Direttiva per l'open source nella PA

Stanca ha appena firmato una direttiva che spiana la strada alla diffusione del software libero nei sistemi delle pubbliche amministrazioni. Al centro: software pubblici e riuso dei software sviluppati

Direttiva per l'open source nella PARoma - A chi rimproverava al Governo il mancato esplicito riferimento al software libero nel Rapporto sull'Innovazione, il ministro Lucio Stanca ha ieri idealmente risposto annunciando la firma di una Direttiva per spingere il software libero nella pubblica amministrazione.

In realtÓ la direttiva, ?Sviluppo dei programmi informatici da parte delle Pubbliche amministrazioni?, si concentra sulle opportunitÓ che si aprono per la PA in termini di razionalizzazione delle risorse informatiche e di risparmi con il software libero. La possibilitÓ di sviluppare software dedicati alla PA e di riutilizzarli liberamente all'interno della PA stessa viene ritenuta essenziale per comprimere i costi del software usati nel settore pubblico.

Stando a quanto affermato dal Ministero, la Direttiva si deve all'indagine che Ŕ stata condotta dall'apposita commissione tecnica sull'uso del software e delle licenze sul software nella PA. Un'indagine che, come si ricorderÓ, ha evidenziato che il 61 per cento della spesa totale Ŕ dovuto allo sviluppo di programmi specifici per la PA e il 39 per cento per l'acquisizione di licenze. In totale la spesa sul software nel 2001 Ŕ stata di 675 milioni di euro.
Lucio StancaLa Direttiva, che sarÓ a breve pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, secondo Stanca "porta l'Italia tra i primi paesi al mondo a disporre di criteri in questo settore" ed Ŕ concepita sulla base dei "significativi sviluppi delle tecnologie dell?informazione e della comunicazione ed in particolare il processo di produzione, distribuzione ed evoluzione dei programmi informatici che si basa sulla disponibilitÓ del codice sorgente aperto".

Scopo della Direttiva Ŕ, evidentemente, quello di offrire alla PA linee guida le pi¨ chiare possibili sulle scelte a disposizione nel programmare la spesa in software, scelte che non escludono a priori il ricorso al software proprietario, oggi largamente maggioritario nella PA.

La convenienza di una scelta piuttosto che di un'altra secondo Stanca non risiede nel solo aspetto economico e la Direttiva tende a promuovere "il pluralismo del software" e a considerare il software libero come un ambiente che consente di "conformare i programmi alle nostre esigenze, mano a mano che esse si pongono, e di metterli anche a disposizione di altri".

Inoltre, ha specificato Stanca, la Direttiva indica "come le pubbliche amministrazioni debbano tenere conto dell?offerta sul mercato di una nuova modalitÓ di sviluppo e diffusione dei programmi informatici a codice sorgente aperto. L?inclusione di questa nuova tipologia d?offerta all?interno delle soluzioni tecniche tra cui scegliere contribuisce ad ampliare la gamma delle opportunitÓ e delle possibilitÓ in un quadro di economicitÓ, equilibrio, pluralismo e aperta competizione".

Ma ecco cosa prevede nel dettaglio la nuova Direttiva.
TAG: italia
235 Commenti alla Notizia Direttiva per l'open source nella PA
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  • "La PA nell?acquisto dei programmi informatici dovrà privilegiare le soluzioni che:
    ...
    - rendano i sistemi informatici non dipendenti da un unico fornitore o da un?unica tecnologia proprietaria;"

    ecco la dichiarazione di indipendenza della PA da Microsoft (o da qualunque altro magnaccia monopolista)

    Questa affermazione deve essere difesa con forza, ora che è stata valutata come irrinunciabile.


    non+autenticato
  • Nella PA il grosso del lavoro è scrivere cartacce d'ufficio. Quindi Linux + OpenOffice + Internet = risparmio e meno magnoni!!

  • - Scritto da: ToscoLupo
    > Nella PA il grosso del lavoro è scrivere
    > cartacce d'ufficio. Quindi Linux +
    > OpenOffice + Internet = risparmio e meno
    > magnoni!!


    è noto che l'archivio centrale è costituito da un enorme schedario .....
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > - Scritto da: ToscoLupo
    > > Nella PA il grosso del lavoro è scrivere
    > > cartacce d'ufficio. Quindi Linux +
    > > OpenOffice + Internet = risparmio e meno
    > > magnoni!!
    >
    >
    > è noto che l'archivio centrale è costituito
    > da un enorme schedario .....

    E' noto che Oracle e DB2 girano benissimo anche su LInux.

    Saluti

    Prospero
    non+autenticato
  • come al solito, l'amministrazione in Italia è sempre in ritardo ed obsoleta...

    tutte le software house che conosco anno abbandonato l'idea di passare all'open source già nel 2002

    Orami lo sanno tutti che l'open source porta al fallimento
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > come al solito, l'amministrazione in Italia
    > è sempre in ritardo ed obsoleta...
    >
    > tutte le software house che conosco anno
    > abbandonato l'idea di passare all'open
    > source già nel 2002
    >
    > Orami lo sanno tutti che l'open source porta
    > al fallimento

    Si al fallimento di chi non lo adotta......

