Marco Calamari

Lampi di Cassandra/ Legalità, ragionevolezza e proporzionalità

di M. Calamari - Tre pilastri per tutelare l'equilibrio tra libertà di espressione e diritto d'autore, secondo il presidente dell'AGCOM. Ma cosa è legale, cosa è ragionevole, cosa è proporzionato?

Roma - Durante il recente workshop che AGCOM ha indetto a valle delle ben note polemiche, a cui Cassandra non si è certo sottratta il presidente dell'AGCOM Angelo Marcello Cardani ha dichiarato: "...mentre secondo alcuni sussisterebbe un contrasto tra libertà di espressione e proprietà intellettuale, a parere dell'Autorità essi costituiscono entrambi diritti fondamentali - ha spiegato Cardani - rispettivamente in base agli articoli 11 e 17 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea, la cui tutela deve essere assicurata quindi nel rispetto dei principi di legalità, ragionevolezza e proporzionalità".

Ora ascoltare un'affermazione del genere appare a prima vista piacevolissimo, specialmente se prima della Carta dell'UE si citasse la Costituzione Italiana.

Purtroppo l'attuale situazione della libertà di espressione, di condivisione della cultura e della gestione sia normativa che economica del diritto d'autore in Italia trasforma un'affermazione perfettamente ragionevole ed accettabile fino a renderla indistinguibile da un esercizio di easy-speaking.
Ma al Presidente dell'AGCOM, che la dirige ormai da un anno e che conosce senza dubbio le tematiche giuridiche ed economiche legate alla società della comunicazione, possono forse sfuggire come queste parole vengano ricevute da cittadini italiani ben informati su aspetti pratici e terra terra del diritto d'autore, che non si lascino ingabbiare dalla solita dicotomia pirata-è-bello/pirata-è-ladro?

Legalità: è difficile parlare di rispetto della legalità quando proprio di definire cosa è legale e cosa no si sta parlando. A parte l'evidente loop concettuale, verrebbe da dire che è possibile risolvere il problema con una semplice applicazione dei diritti costituzionali, piuttosto che di vecchi e nuovi regolamenti ispirati da legittime ma ben note ed identificate lobby.

Ragionevolezza: il neurochirurgo che rimuove un tumore dal cervello di un paziente viene giustamente pagato un sacco di soldi, il fisico che contribuisce a completare il modello standard delle particelle riceve un Nobel ed un mucchio di soldi, una Cassandra qualunque che perfeziona un'applicazione informatica riceve uno stipendio.
Poi basta, il lavoro è pagato.
Il neurochirurgo non pretenderà una lira per ogni pensiero del cervello salvato, il Nobel non chiederà il diritto d'autore sull'uso della sua equazione, e Cassandra non avrà extra tutte le volte che l'applicazione calcolerà risultati giusti. Il lavoro è fatto, finito, pagato secondo mercato e, se valesse per tutti, legge. Perché un cugino compositore, un nonno primo violino od un conoscente attore devono essere pagati su una base di eternità o quasi?

Proporzionalità: invocando una proporzionalità di interessi, viene difficile far prevalere diritti improduttivi incettati da associazioni e multinazionali che niente hanno a che fare con i reali autori, performer, attori, registi su quelli della società civile. Se qualche anno di "monopolio naturale", come sosteneva anche l'originale Costituzione Americana, è un legittimo equilibrio tra stimolo agli autori ed interesse della società in generale, il parlare di un secolo di esclusiva o giù di li dovrebbe proporzionalmente essere bilanciato dal mettersi a ridere (o mettersi le mani nei capelli dalla disperazione) per essere appunto definito "proporzionale".

Fatta questa semplice descrizione dal punto di vista della "lobby dei cittadini normali", viene anche da porsi qualche ulteriore domanda. Anzi, parecchie.

Perché AGCOM deve farsi promotrice di un tema del genere? Va tutto bene sull'assegnazione delle frequenze televisive? Non ci sono problemi nella riassegnazione di spettro radio mai utilizzato dagli assegnatari ad applicazioni di utilità sociale come spettro libero? E l'andamento dei prezzi al dettaglio dei concessionari di telefonia mobile non lascia per caso trapelare l'incontrovertibile esistenza di cartelli "di fatto"? E per quanto riguarda il digital divide, per caso esistono problemi di disparità nella fornitura di servizi cablati? E gli operatori emergenti sono trattati equamente nei fatti dall'ex-monopolista?

