Mauro Vecchio

La calda estate di E-privacy

A Firenze oggi e domani la nuova edizione del ciclo di conferenze organizzato dal Progetto Winston Smith. Il momento per i netizen Ŕ difficile. Lo conferma il rapporto di Frank La Rue alle Nazioni Unite

Roma - Organizzata in collaborazione con il centro studi HERMES ed il Progetto Winston Smith, la nuova edizione del ciclo di conferenze e-privacy si terrà oggi e domani presso la Sala della Miniatura di Palazzo Vecchio a Firenze. Il tema di quest'anno è dedicato al difficile rapporto tra cittadino e stato in un mondo unificato, sottolineando obblighi, diritti e certezze nel decisivo passaggio dall'analogico al digitale.

Aperti dagli organizzatori Tommaso Grassi e Marco Calamari, i lavori di e-privacy 2013 passeranno da un approfondimento sul diritto all'oblio online alle problematiche legate all'adozione sempre più massiva di droni per la sorveglianza aerea. Filo conduttore, le nuove conseguenze apportate dalla tecnologia più invasiva - videocamere, software malevolo per le intercettazioni - sui diritti dei netizen.

Questione quanto mai attuale: in un documento presentato all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, lo special rapporteur Frank La Rue è tornato ad occuparsi del delicato principio di tutela della libertà d'espressione, oggi minacciato da un livello sempre più sofisticato e diffuso di tecnocontrollo. Ultimo esempio, l'ordine segreto statunitense che ha obbligato il provider Verizon a fornire dati relativi alle comunicazioni dei cittadini alla NSA.
La Rue ha dunque ricordato ai vari stati membri delle Nazioni Unite che i sistemi di sorveglianza a fini di sicurezza devono forzatamente proteggere il diritto alla riservatezza e alla libera espressione dei cittadini, in particolare la tutela dei metadati relativi alle comunicazioni elettroniche. In generale, le infrastrutture di sorveglianza devono essere adottate solo "in casi estremi e circostanze eccezionali", e sempre sotto la supervisione di un'autorità indipendente. La Rue ha chiesto ai vari stati membri di rivedere le proprie leggi nazionali sulle intercettazioni.

Mauro Vecchio
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