Privacy/ Dalla legge italiana ai metodi di sicurezza

La privacy su Internet rimane un tema scottante, che potrebbe influire non poco sul successo della net economy. Diamo uno sguardo approfondito alla legge italiana e alle tecnologie per la sicurezza

Un mezzo di comunicazione come Internet, dove le informazioni possono circolare ad alta velocità e su scala mondiale, pone notevoli problematiche e interrogativi dal punto di vista della tutela della privacy. In mancanza di una regolamentazione adeguata Internet può infatti trasformarsi rapidamente da strumento principe della libertà di comunicazione e di espressione in un meccanismo di orwelliana memoria per la creazione di organizzazioni di controllo di massa delle attività dei cittadini.

Il caso Echelon, un sistema segreto angloamericno di spionaggio di tutte le comunicazioni civili, ha suscitato non poche perplessità e preoccupazioni in chi vede la necesità di garantire la riservatezza e la sicurezza dei dati "sensibili" di ciascun cittadino.

Come garantire materialmente al cittadino/cliente la possibilità di potere operare nella massima tranquillità?
Due luoghi comuni molto frequentati dai dibattiti odierni nel nostro paese sono: il primo che "non c?è privacy senza sicurezza" e il secondo che l?attuale tecnologia di base che supporta le funzionalità Internet sia in pieno contrasto con la neonata legge sulla privacy. Ogni che volta che si entra in Internet le informazioni che ogni navigatore lascia dietro di sè sono già sufficienti a identificarlo, se poi vengono condite con le informazioni aggiuntive richieste per questo o quel servizio/software gratuito, la schedatura è completa. E non sembra che la gente sia particolarmente informata o conscia di tutto ciò.
Lo scoglio della percentuale bassa delle famiglie che possiedono e utilizzano in modo già "evoluto" un PC sta per essere elegantemente superato con la Web-TV. In particolare i settori bancario e assicurativo sono già in fibrillazione e stanno studiando tutte le possibilità di offrire i propri servizi direttamente on-line, creando così un nuovo canale di vendita.

Il problema è: dopo la prima generazione di software/servizi su Internet, chi non resisterà ad ampliare la offerta con fornitori consigliati o con prodotti di interesse specifico per il cliente, dedotti in modo logico dalle informazioni "elettroniche" lasciate dal cliente stesso?
Le soluzioni a questi problemi sono quelle di garantire al cittadino/cliente la sicurezza sia sul piano legislativo che su piano "hardware/tecnologico".
TAG: privacy
3 Commenti alla Notizia Privacy/ Dalla legge italiana ai metodi di sicurezza
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  • In linea di massima, per la raccolta di dati personali da parte del gestore di un sito di commercio elettronico on line per l'esecuzione dei contratti, non è necessario che venga raccolto anche il consenso. Imprescindibile è solo l'informativa; se i dati sono trattati per le sole finalità di esecuzione del contratto, la legge prevede espressamente un'esenzione alla raccolta del consenso.
    Si potrà dunque evitare questo gravoso adempimento.
    Diversa soluzione, invece, se il commerciante elettronico intende comunicare i dati raccolti per eseguire il contratto a soggetti terzi: in questo caso, il consenso è assolutamente necessario.
    Per dovere di chiarezza!
    non+autenticato
  • 1) Il tempo necessario per decrittare con le risorse di calcolo attuali un messaggio sotto chiave a 128 bit non è 'virtualmente infinito', è solo troppo lungo (secoli?) per essere utilizzato a fini pratici.
    2) A partire dallo scorso anno è permesso esportare dagli Stati Uniti prodotti utilizzanti algoritmi di crittografia fino a 128 bit, il che significa che sia Netscape che Internet Explorer sono stati aggiornati per utilizzare la crittografia a 128 bit. Il supporto per la crittografia a 128 bit era comunque presente anche in passato, ma poteva essere attivato solo in presenza di chiavi particolari, piuttosto rare.
    non+autenticato

  • grazie.. mi cospargo il capo di cenere Occhiolino

    - Scritto da: DPY
    > 1) Il tempo necessario per decrittare con le
    > risorse di calcolo attuali un messaggio
    > sotto chiave a 128 bit non è 'virtualmente
    > infinito', è solo troppo lungo (secoli?) per
    > essere utilizzato a fini pratici.
    > 2) A partire dallo scorso anno è permesso
    > esportare dagli Stati Uniti prodotti
    > utilizzanti algoritmi di crittografia fino a
    > 128 bit, il che significa che sia Netscape
    > che Internet Explorer sono stati aggiornati
    > per utilizzare la crittografia a 128 bit. Il
    > supporto per la crittografia a 128 bit era
    > comunque presente anche in passato, ma
    > poteva essere attivato solo in presenza di
    > chiavi particolari, piuttosto rare.
    non+autenticato