Ecco, a Cassandra piacerebbe che l'AGCOM organizzasse molti workshop su questi temi, ed emanasse anche efficaci regolamenti che facessero recuperare qualche posizione all'Italia nelle classifiche. Forse anche mio nonno, buonanima e violinista, se potesse vedere la situazione italiana di oggi, si dichiarerebbe d'accordo.

Marco Calamari
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29 Commenti alla Notizia Lampi di Cassandra/ Legalità, ragionevolezza e proporzionalità
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  • "il neurochirurgo che rimuove un tumore dal cervello di un paziente viene giustamente pagato un sacco di soldi, il fisico che contribuisce a completare il modello standard delle particelle riceve un Nobel ed un mucchio di soldi, una Cassandra qualunque che perfeziona un'applicazione informatica riceve uno stipendio.
    Poi basta, il lavoro è pagato.
    Il neurochirurgo non pretenderà una lira per ogni pensiero del cervello salvato, il Nobel non chiederà il diritto d'autore sull'uso della sua equazione, e Cassandra non avrà extra tutte le volte che l'applicazione calcolerà risultati giusti. Il lavoro è fatto"

    quando si fa un film, un libro o un disco, i produttori assumono e pagano attori, comparse, sceneggiatori, arrangiatori, traduttori, grafici, musicisti, disegnatori, animatori, informatici, system manager, etc. etc, per un carone animato lavorano 4-500 persone anche per un paio d'anni, un giochetto di parecchi milioni di dollari.
    Giustamente quando il lavoro è finito basta, il lavoro è pagato.
    Per loro, per quelli assunti... adesso però spetta ai produttori
    1)recuperare i soldi investiti
    2)pagare gli interessi alle banche per il finanziamento ricevuto
    3) ricevere il giusto compenso per il lavoro svolto

    Come?
    Come se la cultuta deve essere gratuita e distribuita senza scopo di lucro?
    Nessun problema una volta risolto questo piccolo dettaglio sono anch'io dalla vostra parte, cultura gratis per tutti, mi sta bene.
    Ma se non si risolve semplicemente i produttori smetteranno di produrre.
    E tutti gli altri smetteranno di lavorare.
    Nell'economia capitalista è così, se un imprnditore non vede più il guadagno chiude la fabbrica e gli operai rimangono disoccupati.
    non+autenticato
  • - Scritto da: pietro
    > quando si fa un film, un libro o un disco, i
    > produttori assumono e pagano attori, comparse,
    > sceneggiatori, arrangiatori, traduttori, grafici,
    > musicisti, disegnatori, animatori, informatici,
    > system manager, etc. etc, per un carone animato
    > lavorano 4-500 persone anche per un paio d'anni,
    > un giochetto di parecchi milioni di
    > dollari.
    > Giustamente quando il lavoro è finito basta, il
    > lavoro è pagato.
    > Per loro, per quelli assunti... adesso però
    > spetta ai produttori
    >
    > 1)recuperare i soldi investiti

    soldi investiti? ma quali?... visto che i cosiddetti "investitori" investono con i soldi presi a prestito delle banche e cioé non con soldi loro ma con i soldi nostri che teniamo in banca?

    > 2)pagare gli interessi alle banche per il finanziamento ricevuto

    vedi sopra...

    > 3) ricevere il giusto compenso per il lavoro svolto

    lavoro? ma quale lavoro?
    passacarte? "pubbliche relazioni" per avere i finanziamenti dalle banche? lobbismo per aumentare la durata dei diritti?

    il lavoro vero lo fanno gli altri (quelli che tu hai citato: attori, comparse, sceneggiatori, arrangiatori, traduttori, grafici, musicisti, disegnatori, animatori, informatici, system manager, etc. etc) che, guarda caso, sono proprio quelli che vengono pagati una tantum...

