Mauro Vecchio

USA: la Cina dietro i cyberattacchi

La denuncia in un rapporto inviato al Congresso dai vertici militari statunitensi: il governo cinese avrebbe ordinato numerose offensive informatiche in tutto il 2012

Roma - Il governo cinese avrebbe ordito alcuni tra i più violenti attacchi informatici contro le infrastrutture statunitensi: lo hanno denunciato i vertici del Pentagono nell'ultimo rapporto annuale per il Congresso di Washington. La cyber-intelligence al servizio delle autorità asiatiche avrebbe così agito in maniera diretta per intrufolarsi tra numerose reti di computer - comprese quelle governative - gestite in terra statunitense.

Non è certo la prima volta che il governo di Pechino finisce nel mirino degli States per questioni legate alla cybersicurezza, in particolare dopo gli attacchi ai database dei grandi quotidiani a stelle e strisce. Nel report stilato dal Pentagono si spiega come l'intelligence asiatica mirerebbe al rastrellamento di informazioni utili a comprendere meglio la visione dei policymaker statunitensi sulle attività governative di Pechino.

In risposta ad un precedente rapporto pubblicato da Mandiant - che aveva tirato in ballo l'Unità 61398 dell'esercito cinese come origine degli attacchi contro New York Times e Wall Street Journal - il ministero della Difesa cinese si era scagliato contro i cracker USA, indicati come i principali responsabili dei quasi 150mila attacchi mensili subiti nel 2012 dalle infrastrutture militari in terra asiatica. (M.V.)
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