massimo mantellini

Contrappunti/ I mostri dell'e-learning

di M. Mantellini - Il progresso nel campo dell'istruzione scolastica è visto come una minaccia al solidissimo status quo. La marcia indietro sugli ebook del ministro Carrozza è una sconfitta

Roma - L'idea del passato Ministro dell'Istruzione Profumo a riguardo dei libri elettronici nella scuola italiana era una idea coraggiosa. Coraggiosa ma sbagliata. Si basava, mi pare, su due presupposti ragionevoli ma irrealizzabili. Il primo che il passaggio forzoso, teatralmente imposto, dal vecchio libro di carta ai tablet in tempi tutto sommato brevi, avrebbe innescato una reazione virtuosa: ho ascoltato più volte gli uomini del Ministero spiegare come attraverso l'ingresso nelle case degli studenti dei nuovi device (pagati dalla riduzione dei costi imposti all'industria editoriale) le nuove competenze dei ragazzi avrebbero poi avuto effetti ulteriori. I cosiddetti nativi digitali avrebbero non solo goduto dei vantaggi delle nuove tecnologie didattiche ma avrebbero anche agito da catalizzatori per l'alfabetizzazione digitale del loro genitori, chiudendo così il gap che ci divide storicamente dagli altri paesi europei.

Il secondo aspetto critico, il più grave, è stato quello di innamorarsi di una idea senza tenere in alcun conto l'ambiente circostante. E l'ambiente circostante, chiunque lo avrebbe potuto circostanziare molto bene al Ministro, era quella parte della carta geografica nella quale gli antichi di solito scrivevano Hic sunt leones.

Fra i vari leoni che dominano la foresta e terrorizzano gli animaletti circostanti, gli editori italiani sono forse la categoria più agguerrita, anche se non l'unica. In primavera la Associazione degli Editori Italiani, scesa in difesa dei propri interessi economici, dopo aver cercato invano di convincere il Ministro, aveva impugnato davanti al TAR la decisione di passare al libro elettronico nelle scuole nel giro di qualche anno. Chiedevano gli editori che tale scadenza fosse procrastinata per una serie molto lunga di motivazioni, alcune condivisibili come quella della situazione digitale della scuola non esattamente florida, altre francamente patetiche come le invocazioni sui possibili rischi per i nostri pargoli alle prese con le onde elettromagnetiche.
Così nei giorni scorsi il nuovo Ministro dell'Istruzione Carrozza ha acconsentito alle richieste dell'AIE ed ha rinviato l'adozione degli ebook all'anno del mai. La decisione del Ministro è tecnicamente incontestabile anche se segna, per l'ennesima volta, la vittoria di un mondo vecchio e corporativo rispetto a qualsiasi ipotesi di cambiamento.

Del resto gli editori, che negli anni nel comparto scolastico hanno frequentemente avuto mano eccessivamente libera, non sono gli unici frenatori dell'innovazione del Paese. Fra i leoni della foresta andranno inseriti molti insegnanti, l'amministrazione scolastica in genere e perfino, sarei pronto a scommetterci, le associazioni dei genitori pronte a preoccuparsi e a stigmatizzare qualsiasi mutazione di un equilibrio immobile e polveroso.

Per tutte queste ragioni ambientali il sogno di Profumo era un sogno irrealizzabile. Ora le cose da fare dal mio punto di vista sono poche e molto semplici. Tutte passano attraverso la rete come luogo centrale del rinnovamento didattico:
1- Tutte le scuole italiane devono essere al più presto collegate a Internet in banda larga. Che io sappia oggi non esiste nemmeno un registro di quanti istituti siano collegati e quanti no. Per fare questo, al di là dei piani nazionali e regionali che spesso lasciano il tempo che trovano, sarebbe necessario che il Governo chiedesse la collaborazione delle compagnie telefoniche (o che, ancora meglio, le compagnie telefoniche si offrissero di collaborare all'innovazione del sistema scolastico).

2- Dobbiamo immaginare un periodo intermedio durante il quale la didattica si sposti gradualmente verso Internet. Questo consentirà agli insegnanti di immaginare nuovi modelli di insegnamento (si pensi solo all'uso delle mappe o di wikipedia o dei documenti condivisi) ed al Ministro di trovare la maniera di formare il personale ed incentivare i migliori. La dotazione iniziale è quella di un portatile, un video proiettore per ogni classe (anche qui non sarebbe male che aziende e privati decidessero di dare una mano) e una connessione a Internet performante (non una ADSL da 7 mega per tutto l'istituto).

3- Abbiamo necessità che l'editoria scolastica si sposti verso Internet, in formati possibilmente aperti. Abbiamo bisogno di negoziare il nuovo ruolo dei leoni, possibilmente senza passare dai tribunali regionali. Più che libri di testo in PDF abbiamo bisogno di piattaforme didattiche in rete nel quale i contenuti siano sulla nuvola e facilmente gestibili.

4- Dobbiamo iniziare sperimentazioni didattiche nuove nell'ambito delle quali l'adozione degli ebook sarà certamente possibile e auspicabile. Tutto questo rappresenterà però, caro Profumo, la fine e non l'inizio di un processo che sarà comunque lungo, doloroso e difficile.
Massimo Mantellini
Manteblog

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144 Commenti alla Notizia Contrappunti/ I mostri dell'e-learning
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  • Bhe non stupiamoci poi se siamo sempre il fanalino di coda dell'Europa...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anna Mola

    > Bhe non stupiamoci poi se siamo sempre il
    > fanalino di coda
    > dell'Europa...

    Non so se ti riferisci a qualche classifica in particolare. Se pensi a quella PISA, l'Italia è il fanalino di coda dei Paesi OCSE, quindi non solo l'Europa. Peggio di noi fanno solo Grecia, Israele, Turchia, Cile e Messico.
    Detto questo, non è che i libri elettronici aumentino il livello della scuola italiana, anche se venissero introdotti domani mattina, i professori sempre quelli sono, e i sistemi di selezione anche. A bocca storta
    non+autenticato
  • Ho letto molti dei commenti qui sopra e, nonostante le ottime idee di fondo, ho trovato molte ingenuità e poca conoscenza dell'ambiente scolastico.
    Sono un insegnante di scuola media e purtroppo ogni giorno devo scontrarmi con la mancanza di volontà della maggior parte dei miei colleghi ad usare le nuove tecnologie. La maggior parte di loro non è in grado di aggiungere carta alla stampante o di cambiare un toner, ma nemmeno di usare correttamente la mail o di capire il funzionamento basilare di internet o di un pc. E la cosa più grave è che non sto parlando solo di insegnanti anziani ormai alla fine della propria carriera, ma dei giovani, che non solo non han voglia di imparare cose nuove ma talvolta vedono la propria ignoranza come un vanto, perché, diciamoci la verità, in Italia vige il luogo comune secondo cui la "Cultura" non può andare d'accordo con la tecnologia ("Ah, io quelle cose non le so fare, a me piace leggere, non smanettare col computer", come se una cosa escludesse l'altra).
    Vedo anche che i nostri ragazzi non sanno usare la tecnologia se non per giocare. Sono pasticcioni ed incoscienti di quello che fanno. Ma d'altronde possono anche permetterselo, dato che nessuno glielo sta insegnando, né gli insegnanti né i genitori, altra categoria di perfetti incoscienti, che lasciano il PC in camera ai propri figli senza nemmeno sapere dell'esistenza di internet e dei rischi che si possono correre e comprano telefoni da centinaia di euro senza nemmeno il sospetto di cosa ci si possa fare.
    Quando però leggo robe del tipo "gli insegnanti si devono scrivere i propri libri" mi viene un po' da sorridere. Come posso io scrivere un libro di inglese, producendo anche tutto il materiale audio e video di corredo? Avrei bisogno, come minimo, di un gruppo di attori madrelingua, di un gruppo di ricerca, di qualcuno che si occupi della parte grafica e di tante altre risorse, economiche e non. Se devo scrivere un libro di storia avrò bisogno di fonti attendibili, certo non di Wikipedia, ammesso che io voglia scrivere un libro privo di castronerie e di opinioni politiche. Certo, per scrivere un'antologia di letteratura ci vuol poco, basta mettere insieme dei brani famosi, almeno laddove non ci siano vincoli legati al diritto d'autore. Ma il resto? Non è sempre così facile.
    Comunque sono molto dispiaciuto per il passo indietro di Carrozza. E' vero che come al solito ha vinto il corporativismo di insegnanti e di editori. Non so proprio dove si voglia andare a finire. Non c'è una pianificazione, non c'è un obiettivo. Si fa tutto alla giornata, senza programmare nulla. Ognuno va dove riesce ad andare. Non c'è ambizione.
    non+autenticato
  • > Sono un insegnante di scuola media e purtroppo
    > ogni giorno devo scontrarmi con la mancanza di
    > volontà della maggior parte dei miei colleghi ad
    > usare le nuove tecnologie. La maggior parte di
    > loro non è in grado di aggiungere carta alla
    > stampante o di cambiare un toner, ma nemmeno di
    > usare correttamente la mail o di capire il
    > funzionamento basilare di internet o di un pc. E
    > la cosa più grave è che non sto parlando solo di
    > insegnanti anziani ormai alla fine della propria
    > carriera, ma dei giovani, che non solo non han
    > voglia di imparare cose nuove ma talvolta vedono
    > la propria ignoranza come un vanto, perché,
    > diciamoci la verità, in Italia vige il luogo
    > comune secondo cui la "Cultura" non può andare
    > d'accordo con la tecnologia ("Ah, io quelle cose
    > non le so fare, a me piace leggere, non
    > smanettare col computer", come se una cosa
    > escludesse
    > l'altra).

