massimo mantellini

Contrappunti/ Il burrone digitale

di M. Mantellini - Un paese condannato a un'agonia analogica. Schiacciato dalla nostra continua analisi del problema senza trovare alcuna soluzione. L'era digitale č partita, forse senza l'Italia

Roma - Quello che manca a questo Paese, da sempre, è un approccio complessivo verso il digitale. Fino a qualche anno fa tutto ciò poteva essere considerato nell'ambito delle possibili scelte strategiche, esattamente come lo era puntare sulle piccole e medie imprese per garantire benessere e prosperità alla nazione. Poi però ogni strategia è andata a farsi benedire, la voragine fra i Paesi che investono in tecnologia e quelli che la considerano un accessorio si è fatta ancora più ampia; il distacco con i nostri vicini da amplissimo ad incolmabile. Essere o non essere tecnologicamente competenti ha ribaltato il tavolo del mondo.

Questo è certamente un dramma, che condiziona il destino nostro e, soprattutto, dei nostri figli, ma nell'osservazione di questa Italia immobile c'è un aspetto che fa, se possibile, ancora più male ed è quello della nostra incomparabile arroganza. Siamo quelli che ancora stanno urlando "Te la faccio vedere io!" mentre precipitano giù dal dirupo come Wile E. Coyote.

I più ottimisti di noi continuano a pensare si tratti in fondo di un cartone animato. Che esista dietro l'angolo una possibile anche se improbabile rivincita. Il coyote si schianta in una gigantesca nuvola di fumo, parte la musichetta e poi, con un rapido cambio di scena, eccoci tutti felici e contenti all'inizio del prossimo episodio, con Wile stupido e indenne come se mai nulla gli fosse accaduto. Invece quella dell'Italia che precipita non è la finzione di un disegnatore ma singoli frame di una pellicola molto reale di cui è facile immaginare il finale.
Organizzare la nostra vita utilizzando Internet, mi riferisco alle cose di tutti i giorni, dei rapporti fra i cittadini e le aziende, dell'acquisto di un biglietto del tram o dell'ingresso a una mostra, del pagare le tasse o prenotare una visita medica, dell'ascoltare la musica o vedere un film, in molti Paesi del mondo sono ormai definitivamente considerate negoziazioni win-win: ci guadagna (in mille maniere) il cittadino, ci guadagna il sistema che ne esce ottimizzato e più competitivo. Nascono evidentemente grandi e nuove questioni di utilizzo (la più importante quella del controllo e della privacy) ma sostanzialmente la vita delle persone e delle società di cui fanno parte, migliora. Siccome le organizzazioni complesse non sono abitate da masochisti o da filosofi del nulla, il digitale nei paesi occidentali viene adottato perché funziona.

Pensavo a queste cose qualche giorno fa ascoltando lo streaming dell'interessante convegno Agcom sul diritto d'autore in Rete. Assieme ad un forte profumo di "già sentito", molte delle discussioni in corso potrebbero essere agevolmente trasportate a 10 anni fa senza che nessuno se ne accorgesse, quello che trionfa in Italia da sempre è la cupa preoccupazione per i mali del mondo. Come se il mondo potesse decidere se esistere o scomparire a seconda dell'analisi dei sui problemi. E visto che il mondo oggi è il mondo digitale tutti sembrano interessati a sottolinearne limiti e pericoli, senza aver di fatto alcuna intenzione di adottarlo in pieno. Nemmeno fra le elite culturali del Paese che oscillano fra il vetero allarmismo del "si stava meglio prima" ad una puerile ignoranza digitale mostrata con tutto l'orgoglio possibile. E fra un distinguo e l'altro quel Paese lì, il nostro, scompare.

Fra una dubbia citazione di una legge del 1943 ed un "sì, certo, tuttavia", Wile il coyote italiano, un coyote vecchio e senza ormai più alcuna speranza non solo di raggiungere il maledetto pennuto ma nemmeno di leggere il manuale del futuro che gli si squaderna di fronte, si prepara allo schianto finale. Però con eleganza, con solidi argomenti e col vestito della festa. Dispiace per lui e dispiace soprattutto per i suoi figli.

