Alfonso Maruccia

UE, l'open che fa risparmiare

Bruxelles vuole che gli enti pubblici del Vecchio Continente adottino in massa standard e tecnologie aperti, un'operazione destinata - secondo le stime della UE - ad affrancare da dipendenze e sprechi

Roma - La UE ha approntato una nuova guida di indirizzo per i responsabili IT dei vari livelli dell'amministrazione pubblica del Vecchio Continente, un'iniziativa tesa a facilitare il passaggio di comuni, regioni e stati agli standard e alle tecnologie open source con conseguente risparmio economico.

Stando a quanto sostiene Bruxelles, grazie a software e formati open si può arrivare a una riduzione di 1,1 miliardi di euro nei costi dell'amministrazione pubblica europea.

L'obiettivo primario della UE è quelli di evitare il fenomeno - sin troppo comune - del "lock-in" delle amministrazioni rispetto a un singolo prodotto o produttore, una eventualità deleteria che favorisce solo la proliferazione di soluzioni proprietarie, i cui produttori possono determinare l'andamento del mercato.
Il vice-presidente della Commissione Europea e responsabile per l'Agenda Digitale Neelie Kroes spiega che "gli standard aperti favoriscono la concorrenza, promuovono l'innovazione e consentono di risparmiare". "La guida pubblicata oggi aiuterà le autorità nazionali a cogliere tutte le opportunità di innovazione ed efficienza", continua Kroes.

La guida preparata dalla UE fornisce i "principi fondamentali" da seguire per garantire l'interoperabilità dei sistemi TIC e per valutare gli standard esistenti in modo "corretto e trasparente" prima della loro adozione. Bruxelles parla poi di riunioni da organizzare tra le parti interessate (fornitori di apparati e soluzioni TLC, amministrazioni pubbliche, società civile) così da far emergere casi di interesse e esempi virtuosi, esaminare i problemi in campo e "suggerire soluzioni comuni".

Alfonso Maruccia
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132 Commenti alla Notizia UE, l'open che fa risparmiare
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  • Ciao, scusa se apro un 3d ma volevo parlare strettamente dell'argomento da te introdotto, in quanto mi sembri ferrato, forse lavori proprio nel settore.

    riguardo a questo intervento:
    http://punto-informatico.it/b.aspx?i=3839217&m=383...

    - Scritto da: shevathas
    > qualcuno mi sa
    > indicare un SAP open source, o un software
    > verticale per la gestione dei trasporti pubblici
    > mediante autobus che si occupa anche del
    > monitoraggio della flotta in Real Time via
    > GPS-GSM e della bigliettazione, della gestione
    > dei turni e dell'elaborazione delle buste paga
    > del personale di
    > bordo?
    > Ne esistono 5/6 al mondo e le licenze costano
    > letteralmente
    > "oro".

    Volevo chiederti, approfittando della tua esperienza.
    Non covverrebbe ad uno Stato (lasciamo stare l'Italia e parliamo di un generico e "ben funzionante" Stato) creare tale software per gestire le proprie necessità nazionali?

    In modo tale da controllarne lo sviluppo e la manutenzione e non incappare in politiche più economiche che tecniche, come l'obsolescenza forzata dell'HW o il lock-in dei formati?
    Considerando che le aziede private potrebbero fare manutenzione come avviene oggi per i prodotti MS/IBM/Oracle/RH.

    Una discussione in tal senso sarebbe interessante considerando che il tema e ben lontano da i soliti discussi, ossia la banale sostituzione della suite da ufficio (approccio discutibile e sopravvalutato per la risoluzione del problema dal mio punto di vista).

    PS
    non sono del ramo, quindi se non vedo parte del quadro generale mi farebbe piacere una tua spiegazione =tradotto= non dirmi non è così sempliceA bocca aperta
    non+autenticato
  • > Volevo chiederti, approfittando della tua
    > esperienza.
    > Non covverrebbe ad uno Stato (lasciamo stare
    > l'Italia e parliamo di un generico e "ben
    > funzionante" Stato) creare tale software per
    > gestire le proprie necessità
    > nazionali?
    >
    la domanda è difficile; per rispondere bisognerebbe sapere da una parte quanto tale software possa essere strategico per lo stato e quindi quanto convenga investire per avere quel tipo di software. Si tratta del solito problema make or buy, bisogna sedersi a fare i conti e cercare di valutare, il più precisamente possibile le cifre in gioco.