    In effetti si vorrebbe vedere la scuola, intesa come scuola statale dell'obbligo, come un mondo a parte, avulso dalle dinamiche della società e dalle mode. E invece ne è lo specchio impietoso. Durante gli anni in cui c'era "l'eskimo in redazione", come titolava un saggio di alcuni anni fa, l'eskimo c'era anche dietro la cattedra, almeno in certi casi, e ovviamente dentro i libri di storia e di geografia.
    Purtroppo stai facendo un ritratto dell'italiano medio, e non solo del professore medio.

    > Quando però leggo robe del tipo "gli insegnanti
    > si devono scrivere i propri libri" mi viene un
    > po' da sorridere.

    A me invece si aprono per l'ennesima volta gli occhi, e capisco, se ancora avessi dubbi residui, come mai il fascismo si è insediato con quella facilità in Italia e come mai, in una certa fase, aveva consensi plebiscitari.
    Fosse solo un auspicio, tutto si può dire. Ma alcuni sostengono che sia un obbligo, una dovere connesso alla funzione. E non sto a mettere i link per pietà. Triste


    > Comunque sono molto dispiaciuto per il passo
    > indietro di Carrozza. E' vero che come al solito
    > ha vinto il corporativismo di insegnanti e di
    > editori.

    E il TAR, non dimenticare.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Claudio Rossi

    Fino a qui:
    > Quando però leggo robe del tipo "gli insegnanti

    tutto bene ed esperienza che chiunque, un po' attento, ha fatto

    > si devono scrivere i propri libri" mi viene un
    > po' da sorridere. Come posso io scrivere un libro
    > di inglese, producendo anche tutto il materiale
    > audio e video di corredo? Avrei bisogno, come
    > minimo, di un gruppo di attori madrelingua,

    vai su Youtube e cerchi "corso d'inglese" (maa nche arabo, tedesco, russo) e troverai tanta gente che già fa (chi bene e chi male) attività d'insegnamento video gratuito. Basta vedere se hanno voglia di collaborare o puoi usare video in lingua inglese sottotitolati (pure qui ci sono tanti che traducono per passione), ecc.
    In realtà, sarebbe meglio che la lingua straniera s'imparasse da neonati con robot che ti parlano quella lingua, come una tata straniera.
    Un insegannte classico, dovrebbe poi magari insegnare la grammatica come si fa con l'italiano

    > di un
    > gruppo di ricerca, di qualcuno che si occupi
    > della parte grafica e di tante altre risorse,
    > economiche e non.

    C'è tanta gente che lo ha, e non è che serva un prodotto unico (la grafica per esempio può essere standard)

    > Se devo scrivere un libro di
    > storia avrò bisogno di fonti attendibili,

    Seeee, questa la vedo dura... andare a ritrovare i cartaginesi per sapere la loro versione delle Guerre Puniche, l'è complicato assai.
    Pure della II Guerra Mondiale si raccontano cose in una luce che non ha una logica e si sorvola su molte parti dubbie dei vincitori.
    Comunque uno può usare come base di partenza vecchi libri,in fondo, se non sono troppo vecchi, la storia ufficiale è quella

    > certo
    > non di Wikipedia, ammesso che io voglia scrivere
    > un libro privo di castronerie e di opinioni
    > politiche.

    Cioè, un classico libro di Storia

    > Certo, per scrivere un'antologia di
    > letteratura ci vuol poco, basta mettere insieme
    > dei brani famosi, almeno laddove non ci siano
    > vincoli legati al diritto d'autore. Ma il resto?
    > Non è sempre così
    > facile.
    > Comunque sono molto dispiaciuto per il passo
    > indietro di Carrozza. E' vero che come al solito
    > ha vinto il corporativismo di insegnanti e di
    > editori. Non so proprio dove si voglia andare a
    > finire. Non c'è una pianificazione, non c'è un
    > obiettivo. Si fa tutto alla giornata, senza
    > programmare nulla. Ognuno va dove riesce ad
    > andare. Non c'è
    > ambizione.

    Ok
    non+autenticato
  • - Scritto da: Claudio Rossi
    > Ho letto molti dei commenti qui sopra e,
    > nonostante le ottime idee di fondo, ho trovato
    > molte ingenuità e poca conoscenza dell'ambiente
    > scolastico.

    > Sono un insegnante di scuola media

    Interessante, io ho due figli alle scuole medie.

    > e purtroppo
    > ogni giorno devo scontrarmi con la mancanza di
    > volontà della maggior parte dei miei colleghi ad
    > usare le nuove tecnologie.

    E fin qui risulta anche a me.

    > La maggior parte di
    > loro non è in grado di aggiungere carta alla
    > stampante o di cambiare un toner, ma nemmeno di
    > usare correttamente la mail o di capire il
    > funzionamento basilare di internet o di un pc.

    Questo capita anche in molti posti di lavoro in cui l'informatica e' uno strumento primario.
    Rientra nel cosiddetto "analfabetismo informatico".
    Ci si aspetta che chi lavora sappia interagire con gli strumenti informatici come sa interagire con la carta e con la penna, ma non e' cosi'.

    > E
    > la cosa più grave è che non sto parlando solo di
    > insegnanti anziani ormai alla fine della propria
    > carriera, ma dei giovani, che non solo non han
    > voglia di imparare cose nuove ma talvolta vedono
    > la propria ignoranza come un vanto, perché,
    > diciamoci la verità, in Italia vige il luogo
    > comune secondo cui la "Cultura" non può andare
    > d'accordo con la tecnologia ("Ah, io quelle cose
    > non le so fare, a me piace leggere, non
    > smanettare col computer", come se una cosa
    > escludesse l'altra).

    Una cosa del genere dovrebbe far decadere immediatamente quelle persone dal ruolo di insegnanti.

    > Vedo anche che i nostri ragazzi non sanno usare
    > la tecnologia se non per giocare.

    Tu non hai idea di che traino e che stimolo sia il "giocare" per i ragazzi.
    Ho visto i miei figli usare il traduttore di google per tradursi pagine di forum sui loro giochi preferiti dall'inglese, e cercare su youtube i filmati di partite giocate da altri per capire come superare i livelli piu' difficili.

    > Sono
    > pasticcioni ed incoscienti di quello che fanno.

    Non tutti, non se hanno uno scopo.