Massimo Mantellini
Manteblog

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29 Commenti alla Notizia Contrappunti/ Il burrone digitale
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  • ... non so se per Mantellini questo possa essere un complimento, una critica od una cosa del tutto indifferente.

    Ma, aldila' dell'apprezzamento o meno del (anzi degli) autori, chissa' se da una simile convergenza non si possa trarre qualche conclusione .....
    non+autenticato
  • certamente un complimento

    M.
  • - Scritto da: Nome e cognome
    > ... non so se per Mantellini questo possa essere
    > un complimento, una critica od una cosa del tutto
    > indifferente.
    >
    > Ma, aldila' dell'apprezzamento o meno del (anzi
    > degli) autori, chissa' se da una simile
    > convergenza non si possa trarre qualche
    > conclusione
    > .....

    No, decisamente questo non protrebbe averlo scritto cassandra! Certo, avrebbe potuto fare un'articolo con questo titolo, ma non certo avere una posizione così ottimistica verso il digitale dicendo "in molti Paesi del mondo sono ormai definitivamente considerate negoziazioni win-win" (in italia si direbbe "in molti paesi del mondo se ne comprendono benefici per per tutte le parti coinvolte")
    non+autenticato
  • - Scritto da: nome
    > - Scritto da: Nome e cognome
    > > ... non so se per Mantellini questo possa essere
    > > un complimento, una critica od una cosa del
    > tutto
    > > indifferente.
    > >
    > > Ma, aldila' dell'apprezzamento o meno del (anzi
    > > degli) autori, chissa' se da una simile
    > > convergenza non si possa trarre qualche
    > > conclusione
    > > .....
    >
    > No, decisamente questo non protrebbe averlo
    > scritto cassandra! Certo, avrebbe potuto fare
    > un'articolo con questo titolo, ma non certo avere
    > una posizione così ottimistica verso il digitale
    > dicendo "in molti Paesi del mondo sono ormai
    > definitivamente considerate negoziazioni win-win"
    > (in italia si direbbe "in molti paesi del mondo
    > se ne comprendono benefici per per tutte le parti
    > coinvolte")
    vabbè lo stile di cassandra (il Cala) è più paranoico ma credo che la sostanza non sia poi così distante.
    non+autenticato
  • Sono già arrivati quelli di:

    "I problemi prioritari sono ben altri"

    ?
    non+autenticato
  • l'articolo tratta la questione alquanto superficialmente e, poggiando su dei presupposti quanto meno opinabili, spaccia alcune impressioni personali dell'autore come fatti certi...


    Nascono evidentemente grandi e nuove questioni di utilizzo (la più importante quella del controllo e della privacy) ma sostanzialmente la vita delle persone e delle società di cui fanno parte, migliora.

    mi pare una affermazione del tutto avventata oltre che di una banalità e genericità complete...

    si dice che la vita migliora... ma allora si dovrebbe dire anche con quale "metro" si sta operando la "misura" della qualità della vita, e si dovrebbero riportare le "misure" su cui basare una tale affermazione...

    si dice che questo "miglioramento" riguarda persone e società ma si parla genericamente e in generale: ma allora, ovviamente, non ci si può riferire a tutte le persone e a tutte le società... perché quanto viene detto possa avere un qualche fondamento argomentativo (che altrimenti altro non resta se non una impressione o una opinione personale) si dovrebbero specificare con maggior precisione e basandosi su dati certi quali e quante siano queste persone e società la cui vita sarebbe migliorata...


    Siccome le organizzazioni complesse non sono abitate da masochisti o da filosofi del nulla, il digitale nei paesi occidentali viene adottato perché funziona.

    di nuovo, si assume superficialmente come assodata una affermazione che risulta invece generica e senza fondamento...

    si dice che "funziona" ma non si chiarisce cosa questo debba significare: funziona rispetto a cosa? come? per chi?

    e come si arriva a affermare che questo misterioso "funzionamento" sia la ragione per cui "il digitale" (altra vaga locuzione che non si capisce esattamente a cosa sia riferita) venga adottato "nei paesi occidentali"?
    non+autenticato
  • - Scritto da: de construct

    > e come si arriva a affermare che questo
    > misterioso "funzionamento" sia la ragione per cui
    > "il digitale" (altra vaga locuzione che non si
    > capisce esattamente a cosa sia riferita) venga
    > adottato "nei paesi
    > occidentali"?

