Marco Calamari

Cassandra Crossing/ Snowden, un battito d'ali

di M. Calamari - La teoria delle catastrofi per interpretare l'iniziativa del tecnico della NSA. Le rivelazioni hanno gi innescato sommovimenti, ma il futuro determinato?

Roma - Cassandra è caduta preda della solita smania delle citazioni, in questo caso una dell'ottimo Samuel R. Delany, del suo pregevole romanzo ed altre ancora, che il drappello dei 24 instancabili lettori troverà nel seguito.

Ma questo raptus è accaduto durante il germinare di un seme gettato tra i pochi neuroni di Cassandra nientemeno che dal Presidente degli Stati Uniti d'America Barak Obama all'inizio di quello che è ormai stato battezzato "Datagate", e che è oggi fiorito completamente ascoltando una diretta dalla Camera dei Deputati di alcune interrogazioni presentate da parlamentari di vario colore e competenza, e delle relative risposte (o mancanza di) dei membri del Governo ed in particolare del nostro ministro degli Esteri.

Argomentazioni portate avanti a forza di "i nostri alleati americani" (alleati contro chi?), "i nostri partner europei" (partner in cosa?), "se queste intercettazioni sono realmente avvenute" (esiste chi ha ancora qualche dubbio?).
Tutto l'affaire Datagate, le peripezie di Edward Snowden ed il destino della società dell'informazione come la conosciamo oggi si sono apparentemente intrecciate in quello che Valentine Michael Smith avrebbe definito una "cuspide".
Ma ce ne rendiamo conto?

Un men che trentenne sysadmin (ok, lavora per l'NSA, ma non è questo il punto) riempie una penna USB con qualche file dei suoi utenti, prende un aereo e ventiquattr'ore dopo il capo della massima superpotenza terrestre balbetta un messaggio di precisazioni e scuse in mondovisione, ed un paio di settimane dopo la valanga di fatti (più che altro di discorsi, in effetti...) coinvolge tutte le diplomazie del mondo ed arriva persino dentro il nostro non certo attento o competente Parlamento.
Ed il fenomeno non accenna a smorzarsi.

Cosa sta succedendo? Non in termini dei particolari della vicenda, ma in termini generali.
La Teoria delle Catastrofi di Renè Thom, teoria matematica dal nome coinvolgente e molto popolare negli anni sessanta e settanta enuncia un principio che si può riassumere così: "una catastrofe è un punto critico (o singolare) degenere di una superficie liscia (ovunque derivabile) definita in uno spazio euclideo di dimensioni n; quando il sistema descritto dalla superficie si avvicina e raggiunge il punto critico, avvengono radicali ed improvvise modifiche nel comportamento del sistema".
Per riassumere, un piccolo spostamento del sistema, per esempio il movimento di una persona dagli USA ad Hong Kong o di un pacchetto di bit molto particolari, modifica il comportamento di tutti gli esseri umani, connessi o meno alla Rete.

Che ad un piccolo spostamento del sistema, in questo caso il mondo/la Rete, corrispondano grossi ed istantanei cambiamenti è una caratteristica dei modelli catastrofici, non di quelli, forse più popolari, della teoria del Caos che invece parla di evoluzione dei sistemi, nei quali un piccolo effetto cambia le condizioni future, una farfalla batte le ali a Pechino e dopo due giorni piove a New York.

Qui no, il problema è stato istantaneo, e sembra che la teoria delle catastrofi descriva meglio l'avvenimento: una "farfalla" è volata dall'America all'Asia ed il mondo ha iniziato a cambiare o è cambiato di colpo. Istantaneamente.

Cassandra se rende conto: questo è un ragionamento quasi indegno di essere chiamato tale, infatti si è svolto tra un gruppo di pochi e stanchi neuroni. Ma a Cassandra sembra proprio che ci si avvicini ad una transizione "catastrofica" della società dell'informazione. Un punto di non ritorno, un cambiamento di fase, una trasformazione epocale ed irreversibile delle coscienze e della società.
Niente sarà più come prima, almeno nella Rete.

E forse è già successo e questi avvenimenti sono semplicemente la scoperta o l'annuncio di un nuovo ordine, forse la strada che gli eventi sembrano seguire è già tracciata come un binario verso la sua inevitabile conclusione.
Al capolinea però non troveremo il Grande Fratello, Cthulhu o i Rettiliani, ma semplicemente una società, un mondo molto, ma molto molto, ma molto molto molto meno libero di quello in cui viviamo (o crediamo ancora) di vivere oggi.