    > Come?
    > Come se la cultuta deve essere gratuita e
    > distribuita senza scopo di lucro?

    cultura direttamente autogestita e autofinanziata dalla collettività stessa che ne usufruisce

    il che poi implica anche che chi fa il lavoro vero (non chi trae profitto ingiustificato e rendite parassitarie dal lavoro altrui) viene giustamente retribuito per questo...

    > Ma se non si risolve semplicemente i produttori
    > smetteranno di produrre.

    dimentichi che la cultura è stata sempre "creata" dall'umanità nei secoli dei secoli, senza che esistessero i produttori e il copyright capitalista

    > E tutti gli altri smetteranno di lavorare.

    balle

    > Nell'economia capitalista è così, se un
    > imprnditore non vede più il guadagno chiude la
    > fabbrica e gli operai rimangono disoccupati.

    a parte il fatto che non è proprio così, visto che gli operai possono anche dare un bel calcio nel culo al cosidetto "imprenditore" (leggi: sfruttatore) e autorganizzarsi e autogestire la fabbrica (vedi per esempio argentina)... questa cosa che dici non fa altro che confermare la necessità di "superare" (leggi: abbattere) l'economia capitalista...
    non+autenticato
  • - Scritto da: con forto
    > - Scritto da: pietro
    > > quando si fa un film, un libro o un disco, i
    > > produttori assumono e pagano attori,
    > comparse,
    > > sceneggiatori, arrangiatori, traduttori,
    > grafici,
    > > musicisti, disegnatori, animatori,
    > informatici,
    > > system manager, etc. etc, per un carone
    > animato
    > > lavorano 4-500 persone anche per un paio
    > d'anni,
    > > un giochetto di parecchi milioni di
    > > dollari.
    > > Giustamente quando il lavoro è finito basta,
    > il
    > > lavoro è pagato.
    > > Per loro, per quelli assunti... adesso però
    > > spetta ai produttori
    > >
    > > 1)recuperare i soldi investiti
    >
    > soldi investiti? ma quali?... visto che i
    > cosiddetti "investitori" investono con i soldi
    > presi a prestito delle banche e cioé non con
    > soldi loro ma con i soldi nostri che teniamo in
    > banca?
    >
    > > 2)pagare gli interessi alle banche per il
    > finanziamento ricevuto
    >
    >
    > vedi sopra...
    >
    > > 3) ricevere il giusto compenso per il lavoro
    > svolto
    >
    > lavoro? ma quale lavoro?
    > passacarte? "pubbliche relazioni" per avere i
    > finanziamenti dalle banche? lobbismo per
    > aumentare la durata dei
    > diritti?
    >
    > il lavoro vero lo fanno gli altri (quelli che tu
    > hai citato: attori, comparse, sceneggiatori,
    > arrangiatori, traduttori, grafici, musicisti,
    > disegnatori, animatori, informatici, system
    > manager, etc. etc) che, guarda caso, sono proprio
    > quelli che vengono pagati una
    > tantum...
    >
    > > Come?
    > > Come se la cultuta deve essere gratuita e
    > > distribuita senza scopo di lucro?
    >
    > cultura direttamente autogestita e autofinanziata
    > dalla collettività stessa che ne
    > usufruisce
    >
    > il che poi implica anche che chi fa il lavoro
    > vero (non chi trae profitto ingiustificato e
    > rendite parassitarie dal lavoro altrui) viene
    > giustamente retribuito per
    > questo...
    >
    > > Ma se non si risolve semplicemente i
    > produttori
    > > smetteranno di produrre.
    >
    > dimentichi che la cultura è stata sempre "creata"
    > dall'umanità nei secoli dei secoli, senza che
    > esistessero i produttori e il copyright
    > capitalista
    >
    > > E tutti gli altri smetteranno di lavorare.
    >
    > balle
    >
    > > Nell'economia capitalista è così, se un
    > > imprnditore non vede più il guadagno chiude
    > la
    > > fabbrica e gli operai rimangono disoccupati.
    >
    > a parte il fatto che non è proprio così, visto
    > che gli operai possono anche dare un bel calcio
    > nel culo al cosidetto "imprenditore" (leggi:
    > sfruttatore) e autorganizzarsi e autogestire la
    > fabbrica (vedi per esempio argentina)... questa
    > cosa che dici non fa altro che confermare la
    > necessità di "superare" (leggi: abbattere)
    > l'economia
    > capitalista...

