massimo mantellini

Contrappunti/ Il fascino di stare a casa

di M. Mantellini - Il telelavoro non un capriccio di un dipendente che non ha voglia di prendere l'auto. un approccio moderno a un mercato del lavoro davvero globalizzato

Contrappunti/ Il fascino di stare a casaLondra - G. lavora per una grande società Internet americana. Gli uffici europei sono qui a Londra a Soho. Un giorno o due alla settimana, quando sua moglie ha degli impegni o i figli sono a casa da scuola G. lavora dal soggiorno di casa propria invece che recarsi fisicamente in ufficio.

B. lo incontro ad una festa: si è trasferito qui a Londra per alcuni mesi. un americano di Philadelphia, fa l'avvocato. Sua moglie è una storica del medioevo ed hanno un bimbo di 10 mesi. B. è qui al seguito delle ricerche accademiche della moglie e, per un certo numero di ore al giorno, accudisce il piccolo: quando la moglie torna dall'Università, anche grazie al fuso orario, lavora a distanza con i suoi colleghi in USA. Documenti condivisi, pratiche varie, riunioni via Skype quando qua è notte.

I racconti di queste modalità di lavoro a distanza, che io ascolto sempre con un grande stupore provinciale, sono avvolti da quel tono di normalità che riserviamo di solito alle nostre occupazioni più ovvie e ripetitive. Solo che ovvie e ripetitive per me non sono, visto che occorre andarsene all'estero per sentirne parlare.
Le normative per il telelavoro in Italia sono regolamentate da un accordo del 2004, quanto Internet quasi da noi non esisteva. Come molte norme italiane sono scritte per tutelare tutto e tutti, dai datori di lavoro ai sindacati e rimandano poi ai contratti collettivi di lavoro per ulteriori più precise regolamentazioni. Sia come sia il telelavoro in Italia non sembra andare troppo di moda: le statistiche più recenti che ho trovato risalgono al 2009 e parlano di percentuali di telelavoratori attorno al 3 per cento contro il 25 dei paesi scandinavi e il 20 della Gran Bretagna.

La sensazione è che dove il lavoro, spesso per intenzioni alte, è iperegolamentato, simili forme di rapporto, che hanno in buona parte base fiduciaria e modalità di attuazione elastiche, non funzionino e non possano funzionare. In un paese dove poi Internet è derisa e offesa ogni santo giorno men che meno. Nello stesso Paese dove il merito è ignorato e buona parte del lavoro anche intellettuale è basato sulla marcatura di un cartellino, non meraviglia che lavorare da casa sia una modalità poco praticata, osservata con sospetto da tutti, lavoratori compresi.

Eppure al di là delle molte ragioni che nella società dell'informazione farebbero del telelavoro una scelta logica e razione, non ultime quelle relative ai trasporti e all'inquinamento, le ragioni che maggiormente mi colpiscono in questi piccoli racconti sono quelle della qualità della vita dei lavoratori. Ieri io e G. siamo andati al pub e lui, mentre ci mettevamo d'accordo sull'orario, mi ha detto: oggi pomeriggio lavoro da casa così questa sera alle 7 sono libero. Risparmiare un'ora di viaggio ufficio-casa per andare al pub, una opzione che al datore di lavoro italiano forse non sembrerebbe così solida ma che invece è il presupposto etico di un simile accordo.

B. lavora di notte via Skype, nessuno nello studio legale di Philadelphia si occuperà troppo del fatto che lui è altrove. Oppure quando questo avviene è perché B. e il suo datore di lavoro hanno concordato dentro la loro relazione, condizioni temporanee che soddisfino entrambi e che prevedano per un periodo di tempo il lavoro a distanza. Così B. è a Londra e domani forse trova un biglietto per Wimbledon. Fosse stato italiano per seguire la famiglia per qualche mese si sarebbe dovuto licenziare.

La vita di G. e quella di B. escono migliorate dal telelavoro e sono anche una piccola metafora della possibilità di utilizzare Internet per migliorare le nostre vite anche in ambito lavorativo. Le relazioni professionali del resto non dovrebbero essere il centro attorno al quale ruota ogni cosa. Oppure lo possono essere, a patto che non ci piaccia Londra, che non ci interessi troppo vedere nostro figlio crescere giorno per giorno o che non siamo troppo interessati a bere una birra al pub con gli amici.

