Mauro Vecchio

Migliorano le condizioni di lavoro in Foxconn

Fair Labor Association (FLA) certifica alcuni passi in avanti. Ma occorre ancora risolvere due questioni: diminuire il carico di ore lavorative e favorire la rappresentanza sindacale

Roma - Osservata speciale di Apple e della statunitense Fair Labor Association (FLA), Foxconn avrebbe risolto il 98 per cento delle spinose problematiche denunciate dalla stessa associazione di Washington nelle pratiche e condizioni di lavoro imposte a migliaia di stagisti e dipendenti in terra cinese. Per la discussa fabbrica-città controllata dal gruppo Hon Hai è ora arrivato il momento di mettere in pratica gli avvertimenti più pesanti.

Con una deadline fissata al prossimo luglio, i vertici di Foxconn dovranno risolvere almeno altre due questioni della massima urgenza, a partire dal volume massimo di ore lavorative per tutti i suoi dipendenti. La legge cinese impone infatti un limite di 40 ore settimanali più una media di nove ore di straordinari. Allo stato attuale, la fabbrica asiatica ha già tagliato il carico complessivo a 60 ore settimanali.

"Hanno fatto molti progressi, ma c'è ancora molto lavoro da fare", ha spiegato Auret Van Heerden, a capo di FLA. Nelle ultime indagini effettuate dall'associazione statunitense, Foxconn non avrebbe sufficienti risorse umane per supportare i carichi di lavoro commissionati da aziende come Apple, che si basano su un ciclo di produzione a ritmi stagionali. Ecco perché Foxconn deve affidarsi ad un volume elevato di straordinari per consegnare i vari dispositivi.
In aggiunta, numerosi lavoratori cinesi restano al proprio posto in archi temporali limitati, genericamente non più di un anno. Questa forma volatile nell'assunzione a Foxconn porterebbe gli stessi dipendenti a trascurare gli aspetti sindacali, seconda grande problematica che dovrà essere risolta da Hon Hai entro l'estate di quest'anno. La strada sembra però in discesa: il livello di rappresentanza sindacale è cresciuto del 39 per cento nel centro di Guanlan.

Mauro Vecchio
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17 Commenti alla Notizia Migliorano le condizioni di lavoro in Foxconn
Ordina
  • Negli Stati Uniti qualcuno si è accorto della politica suicida dell'Occidente e, visto il nuovo sodalizio Russia-Cina, cerca di riportare la produzione e la tecnologia in patria, mentre, notizia fresca, in Italia la Magneti Marelli sta esportando in Cina 30 milioni di euro per un nuovo stabilimento. Come paese ci stiamo veramente suicidando in quanto esportiamo capitali e importiamo gente povera e disperata che non avendo niente da perdere è disposta a tutto, anche a gesti inconsulti.
    non+autenticato
  • Quando ci si basa sul lavoro precario, lo sfruttamento intensivo degli straordinari, la totale mancanza di valorizzazione delle professionalità e delle risorse personali dei dipendenti.... non ci si può meravigliare che
    i nodi vengano al pettine.

    Sarà prima, sarà dopo ma prima o poi la cosa scoppia non c'è niente da
    fare.

    In cina hanno avuto un margine iniziale che permetteva queste cose... ma un poco per volta il cinese ha cominciato ad avere un pochino di soldi in tasca, a potersi permettere una vita meno grama e con quella a cominciare a preoccuparsi di qualcosa di più della ciotola di riso giornaliera.
    Tempo pochissimi anni (siamo agli ultimi fuochi) anche la "miniera" Cina comincerà (ha già cominciato) a diventare meno redditizia e il differenziale comincia a allinearsi.

    Č appunto inevitabile.

    E la Cina (checche se ne dica) è tutto fuorchè un paese di baluba con l'anello al naso.

    Piaccia o non piaccia è praticamente un gigante anche culturalmente parlando... non sono molti i paesi che hanno migliaia di anni di storia e sono tutti concentrati in mediterraneo con la sola esclusione di Cina e India.

    Non sarà per niente facile trovare una "alternativa" non esiste una "Cina di ricambio".

    La festa se non è finita è agli sgoccioli si vedono già i camerieri che aspettano di sgombrare i tavoli.
    non+autenticato
  • La nuova Cina è l'Africa, hanno già iniziato la nuova colonizzazione a promuovere opportunità di sviluppo già da alcuni anni.
    non+autenticato
  • - Scritto da: prova123
    > La nuova Cina è l'Africa, hanno già iniziato
    > la nuova colonizzazione a promuovere
    > opportunità di sviluppo già da alcuni
    > anni.
    L'africa non è la cina e è molto lotana dalle potenzialità della cina!
    Dove lo trovi un miliardo e mezzo di persone che vive in un ambiente "stabile e pacificato" socialmente e commercialmente dove puoi fidarti a fare fabbriche programmare la produzione e che in aggiunta ha pure grandi potenzialità come mercato interno?
    Prova a fare una fabbrica in sudan (per dire un posto tra i tanti in africa) nel giro di un mese talebani attentati bombardamenti ecc. ecc.
    Credi che la cina sia facilmente sostiuibile davvero?
    Rotola dal ridereRotola dal ridere
    Credi che chi fa le fabbriche possa vivere senza stabilità economica e sociale?
    E le infrastrutture chi ce le mette (le dighe le centrali... ne fanno una in un mese! le ferrovie la distribuzione i grandi porti la capacità di comprare e importare materie prime a gogo a qualunque prezzo tanto hanno le casseforti piene di dollari perchè si sono comprati l'enorme debito pubblico americano...) stai scherzando spero!