    OK soluzione N.1: passare a un'economia non capitalista,
    mi sa che servirà il voto del 50% degli elettori ...almeno
    bene adesso vediamo le altre
    non+autenticato
  • - Scritto da: pietro
    > - Scritto da: con forto

    > OK soluzione N.1: passare a un'economia
    > non capitalista, mi sa che servirà il
    > voto del 50% degli elettori ...almeno

    Ok, io ci sto !!!
    krane
    22544
  • - Scritto da: krane
    > - Scritto da: pietro
    > > - Scritto da: con forto
    >
    > > OK soluzione N.1: passare a un'economia
    > > non capitalista, mi sa che servirà il
    > > voto del 50% degli elettori ...almeno
    >
    > Ok, io ci sto !!!

    bene mancano solo altri 30 milioni di voti, circa.
    non+autenticato
  • - Scritto da: pietro
    > - Scritto da: krane
    > > - Scritto da: pietro
    > > > - Scritto da: con forto
    > >
    > > > OK soluzione N.1: passare a un'economia
    > > > non capitalista, mi sa che servirà il
    > > > voto del 50% degli elettori ...almeno
    > >
    > > Ok, io ci sto !!!
    >
    > bene mancano solo altri 30 milioni di voti, circa.

    comunque risolveresti solo per l'italia, non per tutte le altre opere straniere.
    Loro i soldi li vogliono.
    non+autenticato
  • - Scritto da: pietro
    > - Scritto da: krane
    > > - Scritto da: pietro
    > > > - Scritto da: con forto

    > > > OK soluzione N.1: passare a un'economia
    > > > non capitalista, mi sa che servirà il
    > > > voto del 50% degli elettori ...almeno

    > > Ok, io ci sto !!!

    > bene mancano solo altri 30 milioni di voti, circa.

    E no, va fatto a livello planetario se si vuole una cosa fatta bene, quindi mancano 7 miliardi, credo che iroby comunque appena vede qeusto post sara' d'accordo.

    Al che saremo gia' in due !!! Arrabbiato
    E' un inizio...
    krane
    22544
  • - Scritto da: krane
    > - Scritto da: pietro
    > > - Scritto da: krane
    > > > - Scritto da: pietro
    > > > > - Scritto da: con forto
    >
    > > > > OK soluzione N.1: passare a
    > un'economia
    > > > > non capitalista, mi sa che servirà
    > il
    >
    > > > > voto del 50% degli elettori
    > ...almeno
    >
    > > > Ok, io ci sto !!!
    >
    > > bene mancano solo altri 30 milioni di voti,
    > circa.
    >
    > E no, va fatto a livello planetario se si vuole
    > una cosa fatta bene, quindi mancano 7 miliardi,
    > credo che iroby comunque appena vede qeusto post
    > sara'
    > d'accordo.
    >
    > Al che saremo gia' in due !!! Arrabbiato
    > E' un inizio...
    comunque ci sono già un miliardo di cinesi con voi, ancora altri tre e siete a posto.
    ah si, bisogna contare anche rifondazione, vero...
    non+autenticato
  • - Scritto da: pietro
    > - Scritto da: krane
    > > - Scritto da: pietro
    > > > - Scritto da: krane
    > > > > - Scritto da: pietro
    > > > > > - Scritto da: con forto
    > >
    > > > > > OK soluzione N.1: passare a
    > > un'economia
    > > > > > non capitalista, mi sa che
    > servirà
    > > il
    > >
    > > > > > voto del 50% degli elettori
    > > ...almeno
    > >
    > > > > Ok, io ci sto !!!
    > >
    > > > bene mancano solo altri 30 milioni di
    > voti,
    > > circa.
    > >
    > > E no, va fatto a livello planetario se si
    > vuole
    > > una cosa fatta bene, quindi mancano 7
    > miliardi,
    > > credo che iroby comunque appena vede qeusto
    > post
    > > sara'
    > > d'accordo.
    > >
    > > Al che saremo gia' in due !!! Arrabbiato
    > > E' un inizio...
    > comunque ci sono già un miliardo di cinesi con
    > voi, ancora altri tre e siete a
    > posto.
    > ah si, bisogna contare anche rifondazione, vero...