Massimo Mantellini
Manteblog

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88 Commenti alla Notizia Contrappunti/ Il fascino di stare a casa
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  • - Scritto da: l incredibil e sgabbio
    > [img]http://static.supermoney.eu/media/8005_una-st
    > A bocca aperta
    01/10
    non+autenticato
  • bisognerebbe guardare in faccia la realtà e ammettere che 40 (50/60) ore la settimana non sono necessarie.
    Negli ultimi 10 anni la produttività di un impiegato è aumentata esponenzialmente eppure il suo orario di lavoro è rimasto fermo agli anni 50.

    Chiunque abbia telelavorato ammette, se non è ipocrita, che le ore vere di lavoro sono molto, ma molto, minori delle canoniche 8. Semplicemente invece di perdere tempo alla macchinetta del caffè o su facebook si possono fare commissioni, badare ai figli o guardarsi la TV.

    Perché non tagliare la testa al toro e fare 32 ore di ufficio aggiungendo un giorno al WE?

    Le motivazioni sono probabilmente di carattere sindacale, una riduzione tout-court dell'orario di lavoro giustificherebbe una riduzione di stipendio... quindi ne sindacati, ne politici hanno interesse a proporlo.

    Il telelavoro quindi sta diventando una giustificazione per ridurre l'orario (secondo il principio tanto caro agli americani del don't ask don't tell) senza tenere le persone in ufficio a guardare il monitor.

    In USA dove le società sono mediamente più grandi è più facile, perché i C-level non hanno alcun interesse a quel che succede sotto finché gli utili tengono e il middle-management già da tempo utilizza il telelavoro per non mostrare a tutti il sotto impiego.

    In Italia invece il "paron" deve vedere gli impiegati in ufficio anche se non hanno niente da fare, perché appaga il suo bisogno di possesso.
    non+autenticato
  • - Scritto da: nome e cognome

    > In Italia invece il "paron" deve vedere gli
    > impiegati in ufficio anche se non hanno niente da
    > fare, perché appaga il suo bisogno di
    > possesso.

    o parliamo anche di una classe dirigente oggi che non sa letteralmente fare un ca**o, se non apparenza , perché tanto la produzione e la vendita non sono più tanto prioritarie e la "crescita" è diventata un concetto astratto.
  • - Scritto da: nome e cognome
    > In Italia invece il "paron" deve vedere gli
    > impiegati in ufficio anche se non hanno niente da
    > fare, perché appaga il suo bisogno di
    > possesso.

    sante parole conosco un sacco di persone che per non essere guardate male dai capi stanno in ufficio fino a orari assurdi. Ovviamente cazzeggiano, però l'importante è che stiano in ufficio. La cosa peggiore è che si tratta di solito di società del terziario, spesso in settori quali informatica e internet.. si insomma quelle società che dovrebbero avere l'approccio più innovativo.
    non+autenticato
  • Per gente con problemi a relazionarsi con gli altri, come me, il telelavoro ("spinto") sarebbe una brutta botta.
    Ho una certa età ed avrei potuto iniziare a fare il freelance già da tempo ma, per prima cosa, non amo tanto il mio lavoro da farne un'attività da portarmi a casa (ok, quando un amico mi chiede un logo o una grafica per una maglietta non mi nego, anche gratuitamente) e, secondo, ho bisogno di una routine quotidiana che mi "costringa" ad entrare in contatto con più gente possibile. Se guardo indietro nella mia vita, mi rendo conto che quasi tutti i miei amici sono ereditati dalle mie diverse esperienze lavorative - o nei tragitti da casa al lavoro, visto che utilizzo i mezzi pubblici il più possibile - e, alla fine, che anche le tensioni con colleghi che non sopportavo mi hanno aiutato a crescere.
  • Io ho il problema opposto, sono leggermente sociopatico, o diciamo poco empatico con la gente "comune" e mediocre.
    Lego solo con donne perché non mi fido degli uomini, e quando lego amicizia con uomini sono uomini molto profondi con poco contrasto virile e che hanno come me sviluppata la componente femminile del sé (che non significa essere gay).