    Non c'è niente di "misterioso" si tratta di economia o se si preferisce soldi.
    non+autenticato
  • - Scritto da: tucumcari
    > - Scritto da: de construct
    >
    > > e come si arriva a affermare che questo
    > > misterioso "funzionamento" sia la ragione per
    > cui
    > > "il digitale" (altra vaga locuzione che non si
    > > capisce esattamente a cosa sia riferita) venga
    > > adottato "nei paesi
    > > occidentali"?
    >
    > Non c'è niente di "misterioso" si tratta di
    > economia o se si preferisce soldi.

    certo, concordo pienamente con te

    ma è proprio un discorso fondamentale come questo che manca del tutto nell'articolo, che ci sarebbe dovuto essere e con almeno un minimo di approfondimento...

    anziché dire vagamente e superficialmente che il "digitale" viene adottato perché "funziona", si sarebbe dovuto argomentare sul come nei paesi occidentali, o meglio con economia globalizzata capitalistico-finanziaria, il "digitale" viene adottato e quindi orientato solo ed esclusivamente in ragione del dominio e del profitto di pochi ai danni dei molti, con le conseguenti implicazioni nefaste rispetto a privacy e controllo e repressione sociale...
    non+autenticato
  • - Scritto da: de construct
    > - Scritto da: tucumcari
    > > - Scritto da: de construct
    > >
    > > > e come si arriva a affermare che questo
    > > > misterioso "funzionamento" sia la
    > ragione
    > per
    > > cui
    > > > "il digitale" (altra vaga locuzione che
    > non
    > si
    > > > capisce esattamente a cosa sia
    > riferita)
    > venga
    > > > adottato "nei paesi
    > > > occidentali"?
    > >
    > > Non c'è niente di "misterioso" si tratta di
    > > economia o se si preferisce soldi.
    >
    > certo, concordo pienamente con te
    Non credo.
    non+autenticato
  • Cocnordo con te, l'articolo è approssimativo in alcuni suoi aspetti, ma penso lo sia volutamente. Proprio perchè anche queste nostre riflessioni vanno a cadere nella voragine di discorsi belli ma inutili.

    Non possimao negare che il futuro sei servizi, quantomeno quelli pubblici, sia attraverso il digitale. Privacy e controllo sono due problemi ENORMI. Tuttavia _il futuro dei servizi E' digitale_ se vogliamo quantomeno stare al passo (accodati nel nostro caso)al resto del mondo.
    E possiamo farci se_he mentali fino al 2050 su privacy e controllo che sostanzialmente già ora che siamo in modalità "analogica" difatti sono solo principi campati per aria.

    In altri paesi il biglietto del bus lo fai online, le analisi del sangue le ottieni online, la scuola la frequenti online, i servizi per disabili sono tecnologicamente avanzati. E qui in Italia abbiamo iniziative sporadiche per tutte queste cose, ma frammentate; possono cambiare da ospedale ad ospedale, da provincia a provincia, da azienda ad azienda.

    Solo vedere documentari su quanto avviene negli altri paesi europei e mondiali riguardo a ricerca, tecnologia, cultura fa venire il magone.

    quando Mantellini parla di qualcosa che "funziona" intende proprio dire che invece di una modalità a somma zero (dove per avere qualcosa devi toglierla qualcuno, tipico modo di pensare occidentale) puoi avere una situazione win-win ovvero dove tutti ricevono dei benefici (e non ti dico che non ci siano dei costi anche a livello di privacy, di diritto, di libertà per questi agi).

    Come minimo se staremo ancora a parlarne per paura di agire, finiremo col restare immobili, a guardare il resto del mondo, compresi i paesi in via di sviluppo africani, che ci sorpassano e ci danno la distanza in un battibaleno.

