Alfonso Maruccia

Project Loon, mongolfiere Google per la banda stratosferica

Mountain View conferma ufficialmente quello che finora era solo un sussurro. Palloni aerostatici volteggeranno in cielo per garantire connessione quasi ovunque

Roma - Dopo le indiscrezioni delle scorse settimane, la "folle" idea di Google di usare palloni aerostatici per dispensare connettività senza fili agli angoli più remoti (e meno interconnessi) del pianeta è stato ufficialmente presentato come Project Loon.

Google "crede" nella fattibilità dell'idea, usare una tecnologia "del passato" (i palloni aerostatici, appunto) per allargare notevolmente la diffusione di Internet, con velocità simili a quelle oggi disponibili sulle reti cellulari 3G o "più veloci": una ADSL lenta e con il doppio/triplo della latenza di una linea domestica, insomma, ma comunque più che accettabile per zone che fino a questo punto non erano raggiunte da alcun servizio.


Il progetto Loon prevede che i palloni siano alimentati a energia solare e controllati da remoto, vengano trasportati dai forti venti dell'alta atmosfera a 20 chilometri dalla superficie del pianeta, ben al di sopra delle rotte battute dai velivoli commerciali, e comunichino con le stazioni riceventi a terra usando antenne non dissimili da quelle impiegate per le comunicazioni digitali su piattaforme satellitari.
Per quanto riguarda la continuità del servizio, evitare cioè che un pallone si allontani dalla zona di copertura, Google pianifica di risolvere anche tale questione, posizionando i palloni là dove servono e servendosi di "complessi algoritmi e parecchia capacità computazionale" per calcolare la giusta posizione di ciascuno di loro in funzione degli altri.


L'obiettivo principale di Project Loon è quello di fornire connettività ai paesi e i continenti come quello africano dove Internet è quasi sempre un miraggio, ma anche di garantire le comunicazioni nelle zone colpite da un qualche disastro naturale deleterio per le infrastrutture tradizionali.

Una prima sperimentazione del progetto Loon è in corso in Nuova Zelanda, e Google dice di essere alla ricerca di partner interessati alla "fase due" dell'ambizioso piano di interconnessione atmosferica. Un piano che a conti fatti serve le stesse finalità di Google Fiber, vale a dire allargare la potenziale platea di Internet - possibilmente ad alte e altissime prestazioni - per poter diffondere il verbo del "cloud" e dei servizi telematici always-on.

Alfonso Maruccia
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10 Commenti alla Notizia Project Loon, mongolfiere Google per la banda stratosferica
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  • Prima dell'avvento dei satelliti per telecomunicazioni l'idea poteva avere una sua validità, ma ora che di satelliti ce ne sono intere costellazioni...

    E' pur vero che i satalliti non permettono interattività perchè forniscono via parabola la sola ricezione (vi ci voglio a trasmettere voi privatamente al satellite di turno il vostro segnale interattivo...); la cosa era stata risolta prima dell'avvento della banda larga, affidamdo la connessione di ritorno a normale linea telefonica convogliante in apposite centreli radio la comunicazione verso il satellite, partendo dal concetto che un traffico medio comporta molto download, veloce grazie al satellite, e poco upload, lento perchè su cavo telefonico, ma poco importa.
    Il problema però diventa serio su pensiamo di coprire zone non servite neppure da normali linee telefoniche, come appare il targhet di questo sistema a palloni aereostatici.

    Tornando ai palloni, dovrebbero essere interconnessi tra loro da segnali radio in entrata ed uscita per collegare utenti remoti a postazioni a terra locate in zone "civili".
    L'utente coperto da questo servizio deve comunque avere privatamente un apparato ricetrasmittente per comunicare col pallone di turno in quella zona.
    E fin qui tutto è fattibile.

    Ma quel che mi lascia molto ma molto perplezzo è la variabilità della posizione che assumerebbe ogni pallone stratosferico, in balia di elementi che più o meno debolmente lo porterebbero a vagare nei cieli, secondo me con percorrenze pressochè imprevedibili. Pienamewnte daccordo che un pallone che mette a rischio la copertura di una certa zona perchè se ne sta allontananso può essere sostituito da un altro che si sta avvicinando... ma è tutto molto ma molto aleatorio, perchè presupporrebbe una distribuaione pressochè uniforme di una pletora enorme di palloni, oppure di una loro presenza numerica assolutamente improponibile, tale da oscurare parte della luce solare su tutta la terra...

    Si puo studiare finchè si vuole il comportamento delle pur deboli correnti fluidissime nella stratisfera, ed altri fattori perturbanti certamente presenti, ma per me i palloni abbandonati a se stessi, non foss'altro che per le forze di Coriolis, finirebbero per addensarsi in certe fasce o peggio in certe zone del tutto imprevedibili, lasciando scoperte le proprie zone di competenza iniziali.
    Dotare i palloni di "motu proprio"? occorre un'energia che, malgrado la grossa superfice, la celle solari non sarebbero in grado di erogare, perchè da applicarsi di continuo per vincere i flussi perturbanti, e non per pochi istanti come nel caso delle correzioni di orbita dei satelliti artificiali, soggetti alla solo inerzia e non a trascinamenti di sorta.

