Mauro Vecchio

Estonia, il codice del voto elettronico

I responsabili della commissione per il voto online hanno deciso di offrire su Github il codice sorgente del sistema in uso a livello nazionale dal 2007

Roma - Sul sentiero della trasparenza digitale, le autorità estoni hanno deciso di rilasciare il codice sorgente del suo sistema di voto elettronico. Per zittire le critiche dell'opinione pubblica locale - lo stesso codice è stato finora disponibile previa sottoscrizione di un accordo confidenziale - i vertici della commissione per il voto elettronico lo hanno pubblicato sul repository GitHub.

A colloquio con numerosi esperti nel settore informatico, i responsabili della commissione per il voto elettronico hanno invitato la comunità degli sviluppatori a mettere mano al sistema per renderlo più stabile e sicuro dalla sua prima sperimentazione a livello locale nel 2005. Due anni più tardi, ai cittadini estoni era stata offerta la possibilità di votare online con un sistema basato su un documento d'identità digitale rilasciato per le elezioni politiche.

Come sottolineato dal presidente della commissione Tarvi Martens, il codice sorgente del sistema di voto elettronico è stato rilasciato solo a livello server.
La sua versione client-side non sarà disponibile al pubblico, per evitare la creazione di applicazioni fasulle che potrebbero mettere a repentaglio la sicurezza delle prossime tornate elettorali nel paese. (M.V.)
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14 Commenti alla Notizia Estonia, il codice del voto elettronico
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  • votano con una tessera (identificativa) e da un pc (identificabile dal ip) e ci si fa problemi sulla segretezza del voto ?

    mai capita la 'paura' a esser aperti e esporre le proprie idee convinzioni e quindi ideologia anche politica.
    non+autenticato
  • - Scritto da: MZorzy


    > mai capita la 'paura' a esser aperti e esporre le
    > proprie idee convinzioni e quindi ideologia anche
    > politica.

    Non tutte le democrazie hanno avuto il voto segreto fin dall'inizio. In Gran Bretagna dal 1688 al 1872 in effetti non esisteva, però si eleggevano parlamenti sovrani anche così. Idem negli Stati uniti, il voto segreto venne riconosciuto a livello generale solo nel 1891.
    Epperò, se si stabilisce il principio che il voto debba essere segreto, non si possono istituire eccezioni per permettere sistemi più moderni. Nel senso che o è sempre segreto, o è sempre pubblico.
    non+autenticato
  • non intendevo dire che dev esser pubblico il voto, ma che la sua segretezza è un piuttosto un illusione di segretezza. sopratutto con quelo elettronico
    non+autenticato
  • - Scritto da: MZorzy
    > non intendevo dire che dev esser pubblico il
    > voto, ma che la sua segretezza è un piuttosto un
    > illusione di segretezza. sopratutto con quelo
    > elettronico

    Ma infatti persino in Estonia è sostanzialmente un esperimento e lo adottano i volontari, nessuno sa se verrà reso definitivo, e in particolare se l'Unione Europea accetterà questo sistema in futuro per le elezioni all'europarlamento.
    L'Estonia è una nazione di recente indipendenza e relativamente piccola, e può permettersi questi esperimenti. Altrove avrebbero conseguenze molto più pesanti, se sfuggissero di mano.
    non+autenticato
  • - Scritto da: MZorzy

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    > mai capita la 'paura' a esser aperti e esporre le
    > proprie idee convinzioni e quindi ideologia anche
    > politica.

    non si tratta di paura ma di libertà, ti faccio un esempio, ti minacciano/pagano per votare una determinata persona/partito, se il voto è palese sei costretto a votarla, se è segreto puoi votare chi ti pare.
    non+autenticato
  • - Scritto da: pietro


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    > > mai capita la 'paura' a esser aperti e
    > esporre
    > le
    > > proprie idee convinzioni e quindi ideologia
    > anche
    > > politica.
    >
    > non si tratta di paura ma di libertà, ti faccio
    > un esempio, ti minacciano/pagano per votare una
    > determinata persona/partito, se il voto è palese
    > sei costretto a votarla, se è segreto puoi votare
    > chi ti
    > pare.

    Aggiungo che con la delinquenza organizzata questo controllo del voto c'è comunque, se il cittadino si piega a questo sistema. Uno dei metodi: recarsi al seggio con una scheda consegnata dal referente e già votata, metterla nell'urna come se la votazione fosse stata effettuata nella cabina, e poi tornarsene dal referente e consegnargli la scheda bianca ricevuta al seggio.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Gracchus Babeuf
    > - Scritto da: pietro
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    > > > mai capita la 'paura' a esser aperti e
    > > esporre
    > > le
    > > > proprie idee convinzioni e quindi
    > ideologia
    > > anche
    > > > politica.
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    > > non si tratta di paura ma di libertà, ti
    > faccio
    > > un esempio, ti minacciano/pagano per votare
    > una
    > > determinata persona/partito, se il voto è
    > palese
    > > sei costretto a votarla, se è segreto puoi
    > votare
    > > chi ti
    > > pare.
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    > Aggiungo che con la delinquenza organizzata
    > questo controllo del voto c'è comunque, se il
    > cittadino si piega a questo sistema. Uno dei
    > metodi: recarsi al seggio con una scheda
    > consegnata dal referente e già votata, metterla
    > nell'urna come se la votazione fosse stata
    > effettuata nella cabina, e poi tornarsene dal
    > referente e consegnargli la scheda bianca
    > ricevuta al
    > seggio.
    ogni scheda elettorale è firmata da tutti gli scrutatori del seggio, le schede sono contate e tutte le schede che ti consegnano devono essere immesse nelle urne, è un po' difficile fregare la prima, ci deve essere la complicità almeno di uno scrutatore, comunque sì, si può fare.
    Alla fine ne mancherebbe una, ci vuole ancora l'intervento del complice.
    non+autenticato
  • - Scritto da: pietro