    In italia abbiamo un grande potenziale: solo per quanto riguarda il reparto culturale avremmo pane per ricercatori storici di tutto il mondo in grande quantità. Stessa cosa per il turismo.
    Noi non abbiamo materie prime in abbondanza... eppure si parla sempre di ILVA, si parla(va) di FIAT, di ALITALIA. Abbiamo visto la fine che sta facendo la realtà industriale del paese, quindi spostimaoci verso qualcosa che funziona invece che qualcosa che è "figo avere per essere considerati industrializzati".
    Le risorse sono lì.. il nostro territorio, la nostra arte, la nostra cultura. I ricercatori vengono dall'estero a studiare l'Italia.. ci fanno i loro studi e poi li pubblicano, ci fanno documentari, li diffondono all'estero perchè qua in Italia non abbiamo le infrastrutture per la diffusione culturale, non abbiamo macchinari per l'analisi dei reperti o se li abbiamo non ci sono fondi per farci lavorare quanta gente potrebbe lavorarci.

    finiscio questa serie di discorsi e riflessioni (aimhè sconclusionate e anche un po' offtopic:
    l'articolo è alquanto scarno per essere un articolo di Mantellini..., ma il messaggio che voleva mandare è proprio quello seocndo me: meno se_he mentali e più azione.
    non+autenticato
  • E' paese vecchio, fatta di gente con la mentalità vecchia e governato da gente ottusa.
    Non capiscono, non si adeguano, non sono curiosi verso questi strumenti e il problema non sono i 50enni o i 40enni, ma sono i giovani che sono arretrati sia culturalmente che tecnicamente.
    Cause ? Molteplici.
    Finché perdurerà questa situazione, ogni discorso di tecnologia in questo paese è destinato a fallire.
    non+autenticato
  • - Scritto da: . . .

    > Finché perdurerà questa situazione, ogni discorso
    > di tecnologia in questo paese è destinato a
    > fallire.
    Purtroppo la cosa non coinvolge solo la tecnologia che di per se è un concetto un po' troppo astratto.
    La incapacità di innovare e adeguare interventi, politiche, imprenditorialità, formazione e sopratutto investimenti... causa danno e danno serio in termini economici e nella vita di tutti noi.
    non+autenticato
  • Esatto, ma quello che tu giustamente sostieni deriva direttamente da ciò che sostengo io.

    Se le persone che devono prendere queste decisioni non sono all'altezza (per vari motivi), queste decisioni non verranno mai prese e se vengono prese, sono prese in modo errato risultando inefficienti se non addirittura dannose.

    L'informatica (come la tecnologia in genere) è un fatto prima di tutto di cultura.
    Senza quella (la cultura) non vai da nessuna parte.
    non+autenticato
  • - Scritto da: . . .

    > Senza quella (la cultura) non vai da nessuna
    > parte.
    Vero ma era solo per evitare che il primo imbecille che passa tiri fuori per la ennesima volta il classico "la cultura non si mangia".
    E con questa bella frase i nostri politici e espertoni/tecnici di economia han fatto più danno delle piaghe d'egitto!
    non+autenticato
  • - Scritto da: i miei 2 cents

    > Non possimao negare che il futuro sei servizi,
    > quantomeno quelli pubblici, sia attraverso il
    > digitale. Privacy e controllo sono due problemi
    > ENORMI. Tuttavia _il futuro dei servizi E'
    > digitale_ se vogliamo quantomeno stare al passo
    > (accodati nel nostro caso)al resto del
    > mondo.

    a differenza dell'articolo tu stai parlando di qualcosa di preciso, stai indicando dei soggetti precisi, stai parlando di problemi specifici e dicendo su chi è che "gravano", stai dando dei termini di valutazione...

    tutte cose che appunto mancano nell'articolo che invece finisce proprio per risultare esso stesso di quella "filosofia del nulla" (una locuzione che la dice lunga sulla superficialità dell'articolo stesso) che vi viene "criticata"...