    > Ma d'altronde possono anche permetterselo, dato
    > che nessuno glielo sta insegnando, né gli
    > insegnanti né i genitori, altra categoria di
    > perfetti incoscienti, che lasciano il PC in
    > camera ai propri figli senza nemmeno sapere
    > dell'esistenza di internet e dei rischi che si
    > possono correre e comprano telefoni da centinaia
    > di euro senza nemmeno il sospetto di cosa ci si
    > possa fare.

    Ue', mica tutti i genitori hanno windows o apple, eh!
    C'e' anche chi ha coscienza del computer che ha a casa.

    > Quando però leggo robe del tipo "gli insegnanti
    > si devono scrivere i propri libri" mi viene un
    > po' da sorridere.

    In che senso, scusa.
    Sei insegnante, hai detto.
    La materia che insegni la conoscerai, no?

    > Come posso io scrivere un libro
    > di inglese, producendo anche tutto il materiale
    > audio e video di corredo?

    Viene usato il materiale audio e video di corredo?

    > Avrei bisogno, come
    > minimo, di un gruppo di attori madrelingua, di un
    > gruppo di ricerca, di qualcuno che si occupi
    > della parte grafica e di tante altre risorse,
    > economiche e non.

    Li ingaggi e li paghi. Non e' difficile.

    > Se devo scrivere un libro di
    > storia avrò bisogno di fonti attendibili, certo
    > non di Wikipedia, ammesso che io voglia scrivere
    > un libro privo di castronerie e di opinioni
    > politiche.

    Come se su wikipedia non venissero citate le fonti...

    > Certo, per scrivere un'antologia di
    > letteratura ci vuol poco, basta mettere insieme
    > dei brani famosi, almeno laddove non ci siano
    > vincoli legati al diritto d'autore. Ma il resto?

    Il resto, se e' la tua materia, lo aggiungi di tuo.

    Posso farti una domanda?
    Che differenza c'e' tra lo studiare con un libro e lo studiare con un insegnante?

    > Non è sempre così
    > facile.
    > Comunque sono molto dispiaciuto per il passo
    > indietro di Carrozza. E' vero che come al solito
    > ha vinto il corporativismo di insegnanti e di
    > editori. Non so proprio dove si voglia andare a
    > finire.

    A strizzare il limone fino a che non sara' uscito tutto il succo, e poi lo si pressa ancora un po'.

    > Non c'è una pianificazione, non c'è un
    > obiettivo. Si fa tutto alla giornata, senza
    > programmare nulla. Ognuno va dove riesce ad
    > andare. Non c'è
    > ambizione.

    C'e' solo tornaconto.
  • - Scritto da: panda rossa
    >
    > > Ma d'altronde possono anche permetterselo,
    > dato
    > > che nessuno glielo sta insegnando, né gli
    > > insegnanti né i genitori, altra categoria di
    > > perfetti incoscienti, che lasciano il PC in
    > > camera ai propri figli senza nemmeno sapere
    > > dell'esistenza di internet e dei rischi che
    > si
    > > possono correre e comprano telefoni da
    > centinaia
    > > di euro senza nemmeno il sospetto di cosa ci
    > si
    > > possa fare.
    >
    > Ue', mica tutti i genitori hanno windows o apple,
    > eh!
    > C'e' anche chi ha coscienza del computer che ha a
    > casa.

    Uhuuu, ora la "coscienza" nel gestire i computer è diretta emanazione e/o funzione dell'OS usato...
    I docenti della scuola italiana avranno i loro problemi, ma anche te non scherzi mica...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Claudio Rossi
    > Quando però leggo robe del tipo "gli insegnanti
    > si devono scrivere i propri libri" mi viene un
    > po' da sorridere. Come posso io scrivere un libro
    > di inglese, producendo anche tutto il materiale
    > audio e video di corredo? Avrei bisogno, come
    > minimo, di un gruppo di attori madrelingua, di un
    > gruppo di ricerca, di qualcuno che si occupi
    > della parte grafica e di tante altre risorse,
    > economiche e non.
    Non ha senso che ogni insegnante si scriva il proprio libro. Sarebbe un inutile dispendio di energie.

    Ha senso che un GRUPPO CONSISTENTE DI INSEGNANTI, possibilmente scelto tra i più preparati ed i più motivati, scriva il materiale didattico per insegnare la loro materia. E gli altri scelgano, copino e integrino.

    So che suona strano in un mondo in cui COPIARE è sempre stato sinonimo di scorrettezza, ma è qui la differenza. Copiare per migliorare, Copiare per condividere, Copiare per riproporre. Copiare per creare. Siamo nani sulle spalle di giganti. Ma grazie a loro vediamo più lontano di loro.

    Se sei un insegnare di inglese ci si aspetta che tu sappia l'inglese e lo sappia ampiamente sopra la media.

    Bene, trova altri dieci insegnanti di Inglese ed inizia a scrivere un Wikibook su en.wikipedia.org, e vedrai che, chiedendo, troverai decine di madrelingua disposti a leggerti e registrarti le tue frasi gratuitamente. Se cerchi su YouTube c'è già chi lo fa. Come ci sono centinaia di persone disposte a sbobinare, tradurre e riformattare sottotitoli di praticamente tutte le trasmissioni. Certo, poi non ti devi mettere a vendere il libro dicendo che lo hai fatto tutto tu da solo...

    Ti dirò di più. Se uno ha la pazienza di cercare, soprattutto per insegnare inglese, trova già molto del materiale necessario già pronto su Internet, scritto e messo a disposizione da docenti inglesi.

    Un paio di link, giusto di esempio, lungi dall'essere esaustivi:
    http://learnenglishkids.britishcouncil.org/en/teac...
    http://www.bbc.co.uk/learning/subjects/english.sht...
    http://a4esl.org/
    http://www.usingenglish.com/

    > Se devo scrivere un libro di
    > storia avrò bisogno di fonti attendibili, certo
    > non di Wikipedia, ammesso che io voglia scrivere
    > un libro privo di castronerie e di opinioni
    > politiche.
    Dimmi, ti basta una biblioteca? Ed in intero sistema bibliotecario?
    Cerca "OPAC" e troverai centinaia di indirizzi dove recuperare le tue fonti e confrontarle. Stiamo parlando di scrivere un libro di testo, non una pubblicazione scientifica. E non vituperei poi così tanto la Wikipedia in Inglese: anzi, credo che l'articolo sull'evento storico che vuoi descrivere sia un ottimo punto di partenza per iniziare il processo di appronfondimento e verifica.

    > Certo, per scrivere un'antologia di
    > letteratura ci vuol poco, basta mettere insieme
    > dei brani famosi, almeno laddove non ci siano
    > vincoli legati al diritto d'autore.

    > Ma il resto?
    > Non è sempre così
    > facile.
    Non è nemmeno così difficile. Ma soprattutto non è impossibile.

    > Non c'è ambizione.
    E' qui la chiave.
    Ci vuole ambizione per convincere 10 colleghi a lavorare insieme per scrivere un libro di testo CC-BY-SA. Ci vuole ambizione per pensare di coinvolgere degli sconosciuti, magari in un altro paese, in un'altra lingua, per farsi dare una mano per scrivere quel libro di testo.

    Ma fatti non fummo per viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza.
    non+autenticato
  • > Ha senso che un GRUPPO CONSISTENTE DI INSEGNANTI,
    > possibilmente scelto tra i più preparati ed i più
    > motivati,
    Ma chi li sceglie? Si autonominano loro i migliori insegnanti del creato per quella materia? Perché in tal caso, già tremo.


    > scriva il materiale didattico per
    > insegnare la loro materia. E gli altri scelgano,
    > copino e
    > integrino.
    Secondo me hai una scarsa dimestichezza con l'animo umano. Perfino i pasticcieri sono gelosissimi delle loro ricette, e non le svelano a nessuno. Vuoi che i "migliori insegnanti" di ogni materia accettino di collaborare a un progetto, e per di più gratis? Se questi insegnanti sono convinti di avere questa smisurata capacità nel trasmettere il Sapere, il libro lo scriveranno da soli, e non certo in CC.
    Insomma, il rischio è che il libro lo scrivano degli incapaci idealisti... e che quindi non lo adotti nessuno. A bocca storta


    > chiedendo,
    > troverai decine di madrelingua disposti a
    > leggerti e registrarti le tue frasi
    > gratuitamente.
    Poi magari si rompono e passano ad altri interessi, e ti ritrovi metà frasi pronunciate da madrelingua e metà ancora da fare.
    Belle, vero, le collaborazioni basate sulla parola data? Sorride


    > E non
    > vituperei poi così tanto la Wikipedia in Inglese:
    Vitupererei.
    Io sì, visti i precedenti della battaglia fantasma:
    http://punto-informatico.it/3685019/PI/News/wikipe...
    che è perlappunto un articolo di storia. E non è l'unico caso, è solo quello che è durato più a lungo.


