Mauro Vecchio

AGCOM alla caccia dei traffici della pirateria

Il presidente Angelo Marcello Cardani chiede un approccio doing-by-learning per favorire lo sviluppo di un mercato legale dei contenuti. Tutte le posizioni dei vari stakeholder intervenuti al workshop dell'AutoritÓ tricolore

Roma - Un fenomeno complesso, che richiede innanzitutto un approccio di educazione alla cultura della legalità nella fruizione di contenuti. La pirateria secondo il presidente dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) Angelo Marcello Cardani, nel suo saluto di apertura dell'atteso workshop sulla tutela del diritto d'autore nelle nuove reti di comunicazione elettronica.

Per limitare la condivisione illecita dei contenuti audiovisivi, Cardani ha illustrato l'ottica di AGCOM a "favorire lo sviluppo di un mercato dei contenuti digitali aperto, legale e nel quale tutti possano operare a parità di condizioni con la prospettiva di trarne vantaggio, siano essi titolari dei diritti di proprietà intellettuale, prestatori di servizi della società dell'informazione, o - last, but not least - consumatori e utenti finali".

Rivolgendosi alla platea dei vari stakeholder, il presidente di AGCOM si è soffermato sulla delicata questione legata all'enforcement, già oggetto di critiche nel precedente schema di regolamento annunciato dalla stessa Autorità tricolore per combattere gli scariconi e le piattaforme della condivisione illecita. Cardani ha ora riconosciuto un rapporto critico tra diritto d'autore e "altri diritti fondamentali dell'individuo".
"Vorrei evidenziare come, mentre secondo alcuni sussisterebbe un contrasto tra libertà di espressione e proprietà intellettuale, a parere dell'Autorità essi costituiscono entrambi diritti fondamentali - ha spiegato Cardani - rispettivamente in base agli articoli 11 e 17 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea, la cui tutela deve essere assicurata quindi nel rispetto dei principi di legalità, ragionevolezza e proporzionalità".

Aprendo al confronto con i vari protagonisti dell'industria culturale italiana, AGCOM vorrebbe introdurre un approccio di tipo doing-by-learning, che risulti basato su un'accurata analisi di tutti "i dati economici e gli aggiornamenti giuridici rilevanti in materia, e quindi sulla conseguente valutazione delle opzioni che risultino proporzionate ed effettive nell'ottica dell'obiettivo di una regolazione in linea con il quadro della disciplina e degli orientamenti comunitari e con le più recenti evoluzioni internazionali in materia", ha concluso Cardani.

Per Marco Polillo, presidente di Confindustria Cultura Italia (CCI), "è arrivato il momento che ognuno si assuma le proprie responsabilità per consentire lo sviluppo dell'offerta dei contenuti culturali online: il mondo dell'industria lo ha già fatto, adesso tocca a chi deve garantire il rispetto delle norme". L'industria culturale non sarebbe affatto intenzionata a violare la privacy degli "internauti", nè "staccare la connessione a chi scambia file online". "Vogliamo però allo stesso tempo che chi ha il potere di fermare i delinquenti che si arricchiscono alle spalle di chi lavora per la cultura lo faccia", ha ribadito Polillo.

Contro la censura di Internet si è schierata anche la Federazione per la Tutela dei Contenuti Audiovisivi e Multimediali (FAPAV) nelle dichiarazioni del suo segretario generale Federico Bagnoli Rossi. "Contrastare la pirateria digitale non significa censurare Internet - ha assicurato Bagnoli Rossi - né tanto meno colpire il singolo fruitore di una creazione audiovisiva o multimediale. Significa invece bloccare alla fonte un mercato illecito che sfrutta a costo zero il lavoro di altri e provoca pesanti ricadute sul fronte economico ed occupazionale". Stando ai dati snocciolati dalla FAPAV, l'Italia rientrerebbe tra i paesi più a rischio: nel 2010, la condivisione di 385 milioni di file audiovisivi illeciti avrebbe causato un danno economico quantificato in 500 milioni di euro.

Se anche l'antitrust chiede soluzioni per salvaguardare il diritto del pubblico alla diffusione della conoscenza - senza minacciare le potenzialità del Web - il presidente di Confindustria Digitale Stefano Parisi boccia la proposta avanzata in Francia nel rapporto Lescure per una nuova tassazione sull'acquisto di smartphone e tablet capaci di accedere ai contenuti in formato digitale. "╚ un approccio che vuole lasciare nei fatti le cose come stanno e dall'altro lato strizza un occhio alle attività illegali sulla rete - ha spiegato Parisi - Dobbiamo seguire la strada dei soldi e fare in modo che la gente paghi per i contenuti".

