Alfonso Maruccia

Supercomputer, la stella è la Cina

Il gigante asiatico vince la sfida dei supersistemi più potenti al mondo con una nuova macchina tutta processori Intel, pronta in anticipo sui tempi e capace di stracciare la concorrenza. Ma c'è chi vede le cose diversamente

Roma - La nuova classifica Top500 incorona ancora una volta una macchina cinese come supercomputer più veloce al mondo, primato che la Cina riconquista dopo l'exploit del 2010 distanziando la concorrenza con livelli prestazionali da assoluto primato.

Tianhe-2, questo il nome del nuovo supercomputer cinese, è stato sviluppato dalla National University of Defense Technology e diventerà operativo (alla fine del 2013) in anticipo di due anni sui tempi previsti. Una vera e propria sorpresa, insomma, che con i suoi 33,86 PetaFLOPS misurati dal benchmark Linpack ottiene una performance più che doppia rispetto al supercomputer più potente della scorsa classifica Top500.

Tianhe-2

Le caratteristiche tecniche di Tianhe-2 o "Via Lattea 2" includono oltre 3 milioni di core computazionali forniti da 32.000 CPU Intel Xeon e 48.000 unità acceleratici Xeon Phi, 1 Petabyte di memoria, picco prestazionale teorico di quasi 55 PetaFLOPS e sistema operativo Kylin Linux.
La Cina festeggia il nuovo risultato nell'ambito del calcolo ad alte performance (HPC) ma anche la americanissima Intel ha di che essere soddisfatta, visto che Tianhe-2 è il primo supercomputer a essere basato interamente sui processori di Santa Clara piuttosto che su design ibridi (CPU+GPU) di marche diverse.

Tianhe-2 è il supercomputer più potente del mondo relegando Titan - il precedente vincitore - al secondo posto, ma non tutti sono d'accordo sui parametri di giudizio usati dalla classifica Top500: Richard Murphy si fa promotore di una nuova lista chiamata Graph 500, basata su benchmark che misurano la velocità di un supercomputer nella scrematura e analisi di gigantesche quantità di dati e che classificano il supersistema cinese al di fuori della classifica dei primi 5 sistemi.
Il problema, in questo caso, è l'interfacciamento fra memoria/unità di storage e unità di calcolo, ed è un problema destinato a diventare sempre più importante.

Alfonso Maruccia

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