    > Ma fatti non fummo per viver come bruti, ma per
    > seguir virtute e
    > canoscenza.
    Guarda che chi pronuncia quelle frasi, Ulisse, non morì di morte naturale, no no. La conoscenza ha un prezzo salato. Sorride
    non+autenticato
  • - Scritto da: Faso
    > > Ha senso che un GRUPPO CONSISTENTE DI
    > INSEGNANTI,
    > > possibilmente scelto tra i più preparati ed
    > i
    > più
    > > motivati,
    > Ma chi li sceglie? Si autonominano loro i
    > migliori insegnanti del creato per quella
    > materia? Perché in tal caso, già
    > tremo.

    Ok, allora prendiamo pure i peggiori.
    Fa lo stesso.
    Una volta che il testo sara' pubblicato e reso disponibile alla correzione collettiva, in un tempo trascurabile tutti gli strafalcioni verranno corretti.

    > > scriva il materiale didattico per
    > > insegnare la loro materia. E gli altri
    > scelgano,
    > > copino e
    > > integrino.
    > Secondo me hai una scarsa dimestichezza con
    > l'animo umano. Perfino i pasticcieri sono
    > gelosissimi delle loro ricette, e non le svelano
    > a nessuno.

    Secondo me la scarsa dimistichezza ce l'hai tu.
    Io non faccio che vedere in giro libri di cucina, programmi di cucina, ricette di cucina.
    Magari il tuo chef si terra' per se' il suo capolavoro, ma io non voglio mica quello, io voglio una ricetta per fare il risotto.
    E ne trovo migliaia in rete, tutte libere.

    > Vuoi che i "migliori insegnanti" di
    > ogni materia accettino di collaborare a un
    > progetto, e per di più gratis?

    No. Voglio che alcuni insegnanti accettino di collaborare gratis.
    Se lo faranno, diventeranno i migliori, e il loro nome ricordato.
    C'e' una fila che neanche ti immagini di gente disposta a partecipare al progetto.

    > Se questi
    > insegnanti sono convinti di avere questa
    > smisurata capacità nel trasmettere il Sapere, il
    > libro lo scriveranno da soli, e non certo in
    > CC.

    Libro che non leggera' nessuno visto che ci sara' quello in CC.

    > Insomma, il rischio è che il libro lo scrivano
    > degli incapaci idealisti... e che quindi non lo
    > adotti nessuno.
    >A bocca storta

    Basta rigirare il punto di vista.
    Come per i farmaci, se esiste il generico, il medico ha l'obbligo di prescrivere quello.
    Cosi' per i libri se esiste quello in CC, avra' la precedenza.
    Una volta che uno sa che il suo libro sara' adottato, vedrai che lo scrive di corsa.

    > > chiedendo,
    > > troverai decine di madrelingua disposti a
    > > leggerti e registrarti le tue frasi
    > > gratuitamente.
    > Poi magari si rompono e passano ad altri
    > interessi, e ti ritrovi metà frasi pronunciate da
    > madrelingua e metà ancora da
    > fare.
    > Belle, vero, le collaborazioni basate sulla
    > parola data?
    > Sorride

    E' ovvio che quelli come te neanche ci si mettono.
    Per fortuna esiste gente con una mentalita' diversa dalla tua gretta e meschina.
    Lo dimostrano pagine e pagine di web.

    > > E non
    > > vituperei poi così tanto la Wikipedia in
    > Inglese:
    > Vitupererei.
    > Io sì, visti i precedenti della battaglia
    > fantasma:
    > http://punto-informatico.it/3685019/PI/News/wikipe
    > che è perlappunto un articolo di storia. E non è
    > l'unico caso, è solo quello che è durato più a
    > lungo.

    Ininfluente.
    E magari creato proprio a bella posta dalla casta parassita dei detentori dei diritti per poter screditare il concorrente che decretera' il loro inesorabile e definitivo fallimento.

    > > Ma fatti non fummo per viver come bruti, ma
    > per
    > > seguir virtute e
    > > canoscenza.
    > Guarda che chi pronuncia quelle frasi, Ulisse,
    > non morì di morte naturale, no no. La conoscenza
    > ha un prezzo salato.
    > Sorride

    Prezzo che non si misura in euro pero'.
    E prezzo che i seguaci di quell'Ulisse hanno pagato piu' che volentieri.
  • - Scritto da: panda rossa

    > > Ma chi li sceglie? Si autonominano loro i
    > > migliori insegnanti del creato per quella
    > > materia? Perché in tal caso, già
    > > tremo.
    >
    > Ok, allora prendiamo pure i peggiori.
    > Fa lo stesso.
    > Una volta che il testo sara' pubblicato e reso
    > disponibile alla correzione collettiva, in un
    > tempo trascurabile tutti gli strafalcioni
    > verranno
    > corretti.

    Non sempre è così facile. Sì, in un libro di matematica o di fisica uno strafalcione si corregge in un attimo. Per un libro di storia, di geografia, di grammatica di una lingua straniera, di biologia, può essere necessario riscrivere daccapo l'intero capitolo. Ed è un lavoro vero e proprio.

    > > Secondo me hai una scarsa dimestichezza con
    > > l'animo umano. Perfino i pasticcieri sono
    > > gelosissimi delle loro ricette, e non le
    > svelano
    > > a nessuno.
    >
    > Secondo me la scarsa dimistichezza ce l'hai tu.
    > Io non faccio che vedere in giro libri di cucina,
    > programmi di cucina, ricette di
    > cucina.

    Ma che c'entra? Un conto è lanciarsi come chef nel mondo dell'editoria, un conto è avere un'impresa in proprio e impedire che il concorrente ne carpisca i segreti.
    E anche questi chef da libreria, non è detto che nelle ricette svelino tutto ciò che hanno imparato. Nulla vieta che le migliori le tengano per sé.


    > No. Voglio che alcuni insegnanti accettino di
    > collaborare
    > gratis.

    L'erba voglio non cresce nemmeno nell'orto del re.

    > C'e' una fila che neanche ti immagini di gente
    > disposta a partecipare al
    > progetto.

    Non è la fila quello che mi impressiona. È il risultato finale; in base alla barzelletta che il cammello è un equino progettato da una commissione.

    > > Se questi
    > > insegnanti sono convinti di avere questa
    > > smisurata capacità nel trasmettere il
    > Sapere,
    > il
    > > libro lo scriveranno da soli, e non certo in
    > > CC.
    >
    > Libro che non leggera' nessuno visto che ci sara'
    > quello in
    > CC.

    No, sono due variabili indipendenti. Se il libro di testo piace, viene adottato. Se non piace, no. La licenza CC non c'entra.
    Del resto vale anche, per dire, per i romanzi: uno scrittore diventa forse più famoso se il suo romanzo è leggibile gratis su internet? Lo diventa se è un romanzo avvincente, e decide il pubblico, non la licenza.

    > Basta rigirare il punto di vista.
    > Come per i farmaci, se esiste il generico, il
    > medico ha l'obbligo di prescrivere
    > quello.

    No. Forse in futuro sarà così. Per ora non c'è nessun vero obbligo, il medico deve indicare che esiste il preparato generico. Nient'altro.

    > > Poi magari si rompono e passano ad altri
    > > interessi, e ti ritrovi metà frasi
    > pronunciate
    > da
    > > madrelingua e metà ancora da
    > > fare.
    > > Belle, vero, le collaborazioni basate sulla
    > > parola data?
    > > Sorride
    >
    > E' ovvio che quelli come te neanche ci si mettono.