Per il direttore dell'Associazione Italiana Editori (AIE) Alfieri Lorenzon, bisogna trovare un quadro normativo certo "nel quale operare per continuare ad investire". "Oggi gli editori italiani hanno messo a disposizione un'offerta legale ampia e accessibile - ha spiegato Lorenzon nel suo intervento al workshop tenutosi alla Camera - Gli ebook offerti sul mercato italiano hanno superato quota 100mila, prodotti da quasi 2mila marchi diversi. I titoli sono circa 60mila. Circa il 50 per cento delle novità italiane oggi esce in contemporanea anche in ebook. Il 98 per cento dei libri scolastici italiani ha un'estensione digitale, secondo una formula mista che è prevalente in tutti i mercati internazionali".

Se il mercato editoriale in formato elettronico può rappresentare un esempio virtuoso per l'approccio doing by learning annunciato da AGCOM, il Web italiano potrebbe già tirare un sospiro di sollievo per la sbandierata promessa di non intaccare diritti fondamentali come la libertà di espressione in Rete. Il cosiddetto approccio follow the money - già consigliato da colossi del web come Google - andrebbe a bloccare i pirati alla fonte dei loro guadagni. Il fallimento del vecchio schema di regolamento - bombardato dalle critiche con iniziative quali quella del sitononraggiungibile.info - potrebbe aver insegnato all'Autorità tricolore una lezione preziosa per un bilanciamento corretto tra tutela del copyright e libera condivisione delle idee e dei contenuti su Internet.

Mauro Vecchio
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58 Commenti alla Notizia AGCOM alla caccia dei traffici della pirateria
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  • e basta con queste menate... si combatte duramente la pirateria da quanto tempo? 30 anni? Lasciateciin pale, il digitale è copiabilità, copiare i contenuti è una cosa istintiva e naturalissima.
    non+autenticato
  • - Scritto da: no videoteche
    > e basta con queste menate... si combatte
    > duramente la pirateria da quanto tempo? 30 anni?
    > Lasciateciin pale, il digitale è copiabilità,
    > copiare i contenuti è una cosa istintiva e
    > naturalissima.
    Già, peccato che sia illegale e come tale deve essere combattuta in un paese civile.
    non+autenticato
  • Come dissi qualche giorno fa' la pirateria ormai è agli sgoccioli. Pirati pentitevi finche siete in tempo!
    non+autenticato
  • - Scritto da: Videoteca Genesi
    > Come dissi qualche giorno fa' la pirateria
    > ormai è agli sgoccioli. Pirati pentitevi
    > finche siete in tempo!

    Ma pentirsi chi ? Non c'e' ormai piu' nessuno che pirata.

    Si possono tranquillamente deviare le forse di controllo e polizia da altre parti, smettere di sprecare risorse controllando reti p2p ed eliminare gli inutili blocchi ai siti pirata che tanto piu' nessuno guarda.
    krane
    22544
  • - Scritto da: krane
    > - Scritto da: Videoteca Genesi
    > > Come dissi qualche giorno fa' la pirateria
    > > ormai è agli sgoccioli. Pirati pentitevi
    > > finche siete in tempo!
    >
    > Ma pentirsi chi ? Non c'e' ormai piu' nessuno che
    > pirata.
    >
    > Si possono tranquillamente deviare le forse di
    > controllo e polizia da altre parti, smettere di
    > sprecare risorse controllando reti p2p ed
    > eliminare gli inutili blocchi ai siti pirata che
    > tanto piu' nessuno
    > guarda.

    Quoto, bisognerebbe eliminare anche l'equo compenso infatti.
    non+autenticato
  • Il copyright, così come il brevetto e le altre forme di proprietà intellettuale, è un monopolio. E come tutti i monopoli, danneggia sia i consumatori che la concorrenza. Per quello va gradualmente superato in diversi modi. No, non è la tesi di qualche guru del software libero, vicino ad Anonymous o al partito dei Pirati, ma di David K. Levine, un economista neoclassico della Washington University di Saint Louis, Missouri, che nell'introduzione al suo libro , scritto a quattro mani insieme al collega Michele Boldrin, Against intellectual monopoly, si definisce "a conservative economist". Per lui, i benefici per il superamento dell'attuale sistema si vedrebbero soprattutto nel lungo termine, ma anche nell'immediato.

    Segue qui
    http://www.linkiesta.it/copyright-danno-consumator...
  • Le solite balle. Mi sono stancato anche solo di leggerle. Vogliono introdurre un balzello sugli smartphone? Ci risparmiassero le solite chiacchiere nell'ennesimo, inutile "workshop". "L'industria ha fatto la sua parte". No. L'industria non l'ha fatto. Aspettiamo da anni una piattaforma per i contenuti cinematografici che sia anche solo vagamente simile a ciò che iTunes, Spotify e Google Music rappresentano per i contenuti audio. Questo perché l'industria non ha trovato un accordo che si conciliasse con le sue esose aspettative, preferendo stringere accordi solo ed esclusivamente con le pay-TV che, con tutto il rispetto per gli sforzi che fanno per presentarsi sul web in qualche modo, NON sono il web.

