Alfonso Maruccia

Snowden, il soccorso di Wikileaks

Julian Assange fa le veci di Edward Snowden e alimenta le nuove puntate del Datagate. La vicenda č ora soprattutto diplomatica, e la talpa della sorveglianza globale si sta nascondendo con perizia

Roma - Edward Snowden è in fuga ma lo scandalo Datagate non si ferma, anzi si allarga a nuovi protagonisti come il redivivo Julian Assange: parlando al sicuro dell'ambasciata ecuadoriana a Londra, il discusso patron di Wikileaks si offre ai giornalisti snocciolando qualche nuovo dettaglio sulle intenzioni di Snowden, le sue opinioni sul ruolo degli USA e la difesa dei diritti umani in Sudamerica.

Per quanto riguarda l'attuale posizione fisica di Edward Snowden, Assange si limita a dire che l'ex-agente della CIA è al momento in un luogo "sicuro" ed è in viaggio verso l'Ecuador - paradiso dei whistleblower - attraverso un percorso segreto che passa attraverso la Russia e altri paesi non meglio specificati.

WikiLeaks è stata attivata per fornire assistenza legale - e non solo - alla talpa del Datagate, continua Assange, mentre per quanto riguarda i documenti in suo possesso le redazioni dei grandi giornali avrebbero apparentemente già ricevuto l'intera raccolta e non dovrebbero far altro che decidere come e quando pubblicarli. La stessa WikiLeaks ha a disposizione i documenti e potrebbe decidere di pubblicarli a sua volta.
Prevedibilmente, Assange critica fortemente l'azione di Barack Obama, l'inquilino della Casa Bianca che più si è speso per chiudere la bocca a chi pubblica documenti imbarazzanti sulla violazione della privacy e dei diritti umani da parte degli USA, spiega il creatore di WikiLeaks.

Gli USA nel frattempo se la prendono con la Russia per il presunto aiuto fornito ad Assange nel depistare le proprie tracce, ma anche la Russia ammette di non avere idea di dove sia Snowden. E spiega: l'uomo più ricercato dagli USA non è mai arrivato sul suolo russo, diversamente da quanto si dava per scontato qualche giorno fa.

Anche le autorità di Hong Kong rispondono alle dichiarazioni poco accomodanti degli USA, difendendo le leggi locali ed evidenziando i problemi diplomatici scaturiti con l'arrivo di Snowden anche con la madrepatria cinese.

Snowden avrebbe accettato il lavoro con il contractor della NSA Booz Allen con lo scopo preciso di raccogliere i documenti che ora sta rendendo pubblici, e le speranze di trasparenza dell'ex-analista - ora senza un lavoro, oltre che senza una patria - sembrano iniziare a concretizzarsi: fermentano nuove iniziative parlamentari di senatori statunitensi che potrebbero delimitare le previsioni spionistiche del Patriot Act, mentre l'Australia ha momentaneamente sospeso i piani di raccolta dati volti a tutelare la sicurezza nazionale.

Alfonso Maruccia
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