Sentire i colori

Una soluzione tecnologica che tramuta i colori in suoni udibili

L'acromatopsia è una patologia dell'occhio che inficia le funzionalità dei coni della macula, impedendo di fatto di poter percepire i colori. Gli acromati, le persone affette da questa patologia, non riescono dunque a vedere i colori e percepiscono il mondo intorno a loro come una serie di gradazioni comprese fra il bianco e nero.
Questa patologia, per quanto non sia degenerativa e non porti alla cecità, inficia comunque la qualità della vita e ben lo sa l'artista e musicista spagnolo di origini irlandese Neil Harbisson.
Affetto fin dalla nascita da acromatopsia, riesce comunque a percepire i colori con Eyeborg.

Eyeborg


Eyeborg è il "terzo occhio" tecnologico che si vede spuntare dalla sua nuca fino al centro della fronte. Questo sensore riesce a catturare i colori, valutandone la lunghezza d'onda differente. Questa informazione viene poi inviata a un processore che converte e codifica la lunghezza d'onda della luce in un segnale audio modulato ad hoc.
Questo segnale viene poi inviato all'orecchio interno dell'artista via conduzione ossea.
Come ben espresso dalla redazione di Nautil.us, Eyeborg si basa sulla natura ondulatoria comune di luce e suoni, associando alla frequenza della luce una frequenza sonora. Al rosso, che si trova in basso nello spettro del visibile con una bassa frequenza, corrispondono suoni più gravi, mentre il viola, in alto alla gamma, corrisponde a suoni più acuti. Eyeborg è comunque in grado di "interpretare" solamente 360 tinte differenti, rimanendo comunque ben lontano dall'incommensurabile capacità percettiva dell'occhio umano.

L'artista Harbisson lo utilizza dal 2004 e la sua esperienza decennale è tale che ha imparato non solo ad associare al suono il nome del colore, ma anche ad eseguire il processo inverso, trasformando i suoni in immagini e dipinti con l'ausilio della sua creatività.

Harbisson ha anche dichiarato che vorrebbe procedere a un intervento chirurgico per impiantarsi il dispositivo, evitando così di doverlo indossare come un accessorio.



(via Mashable)
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