    Non per pregiudizio verso il concetto, piuttosto, per post-giudizio: io conosco i miei polli. Il volontariato collaborativo si ferma quando il tempo e le energie non ci sono più. Per mille motivi, questi possono svanire strada facendo. E che fai, sventoli sotto il naso dei collaboratori un contratto che dice che devono consegnare quella parte gratis ed entro il termine? Sorride


    > Per fortuna esiste gente con una mentalita'
    > diversa dalla tua gretta e meschina.

    Non ti illudere, Panda Rossa. Ci vorranno decenni perché un progetto collaborativo per un libro di testo eguagli la qualità di un libro da casa editrice. I libri di testo per essere appetibili non possono avere la qualità di wikipedia.

    > Lo dimostrano pagine e pagine di web.

    Sul web sono ammessi errori, omissioni, imprecisioni, strafalcioni di italiano, pareri personali piuttosto eterodossi, eccetera. Chi ti va a fare le pulci?
    In un libro di testo, no.


    > > che è perlappunto un articolo di storia. E
    > non
    > è
    > > l'unico caso, è solo quello che è durato più
    > a
    > > lungo.
    >
    > Ininfluente.
    > E magari creato proprio a bella posta dalla casta
    > parassita dei detentori dei diritti per poter
    > screditare il concorrente che decretera' il loro
    > inesorabile e definitivo
    > fallimento.

    E con questo hai detto tutto!
    Piuttosto che cambiare opinione, tu metti la lobby del copyright anche nella caffellatte che bevi a colazione. Rotola dal ridereRotola dal ridere
    Più in malafede di così si muore.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Faso

    > Non sempre è così facile. Sì, in un libro di
    > matematica o di fisica uno strafalcione si
    > corregge in un attimo.

    Ok.

    > Per un libro di storia, di
    > geografia, di grammatica di una lingua straniera,
    > di biologia, può essere necessario riscrivere
    > daccapo l'intero capitolo. Ed è un lavoro vero e
    > proprio.

    La gente disposta a riscrivere il capitolo c'e'.
    E non chiede alcun compenso.

    > > Io non faccio che vedere in giro libri di
    > cucina,
    > > programmi di cucina, ricette di
    > > cucina.
    >
    > Ma che c'entra? Un conto è lanciarsi come chef
    > nel mondo dell'editoria, un conto è avere
    > un'impresa in proprio e impedire che il
    > concorrente ne carpisca i segreti.

    Un altro conto e' scrivere le proprie ricette.
    Io non ho bisogno che sia uno chef a firmare una ricetta perche' mi metta a cucinare.
    Se trovo in rete una ricetta che la zia Maria ha postato sul forum, magari pure sgrammaticata e con citazioni in dialetto, mi va bene uguale.

    > E anche questi chef da libreria, non è detto che
    > nelle ricette svelino tutto ciò che hanno
    > imparato. Nulla vieta che le migliori le tengano
    > per sé.

    Ma chissenefrega.
    Stiamo parlando di testi di SCUOLA DELL'OBBLIGO, non perdere di vista il punto.
    Frega a nessuno di sapere i retroscena e la critica storica su Napoleone.
    E' gia' tanto se lo studente sa della battaglia di Waterloo e chi erano gli avversari di Napoleone in quella circostanza.

    > > No. Voglio che alcuni insegnanti accettino di
    > > collaborare
    > > gratis.
    >
    > L'erba voglio non cresce nemmeno nell'orto del re.

    Ma nel web cresce molto abbondante.

    > > C'e' una fila che neanche ti immagini di
    > gente
    > > disposta a partecipare al
    > > progetto.
    >
    > Non è la fila quello che mi impressiona. È
    > il risultato finale; in base alla barzelletta che
    > il cammello è un equino progettato da una
    > commissione.

    Non e' un problema tuo.
    Sara' cura dell'insegnante che adottera' questo testo, integrarlo con quello che ritiene opportuno, come previsto dalla legge sulla liberta' di insegnamento.

    > > Libro che non leggera' nessuno visto che ci
    > sara'
    > > quello in
    > > CC.
    >
    > No, sono due variabili indipendenti. Se il libro
    > di testo piace, viene adottato. Se non piace, no.
    > La licenza CC non c'entra.

    No. Il libro viene adottato perche' in CC (e gratis).
    Se l'insegnante ritiene di dover affiancare un testo a pagamento, dovra' esternare le sue motivazioni ed essere sospettato di tresca con la casa editrice (con conseguente indagine della GdF).

    > Del resto vale anche, per dire, per i romanzi:
    > uno scrittore diventa forse più famoso se il suo
    > romanzo è leggibile gratis su internet? Lo
    > diventa se è un romanzo avvincente, e decide il
    > pubblico, non la licenza.

    Naturalmente. Ma se il testo e' gratis su internet, verra' letto di piu' e incontrera' un maggior numero di lettori a cui puo' piacere.

    > > Basta rigirare il punto di vista.
    > > Come per i farmaci, se esiste il generico, il
    > > medico ha l'obbligo di prescrivere
    > > quello.
    >
    > No. Forse in futuro sarà così. Per ora non c'è
    > nessun vero obbligo, il medico deve indicare che
    > esiste il preparato generico.
    > Nient'altro.

    Ma noi ci muoviamo in questa direzione e respingiamo tutti i detrattori che avranno indubbiamente un tornaconto parassitario da difendere.

    > > E' ovvio che quelli come te neanche ci si
    > mettono.
    >
    > Non per pregiudizio verso il concetto, piuttosto,
    > per post-giudizio: io conosco i miei polli. Il
    > volontariato collaborativo si ferma quando il
    > tempo e le energie non ci sono più.

    Ma la base da cui attingere e' praticamente infinita.
    E comunque il lavoro basta farlo una volta.

    > Per mille
    > motivi, questi possono svanire strada facendo. E
    > che fai, sventoli sotto il naso dei collaboratori
    > un contratto che dice che devono consegnare
    > quella parte gratis ed entro il termine?
    > Sorride

    No, non c'e' nessuna scadenza.
    Non c'e' nessuna fretta.
    Il tempo lavora per noi.

    > > Per fortuna esiste gente con una mentalita'
    > > diversa dalla tua gretta e meschina.
    >
    > Non ti illudere, Panda Rossa. Ci vorranno decenni
    > perché un progetto collaborativo per un libro di
    > testo eguagli la qualità di un libro da casa
    > editrice.

    Ci SONO VOLUTI DECENNI, ma adesso alcuni testi ci sono e nessuno li puo' togliere.
    E piu' passa il tempo, piu' aumentano.

    > I libri di testo per essere appetibili
    > non possono avere la qualità di wikipedia.

    La qualita' di wikipedia e' ottima per il livello della scuola dell'obbligo.

    Lo certificano tutti i giornalisti che attingono a piene mani (senza neppure citarla).

    > > Lo dimostrano pagine e pagine di web.
    >
    > Sul web sono ammessi errori, omissioni,
    > imprecisioni, strafalcioni di italiano, pareri
    > personali piuttosto eterodossi, eccetera.

    E si possono pure fare correzioni in tempo reale.
    Limite insormontabile della carta stampata.

    > Chi ti
    > va a fare le
    > pulci?

    Chiunque.

    > In un libro di testo, no.

    Ah no?
    I libri di testo sono forse esenti da errori?

    > > E magari creato proprio a bella posta dalla
    > casta
    > > parassita dei detentori dei diritti per poter
    > > screditare il concorrente che decretera' il
    > loro
    > > inesorabile e definitivo
    > > fallimento.
    >
    > E con questo hai detto tutto!
    > Piuttosto che cambiare opinione, tu metti la
    > lobby del copyright anche nella caffellatte che
    > bevi a colazione.
    > Rotola dal ridereRotola dal ridere
    > Più in malafede di così si muore.