Però Sarah Connor diceva che il futuro non è ancora deciso: e se avesse ragione?
Allontanarci dal punto catastrofico, passarci solo vicino ed andare oltre forse è ancora possibile, solo una questione di volontà... Oppure no?

Marco Calamari
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22 Commenti alla Notizia Cassandra Crossing/ Snowden, un battito d'ali
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  • L'intero articolo parte da un'idea sbagliata, un'idea che sfortunatamente ha metastatizzato come un cancro particolarmente aggressivo nelle menti di tanta, troppa gente con molta rabbia e poca ragionevolezza.

    Quest'idea è che la "libertà" sia un bene.

    Non lo è: la "libertà" in ogni società civilizzata è fortemente ristretta per il benessere e la sicurezza di tutti. Nessuno è "libero" di fare tutto quello che vuole: ci sono leggi che definiscono in modo inequivocabile ciò che si può e non si può fare.

    Solo gli ingenui possono credere che un concetto come la "libertà" abbia una sua esistenza propria. Non ce l'ha: esistono i rapporti di forza che nella società civile sono assolutamente e inequivocabilmente a favore dello Stato. Questo perchè è provato che non ci si può fidare della maggioranza della gente. Per questo esistono limiti all'espressione del voto popolare (un concetto che ha ampiamente fatto il suo tempo e che sarebbe ora di superare) e del diritto di referendum.

    Non tutti possono essere responsabili, quindi dobbiamo togliere responsabilità (e quindi potere) all'individuo per trasferirlo allo Stato.

    La cosa farà arrabbiare tanti innamorati delle "libertà individuali" ma è ora che queste persone crescano: la "libertà" NON è indispensabile nella vita, quello che contano sono i risultati. Se annullare la "libertà" porta ad un miglioramento delle condizioni di vita per la maggioranza della popolazione, allora la "libertà" va annullata. Subito.

    Quindi, cosa ci spaventa tanto della sorveglianza globale? un bene: l'abbiamo avuta, a quanto pare, per anni e non mi sembra che siamo stati peggio. Non ce ne siamo neanche accorti. Non vedo la tanto paventata società del "grande fratello" (a proposito, è un vecchio romanzo del 1948, aggiornatevi). Direi che stiamo molto bene e siamo più sicuri.

    Crescete: le vostre "libertà" non esistono, non possono esistere, non devono esistere. Contano benessere e sicurezza, questi si sono scopi per i quali è doveroso lavorare. Prima lo capirete e meglio sarà.

    Cosa avete da nascondere?
    non+autenticato
  • contenuto non disponibile
  • Spero vivamente che ti confischino il terreno dov'è la tua abitazione e ti rimborsino 5.000 per il disturbo.
    Poi vediamo.
    H5N1
    1641
  • 5000 euro ma in buoni sconto non cumulabili con validità 1 settimana dal ricevimento degli stessi. Se vuole così perchè non accontentarlo ? A bocca aperta
    non+autenticato
  • - Scritto da: Voice of Reason
    > L'intero articolo parte da un'idea sbagliata,
    > un'idea che sfortunatamente ha metastatizzato
    > come un cancro particolarmente aggressivo nelle
    > menti di tanta, troppa gente con molta rabbia e
    > poca
    > ragionevolezza.
    >
    > Quest'idea è che la "libertà" sia un bene.
    >
    > Non lo è: la "libertà" in ogni società
    > civilizzata è fortemente ristretta per il
    > benessere e la sicurezza di tutti. Nessuno è
    > "libero" di fare tutto quello che vuole: ci sono
    > leggi che definiscono in modo inequivocabile ciò
    > che si può e non si può
    > fare.
    >
    > Solo gli ingenui possono credere che un concetto
    > come la "libertà" abbia una sua esistenza
    > propria. Non ce l'ha: esistono i rapporti di
    > forza che nella società civile sono assolutamente
    > e inequivocabilmente a favore dello Stato. Questo
    > perchè è provato che non ci si può fidare della
    > maggioranza della gente. Per questo esistono
    > limiti all'espressione del voto popolare (un
    > concetto che ha ampiamente fatto il suo tempo e
    > che sarebbe ora di superare) e del diritto di
    > referendum.
    >
    > Non tutti possono essere responsabili, quindi
    > dobbiamo togliere responsabilità (e quindi
    > potere) all'individuo per trasferirlo allo
    > Stato.
    >
    > La cosa farà arrabbiare tanti innamorati delle
    > "libertà individuali" ma è ora che queste persone
    > crescano: la "libertà" NON è indispensabile nella
    > vita, quello che contano sono i risultati. Se
    > annullare la "libertà" porta ad un miglioramento
    > delle condizioni di vita per la maggioranza della
    > popolazione, allora la "libertà" va annullata.
    > Subito.
    >
    > Quindi, cosa ci spaventa tanto della sorveglianza
    > globale? un bene: l'abbiamo avuta, a quanto
    > pare, per anni e non mi sembra che siamo stati
    > peggio. Non ce ne siamo neanche accorti. Non vedo
    > la tanto paventata società del "grande fratello"
    > (a proposito, è un vecchio romanzo del 1948,
    > aggiornatevi). Direi che stiamo molto bene e
    > siamo più
    > sicuri.
    >
    > Crescete: le vostre "libertà" non esistono, non
    > possono esistere, non devono esistere. Contano
    > benessere e sicurezza, questi si sono scopi per i
    > quali è doveroso lavorare. Prima lo capirete e
    > meglio
    > sarà.
    >
    > Cosa avete da nascondere?