    In bocca al liqidatore ! Sorride
    BLM
    non+autenticato
  • Mi chiamo Francesco, poche ore fa abbiamo avuto uno scambio di battute leggermente polemico (sono quello che contesta l'uso di termini come "linari" e simili). Non ho alcun problema a dirti che con te ho sbagliato obiettivo, nella mia invettiva contro un certo tipo di atteggiamento pregiudiziale. Non credo invece di sbagliare se attribuisco questo modo di pensare ad due altri forumisti:
    -il creatore del thread attuale sulla "morte" dell'open source;
    -l'autore del maldestro tentativo di battuta "Che Stallman ti benedica".
    Questo modo di schedare gli altri è l'unico e vero obiettivo del mio intervento polemico.

    Un saluto
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    ...
    > tutte le software house che conosco anno
    > abbandonato l'idea di passare all'open
    > source già nel 2002

    In quale hanno anno abbandonato l'idea di passare all'open source ?

    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo

    > > tutte le software house che conosco anno
    > > abbandonato l'idea di passare all'open
    > > source già nel 2002
    >
    > In quale hanno anno abbandonato l'idea di
    > passare all'open source ?

    A bocca aperta !

    11237

  • - Scritto da: Anonimo
    > come al solito, l'amministrazione in Italia
    > è sempre in ritardo ed obsoleta...
    >
    > tutte le software house che conosco anno
    > abbandonato l'idea di passare all'open
    > source già nel 2002
    >
    > Orami lo sanno tutti che l'open source porta
    > al fallimento

    Ci sono aziende che avevavno sperato che L'italia Statale puntasse su linux nel 2002 e anni successivi...anche per emulazione europea.

    In relatà questo passo non è mai avvenuto, in quanto il governo ha frenato e ritardato nelle direttive.
    La stessa IBM ha raffreddato la formazione Linux visto il rallentamento delle scelte dell'ITALIA.

    Per cui gia a gennaio del 2002 (vedi finanziaria) si sapeva che l'italia non avrebbe investito una lira in open source....
    ...lo stesso open source della direttiva attuale credo che si riferisca più specificatamente a software su commissione acquistato unilateralmente dalla P.A. ma in ambiente windows e/o cobol-Db2

    Effettivamente l'italia è in ritadissimo su francia germania e inghilterra per open source (=linux), dato che quest'ultime avevano iniziato a sperimentare ed usare linux nel 1999.


    Poi che porti al fallimento questo è tutto da dimostrare...dagli arbori dell'informatica fino al 1977 (circa) il software era praticamente open source....ma nessuno è fallito.



  • - Scritto da: emidio101
    >
    > Effettivamente l'italia è in ritadissimo su
    > francia germania e inghilterra per open
    > source (=linux), dato che quest'ultime
    > avevano iniziato a sperimentare ed usare
    > linux nel 1999.

    direi pure che l'Italia è più sveglia e lungimirante degli altri partner europei

    > Poi che porti al fallimento questo è tutto
    > da dimostrare...dagli arbori
    > dell'informatica fino al 1977 (circa) il
    > software era praticamente open source....ma
    > nessuno è fallito.
    >

    beh... non c'era ancora la GPL e tutta la cornice di _gratis_ vergognosa che gli gira attorno...

    io non sono contro i sorgenti aperti, bensì contro la GPL e la freelosophy dello Stallman

  • - Scritto da: dotnet
    >
    > - Scritto da: emidio101
    > >
    > > Effettivamente l'italia è in ritadissimo
    > su
    > > francia germania e inghilterra per open
    > > source (=linux), dato che quest'ultime
    > > avevano iniziato a sperimentare ed usare
    > > linux nel 1999.
    >
    > direi pure che l'Italia è più sveglia e
    > lungimirante degli altri partner europei
    >

    E da dove deduciamo la fondatezza di questa tua affermazione?

    > > Poi che porti al fallimento questo è tutto
    > > da dimostrare...dagli arbori
    > > dell'informatica fino al 1977 (circa) il
    > > software era praticamente open
    > source....ma
    > > nessuno è fallito.
    > >
    >
    > beh... non c'era ancora la GPL e tutta la
    > cornice di _gratis_ vergognosa che gli gira
    > attorno...

    Non sai leggere? nel 97 la GPL c'era eccome! www.gnu.org leggi che magari trovi il modo di evitare figure come quella che stai facendo!