    Per me sarebbe più valido un sistema a palloni ancorati ad altezze più contenute con sottilizzimi e resistentissimi filamenti, tre per ogni pallone, disposti a tetraedro con base a terra e vertice nel pallone, che a questo punto assumerebbe una posizione stabile nel cielo.
    Penso che con qualche decina di chili di peso dei filamenti suddetti, corrispondente ad un aumento del volume del pallone di un centinaio di metri cubi di elio (un cubo di meno di 5 m di lato) per contrastarne il peso e creare la tensione necessaria a stabilizzarlo, la cosa sia ben più fattibile ed enormemente più economica dell'improponibile (IMHO) sistema a palloni vaganti.

    Ho detto un mare di caz..-volate, o la cosa merita un brevetto (che per questioni ideologiche non richiederò mai)?
    non+autenticato
  • Non sono un esperto ma condivido le tue perplessita'.
    La soluzione che proponi pero' mi sembra pericolosa.
    Fili sottilissimi (e quindi praticamente invisibili) e resistentissimi potrebbero tagliere le ali a volatili che si trovassero a passare di li. E gli aerei ? O l'aereo taglia il filo oppure, se il filo e' veramente resistentissimo, l'aereo viene deviato e forse fatto precipitare.

    > Per me sarebbe più valido un sistema a palloni
    > ancorati ad altezze più contenute con
    > sottilizzimi e resistentissimi filamenti, tre per
    > ogni pallone, disposti a tetraedro con base a
    > terra e vertice nel pallone, che a questo punto
    > assumerebbe una posizione stabile nel cielo.
  • - Scritto da: RunningTruck
    > Non sono un esperto ma condivido le tue
    > perplessita'.
    > La soluzione che proponi pero' mi sembra
    > pericolosa.
    > Fili sottilissimi (e quindi praticamente
    > invisibili) e resistentissimi potrebbero tagliere
    > le ali a volatili che si trovassero a passare di
    > li. E gli aerei ? O l'aereo taglia il filo
    > oppure, se il filo e' veramente resistentissimo,
    > l'aereo viene deviato e forse fatto
    > precipitare.
    >
    P.S. ti ricordi questa:
    http://it.wikipedia.org/wiki/Strage_del_Cermis
    Non è stato l'aereo ad avere la peggio
    non+autenticato
  • Per i signori di google:
    potete sperimentare anche da queste parti grazie
    non+autenticato
  • In molte zone della provincia di Udine, incluse alcune a vocazione produttiva, commerciale, addirittura industriale, non c'è nemmeno l'ADSL.

    Telecom dichiara ai sindaci che non gli è "economicamente conveniente" collegare certi paesi (beninteso, paesi lungo strade statali e provinciali, ferrovie e autostrade...mica sulla cima di una montagna...).

    Ci si arrangia con antenne varie e copertura mobile a macchia di leopardo, con scarsi risultati e costi altissimi.

    Non ci sono parole.
    non+autenticato
  • - Scritto da: ndr
    > In molte zone della provincia di Udine, incluse
    > alcune a vocazione produttiva, commerciale,
    > addirittura industriale, non c'è nemmeno l'ADSL.
    >
    >
    > Telecom dichiara ai sindaci che non gli è
    > "economicamente conveniente" collegare certi
    > paesi (beninteso, paesi lungo strade statali e
    > provinciali, ferrovie e autostrade...mica sulla
    > cima di una
    > montagna...).
    >
    > Ci si arrangia con antenne varie e copertura
    > mobile a macchia di leopardo, con scarsi
    > risultati e costi
    > altissimi.
    >
    > Non ci sono parole.
    Per questo imploravo l'aiuto di google
    In lacrime
    non+autenticato
  • Da udinesi quali siete (io sono di Pordenone, conosco la zona) potreste organizzarvi per un servizio wi max o qualcosa del genere (d'altra parte avete intorno le montagne, utili per piazzare antenne e ripetitori). Sono sicuro che fareste in fretta e otterreste buoni risultati.
    non+autenticato
  • Tranquillo anche in alcuni paesetti in provincia di Treviso siamo presi così: conosco una persona che ha la 7 mega di alice e scarica a 70 kbyte/s...
    non+autenticato
  • Anche qui in provincia di Varese molte zone non sono raggiunte dall' ADSL pero' c'e' un sistema ( http://eolo.ngi.it ) di antenne piazzate sulle montagne che sostituisce bene l' ADSL.

    - Scritto da: ndr
    > In molte zone della provincia di Udine, incluse
    > alcune a vocazione produttiva, commerciale,
    > addirittura industriale, non c'è nemmeno l'ADSL.
    >
    >
    > Telecom dichiara ai sindaci che non gli è
    > "economicamente conveniente" collegare certi
    > paesi (beninteso, paesi lungo strade statali e
    > provinciali, ferrovie e autostrade...mica sulla
    > cima di una
    > montagna...).
    >
    > Ci si arrangia con antenne varie e copertura
    > mobile a macchia di leopardo, con scarsi
    > risultati e costi
    > altissimi.
    >
    > Non ci sono parole.