    Tu difendi la lobby del copyright e io non posso combatterla?
    Ti piace vincere facile?
  • - Scritto da: panda rossa
    > La gente disposta a riscrivere il capitolo c'e'.
    > E non chiede alcun compenso.
    Dove posso trovarla?
    Ho messo un bel manifesto, ma nessuno si è ancora fatto sentire
    non+autenticato
  • Il ministro Profumo aveva commissionato all’Unità italiana di Eurydice una ricerca sull’obbligo di adozione dei libri di testo nelle scuole europee.
    La ricerca ha svelato come gli unici Paesi europei dove l'adozione di libri di testo e' obbligatoria siano l'Italia, la Grecia, Cipro e Malta
    (fonte: http://www.tuttoscuola.com/cgi-local/disp.cgi?ID=3...).
    Premesso che tutti noi genitori abbiamo esperienza di libri acquistati e mai utilizzati dai docenti, penso che uno dei nodi sia proprio questo e sono convinto che se si riuscisse a cancellare questo obbligo tutto sarebbe piu' semplice.
    Un saluto
    Iacopo
    non+autenticato
  • guarda caso proprio tra i paesi messi peggio economicamente... bello
    non+autenticato
  • > Il ministro Profumo aveva commissionato all’Unità
    > italiana di Eurydice una ricerca sull’obbligo di
    > adozione dei libri di testo nelle scuole
    > europee.

    Non proprio tutti i Paesi europei, però. Non so in base a quale criterio siano stati scelti.
    Dalla lista mancano Svizzera, Paesi Bassi, Islanda, Slovacchia, Ungheria, Estonia, Lettonia, Lituania, Moldova, Bielorussia, Romania, Bulgaria, Serbia, Croazia, Bosnia-Erzegovina, Montenegro, Albania, e per quanto riguarda l'Inghilterra, non è automatico che la cosa sia estesa anche alla Scozia e all'Irlanda del Nord.
    E ovviamente mancano i microstati, che non farebbero testo.
    Si può leggere qui: http://www.indire.it/lucabas/lkmw_file/eurydice/li...

    > La ricerca ha svelato come gli unici Paesi
    > europei dove l'adozione di libri di testo e'
    > obbligatoria siano l'Italia, la Grecia, Cipro e
    > Malta

    È in effetti anacronistico stabilirlo per legge.
    In ogni caso, la ricerca specifica anche che in alcuni stati in cui l'iniziativa scolastica è demandata alle comunità locali (a volte i comuni, a volte le contee), sono queste a stabilire un eventuale obbligo, e non lo stato centrale.   
    In genere, dalla ricerca emerge che quando la scuola indica i libri di testo, questi devono essere approvati dal ministero, o da altro organo. E rimane sottinteso che il libro va acquistato. Sorride
    non+autenticato
  • Ecco le solite potentissime lobby, editori ed insegnanti, che uniti contro il progresso, bloccano una lodevole iniziativa. Il risultato è che gli editori continueranno a dissanguare le famiglie e i ragazzi italiani saranno svantaggiati rispetto a quelli dei paesi dove la civiltà informatica è una realtà.
    E poi si lamentano che ci siano tanti disoccupati! Cosa ce ne facciamo in azienda di dipendenti che sanno leggere un testo latino, o conoscono i filosofi greci, ma arrancano di fronte a Word o Excel?
    Io mi vergogno quando in una sessione di laurea si lodano i ragazzi che hanno fatto una tesi perfettamente inutile, invece di una tesi che servirà per trovare un posto di lavoro.
    Così la scuola italiana diventa una fabbrica di disoccupati.
    Non credo che tutti i genitori siano così sciocchi da credere che il libro sia meglio del supporto elettronico: perché invece di disinteressarsi delle cose della scuola o ragionare con una logica ottocentesca non cominciano a ragionare e a preoccuparsi per il futuro dei figli?
    La scuola è troppo condizionata da interessi di casta: è tempo di cambiare e ormai solo i genitori possono far valere le proprie opinioni. I figli purtroppo sono facilmente condizionabili da docenti disonesti e da politicanti ancor più disonesti.
  • - Scritto da: massimo1940

    > Il risultato è
    > che gli editori continueranno a dissanguare le
    > famiglie e i ragazzi italiani saranno
    > svantaggiati rispetto a quelli dei paesi dove la
    > civiltà informatica è una
    > realtà.

    Hai una totale fiducia salvifica nell'uso dei libri di testo elettronici rispetto a quelli cartacei.
    Guarda che non si diventa esperti informatici per il sol fatto di usare libri elettronici. Ci vuole qualcosa di più, ad esempio un numero fisso di ore di insegnamento di materie relative al computer. Che nei programmi non c'è.Deluso


    > E poi si lamentano che ci siano tanti
    > disoccupati! Cosa ce ne facciamo in azienda di
    > dipendenti che sanno leggere un testo latino, o
    > conoscono i filosofi greci, ma arrancano di
    > fronte a Word o
    > Excel?

    Stai mescolando due cose molto diverse fra di loro. Il latino e la storia della filosofia si studiano al liceo classico e scientifico. E ci va chi vuole, nessuno oggi ti obbliga a scegliere quella scuola in particolare.
    E al contrario, di nuovo, si possono benissimo usare libri elettronici per materie diverse dal latino e dalla filosofia, senza però insegnare Word e Excel! Sono due questioni separate.


    > Io mi vergogno quando in una sessione di laurea
    > si lodano i ragazzi che hanno fatto una tesi
    > perfettamente inutile, invece di una tesi che
    > servirà per trovare un posto di
    > lavoro.

    Dubito esistano tesi che servono a trovare un posto di lavoro.
    Caso mai esistono tesi che possono costituire l'inizio di un'attività imprenditoriale innovativa.
    non+autenticato
  • 1. Ogni anno lo Stato apre una gara per la fornitura dei testi scolastici necessari.

    2. I primi 10 (5? 3?) testi per ogni materia, i migliori per rapporto qualità/prezzo, vincono la gara

    3. Lo Stato acquista integralmente i diritti sui testi che hanno vinto.

    4. Lo Stato quindi distribuisce i file digitali dei testi a tutte le scuole (PUBBLICHE), assieme ai diritti per la libera riproduzione sia su carta che digitale.

    5. Le singole scuole, secondo le scelte degli insegnanti, si organizzano come meglio credono per stampare/riprodurre i testi che preferiscono, SENZA COSTI PER LE FAMIGLIE.

    6. Difficile, eh?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Fetente
    > 1. Ogni anno lo Stato apre una gara per la
    > fornitura dei testi scolastici
    > necessari.
    >
    > 2. I primi 10 (5? 3?) testi per ogni materia, i
    > migliori per rapporto qualità/prezzo, vincono la
    > gara
    >
    > 3. Lo Stato acquista integralmente i diritti sui
    > testi che hanno
    > vinto.
    >
    > 4. Lo Stato quindi distribuisce i file digitali
    > dei testi a tutte le scuole (PUBBLICHE), assieme
    > ai diritti per la libera riproduzione sia su
    > carta che
    > digitale.
    >
    > 5. Le singole scuole, secondo le scelte degli
    > insegnanti, si organizzano come meglio credono
    > per stampare/riprodurre i testi che preferiscono,
    > SENZA COSTI PER LE
    > FAMIGLIE.
    >
    > 6. Difficile, eh?

    Beh, difficile che qualcuno ci mangi sopra, quindi non lo faranno.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Fetente

    > 1. Ogni anno lo Stato apre una gara per la
    > fornitura dei testi scolastici
    > necessari.

    Chiamiamolo bando, però.
    Altrimenti sembra un concorso letterario, il premio Strega. A bocca storta


    > 2. I primi 10 (5? 3?) testi per ogni materia, i
    > migliori per rapporto qualità/prezzo, vincono la
    > gara

    Chi li giudica?
    Domanda non peregrina, visto che se a giudicarli sono amici o parenti degli autori, i vincitori si sanno in anticipo.



    > 3. Lo Stato acquista integralmente i diritti sui
    > testi che hanno
    > vinto.

    Uhm, economico, non c'è che dire...
    E anche i futuri diritti sugli aggiornamenti, o lo stesso testo lo facciamo durare 30 anni?


    > 4. Lo Stato quindi distribuisce i file digitali
    > dei testi a tutte le scuole (PUBBLICHE), assieme
    > ai diritti per la libera riproduzione sia su
    > carta che
    > digitale.