    Lascia perdere.... ripeto la cina non è sostituibile con nulla che non sia la Cina!
    non+autenticato
  • India, Vietnam, Indonesia, Malesya, Bangadlesh, Tailandia ovvero l'indocina escludendo la Cina appunto, più paesi del medioriente come Burkina Faso, Somalia e compagnia cantante.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Sam
    > India, Vietnam, Indonesia, Malesya, Bangadlesh,
    > Tailandia ovvero l'indocina escludendo la Cina
    > appunto, più paesi del medioriente come Burkina
    > Faso, Somalia e compagnia
    > cantante.
    Cantante?
    Cantano poco..
    Pensi davvero di mettere su una produzione di chip o impianti tecnologici in Burkina Faso?
    Con quali ingenieri quale manodopera e i compnenti li porti a dorso di cammello?
    E quando arrivano i mujaheddin che fai ?
    La produzione industriale (ripeto) stabilità sociale e economica, possibilità di pianificare e infrastrutture (porti energia ferrovie strade ecc.) adesso fai 2+2 e dimmi se il Burkina Faso è un possibile candidato.
    non+autenticato
  • Quattro punti interrogativi e due di sospensione. Le tue quotazioni sono in ribasso.
  • Veramente Sam ha citato una serie di paesi asiatici rispondendo a prova123. Che c'entra il Burkina Faso ? Oltretutto il Burkina Faso é povero, ma é uno dai paesi piú stabili della regione.

    Comunque per proseguire il discorso di Sam, l'alternativa alla Cina c'é giá. Ti sei dimenticato la crisi nel mercato degli hard disks quando c'é stata l'alluvione in Thailandia? Hai delle scarpe da ginnastica? controlla l'etichetta, la probabilitá piú forte é che ci sia scritto made in Viet Nam. Hai sentito del crollo della fabbrica tessile in Bangladesh? Dopo quella storia hanno parlato di tutte le catene europee che subappaltano la produzione di vestiti in Bangladesh, da lí vengono molti piú vestiti di quanto credi.

    L'Africa a partire dai paesi piú stabili sará la destinazione della prossima generazione, quando anche nelle Filippine gli stipendi saranno troppo alti (per ora si accontentano dei call centers in subappalto dall'India).
    non+autenticato
  • - Scritto da: qualcuno
    > Veramente Sam ha citato una serie di paesi
    > asiatici rispondendo a prova123. Che c'entra il
    > Burkina Faso ? Oltretutto il Burkina Faso é
    > povero, ma é uno dai paesi piú stabili della
    > regione.
    >
    Ops mi era sfuggita la seconda parte del suo post. Gli consiglio di guardare su Wikipedia dove sta il Burkina Faso.
    Quanto alla Somalia se ne riparla tra due generazioni..
    non+autenticato
  • - Scritto da: qualcuno
    > Veramente Sam ha citato una serie di paesi
    > asiatici rispondendo a prova123. Che c'entra il
    > Burkina Faso ? Oltretutto il Burkina Faso é
    > povero, ma é uno dai paesi piú stabili della
    > regione.
    >
    > Comunque per proseguire il discorso di Sam,
    > l'alternativa alla Cina c'é giá. Ti sei
    > dimenticato la crisi nel mercato degli hard disks
    > quando c'é stata l'alluvione in Thailandia? Hai
    > delle scarpe da ginnastica? controlla
    > l'etichetta, la probabilitá piú forte é
    > che ci sia scritto made in Viet Nam. Hai sentito
    > del crollo della fabbrica tessile in Bangladesh?
    > Dopo quella storia hanno parlato di tutte le
    > catene europee che subappaltano la produzione di
    > vestiti in Bangladesh, da lí vengono molti
    > piú vestiti di quanto
    > credi.