    >
    > io non sono contro i sorgenti aperti, bensì
    > contro la GPL e la freelosophy dello
    > Stallman

    Sei libero di avere opinioni discutibili ma almeno basale su dati e non su cose che non conosci!A bocca aperta
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    >
    > > > Poi che porti al fallimento questo è
    > tutto
    > > > da dimostrare...dagli arbori
    > > > dell'informatica fino al 1977 (circa)
    > il
    > > > software era praticamente open
    > > source....ma
    > > > nessuno è fallito.
    > > >
    > >
    > > beh... non c'era ancora la GPL e tutta la
    > > cornice di _gratis_ vergognosa che gli
    > gira
    > > attorno...
    >
    > Non sai leggere? nel 97 la GPL c'era eccome!
    > www.gnu.org leggi che magari trovi il modo
    > di evitare figure come quella che stai
    > facendo!
    >

    dovrei darti dell'idiota... ma per stavolta ti invito solo a prenotarti una visita dall'oculista, visto che si parlava dell'anno 1977 e non del '97

    ...e inoltre potrei pure darti lezioni di storia circa il movimento open source e le sue origini... di ancor prima che nel 91 arrivasse le versione finale di quella Licenza tanto errata

    buona fortuna amigo

  • - Scritto da: dotnet
    >
    > - Scritto da: emidio101
    > >
    > > Effettivamente l'italia è in ritadissimo
    > su
    > > francia germania e inghilterra per open
    > > source (=linux), dato che quest'ultime
    > > avevano iniziato a sperimentare ed usare
    > > linux nel 1999.
    >
    > direi pure che l'Italia è più sveglia e
    > lungimirante degli altri partner europei
    >
    > > Poi che porti al fallimento questo è tutto
    > > da dimostrare...dagli arbori
    > > dell'informatica fino al 1977 (circa) il
    > > software era praticamente open
    > source....ma
    > > nessuno è fallito.
    > >
    >
    > beh... non c'era ancora la GPL e tutta la
    > cornice di _gratis_ vergognosa che gli gira
    > attorno...
    >
    > io non sono contro i sorgenti aperti, bensì
    > contro la GPL e la freelosophy dello
    > Stallman

    ah ecco sei uno di quelli ai quali piace magari la licenza BSD, così 'qualcuno' si può 'prendere' (legalmente) uno stack TCP/IP...   A bocca aperta
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo

    > ah ecco sei uno di quelli ai quali piace
    > magari la licenza BSD, così 'qualcuno' si
    > può 'prendere' (legalmente) uno stack
    > TCP/IP...   A bocca aperta

    beh, niente male come idea !A bocca apertaA bocca apertaA bocca aperta
  • Vediamo se possiamo
    far risparmiare alla PA almeno un po' di
    licenze MS Office
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Vediamo se possiamo
    > far risparmiare alla PA almeno un po' di
    > licenze MS Office

    guarda che OpenOffice se lo possono scaricare e installare pure da soli...

    il problema è che OpenOffice, davanti a MSOffice, non vale una cacca
    non+autenticato
  • Bè veramente quello che non vale niente è M$ Office: non hba un'editor matematico degno di nota; al contrario di OO e SO!

  • - Scritto da: BSD_like
    > Bè veramente quello che non vale niente è M$
    > Office: non hba un'editor matematico degno
    > di nota; al contrario di OO e SO!

    Anzi ! dopo aver usato il cencioso equation editor in Office XP ti compare una bella pubblicità con scritto che c'è un sw (da acquistare a parte MathType) che funziona tanto tanto bene... ma pensa te ! Uno spende 600 euro per office per poi sentirsi dire che ne deve spendere ancora ! mah !

    ... meno male che uso LaTeX... A bocca aperta
    non+autenticato
  • Questa è un'idiozia detta da uno che non ha la minima idea di com'è il lavoro negli uffici pubblici, nè in quelli privati, nè ha mai fatto assistenza informatica, nè ha idea di come si amministrano più di tre computer. Le persone NON SI INSTALLANO i programmi a piacimento: soprattutto con piattaforme Windows ci vorrebbe un team in grado di fare dei pit stop tipo formula uno, dopo le installazioni selvagge che faresti fare tu. Hai una vaga idea di quante macchine non funzionerebbero? Ritieni di poter aspettare ad uno sportello mentre un impiegato si installa un programma? Pensi che ci sia tutta gente che smanetta sui pc come te? ... Beh, sì, come te può darsi, da come ragioni. E poi, hai mai sentito parlare di 'compatibilità'.
    Ma chi sei, il Dott. Watson di Windows?
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > - Scritto da: Anonimo
    >>
    > il problema è che OpenOffice, davanti a
    > MSOffice, non vale una cacca

    Mazz... che maturità di pensiero...
    Io ho usato MSO per tanto tempo, e OO da qualche mese. Sinceramente non vedo quali delle funzioni che MSO ha in più rispetto a OO siano poi così utili al 99% degli uffici (pubblici e privati) d'Italia. Leggasi: ciò che fai con MSO lo fai anche con OO. E non ti serve altro.
    Ora, mi spieghi in base a cosa OO non vale una cacca?
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > - Scritto da: Anonimo
    > >
    > > - Scritto da: Anonimo
    > >>
    > > il problema è che OpenOffice, davanti a
    > > MSOffice, non vale una cacca
    >
    > Mazz... che maturità di pensiero...
    > Io ho usato MSO per tanto tempo, e OO da
    > qualche mese. Sinceramente non vedo quali
    > delle funzioni che MSO ha in più rispetto a
    > OO siano poi così utili al 99% degli uffici
    > (pubblici e privati) d'Italia. Leggasi: ciò
    > che fai con MSO lo fai anche con OO. E non
    > ti serve altro.
    > Ora, mi spieghi in base a cosa OO non vale
    > una cacca?