    Del resto le carenze dell'industria culturale emergono anche da questo comunicato propagandistico, quando il direttore dell'Associazione Italiana Editori afferma che il 50% delle novità editoriali viene proposto in formato ebook e che il 98% dei testi scolastici offre un estensione ebook. Se ci pensate sono numeri impresentabili. Oggi il 100% delle NOVITA' dovrebbe essere proposto in formato ebook ed una parte cospicua del vecchio catalogo distribuito digitalmente. Quanto ai testi scolastici è più che evidente che "l'estensione" non è il testo ufficiale, che quindi gli studenti sono costretti a continuare a comprare pesanti e costosi tomi di carta come 20 anni fa.

    Se poi queste carenze devono essere usate come pretesto per un ulteriore giro di vite alla legislazione del diritto d'autore, come se già non ci fossero leggi di ogni genere in proposito, anche fortemente punitive come la Urbani, facciano pure, sappiamo da anni quale sia lo scopo della loro attività di lobbying, però la smettano di affermare che la libertà e la privacy degli utenti della Rete non verrà compromessa, farlo è nè più né meno come affermare che una guerra preventiva ad uno Stato canaglia non farà vittime civili.
  • 90 minuti di applausi
    non+autenticato
  • Ben detto paisà!
    non+autenticato
  • ... "soldi", "arricchirsi", "seguire il flusso dei soldi"... tutte cose che mancano se uno scarica e basta.
    Sono sbagliate la mentalità, la conoscenza delle tecnologie attuali e le soluzioni proposte.
    A proposito del mercato "legale" di cui parla i prezzi fanno pietà essendo a volte superiori alla controparte "fisica".
    E, inoltre, non è anche questo "mercato legale" un danno economico con perdita di migliaia e migliaia di posti "fisici" di lavoro?
    non+autenticato
  • Oh, senza dubbio. Ma vedrai, che, per una porta che si chiude, tante se ne apriranno ... nella ristorazione, nell'agricoltura ... ci sono così tanti campi lasciati a loro stessi !
  • Non sarei così ottimista, sono posti già occupati da extracomunitari a qualche centinaio di euro al mese e in nero.
    non+autenticato
  • perchè?
    non+autenticato
  • - Scritto da: M.R.
    > ... "soldi", "arricchirsi", "seguire il flusso
    > dei soldi"... tutte cose che mancano se uno
    > scarica e
    > basta.
    > Sono sbagliate la mentalità, la conoscenza delle
    > tecnologie attuali e le soluzioni proposte.
    >
    > A proposito del mercato "legale" di cui parla i
    > prezzi fanno pietà essendo a volte superiori alla
    > controparte
    > "fisica".
    > E, inoltre, non è anche questo "mercato legale"
    > un danno economico con perdita di migliaia e
    > migliaia di posti "fisici" di
    > lavoro?
    No, molti operatori rimangono al loro posto. ╔ giusto seguire il progresso, non é giusto danneggiare qualcuno e permettere arricchimenti illeciti ad altri.
    non+autenticato
  • Quindi sei ha favore nello smantellare tutte queste merdate che fanno in favore di un copyright che campa di privilegi assurdi ?
  • - Scritto da: Sg@bbio
    > Quindi sei ha favore nello smantellare tutte
    > queste merdate che fanno in favore di un
    > copyright che campa di privilegi assurdi
    > ?
    Per favore, lasciamo perdere i voli pindarici, come si fa a parlare di privilegi quando si sta solo impedendo l'illegalità. Il lavoro, qualsiasi esso sia deve essere tutelato, non è possibile pensare che non serva comprare il tuo lavoro perchè qualcuno l'ha messo in rete. Guarda che tolto il lavoro manuale tutto è in pericolo e se un giorno farai una qualsiasi scoperta o creazione cambieresti idea in un attimo vedendola girare per il mondo senza un compenso.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Allibito

    > Per favore, lasciamo perdere i voli pindarici,
    > come si fa a parlare di privilegi quando si sta
    > solo impedendo l'illegalità.

    Ah quindi loro possono vivere fino alla fine dell'universo sul lavoro altrui facendo pressioni per cambiare le leggi, quando stanno perdendo l'esclusività di sfruttamento magari violando anche diritti un bel pò più importanti del copyright ? Tipo il diritto di possesso, di rivendita tra privati, di prestito, la libertà d'espressione, di cronaca, di citazione, tutte quelle robe che uno stato civile supporta.


