Mauro Vecchio

Wikipedia non diffama Previti

La fondazione statunitense non può essere ritenuta responsabile dei contenuti inseriti dai suoi utenti per le varie voci enciclopediche. L'ex-ministro avrebbe potuto immergersi nella community per correggere le inesattezze

Roma - Per il Tribunale di Roma, la statunitense Wikimedia Foundation è un fornitore di servizi di hosting piuttosto che di contenuti digitali, non affatto responsabile delle voci enciclopediche caricate dai suoi utenti. La fondazione non profit non può essere giudicata colpevole della pubblicazione di informazioni diffamatorie nella pagina dedicata all'ex-ministro della Difesa Cesare Previti.

Alla fine dello scorso gennaio, l'avvocato e politico calabrese aveva querelato i responsabili di Wikipedia in seguito alla pubblicazione di contenuti inesatti sulla versione in lingua italiana del suo profilo enciclopedico. I legali di Previti si erano così scagliati contro un "pettegolezzo pseudo giornalistico alimentato dall'opera di soggetti assolutamente inattendibili".

"Il signor Previti sosteneva che la Wikimedia Foundation dovesse essere responsabile di fronte alla legge italiana per aver fornito un luogo che consente la pubblicazione di contenuti presumibilmente diffamanti - si legge in un post pubblicato dalla fondazione a stelle e strisce - Il 20 giugno 2013, il Tribunale civile di Roma ha espresso parere contrario, rilevando che, ai sensi delle leggi italiane, la Wikimedia Foundation è un fornitore di hosting piuttosto che di contenuti e come tale non può essere ritenuta responsabile dei contenuti scritti dagli utenti individuali".
Nel parere del giudice capitolino, Wikimedia Foundation offre "un servizio basato sulla libertà degli utenti di compilare le voci dell'enciclopedia", non potendo garantire l'assoluta accuratezza dei contenuti disponibili su Wikipedia. L'ex-consigliere di Silvio Berlusconi avrebbe potuto contattare la comunità della popolare enciclopedia libera per chiedere la modifica dei contenuti ritenuti inesatti o in odore di diffamazione.

"I forum aperti e collaborativi come Wikipedia non potrebbero esistere se le organizzazioni che li ospitano fossero legalmente (e spesso finanziariamente) responsabili di ogni presunto errore che trova spazio sulle loro pagine - si legge ancora nel post pubblicato sul blog ufficiale di Wikimedia - La capacità di diffondere, apprendere e condividere liberamente le conoscenze dipende dalla disponibilità di un luogo dove esse possano vivere e crescere. Decisioni come quelle del Tribunale civile di Roma in questo caso aiutano a garantire la sopravvivenza di Wikipedia, ed è per questo motivo che la decisione non è solamente una vittoria per la Wikimedia Foundation, ma anche per tutti coloro che usano i progetti di Wikimedia".

Mauro Vecchio
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