    E' dai tempi di StarOffice 5.2 che faccio questa domanda e non è mai arrivata risposta. Il motivo è semplice: non c'è una vera risposta o meglio, ce ne è una sola: OpenOffice non è MS Office. In realtà non ho mai letto motivazioni tecniche o pratiche tali da motivare la scelta di MS Office invece che OpenOffice.
    L'unica vera carenza di OO è la mancanza - per ora - di un database personal tipo MS Access, che - pur con i suoi limiti - è un software in certi casi molto utile ed è molto pratico. La soluzione MySQL+PHP in teoria è una alternativa interessante, ma risulta ancora troppo farraginosa da mettere su per l'utenza media. C'è da dire - parlo per esperienza pratica - che negli uffici Access è usato dall'1% degli utenti. Del resto se si sceglie di usare OpenOffice al posto di MS Office cosa impedisce di usare, che so, Lotus Approach e utilizzare OO per l'accesso ai dati (cosa che fa benissimo)?
    Saluti
    Prospero
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > - Scritto da: Anonimo
    > >
    > > - Scritto da: Anonimo
    > > >
    > > > - Scritto da: Anonimo
    > > >>
    > > > il problema è che OpenOffice, davanti a
    > > > MSOffice, non vale una cacca
    > >
    > > Mazz... che maturità di pensiero...
    > > Io ho usato MSO per tanto tempo, e OO da
    > > qualche mese. Sinceramente non vedo quali
    > > delle funzioni che MSO ha in più rispetto
    > a
    > > OO siano poi così utili al 99% degli
    > uffici
    > > (pubblici e privati) d'Italia. Leggasi:
    > ciò
    > > che fai con MSO lo fai anche con OO. E non
    > > ti serve altro.
    > > Ora, mi spieghi in base a cosa OO non vale
    > > una cacca?
    >
    > E' dai tempi di StarOffice 5.2 che faccio
    > questa domanda e non è mai arrivata
    > risposta. Il motivo è semplice: non c'è una
    > vera risposta o meglio, ce ne è una sola:
    > OpenOffice non è MS Office. In realtà non ho
    > mai letto motivazioni tecniche o pratiche
    > tali da motivare la scelta di MS Office
    > invece che OpenOffice.
    > L'unica vera carenza di OO è la mancanza -
    > per ora - di un database personal tipo MS
    > Access, che - pur con i suoi limiti - è un
    > software in certi casi molto utile ed è
    > molto pratico. La soluzione MySQL+PHP in
    > teoria è una alternativa interessante, ma
    > risulta ancora troppo farraginosa da mettere
    > su per l'utenza media. C'è da dire - parlo
    > per esperienza pratica - che negli uffici
    > Access è usato dall'1% degli utenti. Del
    > resto se si sceglie di usare OpenOffice al
    > posto di MS Office cosa impedisce di usare,
    > che so, Lotus Approach e utilizzare OO per
    > l'accesso ai dati (cosa che fa benissimo)?
    > Saluti
    > Prospero

    ma staroffice 5.2 non aveva adabas come database?
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    [cut]
    > > E' dai tempi di StarOffice 5.2 che faccio
    > > questa domanda e non è mai arrivata
    > > risposta. Il motivo è semplice: non c'è
    > una
    > > vera risposta o meglio, ce ne è una sola:
    > > OpenOffice non è MS Office. In realtà non
    > ho
    > > mai letto motivazioni tecniche o pratiche
    > > tali da motivare la scelta di MS Office
    > > invece che OpenOffice.
    > > L'unica vera carenza di OO è la mancanza -
    > > per ora - di un database personal tipo MS
    > > Access, che - pur con i suoi limiti - è un
    > > software in certi casi molto utile ed è
    > > molto pratico. La soluzione MySQL+PHP in
    > > teoria è una alternativa interessante, ma
    > > risulta ancora troppo farraginosa da
    > mettere
    > > su per l'utenza media. C'è da dire - parlo
    > > per esperienza pratica - che negli uffici
    > > Access è usato dall'1% degli utenti. Del
    > > resto se si sceglie di usare OpenOffice al
    > > posto di MS Office cosa impedisce di
    > usare,
    > > che so, Lotus Approach e utilizzare OO per
    > > l'accesso ai dati (cosa che fa benissimo)?
    > > Saluti
    > > Prospero
    >
    > ma staroffice 5.2 non aveva adabas come
    > database?

    Vero, ma io parlavo di OpenOffice.
    Saluti
    Prospero
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Vediamo se possiamo
    > far risparmiare alla PA almeno un po' di
    > licenze MS Office

    In simpatia, non c'e' nessun 'Vediamo'.
    Se lo Volete lo Fate
    Come del resto MOLTE altre PA nel MONDO hanno GIA' fatto.

    Non dovremmo essere piu' tonti di altri, no ?