    > In modo tale da controllarne lo sviluppo e la
    > manutenzione e non incappare in politiche più
    > economiche che tecniche, come l'obsolescenza
    > forzata dell'HW o il lock-in dei
    > formati?

    l'obsolescenza forzata dell'hw riguarda più il lato consumer che il lato server. Considera che ancora oggi vengono venduti ed usati sistemi basati su AS400 e db2.
    Lato consumer però posso dire che un PC da ufficio di 6/8 anni ha un HW abbastanza stressato da rendere vantaggioso il cambio rispetto al rischio di fermi macchina dovuti a danneggiamenti hardware. Da quello che ho visto, passati 7/8 anni è meglio non fare troppo affidamento sull'hardware.
  • Ciao volevo ringraziarti per la risposta, ma avevo perso il post.
    Non sono in ordine cronologico gli articoli qui?
    Mi sembra che la home si aggiorni in maniera strana.

    - Scritto da: shevathas
    > la domanda è difficile

    Immaginavo, speravo almeno in una valutazione su un ordine di grandezza
    x.milioni x.milardi di euro.
    Comunque sicuramente così su due piedi sarebbe una stima.

    Grazie comunque
    non+autenticato
  • Non sono un esperto di software, ma credo che i motivi principali per sviluppare una soluzione closed siano:
    - È più facile ingabbiare il consumatore e tagliare le gambe alla concorrenza.
    - Garantisce effettivamente la certezza di un ritorno economico immediato, anche se parziale (nel caso di software molto diffusi e quindi oggetto di cracking).

    Per quanto riguarda affidabilità e supporto non credo che il discorso open/closed centri qualcosa, è tutta una questione di quante risorse si immettono in un progetto. Se un applicativo è sviluppato da quattro gatti in uno scantinato (magari solo durante il loro tempo libero) evidentemente il livello di qualità sarà di un certo tipo, se invece un progetto è portato avanti da HP, IBM o fondazioni del calibro di mozilla beh, il discorso cambia.

    La mia impressione è che l'errore di fondo stia nella convinzione che open = gratis, invece che open = libertà e trasparenza.
    Il lavoro si paga sempre e comunque, e se richiede un elevata specializzazione lo si paga pure caro.
    Io sarei a favore di prodotti open anche se fossero più cari di quelli closed, perché barattare i propri diritti e la propria libertà per del vil denaro è una scelta miope e pericolosa, anche se "vantaggiosa" nel breve periodo.
    Detto questo, può benissimo essere che almeno all'inizio e in certi settori sia utile avere prodotti closed, ma non è accettabile che un prodotto rimanga closed per anni e anni (come sempre si tratta di bilanciare i diritti e gli interessi del privato con quelli della collettività).
    non+autenticato
  • È la stortura della società mercatista, dove gli interessi sono catalizzati dal denaro e da tutto ciò che permette di procurarselo.

    Ossia se una cosa rende ci si butta e si innova in quel settore, se non rende non la farà nessuno, ed è sempre un danno per tutti.

    La società va ridefinita, dove il denaro deve smettere di essere considerato merce ambita, ma solo metro di misura della produttività umana.

    Se gli Stati si riprendono il controllo delle banche centrali, e divengono datori di lavoro di ultima istanza, possono finanziare all'infinito anche in perdita in ogni settore dello scibile. E così si potrà programmare per hobby e passione in tutti i settori, mantenendo gratuito il software, perché tanto il sostentamento è garantito dallo Stato che ti fornisce casa, cibo, vestiario e diaria per una vita dignitosa.
    E questo è possibilissimo farlo anche domani...

    Perché non si fa? Chiedilo a quell'1% di psicopatici che vogliono il controllo sulla creazione del denaro per mantenere il potere ed il controllo su mercati, società e stati...
    iRoby
    6904
  • « Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri. »
    non+autenticato
  • Anche le dittature nascono con questa utopia.
  • Non la società basata sulle risorse.
    Questa non prevede il denaro, ma lo sfruttamento e la divisione sapiente delle risorse del pianeta in accordo con quanto questo può rinnovare:

    iRoby
    6904
  • > Se gli Stati si riprendono il controllo delle
    > banche centrali, e divengono datori di lavoro di
    > ultima istanza, possono finanziare all'infinito
    > anche in perdita in ogni settore dello scibile. E
    > così si potrà programmare per hobby e passione in
    > tutti i settori, mantenendo gratuito il software,
    > perché tanto il sostentamento è garantito dallo
    > Stato che ti fornisce casa, cibo, vestiario e
    > diaria per una vita
    > dignitosa.