    I miei amici di sesso maschile sono uomini che non necessitano di vantare abilità fisiche, automobili, motocicli, oggetti che siano una estensione della componente fallica/virile. Di solito molto tranquilli, di buona cultura, e con doti intellettive e QI oltre la media.

    A me piacerebbe il telelavoro, ma di solito sono uno che non si sa organizzare perché mi perdo tra mille idee, interessi e pensieri, per cui ho qualche volta applicato metodologie agili e la tecnica del pomodoro:
    http://www.metadidattica.com/2013/02/07/la-tecnica.../

    Allora poi ho capito che ho delle passioni creative in alcuni settori e mi ci sono buttato riuscendo anche ad averne delle entrate economiche rispettabili.
    Dal penultimo lavoro ho avuto una discreta buona uscita per un progetto importante e mi ci sono comprato casa e non pago più affitto.
    Ora mi sto dedicando alle mie passioni e sto anche "fabbricando un pupazzo". Oddio quello è stato inaspettato, anzi volevo scappare in Sudamerica quando l'ho saputo... A bocca aperta
    iRoby
    6842
  • ....parlero' anch'io della mia testimonianza:
    una mia collega ha chiesto il telelavoro, e le e' stato accordato.
    peccato pero' che:
    - la tipa e' una "favorita" del capo;
    - il telelavoro gliel'hanno accordato dopo che ha partorito: strano eh?
    domanda: come fa una neo mamma a lavorare e contemporaneamente stare a pensare ad un bimbo di 6-12 mesi?
    forse sarebbe stato piu' onesto chiedere aspettativa.

    altro caso.
    altri colleghi favoriti chiedo il telelavoro, glielo accordano subito.
    risultato: hanno lavorato si e no 4 ore al giorno.....
    ...nessun controllo = faccio come mi pare.

    mio caso.
    ho chiesto il telelavoro, risposta no!
    Perche'?
    1. non sono favorito dal capo
    2. dato il crollo di performance dei dipendenti che hanno usufruito del
    telelavoro, d'ora in poi viene concesso solamente in via del tutto ecczionale.
    leggi: solamente a qeulli veramente favoriti!

    Questa e' una storia italiana
    ciao
    non+autenticato
  • - Scritto da: Michele
    > ....parlero' anch'io della mia testimonianza:
    > una mia collega ha chiesto il telelavoro, e le e'
    > stato
    > accordato.
    > peccato pero' che:
    > - la tipa e' una "favorita" del capo;
    > - il telelavoro gliel'hanno accordato dopo che ha
    > partorito: strano
    > eh?
    > domanda: come fa una neo mamma a lavorare e
    > contemporaneamente stare a pensare ad un bimbo
    > di 6-12
    > mesi?
    > forse sarebbe stato piu' onesto chiedere
    > aspettativa.

    Dipende da che tipo di lavoro deve svolgere.
    Senza contare il diritto all'allattamento.
    Nel suo caso il telelavoro e' un'ottima soluzione: spalma le 2 ore di allattamento nell'arco di tutta la giornata, per accudire il bimbo, e non perde neppure il tempo di trasferimento casa-ufficio.

    > altro caso.
    > altri colleghi favoriti chiedo il telelavoro,
    > glielo accordano
    > subito.
    > risultato: hanno lavorato si e no 4 ore al
    > giorno.....
    > ...nessun controllo = faccio come mi pare.

    Tu come fai a sapere queste cose se come tu stesso affermi non c'e' stato nessun controllo?
  • Entrando un po' piu' nel dettaglio....
    >
    > Dipende da che tipo di lavoro deve svolgere.

    sviluppo software.

    > Senza contare il diritto all'allattamento.
    > Nel suo caso il telelavoro e' un'ottima
    > soluzione: spalma le 2 ore di allattamento
    > nell'arco di tutta la giornata, per accudire il
    > bimbo, e non perde neppure il tempo di
    > trasferimento
    > casa-ufficio.
    Si, ok, ma perche' non usufruire della maternita' come fanno tutti?
    invece di approfittare di lavorare da casa?
    tanto, alla fin fine, a casa, ha lavorato pochissimo.
    Cmq, una persona in sostituzione l'hanno presa lo stesso....
    Triste
    un anno, e poi l'hanno mandato via...