    Ciao
    BLM


    non+autenticato
  • io uso da 15 giorni open office 1.1 e funziona benissimo, tant'è vero che ho disinstallato tutte le licenze office non in regola (come nella maggior parte delle piccole aziende) ed anzi con l'export nativo in PDF mando i preventivi ai clienti senza gli scherzetti che ti fa Word (alla faccia della privacy)

    salutoni

    Ulysse3000

    - Scritto da: Anonimo
    > Vediamo se possiamo
    > far risparmiare alla PA almeno un po' di
    > licenze MS Office
    non+autenticato
  • Quello che scrive Stanca e' molto bello, ma mi pare molto filosofia.

    Se si comincera' ad usare software libero nelle P.A. in maniera massiccia nasceranno subito dei problemi in quelle strutture economiche che muovono il denaro all'interno delle P.A.

    Parlo da profondo conoscitore di questo mondo essendo un analista, progettista, formatore, tester e guido lo sviluppo di numerose procedure per la P.A. della Sanità come quelle utilizzate dai dipartimenti di prevenzione e medicina legale.

    Qui purtroppo non ho lo spazio per un'attenta analisi, ma voglio comunque in maniera succinta dire la mia.

    Se da un lato vedo che la P.A. si sta svegliando e ha visto anche lei nel software libero la cessazione di quasi tutti i doveri del commitente nei confronti del fornitore, e invece l'acquisizione di diritti innegabili quali il codice sorgente, la proprieta' effettiva del software, la rivendibilita' e redistribuibilita', ci sono ancora dei cavilli economici che potrebbero impedire una adozione massiccia dell'opensource.
    Ed e' il meccanismo economico che usano le P.A. per gli acquisti.
    Questo meccanismo infatti prevede ancora il concetto di gara e di offerta, e parte dalla considerazione di acquisto di un bene.
    Come puo' andare daccordo questo meccanismo con un bene comune? O un bene che non ha un prezzo poiche' liberamente scaricabile e redistribuibile?
    Perche' con le aziende tradizionali, quando alla P.A. sevre un software si fa una gara dopo aver stilato un'analisi delle necessita' e averle rese pubbliche. Vince la gara chi fornisce il prodotto rispondente alle caratteristiche...
    Ma nel momento in cui il prodotto esiste gia' ed e' gia' libero per la ASL, non ha piu' senso la gara.
    Ma se la ASL non ha internamente il know-how per potersi installare, mantenere e personalizzare il software "trovato"?
    Dovrebbe fare una gara per chiedere chi lo puo' fare per lei... O sarebbe lecito scegliere gia' gli autori del programma libero che sicuramente lo conoscono meglio di chiunque altro.

    Ecco questi cavilli potrebbero essere insormontabili come anche un cavillo per poter entrare nella P.A. dalla porta d'ingresso per soli meriti (l'aver scritto un software libero per la P.A. e averglielo ceduto gratuitamente).

    Poi sono certo che le grosse aziende italiane del software avranno qualche cosa da ridire...
    Immagino gia' IBM, Finsiel, Engineering, ecc. Fare il diavolo a quattro quando si troveranno a dover fornire sorgenti e proprieta' dei software invece che licenze d'uso.
    Anche perche' se la P.A. ne acquisisce piena proprieta' e permesso di redistribuzione ai suoi uffici territoriali il software gli si dovra' far pagare anche 100 volte di piu'.
    Perche' applicativi che conosco come quelli di gestione del Pronto Soccorso o il SUP (Centro Unificato di Prenotazione) sono software che necessitano di 4-5-7 anni di evoluzione e sviluppo, ed e' difficile risprendere gli investimenti per lo sviluppo.
    Per software piccoli posso capirlo, piccole procedure di Anagrafe Canina o del bestiame, o una semplice anagrafica+planner quali sono Gestione Invalidi Civili o Visite Fiscali e che possono avere mercati piu' ampi, forse anche a livello europeo, se tradotti in altre lingue come Tedesco, Olandese, Francese, Spagnolo ecc. Sempre che le procedure contabili/amministrative siano standardizzate e un software sia facilmente adattabile a tutte le realta'.
    Ci vorra' una partecipazione massiccia di risorse locali (programamtori e piccole aziende) che modifichino tali software per il proprio comune/municipio/provincia/regione ecc.

    Si apre pero' anche la possibilita' che l'autore di un progetto interessante, che non ha sufficiente "schiena" (economicamente parlando) per portarlo avanti ed estenderlo, possa richiedere ad un Ente finanziamenti (donazioni o finanziamenti finalizzati ad obiettivi) per dedicarcisi a tempo pieno insieme ad altri programmatori. Ma come si fara' a decidere chi deve dedicarcisi? Chi e come decide chi saranno le aziende o i programmatori che potranno beneficiare di questi finanziamenti?

    E poi il discorso fiscale.
    Cosa si rilascia all'ente? Fattura, ricevuta per prestazione occasionale? Cococo (Collaborazione Coordinata Continuativa a termine)?