    Tutta produzione a bassissimo valore aggiunto e a infimo tenore tecnologico e con investimento richiesto bassissimo.
    La produzione industriale moderna non si regge più da tempo sulle fabbriche di tessuti e roba simile.
    Ripeto occorrono infrastrutture e stabilità politica sociale e economica oltre che una enorme (parliamo di un miliardo e mezzo) quantità di persone.
    Cina e India fanno da sole metà della popolazione mondiale te lo sei scordato?
    L'India prima o dopo arriva anzi sta arrivando... (ma deve ancora arrivare) il resto non è un sostitutivo pensabile.
    E anche così:
    Questa foto è presa a Mumbay
    Clicca per vedere le dimensioni originali

    E questa a shanghai:

    Clicca per vedere le dimensioni originali

    Noti qualche "piccola differenza"?
    E se si quale in estrema sintesi?
    non+autenticato
  • > Tutta produzione a bassissimo valore aggiunto e a
    > infimo tenore tecnologico e con investimento
    > richiesto bassissimo.
    > La produzione industriale moderna non si regge
    > più da tempo sulle fabbriche di tessuti e roba
    > simile.
    > Ripeto occorrono infrastrutture e stabilità
    > politica sociale e economica oltre che una enorme
    > (parliamo di un miliardo e mezzo) quantità di
    > persone.
    > Cina e India fanno da sole metà della popolazione
    > mondiale te lo sei
    > scordato?
    > L'India prima o dopo arriva anzi sta arrivando...
    > (ma deve ancora arrivare) il resto non è un
    > sostitutivo pensabile.

    Hai dimenticato un particolare fondamentale, servono persone preparate.
    Peró stai sottovalutando quei paesi. Tutti i paesi asiatici investono pesantemente in educazione, é un fatto culturale.
    Thailandia e Malaysia sono giá in condizioni di fare concorrenza alla Cina e giá stanno prendendo in carico alcune produzioni, ti devo ricordare ancora la storia degli hard disk o no?
    Ti sei dimenticato di cercare le foto di Bangkok e Kuala Lumpur.
    Il Vietnam segue a distanza ravvicinata. Nel frattempo Bangladesh e Indonesia prenderanno le produzioni a basso costo.
    Poi sará la volta di altri paesi tipo Cambogia, Laos, Birmania e alcuni paesi africani.

    Sará un ciclo continuo, i salari salgono in un paese, si sposta tutto in un altro paese. Quando sará finita la lista di paesi da sfruttare la tecnologia sará migliorata cosí tanto da permettere di fare le fabbriche completamente robotizzate.
    non+autenticato
  • - Scritto da: qualcuno
    > > Tutta produzione a bassissimo valore
    > aggiunto e
    > a
    > > infimo tenore tecnologico e con investimento
    > > richiesto bassissimo.
    > > La produzione industriale moderna non si
    > regge
    > > più da tempo sulle fabbriche di tessuti e
    > roba
    > > simile.
    > > Ripeto occorrono infrastrutture e stabilità
    > > politica sociale e economica oltre che una
    > enorme
    > > (parliamo di un miliardo e mezzo) quantità di
    > > persone.
    > > Cina e India fanno da sole metà della
    > popolazione
    > > mondiale te lo sei
    > > scordato?
    > > L'India prima o dopo arriva anzi sta
    > arrivando...
    > > (ma deve ancora arrivare) il resto non è un
    > > sostitutivo pensabile.
    >
    > Hai dimenticato un particolare fondamentale,
    > servono persone preparate.

    No io no sembra che lo hai dimenticato tu.

    >
    > Peró stai sottovalutando quei paesi. Tutti i
    > paesi asiatici investono pesantemente in
    > educazione, é un fatto
    > culturale.

    No gli unici che investono sono la cina e l'india

    > Thailandia e Malaysia sono giá in condizioni
    > di fare concorrenza alla Cina e giá stanno
    > prendendo in carico alcune produzioni, ti devo
    > ricordare ancora la storia degli hard disk o
    > no?

    La Malesia e la thailandia sono piccole e producono da prima della cina.
    Le prime ram e processori con sopra scritto "made in malaysia" le ho viste nel 1980 su computer con bus s-100 e z80 come processore (z-80A per l'esattezza).
    E a quell'epoca in Cina non c'era nulla.
    Se hanno dovuto mettere (dopo) in campo la cina un motivo ci sara?

    > Ti sei dimenticato di cercare le foto di Bangkok
    > e Kuala
    > Lumpur.

    La differenza permane!
    Sopratutto se vai indietro nel tempo ...
    I grattacieli di Kuala Lumpur sono più vecchi di quelli di shanghai te lo ho detto e spiegato qui sopra.

    > Il Vietnam segue a distanza ravvicinata. Nel
    > frattempo Bangladesh e Indonesia prenderanno le
    > produzioni a basso costo.
    Il Vietnam è piccolo ancora non capisci l'importanza della dimensione?
    Lo sai che il Guangdong da solo (praticamente quasi un unica grande fabbrica) pur essendo solo una provincia ha 95 milioni (quasi due volte l'intera popolazione italiana) di addetti che lavorano nella produzione industriale?
    Capisci l'impatto che questo ha nella produzione massiva e nella riduzione di costi data dai fattori di scala?
    Non esiste altro posto al mondo dove tu possa fare altrettanto.
    La cina è la cina e non lo è per caso.
    non+autenticato