    ..forse non ti e' chiaro che la sicurezza ed il benessere che hanno in mente e' il loro, a scapito del tuo.
    Libero di metterti spontaneamente a 90* se ti piace. Ma non cercare di convincerci che sia bello e giusto prenderlo.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Voice of Reason
    > L'intero articolo parte da un'idea sbagliata,
    > [...]
    > Quest'idea è che la "libertà" sia un bene.

    ancora più "a monte", molti invece rimangono entro ristrette e concettualizzazioni dualistiche che, di norma, sono fallaci essendo la realtà percepita ben più articolata e complessa di "idee" limitanti come bene/male

    per esempio, ragionare sulla libertà in termini di bene/male non ha alcun senso...

    > Non lo è: la "libertà" in ogni società
    > civilizzata è fortemente ristretta per il
    > benessere e la sicurezza di tutti.

    uhm... poche idee ma confuse eh...
    mi sa che ti serve un bel ripasso (hint: inizia (ri)leggendo, che so... La libertà degli uguali , Bakunin)... e comunque quella che tu chiami "libertà ristretta" non esiste certo per il bene generale, ma semmai solo per quello di pochi, per consentire l'oppressione e lo sfruttamento dei molti da parte di questi pochi...

    > Nessuno è
    > "libero" di fare tutto quello che vuole: ci sono
    > leggi che definiscono in modo inequivocabile ciò
    > che si può e non si può fare.

    e che mi dici delle centinaia di migliaia di anni in cui gli esseri umani vivevano SENZA avere alcuna legge?

    > Solo gli ingenui possono credere che un concetto
    > come la "libertà" abbia una sua esistenza propria.

    solo gli ignoranti possono affermare una cosa come questa che dici

    > Non ce l'ha: esistono i rapporti di
    > forza che nella società civile sono assolutamente
    > e inequivocabilmente a favore dello Stato.

    si vabbé, buonanotte...
    (altro suggerimento: leggiti un po' di Foucault...)

    > Questo
    > perchè è provato che non ci si può fidare della
    > maggioranza della gente.

    è provato? cosa? come? da chi?
    fidare rispetto a posa? chi è che si fida? e di chi?

    > Per questo esistono
    > limiti all'espressione del voto popolare (un
    > concetto che ha ampiamente fatto il suo tempo e
    > che sarebbe ora di superare) e del diritto di
    > referendum.

    se con questo intendi dire che le cosiddette democrazie non sono altro che una forma di tirannia, posso essere d'accordo (anche se dubito molto che tu affermi queste cose su premesse e con tua tesi che possa essere condivisa)

    > Non tutti possono essere responsabili, quindi
    > dobbiamo togliere responsabilità (e quindi
    > potere) all'individuo per trasferirlo allo Stato.

    ecco, infatti... non condivido proprio questa immensa ca zz stroneria, che pure puzza di escrementi fascistoidi

    > La cosa farà arrabbiare tanti innamorati delle
    > "libertà individuali" ma è ora che queste persone
    > crescano: la "libertà" NON è indispensabile nella
    > vita, quello che contano sono i risultati.

    i risultati? e quali sono i "risultati che contano" per cui si dovrebbe vivere?