    Quindi va prevista la possibilita' per le P.A. di scegliere chi finanziare per i progetti e il modo come fornire tali finanziamenti.
    Forse si apre la possibilita' di un'"Officina" statale del software per le P.A. dove finanziamenti pubblici vengono usati per team di programmatori preposti alla raccolta studio e adattamento di software liberi alle necessita' della P.A. e quindi alla fornitura a tutti gli uffici territoriali, che a loro volta potranno ancora adattarli per le esigenze specifiche.
    Perche' le differenze tra i vari uffici della P.A. sono notevoli. Vi faccio a grandi linee l'esempio dell'ufficio per le pratiche d'invalidita' civile, che in alcune ASL prevede la Segreteria Generale che riceve e ordina le pratiche che rimangono in una condizione limbo dalla quale poi le segreterie di commissione (coi medici di commissione che faranno la visita) le asegneranno in calendario alle sedute nei vari giorni.
    E invece ASL che non hanno la Segreteria Generale e un operatore sa gia' a quali Segreterie di Commissione affibbiare la visita e a volte anche in quale data in calendario.
    E questo e' solo un esempio di (bio)diversita' all'interno dei nostri uffici pubblici.

    Con questa direttiva potrebbe generarsi un gran caos come potrebbero esserci benefici per tutti.

    Di certo il caos lo vorrebebro i grandi del settore (le grandi software house italiane), abituati ad entrare in pompa magna, vincere appalti in modalita' dubbie, e monopolizzare il settore, con strutture pachidermiche e molto costose (per la P.A. sulla uale ricadono questi costi).

    Oppure una rivoluzione che vedra' la possibilita' per tante piccole aziende locali o anche singoli programmatori di eccezinale bravura, di fornire personalizzazioni e servizi alla P.A. della sua zona poiche' non ci sara' piu' la paura che l'azienda fornitrice possa fallire e con lei il supporto al programma; poiche' sono ora disponibili i sorgenti...

    Quindi i grandi potrebbero creare caos e ostruzuionismo approfittando di questi vuoti di normativa fiscale che rendera' ingarbugliato il poter pagare e finanziare piccoli gruppi e singoli programmatori e sistemisti, perche' le cose non cambino e loro possano continuare a fagocitare miliardi.

    Oppure ci potrebbe essere un panorama di piccole startup locali tutti che riceviamo denaro dallo Stato e diamo il nostro contributo localmente nella nostra citta'/provincia/regione.

    Naturalmente c'e' la cosa positiva, se si opta per programmi di utilita' generica (utility varie, OpenOffice.org e procedure libere in genere) che non migrino capitali verso le solite software house, principalmente americane.

    --
    Ciao.
    Mr. Mechano
    mechano@punto-informatico.it

  • - Scritto da: Mechano
    > Quello che scrive Stanca e' molto bello, ma
    > mi pare molto filosofia.

    complimenti per il post...

    aggiungerei solamente che dubito che a fornire attualmente il software alla PA siano solamente le grandi software house nazionali e non.

    Pertanto prevedo una enorme crisi del settore e del software specializzato (a prescindere dalle future legislazioni)

    Le piccole e media aziende di programmazione non potranno più gestire progetti che richiedono lunghi termini, a meno che non li vendano a costi che comprendano tutto il tempo impiegato allo sviluppo.

    Il discorso, imho, vale anche per i singoli programmatori indipendenti.
  • - Scritto da: dotnet

    > complimenti per il post...
    > aggiungerei solamente che dubito che a
    > fornire attualmente il software alla PA
    > siano solamente le grandi software house
    > nazionali e non.
    > Pertanto prevedo una enorme crisi del
    > settore e del software specializzato (a
    > prescindere dalle future legislazioni)
    > Le piccole e media aziende di programmazione
    > non potranno più gestire progetti che
    > richiedono lunghi termini, a meno che non li
    > vendano a costi che comprendano tutto il
    > tempo impiegato allo sviluppo.
    > Il discorso, imho, vale anche per i singoli
    > programmatori indipendenti.

    Beh io pur facendo parte di una di queste enormi software house sono un sostenitore del software libero e non mi dispiace una sua massiccia adozione.
    Soprattutto non mi garbano i milioni di euro che vanno alla solita Microzozz per i suoi sistemi operativi e programmi generici come Office.
    Penso invece che i soldi risparmiati si possano dirottare sule software house nazionali che forniscono le altre procedure gestionali.
    Poiche' non e' certamente facile per una software house straniera fornire gestionali per le direttive e gli iter di un ufficio italiano.

    Potrebbe esserci il caos come anche una cosa fantastica, ossia progetti comuni ai quali collaborano numerosi programmatori e professionisti italiani regolarmente retribuiti con modalita' a tempo o a progetto.
    Una migliore distribuzione della spesa della P.A. tra molti piccoli invece che i pochi soliti noti.