    Il lavoro, qualsiasi
    > esso sia deve essere tutelato, non è possibile
    > pensare che non serva comprare il tuo lavoro
    > perchè qualcuno l'ha messo in rete.

    Luoghi comuni, luoghi comuni ovunque, infatti guarda, tutte la major sono fallite con internet! Steam ha chiuso dopo tre mesi, Itunes e solo un player pesante per caricare la musica sul ipod presa da emule e torrnet... Ma smettila perfavore! La realtà è molto ben diversa da come la dipingono i piagnoni del diritto d'autore fino a 500 mila anni dalla morte dell'ultimo dicendente fancazzista.



    Guarda che
    > tolto il lavoro manuale tutto è in pericolo e se
    > un giorno farai una qualsiasi scoperta o
    > creazione cambieresti idea in un attimo vedendola
    > girare per il mondo senza un
    > compenso.

    Mamma mia che miopia la tua, guarda che le scoperte scientifiche sono una cosa, le canzonette, i filmini o i giochini ne sono un'altra. Non mischiare le cose, perfavore.

    A parte che prima di tutto il lavoro in molte parti del mondo e carente per colpa della cupidigia di chi vuole speculare su tutto senza riflettere.

    Un'altra cosa e la condivisione di materiale protetto dal copyright che dura eccessivamente, che tra l'altro è stato dimostrato più volte da studi imparziali, che non provoca quei fantomatici danni che tu fanfari.
  • - Scritto da: Sg@bbio
    > - Scritto da: Allibito
    >
    > > Per favore, lasciamo perdere i voli pindarici,
    > > come si fa a parlare di privilegi quando si sta
    > > solo impedendo l'illegalità.
    >
    > Ah quindi loro possono vivere fino alla fine
    > dell'universo sul lavoro altrui facendo pressioni
    > per cambiare le leggi, quando stanno perdendo
    > l'esclusività di sfruttamento magari violando
    > anche diritti un bel pò più importanti del
    > copyright ? Tipo il diritto di possesso, di
    > rivendita tra privati, di prestito, la libertà
    > d'espressione, di cronaca, di citazione, tutte
    > quelle robe che uno stato civile
    > supporta.
    >
    >
    > Il lavoro, qualsiasi
    > > esso sia deve essere tutelato, non è possibile
    > > pensare che non serva comprare il tuo lavoro
    > > perchè qualcuno l'ha messo in rete.
    >
    > Luoghi comuni, luoghi comuni ovunque, infatti
    > guarda, tutte la major sono fallite con internet!
    > Steam ha chiuso dopo tre mesi, Itunes e solo un
    > player pesante per caricare la musica sul ipod
    > presa da emule e torrnet... Ma smettila
    > perfavore! La realtà è molto ben diversa da come
    > la dipingono i piagnoni del diritto d'autore fino
    > a 500 mila anni dalla morte dell'ultimo
    > dicendente
    > fancazzista.
    >
    >
    >
    > Guarda che
    > > tolto il lavoro manuale tutto è in pericolo e se
    > > un giorno farai una qualsiasi scoperta o
    > > creazione cambieresti idea in un attimo
    > vedendola
    > > girare per il mondo senza un
    > > compenso.
    >
    > Mamma mia che miopia la tua, guarda che le
    > scoperte scientifiche sono una cosa, le
    > canzonette, i filmini o i giochini ne sono
    > un'altra. Non mischiare le cose,
    > perfavore.
    >
    > A parte che prima di tutto il lavoro in molte
    > parti del mondo e carente per colpa della
    > cupidigia di chi vuole speculare su tutto senza
    > riflettere.
    >
    > Un'altra cosa e la condivisione di materiale
    > protetto dal copyright che dura eccessivamente,
    > che tra l'altro è stato dimostrato più volte da
    > studi imparziali, che non provoca quei
    > fantomatici danni che tu
    > fanfari.
    Inutile parlare ai sordi... il copyright dura eccessivamente quindi io invece di aspettare 70 anni non aspetto neanche 10 minuti dalla crerazione dell'opera e questo basta per farti sentire dalla parte della ragione. Sei solo un parassita della società, non hai mezzi, basterebbe dichiarare questo per essere almeno più credibile, non certo per passare ad aver ragione. Chi ruba una mela va capito e aiutato, ma sempre un reato ha commesso ed ha molte più attenuanti di te.
    non+autenticato
  • Di pomodori ce ne sono un sacco da raccogliere.

    Magari e' la volta buona che sentirete per la prima volta l'ebbrezza
    di un filo di sudore che scende dal collo.
    non+autenticato
  • Ben detto paisà!
    non+autenticato
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