    >
    > Tu come fai a sapere queste cose se come tu
    > stesso affermi non c'e' stato nessun
    > controllo?
    Non c'e' stato alcun conttrollo sulla loro produttivita'.
    quando dico che hanno lavorato si e no 4 ore al giorno, era per intendere
    che stavano lavoricchiando pochissimo.
    il controllo, cmq, avveniva via chat, nel senso che , visto che stavano a casa,avrebbero dovuto accendere la chat e chattare con il capo/colleghi.
    scrivendo SW, e' necessario.
    il risultato e' che in chat ci stavano pochissimo, non si sapeva quante ore stavano a lavorare, non si sapeva cosa stavano facendo e per quanto tempo, le loro performance sono crollate (non e' che prima fossero elevate!!!!! ok...sto esagerando!!! A bocca aperta )
    e quindi, come risultato, hanno levato il telelavoro, dicendo a tutti
    che da quel momento in poi sarebbe stato dato solo in casi di assoluta emergenza.
    da quello che so, hanno continuato ad usufruirne manager, dirigenti e quadri...fate un po' voi...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Michele
    > Entrando un po' piu' nel dettaglio....
    > >
    > > Dipende da che tipo di lavoro deve svolgere.
    >
    > sviluppo software.

    Quindi attivita' che non richiede assolutamente vincoli di orario, ed e' facilmente verificabile sulla base di quanto viene prodotto.

    > Si, ok, ma perche' non usufruire della maternita'
    > come fanno tutti?

    Chi lo dice che lo fanno tutti?
    Lo fanno quelli che hanno questa possibilita'.
    Lo fannno quelli che non possono farne a meno.
    Non lo fanno tutti.
    Di legge ci sono solo 3 mesi di maternita' obbligatori (un mese prima del parto e due mesi dopo).

    > invece di approfittare di lavorare da casa?
    > tanto, alla fin fine, a casa, ha lavorato
    > pochissimo.

    Tu che cosa ne sai?

    > Cmq, una persona in sostituzione l'hanno presa lo
    > stesso....
    > Triste
    > un anno, e poi l'hanno mandato via...

    Stessa sorte avrebbe avuto in caso di sostituzione di maternita'.
    Non capisco il problema.

    > > Tu come fai a sapere queste cose se come tu
    > > stesso affermi non c'e' stato nessun
    > > controllo?

    > Non c'e' stato alcun conttrollo sulla loro
    > produttivita'.

    Quindi non puoi sapere.

    > quando dico che hanno lavorato si e no 4 ore al
    > giorno, era per
    > intendere
    > che stavano lavoricchiando pochissimo.

    Ma se non c'e' stato nessun controllo, come fai a dirlo?

    > il controllo, cmq, avveniva via chat, nel senso
    > che , visto che stavano a casa,avrebbero dovuto
    > accendere la chat e chattare con il
    > capo/colleghi.

    Deve essere un bel posto, se si passano le giornate chattando.
    Io qui da me, quando c'e' da fare qualcosa oltre alla sorveglianza, le prime cose che faccio sono di chiudere il browser, staccare il telefono e spegnere il cellulare.
    O lavoro, o parlo con chi mi contatta!

    > scrivendo SW, e' necessario.

    Scrivendo SW e' piu' che sufficiente la mail!

    > il risultato e' che in chat ci stavano
    > pochissimo, non si sapeva quante ore stavano a
    > lavorare, non si sapeva cosa stavano facendo e
    > per quanto tempo, le loro performance sono
    > crollate (non e' che prima fossero elevate!!!!!
    > ok...sto esagerando!!! A bocca aperta

    Non si misura la produttivita' dal tempo che uno passa in chat!
    Se quelli dovevano svolgere un lavoro e consegnarlo entro il giorno X ci sono solo due possibilita': o lo hanno consegnato entro il giorno X o non lo hanno fatto.
    E se la scadenza che gli e' stata imposta era umanamente rispettabile, allora puoi dire che non hanno lavorato.