    Se ci fai caso poi anche per i grandi nomi del software gestionale (Finsiel, Engineering ecc.), non sarebbe una rivoluzione impossibile. Poiche' in moltissimi casi queste aziende sono delle fornitrici di servizi. Spesso sono anche dei rivenditori con un 7-8% di ricarico sulle licenze Winpuzz/Office/Oracle ecc.
    Sa riescono a rinunciare a questo 7-8% forniranno Linux/OpenOffice/PostgreSQL ecc.
    Pero' considera che le migliai di euro risparmiate per l'acquisto dei soliti prodotti M$ e di altre ditte americane rimangono in tasca alle P.A. che li possono investire localmente. Ossia comprare piu' programmi e piu' personalizzazioni dalle nostre aziende locali invece che vederli sfumare verso i vampiri americani.

    --
    Ciao.
    Mr. Mechano
    mechano@punto-informatico.it

  • - Scritto da: Mechano

    > Soprattutto non mi garbano i milioni di euro
    > che vanno alla solita Microzozz per i suoi
    > sistemi operativi e programmi generici come
    > Office.

    io mi riferivo soprattutto all'impossibilità, per le piccole e medie aziende, di portare avanti progetti per molti anni, visto che il loro software verrà inevitabilmente regalato con i sorgenti. Inoltre la tua idea di retribuzione continuativa per i programmatori open source, da parte della PA, mi fa ridere solo a pensarci...

    il grosso mercato del software in italia è portato avanti proprio dalle piccole e medie softwarehouse...

    mah..., hai detto che sei un analista... ma non pare affatto, se poi il tuo problema è bill gates allora potevi dirlo subito

  • - Scritto da: dotnet
    > mah..., hai detto che sei un analista... ma
    > non pare affatto, se poi il tuo problema è
    > bill gates allora potevi dirlo subito

    Questo mi pare un'attacco personale e visto che di Mechano mi fido abbastanza mi parmetto di fare notare che le sue conoscenze in materia di PA sono notevoli come più volte dimostrato in passato. (Tra l'altro ho pure pubblicato un suo scritto che ha ricevuto diversi lettori e buoni commenti.)

    Sulla sua competenza ho pochi dubbi, mi dispiace solo che a volte la sua esposizione non incontri il mio gusto ma è una questione di italiano e di forma e *non* di sostanza.

    Invece vedo a più riprese che le persone competenti vengono stroncate andando sul personale da parte di gente che a mio avviso non sono limpide nei loro interessi...

  • - Scritto da: Sandro kensan
    >
    > - Scritto da: dotnet
    > > mah..., hai detto che sei un analista...
    > ma
    > > non pare affatto, se poi il tuo problema è
    > > bill gates allora potevi dirlo subito
    >
    > Questo mi pare un'attacco personale e visto
    > che di Mechano mi fido abbastanza mi
    > parmetto di fare notare che le sue
    > conoscenze in materia di PA sono notevoli
    > come più volte dimostrato in passato. (Tra
    > l'altro ho pure pubblicato un suo scritto
    > che ha ricevuto diversi lettori e buoni
    > commenti.)
    >
    > Sulla sua competenza ho pochi dubbi, mi
    > dispiace solo che a volte la sua esposizione
    > non incontri il mio gusto ma è una questione
    > di italiano e di forma e *non* di sostanza.
    >
    > Invece vedo a più riprese che le persone
    > competenti vengono stroncate andando sul
    > personale da parte di gente che a mio avviso
    > non sono limpide nei loro interessi...

    spero che Mechano ti paghi bene per fare l'avvocatoSorride

    continuo comunque a ritenere "azzardosa" e da incompetente l'affermazione di Mechano, secondo la quale l'avvento del software opensource nella PA danneggierebbe quasi solamente MS...

    ...eppure io dico che il 99% del software closed della PA a poco a che vedere con Redmond e molto più invece con le piccole software house italiane, le quali non troverebbero più i fondi per portare avanti i progetti più specializzati...

    non credo peraltro che la PA (o altro ente pubblico) potrebbe finanziare a sufficienza tali ditte con i metodi utopici suggeriti dall'autore di questo thread

  • - Scritto da: dotnet
    > spero che Mechano ti paghi bene per fare
    > l'avvocatoSorride

    Non molto, solo un articolo e ha pure "preteso" che ci fosse il suo nome...:PP
  • - Scritto da: dotnet

    > io mi riferivo soprattutto
    > all'impossibilità, per le piccole e medie
    > aziende, di portare avanti progetti per
    > molti anni, visto che il loro software verrà
    > inevitabilmente regalato con i sorgenti.
    > Inoltre la tua idea di retribuzione
    > continuativa per i programmatori open
    > source, da parte della PA, mi fa ridere solo
    > a pensarci...

    In tutti i punti dove parlo di retribuzione a programmatori locali, non ho mai parlato di retribuzione continuativa. Ho sempre parlato di contratti a progetto e il trovare il giusto metodo fiscale e amministrativo per la P.A. per fornire lavoro in appalto a programamtori o piccole software house locali. Non mi sognerei mai il desiderio di fare il mantenuto a vita dello Stato per fargli un sitarello in PHP o una procedurina in Kylix.