    Cacchi ne citi ancora qualcuno e al 51% ci arriviamo eh occhio !
    krane
    22544
  • - Scritto da: pietro

    > Come se la cultuta deve essere gratuita e
    > distribuita senza scopo di
    > lucro?
    > Nessun problema una volta risolto questo piccolo
    > dettaglio sono anch'io dalla vostra parte,
    > cultura gratis per tutti, mi sta
    > bene.
    > Ma se non si risolve semplicemente i produttori
    > smetteranno di
    > produrre.
    > E tutti gli altri smetteranno di lavorare.
    > Nell'economia capitalista è così, se un
    > imprnditore non vede più il guadagno chiude la
    > fabbrica e gli operai rimangono
    > disoccupati.

    Dato che le tue sono ragioni che possono essere accettate, faccio una porposta. Appena si ripaga il costo di un'opera d'ingegno, tale opera viene posta nel pubblico dominio. Cosi' sono contenti i lavoratori che sono stati pagati per la realizzazione e i finanziatori che hanno anticipato il capitale. Per buona misura direi che un guadagno di un 10% sulla cifra investita sia un ottimo margine di guadagno.
    Credi che una cosa del genere possa accontentare tutti ?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Uno
    > - Scritto da: pietro
    >
    > > Come se la cultuta deve essere gratuita e
    > > distribuita senza scopo di
    > > lucro?
    > > Nessun problema una volta risolto questo piccolo
    > > dettaglio sono anch'io dalla vostra parte,
    > > cultura gratis per tutti, mi sta
    > > bene.
    > > Ma se non si risolve semplicemente i produttori
    > > smetteranno di
    > > produrre.
    > > E tutti gli altri smetteranno di lavorare.
    > > Nell'economia capitalista è così, se un
    > > imprnditore non vede più il guadagno chiude la
    > > fabbrica e gli operai rimangono
    > > disoccupati.
    >
    > Dato che le tue sono ragioni che possono essere
    > accettate, faccio una porposta. Appena si ripaga
    > il costo di un'opera d'ingegno, tale opera viene
    > posta nel pubblico dominio. Cosi' sono contenti i
    > lavoratori che sono stati pagati per la
    > realizzazione e i finanziatori che hanno
    > anticipato il capitale. Per buona misura direi
    > che un guadagno di un 10% sulla cifra investita
    > sia un ottimo margine di
    > guadagno.
    > Credi che una cosa del genere possa accontentare
    > tutti
    > ?
    di solito il guadagno per qualunque attività imprenditoriale ( idraulico, elettricista, garagista etc.) , è intorno al 20 - 30% comunque in linea di massima si potrebbe essere d'accordo.
    Il problema è: come?
    come si determina che i costi sono stati ripagati?
    come si ottiene il pagamento sulla fruizione dell'opera fino a quel momento?
    come si fa ad evitare che qualcuno non paghi per la fruizione dell'opera fino a quel momento?
    non+autenticato
  • Si dice di solito che, per fortuna, la maggior parte delle persone rispetta le leggi volontariamente e senza sforzo perché evidentemente vengono avvertite come eticamente giuste.
    Se tutti scaricano e non avvertono particolari rimorsi, ci sarà un motivo, no?
    non+autenticato
  • - Scritto da: mimmus
    > Si dice di solito che, per fortuna, la maggior
    > parte delle persone rispetta le leggi
    > volontariamente e senza sforzo perché
    > evidentemente vengono avvertite come eticamente
    > giuste.
    > Se tutti scaricano e non avvertono particolari
    > rimorsi, ci sarà un motivo, no?