    Ci hanno giá provato nella repubblica di Weimar.

    > E questo è possibilissimo farlo anche domani...
    >
    > Perché non si fa? Chiedilo a quell'1% di
    > psicopatici che vogliono il controllo sulla
    > creazione del denaro per mantenere il potere ed
    > il controllo su mercati, società e
    > stati...
    non+autenticato
  • - Scritto da: qualcuno
    > Ci hanno giá provato nella repubblica di
    > Weimar.

    YOU FAIL.

    Hjalmar Schacht, il ministro delle finanze di Hitler ha già spiegato in un libro del 1967 "The Magic of Money" cosa ha fallito in Weimar.
    Lui infatti ha usato lo stesso trucco di stampare denaro a josa per far muovere i tedeschi per creare il III Reich. Ed a lui ha funzionato.
    Il Reich fu un successo economico sotto tutti i fronti.

    Attenzione parliamo dell'economia come strumento per creare una società florida.
    Che poi questa società sia pacifica o uno strumento imperialista come fu il nazismo, è solo una scelta politica.
    iRoby
    6904
  • - Scritto da: iRoby
    > - Scritto da: qualcuno
    > > Ci hanno giá provato nella repubblica di
    > > Weimar.
    >
    > YOU FAIL.
    >
    > Hjalmar Schacht, il ministro delle finanze di
    > Hitler ha già spiegato in un libro del 1967 "The
    > Magic of Money" cosa ha fallito in
    > Weimar.
    > Lui infatti ha usato lo stesso trucco di stampare
    > denaro a josa per far muovere i tedeschi per
    > creare il III Reich. Ed a lui ha
    > funzionato.
    > Il Reich fu un successo economico sotto tutti i
    > fronti.
    >
    > Attenzione parliamo dell'economia come strumento
    > per creare una società florida.
    >
    > Che poi questa società sia pacifica o uno
    > strumento imperialista come fu il nazismo, è solo
    > una scelta
    > politica.

    Secondo te il debito pubblico italiano è inferiore a quello che era il debito di guerra tedesco?
    In una economia globalizzata dai per scontato che non succeda qualcosa di simile?
    L'Italia stampa lire per pagare i debiti e tutti corrono a rivendarsi le lire.

    YOU FAIL
    non+autenticato
  • > Per quanto riguarda affidabilità e supporto non
    > credo che il discorso open/closed centri
    > qualcosa, è tutta una questione di quante risorse
    > si immettono in un progetto. Se un applicativo è
    > sviluppato da quattro gatti in uno scantinato
    > (magari solo durante il loro tempo libero)
    > evidentemente il livello di qualità sarà di un
    > certo tipo, se invece un progetto è portato
    > avanti da HP, IBM o fondazioni del calibro di
    > mozilla beh, il discorso
    > cambia.

    Certo non tutti si possono permettere il supporto che ti dà la Microsoft. Loro hanno il cartello appeso con le tre cose da dire al cliente :

    1 Riavviare.
    2 Se il problema persiste reinstallare il backup
    3 Se il backup non funziona o non l'avete fatto non è colpa nostra
    4 Dopo la prima chiamata sono 200$ per il supporto morale
    non+autenticato
  • - Scritto da: Eugenio Guastatori
    > > Per quanto riguarda affidabilità e supporto
    > non
    > > credo che il discorso open/closed centri
    > > qualcosa, è tutta una questione di quante
    > risorse
    > > si immettono in un progetto. Se un
    > applicativo
    > è
    > > sviluppato da quattro gatti in uno scantinato
    > > (magari solo durante il loro tempo libero)
    > > evidentemente il livello di qualità sarà di
    > un
    > > certo tipo, se invece un progetto è portato
    > > avanti da HP, IBM o fondazioni del calibro di
    > > mozilla beh, il discorso
    > > cambia.
    >
    > Certo non tutti si possono permettere il supporto
    > che ti dà la Microsoft. Loro hanno il cartello
    > appeso con le tre cose da dire al cliente
    > :
    >
    > 1 Riavviare.
    > 2 Se il problema persiste reinstallare il backup
    > 3 Se il backup non funziona o non l'avete fatto
    > non è colpa
    > nostra
    > 4 Dopo la prima chiamata sono 200$ per il
    > supporto
    > morale