    > e quindi, come risultato, hanno levato il
    > telelavoro, dicendo a
    > tutti
    > che da quel momento in poi sarebbe stato dato
    > solo in casi di assoluta emergenza.

    Di solito e' il contrario: nei casi di assoluta emergenza si deve lavorare tutti a contatto di gomito per azzerare i tempi morti di scambio di informazioni, dati, test etc...

    Bei manager che ci sono li' da te.

    > da quello che so, hanno continuato ad usufruirne
    > manager, dirigenti e quadri...fate un po'
    > voi...

    Questi non hanno gia' alcun obbligo di presenza, quindi che c'entra?
  • Mi sembrano i discorsi dell'invidioso o del pettegolo...
    iRoby
    6842
  • - Scritto da: Michele

    > risultato: hanno lavorato si e no 4 ore al
    > giorno.....
    > ...nessun controllo = faccio come mi pare.

    Mi pare che ve ne siete accorti che lavoravano si e no 4 ore al giorno.
    FDG
    10893
  • - Scritto da: FDG
    > - Scritto da: Michele
    >
    > > risultato: hanno lavorato si e no 4 ore al
    > > giorno.....
    > > ...nessun controllo = faccio come mi pare.
    >
    > Mi pare che ve ne siete accorti che lavoravano si
    > e no 4 ore al
    > giorno.
    no, era per dire che stavano lavorando pochissimo!
    e cmq li vedevo in chat presenti al pc solo la mattina...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Michele
    > ....parlero' anch'io della mia testimonianza:
    > una mia collega ha chiesto il telelavoro, e le e'
    > stato
    > accordato.
    > peccato pero' che:
    > - la tipa e' una "favorita" del capo;
    > - il telelavoro gliel'hanno accordato dopo che ha
    > partorito: strano
    > eh?
    > domanda: come fa una neo mamma a lavorare e
    > contemporaneamente stare a pensare ad un bimbo
    > di 6-12
    > mesi?
    > forse sarebbe stato piu' onesto chiedere
    > aspettativa.
    >
    > altro caso.
    > altri colleghi favoriti chiedo il telelavoro,
    > glielo accordano
    > subito.
    > risultato: hanno lavorato si e no 4 ore al
    > giorno.....
    > ...nessun controllo = faccio come mi pare.
    >
    > mio caso.
    > ho chiesto il telelavoro, risposta no!
    > Perche'?
    > 1. non sono favorito dal capo
    > 2. dato il crollo di performance dei dipendenti
    > che hanno usufruito
    > del
    > telelavoro, d'ora in poi viene concesso solamente
    > in via del tutto
    > ecczionale.
    > leggi: solamente a qeulli veramente favoriti!
    Evidentemente sei in una azienda che non lavora per obiettivi e cerca di responsabilizzare.
    Non dico che è sempre semplice ma si può fare almeno in parte.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Michele
    > ....parlero' anch'io della mia testimonianza:
    > una mia collega ha chiesto il telelavoro, e le e'
    > stato
    > accordato.
    > peccato pero' che:
    > - la tipa e' una "favorita" del capo;
    > - il telelavoro gliel'hanno accordato dopo che ha
    > partorito: strano eh?

    Al di là del commento sul favoritismo (spesso dettato dall'invidia), una neo-mamma ha diritto a diverse ore al giorno per l'allattamento, o anche fino ad un anno di permesso. Una soluzione di telelavoro mi sembra vantaggiosa per entrambe le parti.

    > domanda: come fa una neo mamma a lavorare e
    > contemporaneamente stare a pensare ad un bimbo
    > di 6-12
    > mesi?

    Non è che il neonato debba essere tenuto in braccio per 24 ore, è? Poi dipende da quali mansioni deve svolgere la persona.

    > forse sarebbe stato piu' onesto chiedere
    > aspettativa.