    Proprio tutte tutte tutte, o solo le scuole che scelgono di adottare quei libri?
    Sai, c'è un articoletto della costituzione che sancisce che l'insegnamento è libero. Imporre una rosa di libri di testo a tutte le scuole, nonostante al singolo insegnante non piaccia, non la vedo agevole. Sempre costituzionalmente parlando.

    > 5. Le singole scuole, secondo le scelte degli
    > insegnanti, si organizzano come meglio credono
    > per stampare/riprodurre i testi che preferiscono,
    > SENZA COSTI PER LE
    > FAMIGLIE.

    Ho capito: paga il contribuente. Anche quello che di figli non ne ha, e non intende averne.


    > 6. Difficile, eh?

    Le ideone sono sempre facilissime.
    È la realtà che le fa infrangere in mille pezzi.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Gilles de Rais

    > Chi li giudica?
    > Domanda non peregrina, visto che se a giudicarli
    > sono amici o parenti degli autori, i vincitori si
    > sanno in
    > anticipo.

    Lo stesso problema si pone per qualsiasi lavoro pagato dallo stato, cosa facciamo, smettiamo di fare strade e ponti?

    > Uhm, economico, non c'è che dire...
    Sempre meno costoso che pagare centinaia di euro per pessimi libri come accade ora

    > E anche i futuri diritti sugli aggiornamenti, o
    > lo stesso testo lo facciamo durare 30
    > anni?
    Si stabilisce un periodo congruo, tipo 3 anni. Anche tempo fa qualcuno aveva proposto di obbligare gli editori a non modificare i testi prima di 3 anni, per agevolare il mercato dei libri usati.

    > Proprio tutte tutte tutte, o solo le scuole che
    > scelgono di adottare quei
    > libri?
    > Sai, c'è un articoletto della costituzione che
    > sancisce che l'insegnamento è libero. Imporre una
    > rosa di libri di testo a tutte le scuole,
    > nonostante al singolo insegnante non piaccia, non
    > la vedo agevole. Sempre costituzionalmente
    > parlando.
    Ah, è libero? allora perchè gli insegnanti sono OBBLIGATI PER LEGGE a indicare agli studenti uno dei libri approvati dal ministero? Comunque niente impedirebbe ai presidi e agli insegnanti di scegliere libri a pagamento: sempre che siano disposti a giustificare la cosa con i genitori degli studenti.

    > Ho capito: paga il contribuente. Anche quello che
    > di figli non ne ha, e non intende
    > averne.
    Ehi amico, io NON HO figli, ma sono contento che con le mie tasse si finanzino le scuole pubbliche. Voglio un Paese civilizzato.

    > Le ideone sono sempre facilissime.
    > È la realtà che le fa infrangere in mille
    > pezzi.
    Ok sentiamo le tue ideone allora.
    non+autenticato
  • > Chi li giudica?
    > > Domanda non peregrina, visto che se a
    > giudicarli
    > > sono amici o parenti degli autori, i
    > vincitori
    > si
    > > sanno in
    > > anticipo.
    >
    > Lo stesso problema si pone per qualsiasi lavoro
    > pagato dallo stato, cosa facciamo, smettiamo di
    > fare strade e
    > ponti?

    Posso essere d'accordo che le procedure siano truccate. Ma in una gara d'appalto si giudica un preventivo di un ponte sulla base di pochi parametri: i costi, il tempo richiesto per realizzarlo, l'impatto ambientale che comporterà la fase di costruzione, e pochi altri. Sono parametri oggettivi.
    Per un libro di testo non è così facile.


    > > Uhm, economico, non c'è che dire...
    > Sempre meno costoso che pagare centinaia di euro
    > per pessimi libri come accade
    > ora

    I pessimi libri piacciono agli insegnanti. Magari pessimi anche loro, ma nella scuola quelli trovi, non dei robot.


    > Anche tempo fa qualcuno aveva proposto di
    > obbligare gli editori a non modificare i testi
    > prima di 3 anni, per agevolare il mercato dei
    > libri
    > usati.

    La proposta è passata; non so però né se sia vincolante per i consigli di istituto, né se davvero faccia risparmiare. La norma ammette infatti che gli aggiornamenti siano editi in opuscoli a parte, che vanno acquistati a parte anche se si ha un libro usato, e non è detto siano economici.


    > > Sai, c'è un articoletto della costituzione
    > che
    > > sancisce che l'insegnamento è libero.
    > Imporre
    > una
    > > rosa di libri di testo a tutte le scuole,
    > > nonostante al singolo insegnante non
    > piaccia,
    > non
    > > la vedo agevole. Sempre costituzionalmente
    > > parlando.

    > Ah, è libero? allora perchè gli insegnanti sono
    > OBBLIGATI PER LEGGE a indicare agli studenti uno
    > dei libri approvati dal ministero?

    Vuoi approfondire questa frase? Cosa intendi per "approvati dal ministero"?

    > Comunque
    > niente impedirebbe ai presidi e agli insegnanti
    > di scegliere libri a pagamento: sempre che siano
    > disposti a giustificare la cosa con i genitori
    > degli
    > studenti.

    Stai descrivendo quello che già avviene ora. Sorride
    A parte per gli alunni delle prime classi, i libri di testo delle classi seguenti non sono affatto ignoti ai genitori. Non sono al corrente di scontri avvenuti fra insegnanti e genitori su questo (su altre cose, sì). Alla fine, nessuno se la sente di dire al falegname quale lima usare, o al dentista quale fresa.

    > > Ho capito: paga il contribuente. Anche
    > quello
    > che
    > > di figli non ne ha, e non intende
    > > averne.
    > Ehi amico, io NON HO figli, ma sono contento che
    > con le mie tasse si finanzino le scuole
    > pubbliche. Voglio un Paese
    > civilizzato.

    Già che le tasse italiane sono basse, mettiamo nella legge di stabilità anche i diritti d'autore dei libri di testo, via! Gli italiani non vedono l'ora.

    > > Le ideone sono sempre facilissime.
    > > È la realtà che le fa infrangere in
    > mille
    > > pezzi.
    > Ok sentiamo le tue ideone allora.

    Non ho particolari idee innovative sui libri di testo, se non quella di una commissione indipendente che elimini dall'adottabilità le porcate più palesi e impresentabili. Anche per via costituzionale, se necessario.
    Sulla questione libro cartaceo/libro elettronico, io sono assolutamente indifferente. Scelgano quelli con cui si trovano meglio. Purché non si pensi che un libro di testo elettronico fatto bene sia gratis, perché non è così, e secondo me non lo sarà mai.
    non+autenticato
  • Conosco un insegnante che, per far risparmiare soldi agli allievi, si era messo (insieme ad altri insegnanti) a scrivere di suo pugno dispense gratuite da distribuire fotocopiate, al posto dei libri di testo. Apriti cielo! è stato obbligato dalla scuola ad indicare comunque uno dei libri "ufficiali". Così tutte le famiglie lo hanno comprato, nonostante lui e gli altri insegnanti avessero cercato di far sapere che, sì, il libro DOVEVA essere indicato, ma NON ERA NECESSARIO comprarlo.
    Avevano anche provato ad aggirare l'ostacolo indicando come testo il famoso "bignamino", ma è stato respinto dalla scuola.
    Poi, certo, si è liberi di pensare quello che si vuole. Io comunque ricordo benissimo uno dei costosi e preziosi libri di testo "ufficiali", in questo caso di Geografia, in cui la bandiera italiana aveva il settore rosso vicino all'asta...
    Ormai con Internet sarebbe facile per gruppi di insegnanti lavorare insieme alla stesura di libri di testo "open-source", ma se poi le leggi sono fatte per agevolare le lobby degli editori (che sei, uno di loro?), è chiaro che non se ne esce.
    non+autenticato
  • > Conosco un insegnante che, per far risparmiare
    > soldi agli allievi, si era messo (insieme ad
    > altri insegnanti) a scrivere di suo pugno
    > dispense gratuite da distribuire fotocopiate, al
    > posto dei libri di testo. Apriti cielo! è stato
    > obbligato dalla scuola ad indicare comunque uno
    > dei libri "ufficiali". Così tutte le famiglie lo
    > hanno comprato, nonostante lui e gli altri
    > insegnanti avessero cercato di far sapere che,
    > sì, il libro DOVEVA essere indicato, ma NON ERA
    > NECESSARIO
    > comprarlo.