    mi pare tu abbia una visione un poco limitata del software in ambito "enterprise".
    non+autenticato
  • - Scritto da: mcmcmcmcmc
    > - Scritto da: Eugenio Guastatori
    > > > Per quanto riguarda affidabilità e
    > supporto
    > > non
    > > > credo che il discorso open/closed centri
    > > > qualcosa, è tutta una questione di
    > quante
    > > risorse
    > > > si immettono in un progetto. Se un
    > > applicativo
    > > è
    > > > sviluppato da quattro gatti in uno
    > scantinato
    > > > (magari solo durante il loro tempo
    > libero)
    > > > evidentemente il livello di qualità
    > sarà
    > di
    > > un
    > > > certo tipo, se invece un progetto è
    > portato
    > > > avanti da HP, IBM o fondazioni del
    > calibro
    > di
    > > > mozilla beh, il discorso
    > > > cambia.
    > >
    > > Certo non tutti si possono permettere il
    > supporto
    > > che ti dà la Microsoft. Loro hanno il
    > cartello
    > > appeso con le tre cose da dire al cliente
    > > :
    > >
    > > 1 Riavviare.
    > > 2 Se il problema persiste reinstallare il
    > backup
    > > 3 Se il backup non funziona o non l'avete
    > fatto
    > > non è colpa
    > > nostra
    > > 4 Dopo la prima chiamata sono 200$ per il
    > > supporto
    > > morale
    >
    > mi pare tu abbia una visione un poco limitata del
    > software in ambito
    > "enterprise".

    In effetti ha dimenticato: reinstalla da zero la macchina.
    krane
    22544
  • Ci si riempie tanto la bocca con termini tipo FS, GNU, Linux ecc. ecc., ma... la liability ?

    Cioe' nel caso il software causi danni, visto che raramente le assicurazioni in campo informatico, seppur esistenti e con tariffe ben lontane dal vantaggioso, rispondono (vista anche la vacuità della materia), chi risponde? Stallman ? O qualche misconosciuto hacker che scrive 2 o 3 moduli per Apache ?

    Okay adottare standard open, ma standard open non significa free.

    Qualcuno che conosca la normativa italiana a riguardo sà illuminarCi ?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Big Mike
    > Ci si riempie tanto la bocca con termini tipo FS,
    > GNU, Linux ecc. ecc., ma... la liability ?

    > Cioe' nel caso il software causi danni, visto che
    > raramente le assicurazioni in campo informatico,
    > seppur esistenti e con tariffe ben lontane dal
    > vantaggioso, rispondono (vista anche la vacuità
    > della materia), chi risponde? Stallman ? O
    > qualche misconosciuto hacker che scrive 2 o 3
    > moduli per Apache ?

    Pagano gli stessi di quando ti rivolgi a microsoft, hai mai letto l'eula ?

    > Okay adottare standard open, ma standard open non
    > significa free.

    > Qualcuno che conosca la normativa italiana a
    > riguardo sà illuminarCi ?
    krane
    22544
  • per i desktop consumer sono daccordo, ma io pensavo di piu' a soluzioni verticali, mica all'applicazioncina scritta in vb per gestire mezzo magazzino su access. Ti assicuro che anche una azienda etichettata come "cattiva" come quella di Redmond, quando le cose sono serie, dell'eula se ne frega allegramente, parlano i contratti stipulati ad'hoc.

    Esempio: tu useresti PostGRES al posto di Oracle per un sistema business critical (es: software finanziario o comunque mission critical) ?

    Non che Oracle non abbia i suoi bug (alcuni Ci fanno compagnia da quasi un ventennio), ma se mi causa un danno, qualcuno garantisce. Appunto il concetto di liability.

    Stessa cosa la possiamo applicare ai sistemi operativi, per un controllo di una centrale nucleare tu useresti Ubuntu ? Io manco morto, HP-UX farà schifo su tanti aspetti, ma se per una falla dell'OS scoppia tutto, qualcuno risponde.