    > > Aggiungo che con la delinquenza organizzata
    > > questo controllo del voto c'è comunque, se il
    > > cittadino si piega a questo sistema. Uno dei
    > > metodi: recarsi al seggio con una scheda
    > > consegnata dal referente e già votata,
    > metterla
    > > nell'urna come se la votazione fosse stata
    > > effettuata nella cabina, e poi tornarsene dal
    > > referente e consegnargli la scheda bianca
    > > ricevuta al
    > > seggio.

    > ogni scheda elettorale è firmata da tutti gli
    > scrutatori del seggio,

    Anche io mi sono chiesto come facciano per questo: immagino riescano a visionare prima la firma di ognuno, e ne facciano un'imitazione accettabile. Alla fine, in fase di spoglio, chi va a controllare con la lente tutte le firme di tutte le schede?


    > le schede sono contate e
    > tutte le schede che ti consegnano devono essere
    > immesse nelle urne,

    No, non tutte nelle urne. Se il cittadino votando si accorge di aver fatto un errore chiede una seconda scheda, e consegna quella da cassare, che va conservata a parte, ma non nell'urna.

    > è un po' difficile fregare la
    > prima,

    Esatto, il tutto sta nel far uscire dal seggio la prima. Il resto viene da sé.


    > ci deve essere la complicità almeno di uno
    > scrutatore, comunque sì, si può
    > fare.

    Oppure complicità presso la tipografia che le stampa. Come detto, le firme degli scrutatori, quando sono note, si imitano, con più o meno successo.

    > Alla fine ne mancherebbe una, ci vuole ancora
    > l'intervento del
    > complice.

    Ipotizzando che la prima scheda sia stata fatta sparire da quel seggio, sì.
    Ma secondo me nessuno si prenderebbe la responsabilità di invalidare tutti i voti espressi in un seggio per una scheda mancante. Si mette a verbale che ne manca una, poi ci penserà il Ministero dell'Interno.
    non+autenticato
  • Ma se introdotto in Italia, il sistema favorirebbe per caso il voto di scambio, visto che basta che un "picciotto" stia dietro il votante e controlli cosa fa? Oppure si può adottare senza timori?

    Comunque il PC deve essere dotato di un lettore di scheda, tipo questo immagino:

    Clicca per vedere le dimensioni originali

    E uno dovrebbe comprarlo apposta per votare da casa? Prendo il tram, e vado al seggio. Costa meno.Deluso
    non+autenticato
  • Sul fatto di comprarlo, da noi in Trentino già l'abbiamo per leggere le tessere sanitarie, anche se è molto meno versatile di quello che hai postato, quindi non deve essere un gran costo per la collettività, anche paragonato agli attuali costi elettorali...
    Resta il problema del picciotto, che a mio parere è una motivazione più che sufficiente per eliminare qualsiasi idea di voto elettronico a parte cose ibride tipo quelle sperimentate da noi (vai nella cabina e voti con un PC in cabina. Il voto viene stampato da una stampante dentro l'urna ed è più facile leggerlo rispetto al voto tradizionale, inoltre è possibile contare i voti in maniera automatica ad urne chiuse, anche se restano i cartacei stampati per eventuali riconteggi).
  • - Scritto da: LordKelvin

    > Sul fatto di comprarlo, da noi in Trentino già
    > l'abbiamo per leggere le tessere sanitarie, anche
    > se è molto meno versatile di quello che hai
    > postato, quindi non deve essere un gran costo per
    > la collettività, anche paragonato agli attuali
    > costi elettorali...

    Per quanto riguarda il voto elettronico in Estonia, da quanto leggo, è gratis la carta di identità elettronica che si inserisce nella scheda. Il lettore di scheda lo paga l'elettore.
    Ovviamente qualcuno lo avrà già a casa per questioni sue. Ma gli altri? Comprare un oggetto solo per un voto ogni 4 anni...
    non+autenticato
  • Non è che ce l'ho a mie spese, me l'ha fornito la PAT (intesa come Provincia Autonoma di Trento) in modo gratuito e lo stesso ha fatto a tutti i Cittadini provinciali che ne abbiano fatto richiesta. Non credo sia un problema a livello economico fornirlo a tutti i Cittadini delle altre regioni, visto e considerato quanto si spende per i seggi oggi (politiche, regionali, provinciali, comunali, referendum, europee, sempre più spesso anticipate; magari fosse ogni 4 anni...).

    Ad ogni modo a mio parere il problema principale resta quello di garantire la "segretezza" del voto, nel senso di cui parlavi nel primo post.
  • - Scritto da: Gracchus Babeuf
    > solo per un voto ogni 4
    > anni...

    Beato te che vivi all'esteroA bocca aperta
    Funz
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