Alfonso Maruccia

Datagate, la parola agli avvocati

EFF e sodali avviano una causa contro le intercettazioni telefoniche messe in atto dalla NSA. Sono a rischio i principi della Costituzione americana, dicono. Microsoft, nel mentre, continua a chiedere trasparenza

Roma - Una coalizione variegata di attivisti, gruppi di interesse e organizzazioni a favore dei diritti digitali rappresentata dai legali di Electronic Frontier Foundation ha denunciato la National Security Agency (NSA) in merito alla raccolta dei metadati sulle telefonate dei cittadini statunitensi, una pratica che a dire dell'accusa rappresenta una flagrante violazione dei principi sanciti dalla Costituzione USA.

Quella che viene salutata come la sfida più esplicita contro la dragnet della NSA si focalizza dunque sulle intercettazioni a strascico dei provider telefonici statunitensi, prima rivelazione fornita dall'ex-agente della CIA Edward Snowden e all'origine di quello che è poi divenuto noto come lo scandalo Datagate.

La causa lascia fuori tutte le questioni riguardanti la sorveglianza globale delle reti di comunicazioni digitali, nondimeno le accuse rivolte all'intelligence sono di quelle pesanti: EFF sostiene che la pratica di intercettare le telefonate e i metadati vìoli ben tre Emendamenti della Costituzione statunitense (Primo, Quarto e Quinto) costituendo una minaccia per i diritti di espressione, il diritto a non subire ispezioni irragionevoli e anche quello connesso alla libera associazione e all'attivismo politico libero da interferenze governative.
Sono 19 le organizzazioni impegnatesi con EFF contro la NSA, una coalizione a dir poco eterogenea che comprende associazioni che difendono i diritti umani (Human Rights Watch), chiese e associazioni religiose islamiche, post-cristiane liberali (First Unitarian Church of Los Angeles), organizzazioni in difesa dei diritti al possesso delle armi, Greenpeace e gruppi di sinistra, Open Technology Institute, Free Software Foundation e altri gruppi di matrice tecnologica.

Il reverendo Rick Hoyt della First Unitarian Church of Los Angeles evidenzia come le intercettazioni telefoniche della NSA influenzino negativamente il diritto dei cittadini a rivolgersi alla sua comunità, attiva (negli anni '80) nel dare asilo ai rifugiati delle guerre civili nell'America Centrale e nel fornire assistenza a chi è coinvolto in fatti e questioni controverse. Lo spionaggio dell'intelligence "rende le persone timorose di appartenere alla nostra comunità religiosa", spiega Hoyt.

I provider telefonici statunitensi sono da tempo sospettati di controllare le comunicazioni dei cittadini, ma ora EFF ha un'arma in più nel tentativo di inchiodare il governo alle sue responsabilità visto che l'esistenza di PRISM e degli altri mille tentacoli della dragnet federale è stata ampiamente confermata dai pezzi da novanta della struttura di potere degli USA - presidente Barack Obama in primis.

E se EFF trascina la NSA nei tribunali, Microsoft è piuttosto interessata a seguire Yahoo! sulla strada della trasparenza chiedendo il coinvolgimento "personale" del Ministro della Giustizia statunitense affinché dia alla corporation la possibilità di fornire informazioni più dettagliate circa la sua "collaborazione" con il governo.

Microsoft non è in alcun modo impegnata a garantire un accesso privilegiato ai dati dei suoi utenti alla NSA o a chiunque altro, assicura Microsoft, anche se la corporation è stata chiamata direttamente in causa dalle rivelazioni di Snowden come partner diretto dell'intelligence per quanto riguarda la comunicazione delle vulnerabilità del suo software, l'intercettazione delle chiamate su Skype e tutto quanto. La collaborazione con le autorità si svolge secondo la legge, senza ordini "segreti" e con il pieno coinvolgimento del potere giudiziario, continua a ribadire Redmond.

Alfonso Maruccia
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