    Gli standard open sono un'altra cosa rispetto al FS, il problema è che parecchia gente non se ne rende conto. Una cosa puo' essere open (quindi aperta a contributi funzionali - quindi suggerimenti) da parte di enti esterni, ma closed nell'implementazione. (nel mondo del software finanziario questo è particolarmente accentuato).
    non+autenticato
  • - Scritto da: Big Mike
    > per i desktop consumer sono daccordo, ma io
    > pensavo di piu' a soluzioni verticali, mica
    > all'applicazioncina scritta in vb per gestire
    > mezzo magazzino su access. Ti assicuro che anche
    > una azienda etichettata come "cattiva" come
    > quella di Redmond, quando le cose sono serie,
    > dell'eula se ne frega allegramente, parlano i
    > contratti stipulati ad'hoc.

    Ok, e mi faresti un esempio di cosa dicono qesti contratti in caso di failure hardware o software ?

    > Esempio: tu useresti PostGRES al posto di Oracle
    > per un sistema business critical (es: software
    > finanziario o comunque mission critical) ?

    Domanda: Oracle che garanzie ti da' in caso di failure ?

    > Non che Oracle non abbia i suoi bug (alcuni Ci
    > fanno compagnia da quasi un ventennio), ma se mi
    > causa un danno, qualcuno garantisce. Appunto il
    > concetto di liability.

    Mi faresti un esempio di qualche caso in gui Oracle ha rimborsato dei danni a dei clienti ?

    > Stessa cosa la possiamo applicare ai sistemi
    > operativi, per un controllo di una centrale
    > nucleare tu useresti Ubuntu ? Io manco morto,
    > HP-UX farà schifo su tanti aspetti, ma se per una
    > falla dell'OS scoppia tutto, qualcuno risponde.

    Mi faresti qualche esempio di qualche produttore di SO che ha risposto di danni ?

    > Gli standard open sono un'altra cosa rispetto al
    > FS, il problema è che parecchia gente non se ne
    > rende conto. Una cosa puo' essere open (quindi
    > aperta a contributi funzionali - quindi
    > suggerimenti) da parte di enti esterni, ma closed
    > nell'implementazione. (nel mondo del software
    > finanziario questo è particolarmente
    > accentuato).
    krane
    22544
  • Beh da Sony ho ricevuto un bel rimborso anni fa... certo se usano apache non patchato sono dei fessi loro, ma se fosse stato un web server scritto ad'hoc e quindi garantito, si sarebbero potuti rivalere sul fornitore di turno.

    Il concetto comunque è questo. Che poi, spesso non si arrivi al rimborso totale, ma a qualche accordo tra le parti, beh, è la italica prassi, ciò non toglie che per determinati progetti, questi sono aspetti molto importanti, anche solo a scopo di "calmante psicologico" verso il cliente, cose che devono gioco forza essere contemplate e valutate in sede di scelta degli strumenti. Ovvio che se faccio il sitarello che vende trottole, me ne preoccupo meno e piglio una macchina slackware (esiste ancora come distribuzione?) con su apache e faccio scrivere la cosa qualche junior in php.

    Se devo pero' scrivere software per VISA, a parte che devo passare un po' di esamini e certificazioni (su standard open, guarda caso, ma chissà come devo pagare e profumatamente), ma sicuramente vado a proporre una soluzione basata su sistemi closed (altro che PC, IBM spesso e volentieri).

    Poi se si vuole ridurre il discorso al solito banale dualismo software a pagamento vs software free, è un altro discorso che onestamente non mi tange piu' di tanto, a seconda dell'esigenza, posso proporre l'una o l'altra alternativa, alla fine quel che mi guida è il concetto di soddisfare il requisito e guadagnarmi di che vivere (che poi sia MS, Apple, Ubuntu, Debian, HP-UX o altro, poco mi cambia).
    non+autenticato
  • Tutti i contratti che ho visto sinora di implementazioni software recano scritto (e non in piccolo):

    "LA SOCIETA' xxxxx NON RISPONDE IN CASO DI DANNI PROVOCATI DAI PROPRI SOFTWARE O DALL'UTILIZZO DI ESSI"

    ... uhm...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Big Mike
    > Beh da Sony ho ricevuto un bel rimborso anni
    > fa... certo se usano apache non patchato sono dei
    > fessi loro, ma se fosse stato un web server
    > scritto ad'hoc e quindi garantito, si sarebbero
    > potuti rivalere sul fornitore di
    > turno.