    Esattamente: le persone istintivamente condividono gio' che percepiscono di possedere; inoltre l'equo compenso secondo me aiuta a far pensare di aver in qualche modo gia' pagato la parte di pizzo alle major quando si scarica.
    krane
    22544
  • - Scritto da: krane
    > - Scritto da: mimmus
    > > Si dice di solito che, per fortuna, la
    > maggior
    > > parte delle persone rispetta le leggi
    > > volontariamente e senza sforzo perché
    > > evidentemente vengono avvertite come
    > eticamente
    > > giuste.
    > > Se tutti scaricano e non avvertono
    > particolari
    > > rimorsi, ci sarà un motivo, no?
    >
    > Esattamente: le persone istintivamente
    > condividono gio' che percepiscono di possedere;
    > inoltre l'equo compenso secondo me aiuta a far
    > pensare di aver in qualche modo gia' pagato la
    > parte di pizzo alle major quando si
    > scarica.

    Guarda che la casalinga di voghera manco lo sa che esiste una cosa chiamata "equo compenso", che cos'e' e a che cosa serve.

    Semplicemente e' una cosa assolutamente naturale per un utilizzatore fare una copia di un file mp3 e darla all'amico/conoscente.
    Ne' piu' ne' meno di come quando vado a trovare i parenti in campagna, mi regalano i pomodori del loro orto.
    Li raccolgono e me li danno.
  • Questo è il cala migliore che dice le cose come stanno.
    non+autenticato
  • ... Marco, grazie di cuore! Ci sono parole che è giusto scrivere e diffondere, e le tue rientrano spesso (ma quest'oggi anche di più) in questa categoria.
  • imho la gente non scarica solo perchè non vuole pagare, ma piuttosto perchè, a buon diritto, non percepisce il diritto di copia come un diritto naturale, quindi non sente la necessità etica di non violarlo.
    Il cosiddetto diritto d'autore (che poi nel 99% dei casi è un diritto di editore), a differenza di quello che si vorrebbe dare a bere (parlando di furto ed altre amenità simili), non ha nulla a che vedere con il diritto di possesso (che si applica ai beni materiali, ed è un diritto naturale); il diritto d'autore è una temporanea concessione che lo stato fa a dei privati al fine di stimolare la creazione di opere di ingegno immateriali (esattamente come per i brevetti), a beneficio della società.
    Quindi lo scopo non è tutelare un presunto diritto di chi crea l'opera; difatti, nonostante la creazione di opere di ingegno immateriali avvenga da millenni, solo in tempi relativamente recenti (precedentemente si cercava di tutelare soltanto la paternità dell'opera, che è sacrosanta) si è deciso di creare qualcosa come il diritto d'autore; precisamente nel momento in cui la tecnologia ha cominciato a permettere la nascita dell'editoria (possibilità di creare molte copie in tempi brevi e con costi ragionevoli), quindi da Gutemberg in poi.
    In tal frangente, sebbene alcun sistema legale potesse prevedere un diritto di possesso su beni immateriali (il bene non è unico, quindi può esser posseduto da più persone contemporaneamente, inoltre è impossibile stabilire chi ci abbia pensato per primo), si decise di concedere dei temporanei diritti di sfruttamento al fine di stimolare la creazione di opere di ingegno immateriali (cosa che prima non era possibile per limiti tecnologici); il che non significa che sfruttare tali opere sia un diritto a prescindere, lo stato non sta tutelando il "creatore" dell'opera, ma tutela la collettività.
    Tutto questo significa che, dal momento in cui il diritto d'autore non serve più a stimolare la creazione di opere (di qualità), ma al contrario diventa un freno, non ha alcuno scopo di esistere.
    Nel momento in cui il diritto d'autore viene esteso per periodi abnormi (fino a 70 anni), non serve più a stimolare la creazione di altre opere (per quanto un'opera possa essere complessa nessuno ci mette 70 anni a scriverla, neanche Dante con la divina commedia; se mediamente ci metti N anni per creare un'opera, per permetterti di crearne altre non serve tutelare il diritto d'autore per più di N anni; a meno che tu non voglia campare di rendita per tutta la vita, il che non ha nulla a che vedere con lo scopo del diritto d'autore), ma solo a garantire ad un sistema editoriale marcio, guadagni enormi (il che non rientra negli interessi della collettività).
    non+autenticato
  • - Scritto da: asdfgsdfgsf dgsdfvdfvb sdbsdf
    > imho la gente non scarica solo perchè non vuole
    > pagare, ma piuttosto perchè, a buon diritto, non
    > percepisce il diritto di copia come un diritto
    > naturale, quindi non sente la necessità etica di
    > non
    > violarlo.

