Luca Annunziata

WiFi libero, passo indietro alla Camera

In commissione i legislatori complicano le cose. E introducono maggiori imposizioni per i gestori. Si spera in un emendamento in extremis

Roma - Era stata annunciata come la liberalizzazione simbolo del nuovo corso della politica, rischia di trasformarsi nel più celebre elefante che partorisce un topolino. In commissione alla Camera, per tentare di accogliere le osservazioni del Garante Privacy, il testo del cosiddetto Decreto del Fare è stato reso ancora più specifico: riportando la situazione, per paradossale che possa sembrare, a una condizione analoga o peggiore a quella precedente l'abolizione del decreto Pisanu.

Come segnalato dall'on. Stefano Quintarelli (Scelta Civica), già esperto di Rete e addetto ai lavori, le indicazioni più precise contenute nel nuovo articolo 10 comma 1 recitano: "Resta fermo l'obbligo del gestore di garantire la tracciabilità del collegamento attraverso l'assegnazione temporanea di un indirizzo IP e il mantenimento di un registro informatico dell'associazione temporanea di tale indirizzo IP al MAC address del terminale utilizzato per l'accesso alla rete internet". Ovvero occorrerebbe tenere traccia non solo del MAC, posizione già stigmatizzata dal Garante, ma pure dell'IP con un evidente non-senso tecnico (che valore avrebbe un IP del tipo 192.168.0.* tipico delle LAN?). Senza contare la necessità di realizzare un sistema in grado di tenere il log delle connessioni, contenente informazioni sensibili come il MAC Address e dunque garantito rispetto a intrusioni.

La soluzione escogitata nel comma 2, ovvero non chiedere conto all'interessato del trattamento dei dati ai fini della tracciabilità, elimina la necessità di far firmare la documentazione (le scartoffie) ma non risolve la questione principale. Tanto più che, come gli addetti ai lavori sanno, neppure il MAC address è uno strumento definitivo per l'identificazione di un terminale connesso a una rete.


Quintarelli, con una nota, ha reso nota la posizione di Scelta Civica: ovvero chiedere al Governo un passo indietro per non ricadere in una complicazione di fatto che renderebbe il WiFi meno libero che mai. La speranza è che si possa infilare la modifica all'articolo 10 nel maxi-emendamento da votare in aula, non più in commissione dove il testo è stato ormai licenziato, sebbene i tempi siano piuttosto stretti. (L.A.)
20 Commenti alla Notizia WiFi libero, passo indietro alla Camera
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  • Sembrerebbe che il testo in discussione alla Camera è differente da quello che ha suscitato polemiche.
    http://www.camera.it/leg17/995?sezione=documenti&t...=
    non+autenticato
  • I signori che scrivono queste leggi farebbero bene a parlare con un sysadmin prima, quello che scrivono e quello che la tecnica impone non sono compatibili, loro tengono conto solo del newbie con il portatile del supermercato.
    Vogliamo invece iniziare a parlare di virtualmachine, di mac virtuali?I signori conoscono la loro esistenza?Sanno che un mac adress è modificabile e/o camuffabile?
    Se lo fanno per evitare azioni fraudolente rimarranno delusi e di conseguenza chi le subirà.
    Dal punto di vista tecnico uno spreco di risorse e tempo, dal punto di vista di zia Germana che gestisce un bed and breakfast uno dispendio inutile di denaro (oltretutto pagherebbe soldi per roba che manco comprende).
    E' come la storia della pec per tutte le aziende, prima di obbligare una panetteria di alta montagna ad avere la pec, fagli arrivare internet in qualche modo....
    non+autenticato
  • Inutile arrabbiarsi a quest'ora. Ieri notte il testo è stato modificato e poche ore fa è stata posta la fiducia quindi il testo non è più modificabile con emendamenti.
    Per fortuna quello uscito dalla commissione ieri notte liberalizza il WiFi e non cità la tracciabilità ne dell'IP ne del MAC.

    - Scritto da: Alex77k12
    > I signori che scrivono queste leggi farebbero
    > bene a parlare con un sysadmin prima, quello che
    > scrivono e quello che la tecnica impone non sono
    > compatibili, loro tengono conto solo del newbie
    > con il portatile del
    > supermercato.
    > Vogliamo invece iniziare a parlare di
    > virtualmachine, di mac virtuali?I signori
    > conoscono la loro esistenza?Sanno che un mac
    > adress è modificabile e/o
    > camuffabile?
    > Se lo fanno per evitare azioni fraudolente
    > rimarranno delusi e di conseguenza chi le
    > subirà.
    > Dal punto di vista tecnico uno spreco di risorse
    > e tempo, dal punto di vista di zia Germana che
    > gestisce un bed and breakfast uno dispendio
    > inutile di denaro (oltretutto pagherebbe soldi
    > per roba che manco
    > comprende).
    > E' come la storia della pec per tutte le aziende,
    > prima di obbligare una panetteria di alta
    > montagna ad avere la pec, fagli arrivare internet
    > in qualche
    > modo....
    non+autenticato
  • Ecco, vedo che qualcun altro se ne è accorto
    non+autenticato
  • il mac address si può cambiare, e uno non è che possa tenere traccia di quello che passa in testa a chi lo cambia, magari cancella i log e riscrive sopra il blocco del disco, fa in modo che non lasci traccia.

    Cioè un mucchio di panzane per perdere tempo. Se voglio essere anonimo lo faccio con qualunque legge e non mi frega niente. Se poi sono un povero cristo, di quello che faccio in rete non interessa a nessuno. Ergo: tutta un'inutile perdita di tempo per far vedere che si fa qualcosa.

    Internet e la libertà di informazione non è il problema, ma parte della soluzione. Il problema è la mancanza di cervello.
  • IPv6? troppo presto ah?
    non+autenticato
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