    Cos'e' che ti ha rimborsato Sony ?
    Dettaglia un po'.
    Grazie
    krane
    22544
  • - Scritto da: krane
    > - Scritto da: Big Mike
    > > per i desktop consumer sono daccordo, ma io
    > > pensavo di piu' a soluzioni verticali, mica
    > > all'applicazioncina scritta in vb per gestire
    > > mezzo magazzino su access. Ti assicuro che
    > anche
    > > una azienda etichettata come "cattiva" come
    > > quella di Redmond, quando le cose sono serie,
    > > dell'eula se ne frega allegramente, parlano i
    > > contratti stipulati ad'hoc.
    >
    > Ok, e mi faresti un esempio di cosa dicono qesti
    > contratti in caso di failure hardware o software
    > ?

    I contratti di supporto software MS, non quelli di acquisto della mera scatola, prevedono tempi di risposta in base alla gravità del problema, interventi on site e operatività fino alla soluzione del problema, fosse il caso di coinvolgere anche i gruppi di sviluppo a Redmond.
    Non sono certo contratti da utente finale, ma il servizio ed il risultato ci sono.
    Forse che RH regali il proprio supporto anche agli utenti di Fedora?
    Non credo, per loro newsgroup e bontà di chi li vuole aiutare...
    A mia conoscenza, una Subscription RH per un anno per un singolo server andava da 1500$ a 2900$, altro che gratis...

    In merito ai rimborsi: se il danno è provocato da un componente sw, il cliente si può rivalere come minimo non vedendosi defalcate le giornate di lavoro dei tecnici on site e remoti, finanche un rimborso economico se dimostra di aver effettuato tutti i test e che questi non avevano evidenziato il problema.
    Per il cloud, i minuti o le ore di disservizio vengono restituite cash al cliente.

    Il sw free va bene perché non ha i costi iniziali delle licenze ed espone i sorgenti, ma in quanto a coperture assicurative, si torna a rivolgersi alle aziende tipo RH e si paga anche lì...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Ma ci faccia il piacere
    > - Scritto da: krane
    > > - Scritto da: Big Mike
    > > > per i desktop consumer sono daccordo, ma
    > > > io pensavo di piu' a soluzioni verticali,
    > > > mica all'applicazioncina scritta in vb
    > > > per gestire mezzo magazzino su access. Ti
    > > > assicuro che anche una azienda etichettata
    > > > come "cattiva" come quella di Redmond,
    > > > quando le cose sono serie, dell'eula se
    > > > ne frega allegramente, parlano i
    > > > contratti stipulati ad'hoc.

    > > Ok, e mi faresti un esempio di cosa dicono
    > > qesti contratti in caso di failure hardware
    > > o software ?

    > I contratti di supporto software MS, non quelli
    > di acquisto della mera scatola, prevedono tempi
    > di risposta in base alla gravità del problema,
    > interventi on site e operatività fino alla
    > soluzione del problema, fosse il caso di
    > coinvolgere anche i gruppi di sviluppo a
    > Redmond.

    E certo, ma non si parla di rimborso da nessuna parte in caso di perdita di dati o danneggiamenti coem tu hai lasciato intendere prima. In pratica tu fai loro notare che ci sono incompatibilita' tra il loro sw e altri ed ovviamente loro sistemano.

    > Non sono certo contratti da utente finale, ma
    > il servizio ed il risultato ci sono.
    > Forse che RH regali il proprio supporto anche
    > agli utenti di Fedora ?
    > Non credo, per loro newsgroup e bontà di chi li
    > vuole aiutare...
    > A mia conoscenza, una Subscription RH per un anno
    > per un singolo server andava da 1500$ a 2900$,
    > altro che gratis...

    Guarda il gratis l'hai messo in mezzo tu,

    > In merito ai rimborsi: se il danno è provocato da
    > un componente sw, il cliente si può rivalere come
    > minimo non vedendosi defalcate le giornate di
    > lavoro dei tecnici on site e remoti, finanche un
    > rimborso economico se dimostra di aver effettuato
    > tutti i test e che questi non avevano evidenziato
    > il problema.

    Fanno una cazvolata e non ti fanno pagare il tempo che loro perdono a sistemare i loro problemi ? Wow incredibilmente... Normale, ma rimborsi neanche l'ombra anche qua, come dicevamo gia' sopra.