    Certo.
    Il diritto di copia va applicato solo per chi intende rivendere (e quindi lucrarci).
    Non ci deve essere alcun diritti di copia per libero scambio tra privati a titolo gratuito.

    > Il cosiddetto diritto d'autore (che poi nel 99%
    > dei casi è un diritto di editore), a differenza
    > di quello che si vorrebbe dare a bere (parlando
    > di furto ed altre amenità simili), non ha nulla a
    > che vedere con il diritto di possesso (che si
    > applica ai beni materiali, ed è un diritto
    > naturale); il diritto d'autore è una temporanea
    > concessione che lo stato fa a dei privati al fine
    > di stimolare la creazione di opere di ingegno
    > immateriali (esattamente come per i brevetti), a
    > beneficio della
    > società.

    E per l'appunto c'e' dietro un giro di soldi (lucro).

    > Quindi lo scopo non è tutelare un presunto
    > diritto di chi crea l'opera; difatti, nonostante
    > la creazione di opere di ingegno immateriali
    > avvenga da millenni, solo in tempi relativamente
    > recenti (precedentemente si cercava di tutelare
    > soltanto la paternità dell'opera, che è
    > sacrosanta) si è deciso di creare qualcosa come
    > il diritto d'autore; precisamente nel momento in
    > cui la tecnologia ha cominciato a permettere la
    > nascita dell'editoria (possibilità di creare
    > molte copie in tempi brevi e con costi
    > ragionevoli), quindi da Gutemberg in
    > poi.

    Si e' deciso?
    Hanno deciso! Loro, gli antenati degli attuali parassiti.

    > In tal frangente, sebbene alcun sistema legale
    > potesse prevedere un diritto di possesso su beni
    > immateriali (il bene non è unico, quindi può
    > esser posseduto da più persone
    > contemporaneamente, inoltre è impossibile
    > stabilire chi ci abbia pensato per primo), si
    > decise di concedere dei temporanei diritti di
    > sfruttamento al fine di stimolare la creazione di
    > opere di ingegno immateriali (cosa che prima non
    > era possibile per limiti tecnologici); il che non
    > significa che sfruttare tali opere sia un diritto
    > a prescindere, lo stato non sta tutelando il
    > "creatore" dell'opera, ma tutela la
    > collettività.

    Non serve nessuno stimolo per creare opere d'ingegno.
    Non e' mai servito uno stimolo.
    Le invenzioni ci sono da sempre, da quando hanno inventato il modo di accendere il fuoco sfregando dei legnetti, da quando hanno inventato il modo di applicare punte di selce a dei bastoni per farne delle lance...

    > Tutto questo significa che, dal momento in cui il
    > diritto d'autore non serve più a stimolare la
    > creazione di opere (di qualità), ma al contrario
    > diventa un freno, non ha alcuno scopo di
    > esistere.

    Clicca per vedere le dimensioni originali

    > Nel momento in cui il diritto d'autore viene
    > esteso per periodi abnormi (fino a 70 anni), non
    > serve più a stimolare la creazione di altre opere
    > (per quanto un'opera possa essere complessa
    > nessuno ci mette 70 anni a scriverla, neanche
    > Dante con la divina commedia; se mediamente ci
    > metti N anni per creare un'opera, per permetterti
    > di crearne altre non serve tutelare il diritto
    > d'autore per più di N anni; a meno che tu non
    > voglia campare di rendita per tutta la vita, il
    > che non ha nulla a che vedere con lo scopo del
    > diritto d'autore), ma solo a garantire ad un
    > sistema editoriale marcio, guadagni enormi (il
    > che non rientra negli interessi della
    > collettività).

    Esatto!
  • - Scritto da: asdfgsdfgsf dgsdfvdfvb sdbsdf
    http://www.daimon.org/lib/storia_del_copyright_nuo...
    non+autenticato
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