    > Se annullare la "libertà" porta ad un miglioramento
    > delle condizioni di vita per la maggioranza della
    > popolazione, allora la "libertà" va annullata.
    > Subito.

    tranquillo, tu sei a posto: ti hanno annullato per bene ogni facoltà mentale, non ti resta una minima briciola di autonomia di pensiero, di libertà
    (uteriore suggerimento: leggiti "il mondo nuovo", Huxley)

    > Quindi, cosa ci spaventa tanto della sorveglianza globale?

    mah... vediamo... che ne dici di cose tipo: poter mantenere un minimo di autonomia di pensiero e non finire per essere una macchina condizionata a pensare solo le cazzate che altri vogliono farci pensare?

    > È un bene: l'abbiamo avuta, a quanto
    > pare, per anni e non mi sembra che siamo stati
    > peggio. Non ce ne siamo neanche accorti.

    TU forse non te ne sei accorto

    > Non vedo
    > la tanto paventata società del "grande fratello"
    > (a proposito, è un vecchio romanzo del 1948,
    > aggiornatevi).

    ripeto il suggerimento, leggiti "il mondo nuovo", Huxley, 1938 e,a seguire, "ritorno al mondo nuovo", Huxley, 1957

    > Direi che stiamo molto bene e
    > siamo più sicuri.

    certo certo... ma "siamo" chi?
    ti riferisci ai civili afgani? a vecchi, donne e bimbi bombardati a decine di migliaia in iraq? ai milioni che muoiono di fame? a quelli che si ammazzano per la cosiddetta "crisi"?
    ma di che parli? vergognati

    > Crescete: le vostre "libertà" non esistono, non
    > possono esistere, non devono esistere. Contano
    > benessere e sicurezza, questi si sono scopi per i
    > quali è doveroso lavorare. Prima lo capirete e
    > meglio sarà.

    dai, inizia tu... dai il buon esempio... mettiti a 90 che ti faccio passare la foglia di dire sté cazzate

    > Cosa avete da nascondere?

    non hai nulla da nascondere (a parte dimostrare quanto sei deversamente intelligente)? non credo... rispondi:
    tuo nome e cognome
    tuo indirizzo
    targa tua auto
    tuo numero di cellulare
    tuo numero di carta di credito
    non+autenticato
  • - Scritto da: Voice of Reason
    > L'intero articolo parte da un'idea sbagliata,
    > un'idea che sfortunatamente ha metastatizzato
    > come un cancro particolarmente aggressivo nelle
    > menti di tanta, troppa gente con molta rabbia e
    > poca
    > ragionevolezza.
    >
    > Quest'idea è che la "libertà" sia un bene.
    >

    Infatti lo e'.
    Capisco che per uno schiavo in catene par tuo sia difficile da capire, ma e' cosi'.

    Capisco anche che la seduzione della deresponsabilizzazione, del non dover decidere mai nulla delegando tutto ad altri sia forte, ma e' una malattia da cui e' possibile guarire.

    > Cosa avete da nascondere?

    Ancora ?
    Nome, cognome e indirizzo, please.
    non+autenticato
  • A parte il fatto che dall'ultima guerra mondiale, sfruttiamo il termine "Alleati" facendo credere che gli americani fossero alleati nostri e non i nemici, ed infatti non c'è dubbio che quella guerra l'abbiamo persa (fortunatamente, anche se ancora vigono gli accordi di resa) mentre gli "Alleati" (fra loro) l'hanno vinta (i francesi hanno fatto un po' il pareggio che ha fatto l'Italia nella Prima, in realtà), ma quella che dubita ancora che ci siano state intercettazioni è la tipa che sta alla Farnesina (non c'è uno decente da decenni) e che fa finta di nulla pure sul sequestro di un Presidente sudamericano per compiacere il "grande capo"..ed ovviamente i sudamericani si sono arrabbiati... ild etto che uan farfalla che batte le ali a New York crea una tempesta a Tokyo..potrà essere cambiato in "quando un POTUS fa una stupidaggine a Washington crea un'onda in Europa"... e sorvolo di che tipo
    non+autenticato
  • - Scritto da: Surak 2.0
    > A parte il fatto che dall'ultima guerra mondiale,
    > sfruttiamo il termine "Alleati" facendo credere
    > che gli americani fossero alleati nostri e non i
    > nemici,

    gli statunitensi (non chiamiamoli "americani"... un bel po' di gente potrebbe giustamente offendersi alquanto) non sono alleati di nessuno se non di sé stessi...