    > Per il cloud, i minuti o le ore di disservizio
    > vengono restituite cash al cliente.

    Secondo quali listini ?

    > Il sw free va bene perché non ha i costi iniziali
    > delle licenze ed espone i sorgenti, ma in quanto
    > a coperture assicurative, si torna a rivolgersi
    > alle aziende tipo RH e si paga anche lì...

    Infatti ed essendo la copertura ed il costo praticamente identici, e' molto meglio smettere di usare software di personaggi che non ti danno neanche i sorgenti e usano il lock in su di te.
    krane
    22544
  • Ma quante cazzate scrivi?

    Prima di tutto quando apri una confezione e accetti il contratto di Licenza di un software commerciale esautori da qualsiasi danno diretto o indiretto il produttore, pena l'obbligo di non usare quel software e rivolgerti altrove.

    Con la differenza che il software commerciale lo stai pagando.
    Tra l'altro il software è l'unico prodotto della scienza e della tecnica a non dover fornire nessuna garanzia implicita o esplicita di buon funzionamento, come invece per tutti gli altri prodotti che siano chimici, elettronici, meccanici.

    Se devo aprire una busta pagata ed avere le stesse garanzie di un altro software ma che è libero e gratuito, allora preferisco quest'ultimo.

    Riguardo a garanzie, danni e rimborsi, le aziende di consulenza e le assicurazioni commerciali esistono per quello.
    Per valutare i rischi del tuo lavoro, e scommettere sulla tua buona capacità e la buona implementazione dei tuoi sistemi affinché la compagnia vinca il premio di questa scommessa. Non a caso si chiama premio assicurativo...

    Io non so in che mondo tu viva, ma quando parlo con moti italiani, mi rendo conto che la loro semplicità, buona fede, quanto ignoranza dei meccanismi politici, economici, finanziari, è ENOORRMEEE!
    iRoby
    6904
  • > Tra l'altro il software è l'unico prodotto della
    > scienza e della tecnica a non dover fornire
    > nessuna garanzia implicita o esplicita di buon
    > funzionamento, come invece per tutti gli altri
    > prodotti che siano chimici, elettronici,
    > meccanici.
    >
    dipende dal software e dalla situazione.

    > Se devo aprire una busta pagata ed avere le
    > stesse garanzie di un altro software ma che è
    > libero e gratuito, allora preferisco
    > quest'ultimo.
    >
    e se il gratuito non esiste? il 80% dei soldi legati al software riguardano software aziendali e settoriali, non i software consumer.
  • OK, sostituiamo tutto Windows con Ubuntu, MS Office con LibreOffice...
    Conoscendo l'andazzo in Italia, prima di tutto gli impiegati pretenderebbero di fare dei "corsi di aggiornamento" (sai, si cambia ambiente operativo... quello nuovo è diverso da quello che conosco... le icone sono spostate...). Non si lascerebbero certo convincere dalla frase "cambia solo l'interfaccia (e neanche tanto), ma il modo di usarlo è lo stesso".
  • - Scritto da: Skywalkersenior
    > OK, sostituiamo tutto Windows con Ubuntu, MS
    > Office con LibreOffice...
    > Conoscendo l'andazzo in Italia, prima di tutto
    > gli impiegati pretenderebbero di fare dei "corsi
    > di aggiornamento" (sai, si cambia ambiente
    > operativo... quello nuovo è diverso da quello che
    > conosco... le icone sono spostate...). Non si
    > lascerebbero certo convincere dalla frase "cambia
    > solo l'interfaccia (e neanche tanto), ma il modo
    > di usarlo è lo stesso".

    Non c'e' problema, si passano a spazzini, gli spazzini possono non avere competenze informatiche.
    krane
    22544
  • Spenderebbero cosa se non hanno più soldi?
    iRoby
    6904
  • Invece fra qualche tempo di troveranno windows 8.
    Oppure parliamo di quando Microsoft ha introdotto il "Ribbon"?
    non+autenticato
  • - Scritto da: BarbaOHHHYE AH
    > Invece fra qualche tempo di troveranno windows 8.
    > Oppure parliamo di quando Microsoft ha introdotto
    > il
    > "Ribbon"?