    Ci sono diversi casi di docenti che scrivono dispense e poi le distribuiscono.
    La legge impone di indicare un libro di testo, non sono capricci di un consiglio d'istituto o di un dirigente scolastico. Poi, se c'è mancanza di comunicazione fra Istituto e genitori, e in particolare se non viene messa la clausola doverosa di aspettare di acquistare i libri prima di aver parlato con l'insegnante, una clausola che vale sempre, anche se il docente non scrive le sue dispense, è una faccenda a parte.

    Detto questo, puoi lodare l'iniziativa, ma non puoi obbligare i docenti a scrivere le proprie dispense, quando non ne hanno la voglia o le capacità.


    > Avevano anche provato ad aggirare l'ostacolo
    > indicando come testo il famoso "bignamino", ma è
    > stato respinto dalla
    > scuola.
    > Poi, certo, si è liberi di pensare quello che si
    > vuole. Io comunque ricordo benissimo uno dei
    > costosi e preziosi libri di testo "ufficiali", in
    > questo caso di Geografia, in cui la bandiera
    > italiana aveva il settore rosso vicino
    > all'asta...

    Forse era la moda del tempo. Mi spiego: a metà degli anni Ottanta si erano diffuse delle placchette autoadesive da mettere sul retro dell'auto, che rappresentavano il tricolore. Metà degli automobilisti l'appiccicava al contrario, e, come scrivi tu, il rosso era a sinistra, anziché a destra. A bocca aperta


    > Ormai con Internet sarebbe facile per gruppi di
    > insegnanti lavorare insieme alla stesura di libri
    > di testo "open-source",

    Veramente esistono già:
    http://www.matematicamente.it/manuale_matematica/a.../
    Alcuni qui sul forum dicono che sono testi validi. Boh!
    Io diffido sempre delle qualità delle cose fatte gratis.

    > ma se poi le leggi sono
    > fatte per agevolare le lobby degli editori (che
    > sei, uno di loro?), è chiaro che non se ne
    > esce.

    Nessuna legge obbliga gli alunni ad acquistare un libro prima di aver ricevuto istruzioni dall'insegnante.
    Sono d'accordo che la legge che impone di indicare un testo da un editore di scolastica sia un po' da rivedere. Ma non è quella la causa dell'incidente occorso all'insegnante con le sue dispense. È pura mancanza di comunicazione.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Gilles de Rais

    > La legge impone di indicare un libro di testo,
    > non sono capricci di un consiglio d'istituto o di
    > un dirigente scolastico.

    E' una legge come lo erano le leggi razziali, l'aparthaid, la schiavitu', il delitto d'onore, l'indissolubilita' del matrimonio...

    Tutte leggi che man mano che vengono abrogate elevano il livello sociale di un paese.

    > Detto questo, puoi lodare l'iniziativa, ma non
    > puoi obbligare i docenti a scrivere le proprie
    > dispense, quando non ne hanno la voglia o le
    > capacità.

    La voglia rientra nelle mansioni lavorative.
    Se non hanno voglia di lavorare, io non avro' voglia di pagare loro lo stipendio.
    Per quanto riguarda la capacita', non sto neanche a risponderti.

    > Forse era la moda del tempo. Mi spiego: a metà
    > degli anni Ottanta si erano diffuse delle
    > placchette autoadesive da mettere sul retro
    > dell'auto, che rappresentavano il tricolore. Metà
    > degli automobilisti l'appiccicava al contrario,
    > e, come scrivi tu, il rosso era a sinistra,
    > anziché a destra.
    > A bocca aperta

    Con la differenza che un automobilista puo' benissimo essere ignorante e non temere di mostrarlo al mondo; un libro di testo no.

    > > Ormai con Internet sarebbe facile per gruppi
    > di
    > > insegnanti lavorare insieme alla stesura di
    > libri
    > > di testo "open-source",
    >
    > Veramente esistono già:
    > http://www.matematicamente.it/manuale_matematica/a
    > Alcuni qui sul forum dicono che sono testi
    > validi.
    > Boh!
    > Io diffido sempre delle qualità delle cose fatte
    > gratis.

    Io diffido delle cose fatte da lobbies.

    Almeno le cose gratis hanno il vantaggio che non ci smeni dei soldi se non ti piacciono.

    > Nessuna legge obbliga gli alunni ad acquistare un
    > libro prima di aver ricevuto istruzioni
    > dall'insegnante.

    Insegnante che magari non e' di ruolo, e che dopo neanche un mese verra' sostituito.
  • - Scritto da: Gilles de Rais

    >
    > Posso essere d'accordo che le procedure siano
    > truccate. Ma in una gara d'appalto si giudica un
    > preventivo di un ponte sulla base di pochi
    > parametri: i costi, il tempo richiesto per
    > realizzarlo, l'impatto ambientale che comporterà
    > la fase di costruzione, e pochi altri. Sono
    > parametri oggettivi.
    >
    > Per un libro di testo non è così facile.

    Basta leggerlo.
    Contiene quanto previsto dai programmi ministeriali?
    SI []
    NO []
    Barrare la casella corrispondente.

    > Stai descrivendo quello che già avviene ora. Sorride
    > A parte per gli alunni delle prime classi, i
    > libri di testo delle classi seguenti non sono
    > affatto ignoti ai genitori. Non sono al corrente
    > di scontri avvenuti fra insegnanti e genitori su
    > questo (su altre cose, sì). Alla fine, nessuno se
    > la sente di dire al falegname quale lima usare, o
    > al dentista quale fresa.

    Stai sicuro che se il falegname incaricato di levigarmi un tavolo, mette mano al trapano, io qualcosa da dire ce l'ho.

    Cosi' come ho avuto da dire all'insegnante di matematica quando ho visto che le tre pagine dedicate all'informatica, presenti sul libro di testo, erano una squallida e meschina pubblicita' al monopolista imperante.

    > Già che le tasse italiane sono basse, mettiamo
    > nella legge di stabilità anche i diritti d'autore
    > dei libri di testo, via! Gli italiani non vedono
    > l'ora.

    Quello che si potrebbe invece fare a costo zero e' una bella abrogazione del diritto d'autore in toto.

    > Purché non si
    > pensi che un libro di testo elettronico fatto
    > bene sia gratis, perché non è così, e secondo me
    > non lo sarà mai.

    Per questo tu sei destinato all'estizione, e con te tutta la casta editoriale parassita.
  • - Scritto da: panda rossa
    > Contiene quanto previsto dai programmi
    > ministeriali?
    > SI []
    > NO []
    > Barrare la casella corrispondente.

    Tutti i libri di testo soddisfano questo criterio. Gli autori non sono mica fessi.
    Bisogna scegliere i migliori, e come si fa? E soprattutto, chi lo fa? Anche mettere nella giuria solo docenti universitari non sarebbe una soluzione priva di rischi, perché non possono rendersi conto se un libro è scritto troppo difficile o meno.


    > Stai sicuro che se il falegname incaricato di
    > levigarmi un tavolo, mette mano al trapano, io
    > qualcosa da dire ce
    > l'ho.

    Tu. Ma non tutti. E non è detto che siano presenti durante il lavoro.

    > Quello che si potrebbe invece fare a costo zero
    > e' una bella abrogazione del diritto d'autore in
    > toto.

    E non si fa.
    Brusco il risveglio, eh?


    > Per questo tu sei destinato all'estizione, e con
    > te tutta la casta editoriale
    > parassita.

    Povero illuso.
    Continua a dare i soliti titoli a chiunque ti riporti alla realtà. Oramai solo questo puoi fare.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Gilles de Rais

    > Sai, c'è un articoletto della costituzione che
    > sancisce che l'insegnamento è libero.

    Ce ne sarebbe anche un altro che dice che la scuola e' gratuita.
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