    > ma quella che
    > dubita ancora che ci siano state intercettazioni
    > è la tipa che sta alla Farnesina (non c'è uno
    > decente da decenni) e che fa finta di nulla pure
    > sul sequestro di un Presidente sudamericano per
    > compiacere il "grande capo"..

    tutto calcolato... e i pochi occidantali che hanno un minimo alzato la voce in realtà fingono... è solo teatrino:
    http://news.slashdot.org/story/13/07/07/1239233/us...

    > ed ovviamente i
    > sudamericani si sono arrabbiati...

    mai abbastanza...
    non+autenticato
  • Davvero: lascia perdere. Ti fai solo il sangue acido per nulla.
    Il futuro determinato. Il futuro sarà esattamente come vuole chi veramente conta - conta per il suo potere e la sua ricchezza, ormai sinonimi.

    Non c'è, non c'è mai stato, non ci sarà mai NIENTE che noi poveri ingranaggi si possa fare al riguardo. Possiamo solo adeguarci, obtorto collo, alle decisioni calate dall'alto.

    Del resto, cosa potremmo cambiare? Assange ha solo parzialmente ragione. Lui dice "Internet è il nemico". Sarebbe meglio dire: "Internet è uno strumento in mano ai potenti". Dire che esiste un nemico sarebbe sottindendere l'esistenza di un conflitto, che implica due parti contrapposte.

    Non ci sono parti contrapposte: c'è chi ha il Potere e comanda, e c'è chi non l'ha e deve obbedire.

    l'ordine naturale delle cose. Quell'anomalia che chiamiamo "libertà" è stata una breve parentesi, un'assurdità storica, dovuta all'assenza dei mezzi tecnici per mettere in atto la sorveglianza ed il controllo globale. Quei mezzi ora esistono, sono in atto, lo saranno sempre. Lo sono da ancora più tempo di quanto immaginassimo.

    Da oltre 10 anni viviamo una vita da sorvegliati speciali - ognuno di noi - e nemmeno ce ne siamo accorti. Abbiamo continuato a disquisire sul "mondo a venire" quando ormai ci vivevamo già. I giochi erano fatti e noi non lo sapevamo.

    Ora che lo sappiamo, che differenza fa?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Get Real

    >
    > Ora che lo sappiamo, che differenza fa?
    Che se tu avessi ragione per definizioni ora non lo sapresti.
    è per questo che sei "Get Unreal".
    A bocca aperta
    non+autenticato
  • contenuto non disponibile
  • - Scritto da: unaDuraLezione
    > - Scritto da: Get Real
    >
    > > Il futuro È determinato.
    >
    > Sono 5/6 anni che parli di futuro e ancora non è
    > successo un cazzo di ciò che hai
    > previsto.
    > Facciamo in tempo ad arrivare a 100 anni prima
    > che tu ne azzecchi
    > una.
    Si ma ti restano ancora da schivare le profezie di "Voice of Reason" chissà magari ci tocca campare 200 o 300 anni.
    A bocca aperta
    non+autenticato
  • - Scritto da: Get Real
    > Il futuro È determinato. Il futuro sarà
    > esattamente come vuole chi veramente conta -
    > conta per il suo potere e la sua ricchezza, ormai
    > sinonimi.
    >
    > Non c'è, non c'è mai stato, non ci sarà mai
    > NIENTE che noi poveri ingranaggi si possa fare al
    > riguardo. Possiamo solo adeguarci, obtorto collo,
    > alle decisioni calate dall'alto.