    Negli uffici pubblici sono ancora fermi a Windows 95, altro che "ribbon"
  • - Scritto da: Skywalkersenior
    > OK, sostituiamo tutto Windows con Ubuntu, MS
    > Office con
    > LibreOffice...
    > Conoscendo l'andazzo in Italia, prima di tutto
    > gli impiegati pretenderebbero di fare dei "corsi
    > di aggiornamento" (sai, si cambia ambiente
    > operativo... quello nuovo è diverso da quello che
    > conosco... le icone sono spostate...). Non si
    > lascerebbero certo convincere dalla frase "cambia
    > solo l'interfaccia (e neanche tanto), ma il modo
    > di usarlo è lo
    > stesso".

    Gli si mette tre belle icone sul desktop: una grande "W" blu che rimanda a Libreoffice Writer, una grande "X" verde che rimanda a Libreoffice Calc, e una grande "e" blu che rimanda a Firefox, magari personalizzati con un tema simile a quello MS.
    E via, tornate a lavorare e non rompete ulteriormente i maroni!Con la lingua fuori
    Funz
    12946
  • - Scritto da: Funz
    > - Scritto da: Skywalkersenior
    > > OK, sostituiamo tutto Windows con Ubuntu, MS
    > > Office con
    > > LibreOffice...
    > > Conoscendo l'andazzo in Italia, prima di
    > tutto
    > > gli impiegati pretenderebbero di fare dei
    > "corsi
    > > di aggiornamento" (sai, si cambia ambiente
    > > operativo... quello nuovo è diverso da
    > quello
    > che
    > > conosco... le icone sono spostate...). Non si
    > > lascerebbero certo convincere dalla frase
    > "cambia
    > > solo l'interfaccia (e neanche tanto), ma il
    > modo
    > > di usarlo è lo
    > > stesso".
    >
    > Gli si mette tre belle icone sul desktop: una
    > grande "W" blu che rimanda a Libreoffice Writer,
    > una grande "X" verde che rimanda a Libreoffice
    > Calc, e una grande "e" blu che rimanda a Firefox,
    > magari personalizzati con un tema simile a quello
    > MS.
    > E via, tornate a lavorare e non rompete
    > ulteriormente i maroni!
    >Con la lingua fuori

    E una matita con risma di carta di fianco al monitor, se preferiscono !
    krane
    22544
  • - Scritto da: krane

    > > Gli si mette tre belle icone sul desktop: una
    > > grande "W" blu che rimanda a Libreoffice
    > Writer,
    > > una grande "X" verde che rimanda a
    > Libreoffice
    > > Calc, e una grande "e" blu che rimanda a
    > Firefox,
    > > magari personalizzati con un tema simile a
    > quello
    > > MS.
    > > E via, tornate a lavorare e non rompete
    > > ulteriormente i maroni!
    > >Con la lingua fuori
    >
    > E una matita con risma di carta di fianco al
    > monitor, se preferiscono
    > !

    Per molti sarebbe una soluzione adeguata, nonché un gradito ritorno ai bei tempi...
    Funz
    12946
  • - Scritto da: Funz
    > - Scritto da: krane
    >
    > > > Gli si mette tre belle icone sul
    > desktop:
    > una
    > > > grande "W" blu che rimanda a Libreoffice
    > > Writer,
    > > > una grande "X" verde che rimanda a
    > > Libreoffice
    > > > Calc, e una grande "e" blu che rimanda a
    > > Firefox,
    > > > magari personalizzati con un tema
    > simile
    > a
    > > quello
    > > > MS.
    > > > E via, tornate a lavorare e non rompete
    > > > ulteriormente i maroni!
    > > >Con la lingua fuori
    > >
    > > E una matita con risma di carta di fianco al
    > > monitor, se preferiscono !

    > Per molti sarebbe una soluzione adeguata, nonché
    > un gradito ritorno ai bei tempi...

    Non c'e' problema, basta pagarli a pratica risolta sia loro che chi usa il pc.
    krane
    22544
  • Viene da riflettere.
    Viste le potenzialità della NSA, PRISM e gli exploit su Windows, ecc... Quello che fa il sindaco di un piccolo paesino forse interessa poco, ma un grosso comune come Milano o Roma, oppure un Ministero potrebbe interessare...
    Uno Zeus o un data logger raccoglie dati e documenti sui Windows di tutta la Pubblica Amministrazione, poi li passa ad un server ucraino che li rimanda al data center della NSA, li indicizza, ecc ecc, beh... uno scenario interessanteA bocca aperta
    non+autenticato
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