    > il grosso mercato del software in italia è
    > portato avanti proprio dalle piccole e medie
    > softwarehouse...
    >
    > mah..., hai detto che sei un analista... ma
    > non pare affatto, se poi il tuo problema è
    > bill gates allora potevi dirlo subito

    Io non sono contro Bill Gates, ma cio' che rappresenta. Un monopolio che fagocita miliardi di dollari presi in giro per il mondo in maniera che a mio parere e' poco pulita.
    Sono nazionalista e campanilista (ma non per questo fascista o comunista, perche' il significato di quelle 2 parole rimane concreto senza associarlo a ideologie politiche) e ritengo che "ogni fegatino di mosca fa sostanza", detto delle mie parti che vuol dire, che per ogni euro risparmiato in sistemi operativi colorati e inutili (in un client di una P.A.) e programmi di cui ne esiste un omologo opensource (quindi non solo Office ma anche DB2, Oracle e tanti altri) vada preferito quello libero per tanti motivi. Perche' anche se non dovessero essere gratuiti comunque a lungo andare i benefici ritornano comunque innegabili (codice sorgente, longevita' del software ecc.).

    --
    Ciao.
    Mr. Mechano
    mechano@punto-informatico.it

  • - Scritto da: Mechano

    > Sono nazionalista e campanilista (ma non per
    > questo fascista o comunista, perche' il
    > significato di quelle 2 parole rimane
    > concreto senza associarlo a ideologie
    > politiche) e ritengo che "ogni fegatino di
    > mosca fa sostanza",
    > detto delle mie parti

    posso chiederti di quale regione sei ?

    > che vuol dire, che per ogni euro risparmiato
    > in sistemi operativi colorati e inutili (in
    > un client di una P.A.) e programmi di cui ne
    > esiste un omologo opensource (quindi non
    > solo Office ma anche DB2, Oracle e tanti
    > altri) vada preferito quello libero per
    > tanti motivi. Perche' anche se non dovessero
    > essere gratuiti comunque a lungo andare i
    > benefici ritornano comunque innegabili
    > (codice sorgente, longevita' del software
    > ecc.).

    resta il fatto che sbattere la porta in faccia al software closed vuol dire spiazzare tutto il tessuto delle piccole aziende di programmazione italiane... mentre a MS gli faremmo solo un baffo

    per rimediare al monopolio degli OS di microsoft, si potevano trovare, imho, strade più sicure.

    L'open source annulla, per sua natura, la proprietà fisica ed intellettuale, va contro natura e pertanto sarà economicamente incompatibile e disastrosa nel lungo termine

  • - Scritto da: dotnet

    > > politiche) e ritengo che "ogni fegatino di
    > > mosca fa sostanza",
    > > detto delle mie parti
    >
    > posso chiederti di quale regione sei ?

    Sicilia, il capoluogo. Ma dopo alcuni mesi negli USA ho vissuto in Svizzera e Veneto molto a lungo.

    > resta il fatto che sbattere la porta in
    > faccia al software closed vuol dire
    > spiazzare tutto il tessuto delle piccole
    > aziende di programmazione italiane... mentre
    > a MS gli faremmo solo un baffo
    > per rimediare al monopolio degli OS di
    > microsoft, si potevano trovare, imho, strade
    > più sicure.
    > L'open source annulla, per sua natura, la
    > proprietà fisica ed intellettuale, va contro
    > natura e pertanto sarà economicamente
    > incompatibile e disastrosa nel lungo termine

    E perche' il software open sta avendo cosi' grande successo e il suo sviluppo e' tre volte piu' rapido di quello closed?
    E' davanti gli occhi di tutti, non solo una mia impressione...
    La cosa sara' disastrosa per i mopolisti e le grosse aziende, ma non per le comunita'.
    Non ne avranno giovamento economico i soliti grandi noti, ma tanti piccoli e anche singoli in gamba nel loro settore.

    Io credo fermamente che produrra' forse minore crescita economica, ma sicuramente maggiore crescita culturale.
    E' vero che di sola cultura non si vive, ma certamente questo fenomeno sposta le attivita' remunerative dal solo atto creativo e relativo sfruttamento commerciale protratto nel tempo, alle attivita' di contorno (servizi e personalizzazioni). Ridurra' i guadagni facili e perpetui (grazie al monopolio), abbassando anche l'inflazione.

    --
    Ciao.
    Mr. Mechano
    mechano@punto-informatico.it

  • - Scritto da: Mechano
    >
    > Sicilia, il capoluogo. Ma dopo alcuni mesi
    > negli USA ho vissuto in Svizzera e Veneto
    > molto a lungo.:D

    ah... praticamente la mia città natale e a 30Km da casa mia...
    ... incredibileA bocca aperta

    > Ridurra' i guadagni facili e perpetui
    > (grazie al monopolio), abbassando anche
    > l'inflazione.

    i guadagni facili li ha sicuramente MS ed altri colossi simili...

    la vedo molto brutta invece per PMI software house, le quali dovranno trovarsi i fondi per sviluppare soluzioni che richiedono alcuni anni di lavoro e perfezionamenti... e questo non mi pare un compito adatto alle comunità
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