Mauro Vecchio

Google, trasparenza contro il malware

Nel Transparency Report di BigG verranno incluse tutte quelle URL legate alla diffusione di software malevolo o di attacchi phishing. Google raccoglie 10mila indirizzi al giorno

Roma - Navigazione sicura è la nuova sezione del Rapporto di Trasparenza (Transparency Report) pubblicato da Google per informare i suoi utenti delle continue pretese di governi planetari e signori del diritto d'autore. Oltre alle richieste di rimozione dei contenuti o di consegna dei dati personali degli account, l'azienda californiana includerà tutti quei siti web legati alla distribuzione di malware piuttosto che al phishing.

Dal suo browser Chrome agli altri strumenti di navigazione online, la Grande G ha promesso di tenere al sicuro circa 1 miliardo di netizen, scovando le più svariate minacce informatiche in una lista di indirizzi pericolosi. Stando alle statistiche snocciolate dal gigante di Mountain View, le URL del malware verrebbero segnalate e raggruppate a gruppi di 10mila ogni 24 ore.

Un continuo pattugliamento del web fraudolento, iniziato nel lontano 2006 con il programma Safe Browsing: i responsabili di BigG hanno così deciso di includere le liste di siti malevoli all'interno del Transparency Report pubblicato a cadenza periodica.
"La funzione navigazione sicura avvisa i webmaster se i loro siti sono stati compromessi e fornisce informazioni utili per risolvere il problema - si legge nello stesso rapporto di trasparenza - Spieghiamo dettagliatamente la procedura per ripristinare un sito dopo un'infezione e forniamo ai webmaster esempi di codice specifico che è stato inserito nei loro siti".

Nella nuova sezione, i vari siti malevoli vengono scoperti e classificati per sistemi autonomi, più reti controllate da un'unica entità, spesso una grande società, un istituto universitario o un fornitore di connettività. "Questi dati fanno parte della nostra iniziativa per promuovere un web più sicuro - spiegano i responsabili di Google - Attraverso la condivisione di informazioni derivanti dalle nostre scansioni, speriamo di incoraggiare la collaborazione tra coloro i quali combattono il malware".

Mauro Vecchio
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