    Ovviamente partiamo sempre dal presupposto che il lavoro di quella persona non dipendesse da macchinari particolari o da una costante interazione con gli altri colleghi.
    L'azienda avrebbe dovuto assumere un'altra persona a tempo determinato, l'avrebbe dovuta formare, e non è detto che avrebbe avuto le capacità per sostituire in tutto quella andata in aspettativa.
    A prescindere dal presunto favoritismo, se io fossi un manager e potessi scegliere se mandare una persona in aspettativa (con le conseguenze sopra descritte) o continuare ad usufruirne via telelavoro, sceglierei indubbiamente la seconda opzione (mettendo determinati paletti e ponendo precisi obbiettivi, ovviamente).

    >
    > altro caso.
    > altri colleghi favoriti chiedo il telelavoro,
    > glielo accordano
    > subito.
    > risultato: hanno lavorato si e no 4 ore al
    > giorno.....
    > ...nessun controllo = faccio come mi pare.
    >

    Si ricade sempre nello stesso stereotipo: per la valutazione del telelavoro, l'azienda non può basarsi su quanto tempo l'impiegato passa davanti al computer (o al telefono), ma su quali risultati ottiene nel periodo. Magari quei dipendenti ne hanno davvero approfittato, o magari l'azienda pretendeva che stessero davanti al PC per 8 ore al giorno conrollandoli via webcam.


    > mio caso.
    > ho chiesto il telelavoro, risposta no!
    > Perche'?
    > 1. non sono favorito dal capo
    > 2. dato il crollo di performance dei dipendenti
    > che hanno usufruito
    > del
    > telelavoro, d'ora in poi viene concesso solamente
    > in via del tutto
    > ecczionale.
    > leggi: solamente a qeulli veramente favoriti!

    Ti è andata male...

    >
    > Questa e' una storia italiana
    > ciao

    No, questa è la storia della tua azienda che, evidentemente, non è stata in grado di sfruttare lo strumento del telelavoro e lo ha concesso alle persone sbagliate.
  • - Scritto da: Skywalkersenior

    >
    > Al di là del commento sul favoritismo (spesso
    > dettato dall'invidia),
    touche'!
    > una neo-mamma ha diritto a
    > diverse ore al giorno per l'allattamento, o anche
    > fino ad un anno di permesso. Una soluzione di
    > telelavoro mi sembra vantaggiosa per entrambe le
    > parti.

    mah...da come la vedo io e dalla mia esperienza, una neo mamma non ha neanche il tempo
    di respirare: un bimbo da 0 a 12 mesi ti assorbe 24 ore al giorno.

    >
    > > domanda: come fa una neo mamma a lavorare e
    > > contemporaneamente stare a pensare ad un
    > bimbo
    > > di 6-12
    > > mesi?
    >
    > Non è che il neonato debba essere tenuto in
    > braccio per 24 ore, è? Poi dipende da quali
    > mansioni deve svolgere la persona.

    scrivere SW: devi concentrarti e lavorare continuativamente almeno per un po' di ore, senno' e' tempo buttato.

    >
    >
    > > forse sarebbe stato piu' onesto chiedere
    > > aspettativa.
    >
    > Ovviamente partiamo sempre dal presupposto che il
    > lavoro di quella persona non dipendesse da
    > macchinari particolari o da una costante
    > interazione con gli altri
    > colleghi.

    il contrario: scrive SW quindi dovrebbe stare a parlare con colleghi,
    magari anche via chat o via JIRA

    > L'azienda avrebbe dovuto assumere un'altra
    > persona a tempo determinato, l'avrebbe dovuta
    > formare, e non è detto che avrebbe avuto le
    > capacità per sostituire in tutto quella andata in
    > aspettativa.

    l'ha fatto!!!!
    sigh!
    per un anno!
    l'hanno preso, formato su un nostro SW sviluppato internamente,
    e poi mandato via!

    > A prescindere dal presunto favoritismo, se io
    > fossi un manager e potessi scegliere se mandare
    > una persona in aspettativa (con le conseguenze
    > sopra descritte) o continuare ad usufruirne via
    > telelavoro, sceglierei indubbiamente la seconda
    > opzione (mettendo determinati paletti e ponendo
    > precisi obbiettivi,
    > ovviamente).

    mah, non so.
    io non credo che una neo mamma possa materialmente avere "la testa"
    per concentrarsi per ore a scrivere SW in una giornata dove devi:
    allattare, vestire, spogliare lavare, fare addormentare un pargoletto...
    ...mah...ho forti dubbi su questo.
    esiste la maternita' apposta!
    poi se per una persona che va via ne devi assumere un'altra, mi sembra
    esagerato. ma dipende dai casi.