    ti sbagli
    qualcosa si può fare, eccome
    si chiama insurrezione globale


    >
    > Del resto, cosa potremmo cambiare? Assange ha
    > solo parzialmente ragione. Lui dice "Internet è
    > il nemico". Sarebbe meglio dire: "Internet è uno
    > strumento in mano ai potenti". Dire che esiste un
    > nemico sarebbe sottindendere l'esistenza di un
    > conflitto, che implica due parti
    > contrapposte.
    >
    > Non ci sono parti contrapposte: c'è chi ha il
    > Potere e comanda, e c'è chi non l'ha e deve
    > obbedire.
    >
    > È l'ordine naturale delle cose. Quell'anomalia
    > che chiamiamo "libertà" è stata una breve
    > parentesi, un'assurdità storica, dovuta
    > all'assenza dei mezzi tecnici per mettere in atto
    > la sorveglianza ed il controllo globale. Quei
    > mezzi ora esistono, sono in atto, lo saranno
    > sempre. Lo sono da ancora più tempo di quanto
    > immaginassimo.
    >
    > Da oltre 10 anni viviamo una vita da sorvegliati
    > speciali - ognuno di noi - e nemmeno ce ne siamo
    > accorti. Abbiamo continuato a disquisire sul
    > "mondo a venire" quando ormai ci vivevamo già. I
    > giochi erano fatti e noi non lo
    > sapevamo.
    >
    > Ora che lo sappiamo, che differenza fa?
    non+autenticato
  • quando i governi collasseranno perché non ci sono più soldi, non c'è più energia, non ci sono più materie prime, e tutti, ex controllori ed ex controllati, avranno pensieri ben più pressanti per far passare la giornata (mangiare e campare fino a domani), i tuoi meravigliosi datacenter giaceranno morti in antiche grotte sotterranee abitate solo più dai topi, col loro carico di preziosi dati che nessuno saprà mai più leggere.
    Funz
    12946
  • > Del resto, cosa potremmo cambiare? Assange ha
    > solo parzialmente ragione. Lui dice "Internet è
    > il nemico". Sarebbe meglio dire: "Internet è uno
    > strumento in mano ai potenti".

    Quali sarebbero questi "potenti" di cui farnetichi?

    Mi sa che esistono solo nella tua testa.
    non+autenticato
  • ma perche', almeno nella trentina di articoli su prism/snowden che ho visto, NESSUNO cita mai "enemy of the state" aka "nemico pubblico" con hackman & smith?

    lo sbirro NSA corrotto che diceva cinicamente (ma non senza un profilo di verita'), per giustificare le sue azioni (violente) sull'orientare il parlamento a leggi antiprivacy :
       Thomas Reynolds: We never dealt with domestic. With us, it was always war. We won the war. Now we're fighting the peace. It's a lot more volatile.
    Now we've got ten million crackpots out there with sniper scopes, sarin gas and C-4.
    Ten-year-olds go on the Net, downloading encryption we can barely break, not to mention instructions on how to make a low-yield nuclear device. Privacy's been dead for years because we can't risk it. The only privacy that's left is the inside of your head. Maybe that's enough. You think we're the enemy of democracy, you and I? I think we're democracy's last hope.

    Il film era praticamente perfetto... tra l'altro usci' nel 1998 (quindi il plot e' precedente)... di Echelon c'erano pochi accenni complottisti e basta... pero' l'ex-agente 'buono' Hackman diceva..

    Brill: Fort Meade [l'HQ dell'NSA] has 18 acres of mainframe computers underground.
    You're talking to your wife on the phone and you use the word "bomb", "president", "Allah", any of a hundred keywords, the computer recognizes it, automatically records it, red-flags it for analysis. That was 20 years ago.
    non+autenticato
  • - Scritto da: bubba
    > ma perche', almeno nella trentina di articoli su
    > prism/snowden che ho visto, NESSUNO cita mai
    > "enemy of the state" aka "nemico pubblico" con
    > hackman &
    > smith?
    Gran bel film di Cameron (fratello del più famoso)...
    Ciò che viene descritto (con estremo realismo che anche se "romanzato" molti scambiarono chissà perchè per fantascienza) è la generazione precedente dei mezzi a disposizione... ora è peggio.
    non+autenticato
  • - Scritto da: tucumcari
    > - Scritto da: bubba
    > > ma perche', almeno nella trentina di articoli su
    > > prism/snowden che ho visto, NESSUNO cita mai
    > > "enemy of the state" aka "nemico pubblico" con
    > > hackman &
    > > smith?
    Gran bel film di Cameron Scott chissà perchè avevo in mente Cameron (fratello del più
    famoso) ridley...
    > Ciò che viene descritto (con estremo realismo che
    > anche se "romanzato" molti scambiarono chissà
    > perchè per fantascienza) è la generazione
    > precedente dei mezzi a disposizione... ora è
    > peggio.
    non+autenticato
  • siamo tutti sarah connor
    non+autenticato