Mauro Vecchio

Scuola digitale, editoria o accessibilità?

Il presidente di IWA Italy Roberto Scano contro il ricorso presentato da AIE in seguito all'adozione del decreto Profumo. Il passaggio al digitale non è un'invenzione dell'ultima ora

Roma - Dopo il ricorso al Tar presentato dall'Associazione Italiana Editori (AIE) contro il cosiddetto decreto Profumo, un intervento al vetriolo di Roberto Scano, attuale presidente della sezione italiana della International Webmaster Association (IWA). In un post dal titolo libri scolastici: il digitale fa male alla salute (di chi non lo vuole fare), Scano ha ricordato agli editori tricolori che il passaggio al formato elettronico non è affatto un'invenzione dell'ultima ora.

"I testi in formato digitale, in particolar modo testo digitale accessibile, devono essere prodotti secondo regole tecniche definite nel decreto ministeriale 30 aprile 2008 (regole tecniche disciplinanti l'accessibilità agli strumenti didattici e formativi a favore degli alunni disabili, ndr) - Sono quindi cinque anni che gli editori, per i testi che riguardano le adozioni, dovrebbero consentire la fruibilità del testo in digitale ai soggetti con disabilità", ha spiegato Scano.

Il presidente della divisione italiana di IWA invita genitori e associazioni alla presentazione di una diffida formale nei confronti di editori e docenti riguardo "l'affido di testi cartacei rispetto a reali testi digitali (non versioni PDF di file di stampa o versioni chiuse in pacchetti software che non consentono il riuso dei testi a scopo formativo)".
"L'accessibilità nella formazione non è più un'utopia - ha continuato il presidente di IWA Italy - e pertanto generare testi e materiale formativo accessibile deve essere un requisito essenziale per ogni editore che desidera porre i propri testi all'interno del catalogo delle adozioni". (M.V.)
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10 Commenti alla Notizia Scuola digitale, editoria o accessibilità?
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  • Non vorrei andare ot, ma vorrei chiedere se qualcuno ha delucidazioni in merito a questo quesito che mi pongo da giorni (e che non mi fa dormire la notte)..
    I supporti dai quali gli studenti avranno accesso ai testi digitali saranno supporti ben definiti oppure a discrezione dei genitori?
  • Ecco qui un articolo che potrebbe interessarti: http://www.bitsandchips.it/13-mobile/2790-scuola-d...
    non+autenticato
  • non capisco molti di quelli che più volte, in calce a svariati articoli "simili" come anche nei commenti precedenti a questo articolo, da un lato fanno tutta una serie di giustissimi discorsi per la "apertura" dei libri e, dall'altro lato "difendono" il sistema che è pure capitalistico...

    ci si "stupisce" che il ministero (ovvero lo stato capitalista) non autoproduca testi scolastici elettronici, aperti, accassibili e da distribuire liberamente e gratuitamente a chiunque... ci si stupisce che gli editori vogliano continuare a tenere altissimi i loro profitti (rendite) pur diminuendo i costi... ci si stupisce che stato + editori + multinazionali + produttori_hardware siano tutti insieme, ciascuno per la sua parte, a "spingere" per avere solo ed esclusivamente sistemi chiusi TC/DRM...

    ci si stupisce... ma di che, se (quasi) nessuno parla di autogestione e autorganizzazione diretta e/o (quasi) nessuno parla di eliminare completamente qualsiasi forma di "diritto" d'autore/ brevetti/ marchi/ privative, e/o (quasi) nessuno parla di "superare" (eufemismo) il sistema statuale e capitalista?

    cosa altro ci si aspetta con questo stato di cose?
    non+autenticato
  • - Scritto da: zero gov

    > ci si "stupisce" che il ministero (ovvero lo
    > stato capitalista)

    Magari fosse capitalista. Questo è lo stato delle lobby. Ovvero è un sistema che dà poca libertà (economica) e praticamente non garantisce nessuna concorrenza.
    non+autenticato
  • contenuto non disponibile
  • Perfettamente d'accordo, ma si può fare anche meglio

    Non serve acquistare i diritti ad es. per un libro di testo delle scuole medie.
    Basta che il ministero formi un gruppo di 20 professori delle scuole medie che scrivano il libro di testo di matematica.
    Un altro gruppo prepara il libro di testo di italiano, e così via.
    Ogni anno il libro può essere aggiornato, aggiunti nuovi esercizi...
    E ovviamente il tutto distribuito gratuitamente dal ministero in PDF agli alunni.
    Uno se lo può leggere su un tablet su PC, se lo può stampare...
    Costo bassissimo, zaini leggeri...