    >
    > Si ricade sempre nello stesso stereotipo: per la
    > valutazione del telelavoro, l'azienda non può
    > basarsi su quanto tempo l'impiegato passa davanti
    > al computer (o al telefono), ma su quali
    > risultati ottiene nel periodo. Magari quei
    > dipendenti ne hanno davvero approfittato, o
    > magari l'azienda pretendeva che stessero davanti
    > al PC per 8 ore al giorno conrollandoli via
    > webcam.
    >

    non e' uno stereotipo: purtroppo mancando di meritocrazia in italia,
    il telelavoro e' difficile

    >
    > Ti è andata male...

    ...e lo so!

    >
    > No, questa è la storia della tua azienda che,
    > evidentemente, non è stata in grado di sfruttare
    > lo strumento del telelavoro e lo ha concesso alle
    > persone
    > sbagliate.

    sicuramente!
    non+autenticato
  • - Scritto da: Michele

    >
    > mah...da come la vedo io e dalla mia esperienza,
    > una neo mamma non ha neanche il
    > tempo
    > di respirare: un bimbo da 0 a 12 mesi ti assorbe
    > 24 ore al
    > giorno.

    Tu non hai figli, vero?

    > > Non è che il neonato debba essere tenuto in
    > > braccio per 24 ore, è? Poi dipende da quali
    > > mansioni deve svolgere la persona.
    >
    > scrivere SW: devi concentrarti e lavorare
    > continuativamente almeno per un po' di ore,
    > senno' e' tempo buttato.

    I neonati dormono dalle 15 alle 20 ore al giorno.
    Hai voglia a trovare il tempo per lavorare!

    > > > forse sarebbe stato piu' onesto chiedere
    > > > aspettativa.
    > >
    > > Ovviamente partiamo sempre dal presupposto che
    > il
    > > lavoro di quella persona non dipendesse da
    > > macchinari particolari o da una costante
    > > interazione con gli altri
    > > colleghi.
    >
    > il contrario: scrive SW quindi dovrebbe stare a
    > parlare con
    > colleghi,
    > magari anche via chat o via JIRA

    Io scrivo SW e l'unico strumento che uso per parlare coi colleghi e' la mail, di cui resta traccia e si mette il capo progetto in copia.
    La chat e' deleteria quando si lavora.

    > > L'azienda avrebbe dovuto assumere un'altra
    > > persona a tempo determinato, l'avrebbe dovuta
    > > formare, e non è detto che avrebbe avuto le
    > > capacità per sostituire in tutto quella andata
    > in
    > > aspettativa.
    >
    > l'ha fatto!!!!
    > sigh!
    > per un anno!
    > l'hanno preso, formato su un nostro SW sviluppato
    > internamente,
    > e poi mandato via!
    >
    > > A prescindere dal presunto favoritismo, se io
    > > fossi un manager e potessi scegliere se mandare
    > > una persona in aspettativa (con le conseguenze
    > > sopra descritte) o continuare ad usufruirne via
    > > telelavoro, sceglierei indubbiamente la seconda
    > > opzione (mettendo determinati paletti e ponendo
    > > precisi obbiettivi,
    > > ovviamente).
    >
    > mah, non so.
    > io non credo che una neo mamma possa
    > materialmente avere "la
    > testa"

    Ripeto: tu hai figli?

    > per concentrarsi per ore a scrivere SW in una
    > giornata dove
    > devi:
    > allattare, vestire, spogliare lavare, fare
    > addormentare un
    > pargoletto...
    > ...mah...ho forti dubbi su questo.

    Ok, hai risposto alla domanda.
    Tu non hai figli.

    > esiste la maternita' apposta!

    La maternita' esiste quando non c'e' il telelavoro.

    > poi se per una persona che va via ne devi
    > assumere un'altra, mi sembra
    >
    > esagerato. ma dipende dai casi.

