essere soggetta ad autorizzazioni e censure ... ok la STAMPA ma chi è la stampa ? Uno che scrive qualcosa o uno iscritto all'Ordine dei Giornalisti ?

    Queste definizioni sono sancite dalle disposizioni contenuti nella legge 47 del 1948, il cui articolo 16 è molto chiaro in proposito, e ha portato a condanne come quella a Carlo Ruta.

    > Non significa che non sia
    > richiesto il possesso del veicolo su cui si
    > procede e la patente per guidarlo,
    > però.
    >

    Quindi pubblicare Blog senza patente è reato o libera manifestazione di pensiero ? Questa è una evidente distonia di cui parlavo ma è un parere personale, se tu ritieni che le cose stiano diversamente sarò lieto di sentirne le ragioni.

    ....
    > Mi citi dei casi di cittadini Usa arrestati per
    > diffamazione il giorno dopo che hanno scritto
    > qualcosa?

    Non intendevo la diffamazione, intendevo le minacce esplicite verso una particolare persona. Non ho però elementi legali per dimostrarlo, non faccio l'avvocato e potrei anche sbagliarmi.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Witw


    > > > L'Italia è un paese dove in teoria non
    > esiste
    > > > nemmeno la libertà di espressione visto
    > che
    > è
    > > > garantita esclusivamente ad un ordine
    > > > professionale privilegiato (quello dei
    > > > giornalisti, vedi art. 21)
    > >
    > > Cosa c'entra l'art. 21? Nemmeno cita
    > l'ordine
    > dei
    > > giornalisti o i
    > > giornalisti.
    >
    > Sapevo che avresti avuto da replicareOcchiolino
    >
    > L'articolo 21 è un articolo furbetto cita in modo
    > molto sommesso la libera stampa,

    La libertà di espressione. Che è un diritto separato dalla libertà di stampa. La prima può essere solo verbale o artistica, o realizzata tramite lettere private. Se entrambi i diritti sono garantiti è meglio, ma non è automatico.


    > infatti se al
    > primo verso (o comma)

    Al primo comma . La costituzione non è una poesia.

    > dice che tutti hanno
    > diritto di manifestare il proprio pensiero, al
    > secondo precisa che la STAMPA non può essere
    > soggetta ad autorizzazioni e censure ... ok la
    > STAMPA ma chi è la stampa ? Uno che scrive
    > qualcosa o uno iscritto all'Ordine dei
    > Giornalisti
    > ?

    Uno che fa stampare qualcosa, anche un manifesto o un volantino. E per questi ultimi non è necessario essere giornalisti, bisogna solo indicare il luogo in cui si trova la tipografia (almeno in teoria).
    Ma anche su un giornale possono scrivere giornalisti e non giornalisti. Deve essere iscritto all'ordine solo il direttore responsabile (e non il direttore editoriale).


    > Queste definizioni sono sancite dalle
    > disposizioni contenuti nella legge 47 del 1948,
    > il cui articolo 16 è molto chiaro in proposito, e
    > ha portato a condanne come quella a Carlo
    > Ruta.

    Annullata dalla Cassazione, aggiungiamo il dettaglio.


    > > Non significa che non sia
    > > richiesto il possesso del veicolo su cui si
    > > procede e la patente per guidarlo,
    > > però.
    > >
    >
    > Quindi pubblicare Blog senza patente è reato o
    > libera manifestazione di pensiero ?

    No, ormai l'equiparazione weblog = giornale è stata abbandonata. Ma pubblicare giornali senza che il direttore responsabile sia iscritto all'ordine dei giornalisti è ancora un illecito. Comunque sono ammessi al ruolo di direttori anche quei giornalisti iscritti nell'elenco speciale, non ci vuole granché.


    > > Mi citi dei casi di cittadini Usa arrestati
    > per
    > > diffamazione il giorno dopo che hanno scritto
    > > qualcosa?
    >
    > Non intendevo la diffamazione, intendevo le
    > minacce esplicite verso una particolare persona.
    > Non ho però elementi legali per dimostrarlo, non
    > faccio l'avvocato e potrei anche
    > sbagliarmi.

    Raramente negli Stati Uniti si mostrano i muscoli in casi, come quello della minaccia, nei quali il reato è puramente concettuale.
  • Non mi risulta. Basta informarsi delle ultime azioni della Gdf in accordo con gli ISP italiani. Prima di parlare può essere utile informarsi delle attività delle istituzioni, soprattutto quando se ne fa parte.
    non+autenticato
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