    > E possiamo farci se_he mentali fino al 2050 su
    > privacy e controllo che sostanzialmente già ora
    > che siamo in modalità "analogica" difatti sono
    > solo principi campati per aria.

    beh... non sono d'accordo, nel senso che preoccuparsi (più che a ragione) di privacy e controllo non è farsi seghe mentali, a meno che non lo sia il preoccuparci della nostra stessa libertà...
    e se tutte le persone (o almeno i più) si facessero queste cosiddette seghe mentali, allora privacy e controllo forse non sarebbero gli enormi problemi che sono per la nostra libertà...

    > In altri paesi il biglietto del bus lo fai
    > online, le analisi del sangue le ottieni online,
    > la scuola la frequenti online, i servizi per
    > disabili sono tecnologicamente avanzati. [...]

    ecco, stai nuovamente facendo tu quello che avrebbe divuto fare l'autore dell'articolo: parli del "digitale" specificando cosa significhi in concreto e rispetto a chi... Sorride

    > quando Mantellini parla di qualcosa che
    > "funziona" intende proprio dire che invece di una
    > modalità a somma zero (dove per avere qualcosa
    > devi toglierla qualcuno, tipico modo di pensare
    > occidentale) puoi avere una situazione win-win
    > ovvero dove tutti ricevono dei benefici (e non ti
    > dico che non ci siano dei costi anche a livello
    > di privacy, di diritto, di libertà per questi agi).

    sinceramente non so se mantellini intendesse questo che dici: sta proprio qui una delle critiche al suo articolo... non si capisce di che parla e in che termini...

    > In italia abbiamo un grande potenziale: solo per
    > quanto riguarda il reparto culturale [...] Stessa cosa per il turismo.
    >
    > Noi non abbiamo materie prime in abbondanza...
    > eppure si parla sempre di ILVA, si parla(va) di
    > [...]
    > Le risorse sono lì.. [...] I ricercatori
    > vengono dall'estero a studiare l'Italia.. ci
    > fanno i loro studi e poi li pubblicano, ci fanno
    > documentari, li diffondono all'estero perchè qua
    > in Italia non abbiamo [...]

    ancora, stai facendo tu quello che avrebbe divuto fare l'autore dell'articolo: argomentare, anziché stare su vaghe e banali generalizzazioni buttale lì un po' a casaccio...

    > finiscio questa serie di discorsi e riflessioni
    > (aimhè sconclusionate e anche un po' offtopic:

    beh mica così tanto OT, se le si contestualizza entro un discorso articolato che comprenda anche il "digitale"...

    ciò che, per esempio, ci si aspetterebbe da mantellini

    (non me ne voglia per la critica serrata, sig. mantellini... ma quando ci vuole ci vuole)

    > l'articolo è alquanto scarno per essere un
    > articolo di Mantellini..., ma il messaggio che
    > voleva mandare è proprio quello seocndo me: meno
    > se_he mentali e più azione.

    ripeto: non riesco a capirlo bene il "messaggio" (sempre che ci sia)...

    ad ogni modo, se fosse quello che dici tu, non sarei molto d'accordo: rispetto ai profitti, alla privacy e al controllo, "meno seghe mentali e più azione" mi pare uno slogan che conviene solo a pochi...
    non+autenticato
  • - Scritto da: de construct

    > più azione" mi pare uno slogan che conviene solo
    > a
    > pochi...
    La situazione attuale è quella che conviene a pochi nel nostro paese anzi a pochissimi e notissimi diciamo pure i soliti noti.
    Forse non te ne sei ancora accorto ma l'italia è tra i paesi OCSE quello con più disuguaglianza sociale (molta ricchezza in poche mani) e che più ha incrementato queste disuguaglianze.
    Al tempo stesso sta tra gli ultimi in classifica per investimenti su internet banda larga e innovazione e (altrettanto ovviamente) è tra i paesi che ha tratto e trae meno vantaggio in termini di contributi al cosiddetto PIL da queste tecnologie.
    Mi pare che questo dia delle risposte (in numeri non in chiacchere) molto precise su quello che succede nel Bel Paese.
    non+autenticato