    Chi e' in maternita' non va via. E' in maternita'.
  • l'articolo dimentica una "fetta" enorme della realtà...

    TUTTI noi passiamo MOLTO tempo, anche svariate ore al giorno, dedicandoci a attività quali:
    - gestire online il c/c bancario, fare dei bonifici ecc.
    - registrarci e fare acquisti sul web, compilando vari form compreso alla fine il pagamento con la carta di credito
    - compilare un form per fare una domanda all'INPS
    - comprare i biglietti per l'aereo (e con certi operatori "economici" ci vuole molto molto molto tempo per fare una prenotazione...)
    - pagare bollette
    - gestire un qualche contratto tramite un call-center virtuale
    - leggere/scaricare la posta e rispondere
    - cazzeggiare in rete e sui social network (ovvero lasciarci bombardare da pubblicità di tutti i tipi)
    - ecc. ecc. ecc.
    - ecc. ecc.
    - ecc.

    prima, queste cose si facevano tramite uno sportello, con delle persone dietro che, PAGATE da una azienda o dallo stato, lavoravano per noi...

    c'erano impiegati di banca, impiegati pubblici, agenzie di viaggio, pubblicitari ecc. a lavorare

    oggi molte di queste persone non ci sono più, sono state licenziate o sono in pensione senza che altri li abbiano sostituiti... e molti dei posti di lavoro che occupavano sono spariti...

    oggi, al posto loro, quelle stesse attività/procedure siamo noi a svolgerle, da casa, in telelavoro... ma senza essere pagati, senza assicurazione e senza contributi e, per di più, con "mezzi di produzione" nostri e interamente a nostre spese (nostra la scrivania, nostro il pc, nostra la connessione, nostro il tempo...)


    questa gravissima dimenticanza, purtroppo, priva l'articolo e le tesi che vi si svolgono di qualsiasi senso compiuto... parole al vento...
    non+autenticato
  • - Scritto da: next door
    > l'articolo dimentica una "fetta" enorme della
    > realtà...
    >
    >
    > TUTTI noi passiamo MOLTO tempo, anche svariate
    > ore al giorno, dedicandoci a attività
    > quali:
    > - gestire online il c/c bancario, fare dei
    > bonifici
    > ecc.
    > - registrarci e fare acquisti sul web, compilando
    > vari form compreso alla fine il pagamento con la
    > carta di
    > credito
    > - compilare un form per fare una domanda all'INPS
    > - comprare i biglietti per l'aereo (e con certi
    > operatori "economici" ci vuole molto molto molto
    > tempo per fare una
    > prenotazione...)
    > - pagare bollette
    > - gestire un qualche contratto tramite un
    > call-center
    > virtuale
    > - leggere/scaricare la posta e rispondere
    > - cazzeggiare in rete e sui social network
    > (ovvero lasciarci bombardare da pubblicità di
    > tutti i
    > tipi)
    > - ecc. ecc. ecc.
    > - ecc. ecc.
    > - ecc.
    >
    > prima, queste cose si facevano tramite uno
    > sportello, con delle persone dietro che, PAGATE
    > da una azienda o dallo stato, lavoravano per
    > noi...
    >
    > c'erano impiegati di banca, impiegati pubblici,
    > agenzie di viaggio, pubblicitari ecc. a
    > lavorare
    >
    > oggi molte di queste persone non ci sono più,
    > sono state licenziate o sono in pensione senza
    > che altri li abbiano sostituiti... e molti dei
    > posti di lavoro che occupavano sono spariti...
    >
    >
    > oggi, al posto loro, quelle stesse
    > attività/procedure siamo noi a svolgerle, da
    > casa, in telelavoro... ma senza essere pagati,
    > senza assicurazione e senza contributi e, per di
    > più, con "mezzi di produzione" nostri e
    > interamente a nostre spese
    (nostra la
    > scrivania, nostro il pc, nostra la connessione,
    > nostro il
    > tempo...)
    >
    >
    > questa gravissima dimenticanza, purtroppo, priva
    > l'articolo e le tesi che vi si svolgono di
    > qualsiasi senso compiuto... parole al
    > vento...

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