    C'è già anche un ottimo progetto di questo tipo promosso dall'Istituto "E. Maiorana" di Brindisi, ma mi sembra faccia fatica a prendere piede. http://www.bookinprogress.it/
    I professori ancora preferiscono far comprare i libri tradizionali (tanto mica pagano loro!)
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    Modificato dall' autore il 29 maggio 2013 13.28
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  • - Scritto da: nick.riviera
    > Perfettamente d'accordo, ma si può fare anche
    > meglio
    >
    > Non serve acquistare i diritti ad es. per un
    > libro di testo delle scuole
    > medie.
    > Basta che il ministero formi un gruppo di 20
    > professori delle scuole medie che scrivano il
    > libro di testo di
    > matematica.

    Che magari fa pure punti in graduatoria.
    O puo' essere un prerequisito per il prossimo concorso.

    > Un altro gruppo prepara il libro di testo di
    > italiano, e così
    > via.
    > Ogni anno il libro può essere aggiornato,
    > aggiunti nuovi
    > esercizi...
    > E ovviamente il tutto distribuito gratuitamente
    > dal ministero in PDF agli
    > alunni.

    In pdf, in epub, in qualunque formato aperto.

    > Uno se lo può leggere su un tablet su PC, se lo
    > può
    > stampare...
    > Costo bassissimo, zaini leggeri...

    Editori eliminati...

    > C'è già anche un ottimo progetto di questo tipo
    > promosso dall'Istituto "E. Maiorana" di Brindisi,
    > ma mi sembra faccia fatica a prendere
    > piede.

    Il motivo si chiama mafia, un brevetto tutto italiano che e' alla base di ogni casta presente sul territorio.

    > I professori ancora preferiscono far comprare i
    > libri tradizionali (tanto mica pagano
    > loro!)

    E disattendono la legge che impone un tetto di spesa.
  • [...]
    > E disattendono la legge che impone un tetto di
    > spesa.
    Quoto tutto e rilancio: usando il metodo Wiki, ma con l'accesso limitato agli insegnanti e con la tracciabilità delle modifiche, si può dare l'accesso in scrittura a tutti i docenti della scuola italiana, in fondo son già tutti registrati su www.istruzione.it, mentre al resto del mondo spetta l'accesso in lettura.
    Il risultato sarebbe una serie di libri di testo completamente fruibili, benedetti dal ministero e utilizzabili da chiunque.

    Certo... lo svantaggio sarebbe che il libro può cambiare da un giorno ad un altro ^_^

    GT
  • - Scritto da: Guybrush
    > [...]
    > > E disattendono la legge che impone un tetto di
    > > spesa.
    > Quoto tutto e rilancio: usando il metodo Wiki, ma
    > con l'accesso limitato agli insegnanti e con la
    > tracciabilità delle modifiche, si può dare
    > l'accesso in scrittura a tutti i docenti della
    > scuola italiana, in fondo son già tutti
    > registrati su www.istruzione.it, mentre al resto
    > del mondo spetta l'accesso in
    > lettura.
    > Il risultato sarebbe una serie di libri di testo
    > completamente fruibili, benedetti dal ministero e
    > utilizzabili da chiunque.
    >
    >
    > Certo... lo svantaggio sarebbe che il libro può
    > cambiare da un giorno ad un altro
    > ^_^
    >
    > GT

    Si potrebbe fare una sottocommissione che ogni tanto decida che la relase e' "stabile", come per debian.
    krane
    22544
  • Sono d'accordo, ma per alcune materie ci sono delle difficoltà, in quanto, fra l'altro pochi anni fa, lorsignori hanno prolungato, anche retroattivamente, la validità del copyright a 70 anni dopo la morte dell'autore, quindi es. Montale te lo scordi fino al.. 2051!!!
    Il copyright è un sistema MARCIO che ingessa la cultura e ingrassa gli editori (a spese degli autori, tranne pochi superfamosi).
    Consiglio la lettura di Lawrence Lessig per chi intenda approfondire il tema.
    Si potrebbe forse invocare la pubblica utilità, ma ci vorrebbe uno stato serio ed etico, quindi inutile sognarlo in Italia.
    non+autenticato